Anguis veronensis

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Orbettino italiano
Anguis fragilis 1.jpg
Anguis veronensis
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Reptilia
Sottoclasse Lepidosauria
Ordine Squamata
Sottordine Lacertilia
Infraordine Diploglossa
Famiglia Anguidae
Sottofamiglia Anguinae
Genere Anguis
Specie A. veronensis
Nomenclatura binomiale
Anguis veronensis
Pollini, 1818
Sinonimi

Anguis cinerea
Risso, 1826

L'orbettino italiano (Anguis veronensis Pollini, 1818) è un sauro della famiglia Anguidae diffuso in Italia e nel sud-est della Francia.[1][2]

L'epiteto specifico, coniato dal naturalista italiano Ciro Pollini (1782-1833), fa riferimento alla città di Verona, area geografica da cui provenivano i primi esemplari descritti.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'orbettino italiano è un piccolo rettile squamato che, sebbene assomigli ad un serpente, appartiene in realtà al sottordine Lacertilia; si distingue dai serpenti per la presenza di palpebre che si chiudono e delle piccolissime zampe anteriori e posteriori che sono il retaggio della sua evoluzione. Il corpo, cilindrico, lungo mediamente intorno ai 50 cm, è ricoperto di squame lisce e lucenti, di colore marrone o grigio con riflessi rameici; le femmine hanno spesso una striscia vertebrale e sui fianchi piuttosto scura; i giovani hanno livree dorate o argentate. Come molte lucertole, in caso di pericolo riesce a spezzare la coda (autotomia), lasciandola sul terreno per confondere l'aggressore; raramente si rigenera integralmente e viene spesso sostituita da un tozzo moncone.[4]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È un rettile dalle abitudini crepuscolari e notturne, ed è visibile soprattutto dopo la pioggia.[4]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre principalmente di lumache, insetti, larve, ma anche di uova.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

È una specie ovovivipara: le femmine tengono le uova in incubazione dentro di sé per circa 3 mesi e danno alla luce da 6 a 10 piccoli già formati.[5]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa in tutta la penisola italiana (assente in Sardegna e Sicilia) ed in alcune aree della Francia sud-orientale.[6]

Predilige le aree soleggiate e umide, con vegetazione bassa in cui possa trovare riparo.[5]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sino al recente passato le popolazioni di orbettino italiane erano considerate appartenenti alla specie Anguis fragilis, diffusa in gran parte dell'Europa. Uno studio del 2013, basato su analisi filogenetiche condotte sul DNA mitocondriale e nucleare, ha mostrato che gli esemplari italiani, insieme a quelli provenienti dalla Francia sud-orientale, formano un clade ben distinto dal resto delle popolazioni europee, che è stato elevato al rango di specie a sé stante.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anguis veronensis, The Reptile Database. URL consultato l'8 giugno 2014.
  2. ^ a b Gvoždíka V., Benkovský N., Crottini A., Bellati A., Moravec J., Romano A., Sacchi R., Jandzik D., An ancient lineage of slow worms, genus Anguis (Squamata: Anguidae), survived in the Italian Peninsula, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 69, nº 3, 2013, pp. 1077–1092, DOI:10.1016/j.ympev.2013.05.004.
  3. ^ Pollini C., 1818 : Lettera del sig. dott. Ciro Pollini al Direttore della Biblioteca Italiana intorno ad alcune malattie degli ulivi e ad alcuni serpenti del Veronese, per servire di appendice alla sua Memoria su lo stesso argomento inserita nel T. VIII, p. 63 di questa Biblioteca, ed a quella del sig. Bernardino Angelini intorno al Marasso da noi pure inserita nel T. VII, pag. 451. Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti, vol.9, p.236–240.
  4. ^ a b L'orbettino, Natura Mediterraneo. URL consultato il 9 giugno 2014.
  5. ^ a b Orbettino, Agraria.org - Istruzione Agraria online. URL consultato il 9 giugno 2014.
  6. ^ Mezzasalma M., Guarino F.M., Aprea G., Petraccioli A., Crottini A., Odierna G., Karyological evidence for diversification of Italian slow worm populations (Squamata, Anguidae), in Comp. Cytogenet., vol. 7, nº 3, 2013, pp. 217–227.

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