Parco fluviale Gesso e Stura

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Parco fluviale Gesso e Stura
I-CN-Cuneo05.JPG
il parco presso il Viadotto Soleri
Tipo di areaParco regionale
StatiItalia Italia
RegioniPiemonte Piemonte
ProvinceCuneo Cuneo
ComuniCuneo
Superficie a terra1.500,00 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 19 febbraio 2007, n 3 - Istituzione del Parco fluviale Gesso e Stura (B.U. 22 febbraio 2007, n. 8)
GestoreComune di Cuneo
Sito istituzionale

Il parco fluviale Gesso e Stura con i suoi 4.500 ettari di ambiente naturale fluviale per il tempo libero, lo sport, la cultura e la didattica a due passi dal centro della città rappresenta una cerniera di collegamento con i territori circostanti, a valle e a monte dove incontra il parco naturale delle Alpi Marittime.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce nel febbraio 2007 con lo scopo di tutelare e valorizzare le risorse ambientali e culturali del fiume Stura di Demonte e del torrente Gesso. Fin dal 1979 i cittadini e associazioni cuneesi hanno sollecitato all'amministrazione comunale l'utilità di riqualificare l'habitat naturale fluviale e di restituire una funzione sociale ai fiumi. Così nel 1986 sul piano regolatore è comparso il primo "parco della natura"; nel 1999 grazie a un [[]] programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio (PRUSST), sono stati avviati i primi lavori di riqualificazione per la realizzazione del parco fluviale di Cuneo, e finalmente, nel 2007, accogliendo la proposta di legge avanzata dal consiglio comunale di Cuneo, la regione Piemonte ha istituito il parco fluviale Gesso e Stura, includendo anche territori dei comuni limitrofi.

Accanto ai primi interventi di riqualificazione del territorio, fin dal 2004 il Comune di Cuneo ha proposto attività di animazione e di sensibilizzazione che consentissero di riscoprire la valenza ambientale e la vocazione ricreativa e socializzante dei fiumi che da sempre sono stati a servizio della città, favorendo lo sviluppo economico e il miglioramento della qualità della vita dei suoi cittadini. Molteplici sono gli attori locali che tuttora collaborano attivamente alla gestione e alla promozione di quello che rimarrà sempre "il parco voluto dai cittadini".

Con l'approvazione da parte del Consiglio regionale del Piemonte della legge regionale n.16 del 3 agosto 2011, il parco fluviale Gesso e Stura si è ampliato ai comuni di Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Montanera, Roccasparvera, Roccavione, Sant'Albano Stura e Vignolo. Quindi dal 1º gennaio 2012 l'area protetta regionale comprende 10 comuni per una superficie di circa 4.500 ha, 60 km di fiume e una popolazione di oltre 90.000 abitanti, rappresentando sempre più una cerniera di collegamento tra area montana e pianura.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo di maggior interesse è rappresentato dall'avifauna. Questa è costituita da 144 specie, che rappresentano il 38,2% di quelle segnalate in Piemonte[1]. Di queste 44 sono nidificanti stanziali, 24 sono nidificanti estivi, 52 compaiono solo durante i movimenti migratori, 16 sono migratrici svernanti e 4 di comparsa accidentale. Dal punto di vista conservazionistico sono presenti 24 specie inserite nell'allegato I della direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, che necessitano di misure speciali di conservazione. Di queste 6 sono nidificanti o svernanti nel parco Fluviale Gesso e Stura con popolazioni significative. Le tre specie più diffuse sono il picchio verde, la passera mattugia, la rondine; altre specie significative sono l'airone bianco maggiore, fanello, martin pescatore, tortora selvatica e corriere piccolo.

Dei mammiferi sono presenti 25 specie tra cui il vespertilio smarginato, il pipistrello nano il pipistrello albolimbato il serotino comune e nottola di Leisler.

Degli anfibi sono presenti rana temporaria, rana dalmatina, rane verdi, raganella, rospo comune, rospo smeraldino, salamandra e tritone.

Dei rettili sono presenti ramarro, lucertola muraiola, saettone, biacco e natrice tassellata|.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Boano, Claudio Pulcher, Check-list degli Uccelli di Piemonte e Val d'Aosta aggiornata al dicembre 2000, Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali, 2003.

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