Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

R-Type

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
R-Type
videogioco
Rtypescreenshot.png
Lo scontro con Dobkeratops, boss del livello 1 (versione arcade)
PiattaformaSala giochi, Commodore 64, Atari ST, Amiga, Game Boy, Master System, MSX, ZX Spectrum, Amstrad CPC, PC Engine, Amiga CD32, iOS, Android, Sharp X68000, Game Boy Advance, NEC PC-8801
Data di pubblicazione1987 (arcade)
GenereSparatutto a scorrimento
TemaFantascienza
SviluppoIrem
PubblicazioneIrem, Nintendo
Modalità di giocoSingolo o doppio
Periferiche di inputJoystick, 2 pulsanti
Supportocassetta e floppy disk
Distribuzione digitaleVirtual Console
Seguito daR-Type II

R-Type (アールタイプ?) è un videogioco del genere sparatutto a scorrimento orizzontale, prodotto nel 1987 dalla Irem come coin-op e successivamente convertito per parecchi formati, sia nell'ambito delle console che degli home computer, di solito con un ottimo successo di critica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene nella prima versione del gioco la storia si limitasse alla celebre frase della schermata di presentazione, Blast off and strike the evil Bydo empire! ("decolla e colpisci il malvagio impero Bydo!"), per le successive release del gioco si è deciso di dare un retroscena più specifico alla lotta fra l'astronave R-9 e la malvagia popolazione dei Bydo. Si è scoperto così che i Bydo sono una creazione ottenuta attraverso l'ingegneria genetica dei terrestri del XXVI secolo; in seguito a cause non ben precisate i Bydo sono finiti in una dimensione parallela tramite un wormhole (come si vedrà in tre dei sequel del gioco, R-Type III: The Third Lightning, R-Type Delta e R-Type Final) col quale hanno iniziato a viaggiare nel tempo, evolvendosi e attaccando sia i loro creatori sia i terrestri del XXII secolo ancora ignari delle scoperte future. La Terra decide allora di costruire la navicella spaziale R-9 come ultimo baluardo dell'umanità.[1]

I Bydo mescolano caratteristiche di alta tecnologia e di mostruose e selvagge creature insettoidi; il titolo R-Type farebbe riferimento in particolare alla strategia tipo "r" adottata dalle popolazioni biologiche basate sulla riproduzione in quantità piuttosto che in qualità, come gli insetti[2].

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

R-Type è uno sparatutto a scorrimento orizzontale continuo verso destra. I movimenti delle varie ondate di nemici sono predefiniti e il giocatore li può memorizzare per stabilire di volta in volta quale sia il tipo di sparo più adatto a fronteggiare la situazione che si presenta.

La comparsa di R-Type ha rivoluzionato il mondo degli sparatutto, in particolare sono due le innovazioni fondamentali che hanno segnato la storia del genere: l'enorme potenza di fuoco a disposizione del giocatore, rappresentata soprattutto dal drone "Force", e la modalità di fuoco "Beam"[3].

Il Beam[modifica | modifica wikitesto]

Con questo termine (lett. "raggio") si indica la possibilità di generare un devastante raggio laser tenendo premuto per qualche secondo il pulsante di fuoco, interrompendo per il momento lo sparo normale, e aspettando il caricamento indicato da una barra a fondo schermo. Il colpo così ottenuto sarà in grado di trapassare le linee nemiche e causare un danno maggiore ai boss di fine livello. Con il proseguire della serie anche il concetto di beam evolverà, passando a un beam con un doppio caricamento (in cui, se anche la seconda barra viene caricata, per un po' la navicella sarà impossibilitata a sparare) e differenti tipi di beam a seconda del tipo di sparo selezionato.

Il Force[modifica | modifica wikitesto]

La seconda innovazione fu il "Force", un pod che assume un'importante valenza strategica all'interno del gioco. Infatti, a differenza dei vari pod comparsi fino ad allora, il "Force" non serve solo come potenza aggiuntiva di fuoco, ma può essere posizionato di fronte alla navicella, dietro, oppure essere lasciato fluttuare al suo fianco. La natura stessa del gioco, non frenetica ma ricca di passaggi difficoltosi, impone una riflessione su quale sia il migliore posizionamento del Force, visto e considerato che può essere utilizzato anche come scudo per assorbire alcuni proiettili e come arma contundente per distruggere i Bydo più deboli: infatti, se rilasciato dalla navicella principale, non solo si stacca, ma la propulsione lo spinge in avanti distruggendo ogni nemico sulla sua strada. Inoltre il Force è in grado di sparare anche se separato dalla navicella, permettendo di coprire una più vasta porzione di schermo.

Power-up[modifica | modifica wikitesto]

Ecco i tre power-up che determinano le tre tipologie di sparo:

  • icona rossa: due fasci di energia, rossa e blu, che si intrecciano in un percorso simile a una sinusoide;
  • icona blu: tre laser, di cui due con un'angolazione di 45°, in grado di rimbalzare contro pareti e nemici;
  • icona gialla: due grossi laser simili a fiammate che si dipartono verticalmente dal Force e possono proseguire il cammino lungo pareti e terreni.

Quando si raccoglie un power up (distruggendo alcune inermi navicelle Bydo dalla forma vagamente ovoidale), la Force viene automaticamente innestata sulla R-9. Esistono 3 livelli di potenza per ciascun tipo di sparo, da raggiungere raccogliendo in continuazione l'icona del colore corrispondente. Se si viene distrutti o si raccoglie un'icona differente i power up non saranno mantenuti.

Esistono due ulteriori armi da raccogliere, che però non possono essere potenziate:

  • Homing Bits: due piccoli satelliti di forma sferica che, orbitando intorno alla R-9, la proteggono da alcuni tipi di proiettili e possono anche sparare contro i nemici, se usati in combinazione con l'energia rossa.
  • Missili a ricerca: la R-9 sparerà due missili per volta che si dirigeranno contro i nemici più vicini.

Lo stile[modifica | modifica wikitesto]

R-Type è un arcade innovativo anche sotto altri aspetti: gli elementi grafici, come il fondale e i nemici stessi, riprendono uno stile "biomeccanico" già adottato in giochi come la saga di Gradius della Konami, ma qui portato all'estremo[2]. I livelli sono perlopiù ambientati in strane installazioni Bydo in cui elementi organici e meccanici si fondono di continuo, e anche i boss spaziano da enormi astronavi, a disgustosi ammassi di materiali organici, a creature deformi provviste di innesti biomeccanici, per finire con l'Imperatore Bydo dalle fattezze vagamente umanoidi.

Anche i livelli in un paio di casi si discostano dal classico schema in cui si affrontano svariate formazioni di navicelle prima di giungere al cospetto del boss: nel terzo in particolare si deve volare attorno a un'enorme nave spaziale - la Warship Bydo - distruggendone ogni sua parte, e giungere al motore centrale per eliminarla definitivamente; nel sesto invece bisogna attraversare un labirinto disseminato di nemici, alcuni dei quali indistruttibili, senza dover entrare nell'ultima stanza, quella col boss vero e proprio - un cyborg alieno - presente solo nella versione PC Engine del gioco.[4]

La disputa tra Activision e Rainbow Arts[modifica | modifica wikitesto]

I diritti per la conversione del gioco sugli home computer ad 8 e 16 bit erano stati acquisiti dalla Activision e la società americana aveva fatto i preparativi per un lancio colossale del gioco nei negozi, ma era stata battuta sul tempo dalla Rainbow Arts, la quale aveva fatto uscire Katakis, un gioco chiaramente ispirato al tormentone della Irem. Ne nacque un'accesa disputa[senza fonte], conclusasi con il ritiro di Katakis dal mercato e con la conversione di R-Type su Amiga ad opera proprio della Rainbow Arts. Una volta uscito R-Type, dopo poco tempo Katakis fu comunque ripubblicato, con una nuova denominazione, Denaris, sempre ad opera della Rainbow Arts.

Cronologia di R-Type e dei suoi sequel[modifica | modifica wikitesto]

Esistono poi le due raccolte R-Types (PlayStation) e R-Type DX (Game Boy Color). Un posto a parte occupano gli arcade Pulstar e Blazing Star, sparatutto sviluppati da SNK e parzialmente ispirati alla saga di R-Type.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un'altra trama, diffusa in occasione delle prime conversioni del gioco, parla dei Bydo come di alieni costretti ad abbandonare il loro pianeta a causa dell'inquinamento, e desiderosi di invadere la Terra.
  2. ^ a b Retro Gamer 1, p. 88
  3. ^ Retro Gamer 1, p. 87
  4. ^ Nella versione arcade il livello in questione si conclude con una prova di sopravvivenza nella penultima stanza del labirinto (caratterizzata da passaggi stretti) dove il giocatore deve fronteggiare l'ingresso di 16 nemici comuni tutti appartenenti alla tipologia "Trasher", già presente in quelle precedenti; la loro eliminazione non è indispensabile in quanto un po' alla volta usciranno. Per quanto riguarda la versione PC Engine, va notato che il cyborg, il cui nome non è noto, riapparirà, sia pure con differenti tecniche di attacco, tra i boss di un successivo titolo Irem, lo sparatutto a scorrimento verticale Image Fight (1988), dove i nemici sono esclusivamente invasori alieni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]