Seddok, l'erede di Satana

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Seddok, l'erede di Satana
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1960
Durata105 min (87 min versione USA)
Dati tecniciB/N
rapporto: 1.66:1
Genereorrore, fantascienza
RegiaAnton Giulio Majano
SoggettoPiero Monviso
SceneggiaturaAlberto Bevilacqua, Gino De Santis (come Gino De Sanctis), Anton Giulio Majano
ProduttoreElio Ippolito Mellino (come Mario Fava)
Casa di produzioneLeone Film
FotografiaAldo Giordani
MontaggioGabriele Varriale
Effetti specialiUgo Amadoro
MusicheArmando Trovajoli
TruccoEuclide Santoli
Interpreti e personaggi

Seddok, l'erede di Satana è un film del 1960[1] per la regia di Anton Giulio Majano. È un horror fantascientifico[2] in bianco e nero che ha per protagonista Alberto Lupo.

È una storia basata sull'archetipo dello scienziato pazzo che compie folli esperimenti per salvare la donna amata, come altre pellicole del periodo (quali Occhi senza volto del 1959, Il mulino delle donne di pietra del 1960, Il diabolico dottor Satana del 1962).[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Quando una spogliarellista, Jeanette, rimane orribilmente sfigurata in un incidente d'auto, uno scienziato, il dottor Alberto Levin, sviluppa un trattamento in grado di ripristinare la sua bellezza iniettandole uno speciale siero. Durante l'esecuzione della procedura, tuttavia, si innamora di lei. Quando il trattamento comincia a perdere efficacia, è determinato a salvare il suo aspetto, indipendentemente dal numero di donne che deve uccidere per lei.

Il dottor Levin ha studiato gli effetti delle radiazioni sui tessuti viventi dopo il bombardamento atomico di Hiroshima in Giappone, inventando un siero imperfetto e teratogeno, "Derma 25", che ha poi raffinato in un agente di guarigione miracolosa, "Derma 28", che egli usa per curare l'amata ragazza. Quando la sua fornitura di Derma 28 si esaurisce, il folle scienziato si rende conto di dover uccidere per ottenerne ancora e si inietta il Derma 25 per diventare mostruoso e spietato, in modo da poter ottenere facilmente le sue vittime.

Poiché molti degli omicidi avvengono vicino alle banchine dove stanno attraccando navi cariche di profughi giapponesi, e il misterioso assassino si lascia alle spalle i corpi delle vittime con dei fori nel collo dove il dottor Levin ha estratto le ghiandole, i rifugiati sostengono che il responsabile degli attacchi sia un vampiro, che chiamano "Seddok" (benché non sia in realtà un nome giapponese). Durante un incontro con la polizia, il dottor Levin - nel frattempo ritornato al suo stato normale - ipotizza che i racconti di un assassino mutato resi dai sopravvissuti di Hiroshima siano dovuti a stress psicologico causato dal danno da radiazione su loro corpi, ma si chiede anche ad alta voce se il "vampiro" che questi testimoni descrivono potrebbe essere semplicemente un uomo disturbato che vuol essere di nuovo normale.

Sospettato dalla polizia e da Pierre, un altro spasimante di Jeanette, lo scienziato in fuga rapisce la ragazza, trasformandosi in mostro per l'ultima volta.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu una coproduzione italo-francese.[2]

Si tratta di una momentanea escursione[2] nel cinema dell'orrore di Anton Giulio Majano, noto come regista televisivo per la RAI tanto da essere considerato l'inventore della fiction televisiva italiana, in particolare del teleromanzo, poi chiamato "sceneggiato".[4] In questo film egli utilizza due volti assai noti della televisione italiana dell'epoca, Alberto Lupo (nella parte del protagonista professor Alberto Levin) e Sergio Fantoni (nella parte del suo rivale in amore Pierre).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola uscì in Italia il 19 agosto 1960.[senza fonte]

Fu distribuita in Francia il 2 febbraio 1962 col titolo Le monstre au masque, in Germania Ovest il 14 giugno 1963 come Seddok - Der Wüger mit den Teufelskrallen, nel Messico il 30 aprile 1964 come Seddok, el heredero del diablo, in Brasile col titolo O Herdeiro de Satanás.[senza fonte]

La prima statunitense del film avvenne il 29 maggio 1963 a Los Angeles in California.[senza fonte] La versione per la distribuzione negli Stati Uniti doppiata in inglese, dal titolo Atom Age Vampire, ha una durata di 87 minuti, contro i 105 della versione originale del film. In tale edizione figura il nome aggiunto di Richard McNamara come "direttore della versione in lingua inglese"[2] (riferendosi presumibilmente al doppiaggio). Quando fu distribuito per il circuito dell'home video in videocassetta e DVD il film fu ulteriormente accorciato (da 12 a 15 minuti).

Del film sarebbe circolata sui mercati esteri anche un'edizione contenente alcune scene di nudo censurate in Italia.[2]

La pellicola è entrata nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Fantafilm, "il film non ha riscosso il plauso della critica, ma, senza dubbio, testimonia la irripetibile vitalità - sia pur nell'impianto traballante, ingenuo o commercialmente furbesco - del cinema italiano di serie B degli anni '60."[2]

« Eliminata la prevenzione che i cineasti nel genere giallo, fantascientifico e macabro non ci sanno fare, questo film dell'orrore diretto da Anton Giulio Majano può stare degnamente alla pari con quelli firmati dai registi stranieri (...). Gli ingredienti sono gli stessi (...) le variazioni sono minime e non c'è mai la trovata originale che le distingua in modo sensibile. »

(G. Ciaccio, Rivista del Cinematografo, 7 giugno 1961[5])

Rifacimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 l'animatore Scott Bateman ha distribuito una nuova versione di Atom Age Vampire sotto una licenza Creative Commons. Questa versione è stata creata prendendo la colonna sonora in lingua inglese del film in abbinamento con una grafica animata creata usando Adobe Flash. Questa versione include un flusso costante di sottotitoli e sovra-titoli che fanno osservazioni divertenti e aggiungono un ulteriore livello di dialogo e di commento al film.

In questa versione, il personaggio romantico di Pierre (che aveva respinto Jeanette prima del suo incidente, ma in seguito la cerca) viene dipinto come un pirata, mentre Sacha (il giardiniere muto del medico) ha un solo occhio ciclopico. I titoli spesso si riferiscono a varie esibizioni artistiche di fine cultura di Sacha che devono essere rinviate o interrotte, come una critica della poesia di T. S. Eliot o la creazione di una replica del David di Michelangelo.

Questa versione invita intenzionalmente al confronto sia con Che fai, rubi? (What's Up, Tiger Lily?, 1966), un film in cui il regista Woody Allen prese un film giapponese e registrò una nuova colonna sonora infondendogli una trama completamente diversa, e Mystery Science Theater 3000, una serie televisiva in cui ai film viene donato un ulteriore livello di commento umoristico con il linguaggio, l'audio e gli elementi visivi.

Nel 2011 l'artista britannico Adam Roberts ha realizzato il breve film sperimentale Remake, una scena per una nuova versione rigirata del film originale utilizzando la colonna sonora inglese doppiata, ma senza la presenza di alcun personaggio.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo, Michele Tetro, Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero (1902-1967), Gremese, 2003, p. 159, ISBN 978-88-8440-266-0.
  2. ^ a b c d e f Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Seddok, l'erede di Satana, in Fantafilm. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  3. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il mulino delle donne di pietra, in Fantafilm. URL consultato il 20 gennaio 2014.
  4. ^ Anton Giulio Majano | MYmovies
  5. ^ Cinematografo.it - Singola scheda film
  6. ^ Marcos Ortega, BFI Filmstore and Filmarmalade Present: Lehrstücke, Objet petit a and The Great Game, in Experimental Cinema, 16 novembre 2011. URL consultato il 23 marzo 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]