Piz Boè

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Piz Boè
Piz Boè from forcella Pordoi.jpg
Il Piz Boè visto da forcella Pordoi
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano Bolzano
Belluno Belluno
Trento Trento
Altezza 3.152 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°30′40.6″N 11°49′31.28″E / 46.511278°N 11.825355°E46.511278; 11.825355Coordinate: 46°30′40.6″N 11°49′31.28″E / 46.511278°N 11.825355°E46.511278; 11.825355
Data prima ascensione 30 luglio 1864
Autore/i prima ascensione Paul Grohmann[1]
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Piz Boè
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Dolomiti
Sottosezione Dolomiti di Gardena e di Fassa
Supergruppo Dolomiti di Gardena
Gruppo Gruppo del Sella
Sottogruppo Sottogruppo del Boè
Codice II/C-31.III-A.1.a

Il Piz Boè è una montagna delle Dolomiti alta 3.152 m. È la vetta più alta del Gruppo del Sella. Si trova al confine delle province di Trento, Bolzano e Belluno.

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Il Piz Boè è uno fra i 3000 meno difficili delle Dolomiti per quanto riguarda le difficoltà tecniche ed il dislivello da percorrere: la funivia che parte dal Passo Pordoi permette, infatti, di raggiungere la quota di 2.950 m del Sass Pordoi in pochi minuti. La via d'accesso non è comunque unica: se ne possono contare almeno 4 con diversi gradi di difficoltà.

Dal Passo Pordoi[modifica | modifica sorgente]

La funivia che parte dal Passo Pordoi e arriva al Rifugio Maria, dove è presente una terrazza panoramica da dove si possono ammirare le Dolomiti a 360° offre l'alternativa più semplice. Dal rifugio si imbocca l'evidente sentiero 627 che scende a Forcella Pordoi (2.829 m), ove è ubicato il rifugio omonimo. Si prosegue fino ad un bivio dove si abbandona il sentiero 627 per il 638, che per facili roccette, conduce alla vetta ove è situato il rifugio Capanna Fassa. In alternativa alla funivia, si può raggiungere la Forcella Pordoi attraverso il sentiero che parte dal Passo Pordoi, subito a fianco del monumento dedicato al grande ciclista Fausto Coppi.

Dal Rifugio Boè[modifica | modifica sorgente]

Il rifugio Boè è raggiungibile dal Sass Pordoi attraverso il sentiero 627; dal Passo Gardena passando per il Rifugio Pisciadù (sentieri 666 e 647); da Colfosco attraverso la Val di Mesdì (sentiero 651); attraverso la Val Lasties partendo dal Rifugio Monti Pallidi (sentiero 647).
Dal Rifugio, situato alla base della piramide del Piz, è possibile imboccare il sentiero 638 che conduce alla vetta in 45 min. attraverso detriti rocciosi piuttosto ripidi e a volte coperti di neve. Per giungere alla vetta si devono superare alcune funi metalliche fisse poste nel punto più difficile della salita.

Dal Rifugio F. Kostner[modifica | modifica sorgente]

Il Rifugio F. Kostner, affacciato sulla conca del Vallon, è raggiungibile da Corvara attraverso la cabinovia prima e la seggiovia poi. Dal Rifugio si prende il sentiero 638 che, dapprima costeggia le ripide pareti del Sella, e si addentra, poi, sulla destra in una valle detritica piuttosto ripida che porta su un terrazzo soprastante da cui continua su lastroni di roccia e ghiaioni per arrivare alla vetta.

Attraverso la Ferrata del Vallon[modifica | modifica sorgente]

Dalla conca del Vallon, raggiungibile come sopra il Rifugio Kostner, si può prendere il sentiero che conduce alla Ferrata del Piz da Lec. Lasciando questa via sulla destra si arriva di seguito all'attacco della Ferrata del Vallon. L'ascesa ferrata piuttosto semplice termina presto, e si continua a salire lungo pendii detritici fino ad incrociare il sentiero 672 proveniente dal Rif. Kostner (se vogliamo alternativa numero 5 che evita la via ferrata ma che è comunque in parte attrezzato); si sale lungo questo sentiero passando per il Lech Dlace (lago ghiacciato) e arrivando alle cime della Cresta Strenta da cui si gode un panorama entusiasmante. Di seguito si incrocia il sentiero 638 proveniente dal Rif. Boè appena dopo il tratto attrezzato. Si sale quindi lungo questo fino alla cima.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Favaretto e Zannini, op. cit., p. 309

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fabio Favaretto e Andrea Zannini, Gruppo di Sella, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1991.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]