Nigritella rubra

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Nigritella rossa
Nigritella rubra ENBLA01.JPG
Nigritella rubra
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Nigritella
Specie N. rubra
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Nigritella rubra
(Wettst.) K.Richt., 1890
Sinonimi

Gymnadenia rubra (bas.)
Gymnadenia miniata
Nigritella miniata
Nigritella nigra subsp. rubra

La Nigritella rossa (Nigritella rubra (Wettst.) K.Richt., 1890) è una pianta erbacea della famiglia delle Orchidaceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine generico (Nigritella), deriva dal latino e si riferisce al colore scuro dei fiori della specie tipo (Nigritella nigra). Il nome specifico (rubra) deriva sempre dal latino e si riferisce invece al colore dell'infiorescenza della specie descritta da questa voce.
Il binomio scientifico di questa pianta inizialmente era Gymnadenia rubra, proposto dal botanico austriaco Richard von Wettstein (1863 -1931), noto per aver introdotto tra i primi un sistema di classificazione filogenetico delle piante, modificato successivamente in quello attualmente usato (Nigritella rubra), proposto dal botanico Karl Richter (1855 – 1891).
In lingua tedesca questa pianta si chiama Rotes Männertreu oppure Rotes Kohlröschen; in lingua francese si chiama Nigritelle rouge.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento
Località: "Giardino Botanico delle Alpi Orientali", Monte Faverghera (BL), 1500 m s.l.m. - 28/06/2008

È una pianta erbacea alta da 5 a 25 cm. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia è una pianta perenne che porta le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, strutture di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono di tipo fascicolato e secondarie da bulbo, e sono posizionate nella parte superiore dei bulbi.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da alcuni piccoli bulbi ovoidali a forma digitato-lobata le cui funzioni sono quelle di alimentare la pianta, ma anche di raccolta dei materiali nutritizi di riserva.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è breve, semplice ed eretta. La superficie è striata.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

  • Foglie basali: sono poche (massimo una decina) e sono sviluppate normalmente a forma lineare-graminiforme; sono scanalate longitudinalmente. Dimensione delle foglie: larghezza 3 – 9 mm; lunghezza 5 – 10 cm.
  • Foglie cauline: sono progressivamente ridotte a delle squame patenti simili a brattee. Possono essere arrossate sui bordi.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è una breve spiga terminale con una forma ovato-allungata, quasi cilindrica con molti piccoli fiori appressati e non contorti sull'asse (il labello si trova nella posizione originaria superiore). I fiori si trovano alle ascelle di brattee lunghe quanto i fiori stessi. Il colore di queste brattee è verde-bruno. Lunghezza dell'infiorescenza: 2 – 3 cm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori
Località: "Giardino Botanico delle Alpi Orientali", Monte Faverghera (BL), 1500 m s.l.m. - 28-06-2008

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[1]. I fiori sono colorati da rosso-rubino o rosa-forte. Dimensione dei fiori: 5 – 9 mm.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula[2]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). Tutti i segmenti sono molto simili tra di loro (a parte il labello) ed hanno una forma lanceolata con apice acuto. La disposizione di questi segmenti è patente. Lunghezza dei tepali: 6 – 7 mm.
  • Labello: il labello è intero e semplice (non diviso in due parti). Rispetto ad altre orchidee è più simile agli altri tepali, ma solamente un po' più grande a forma ovata (non triangolare). I margini basali sono rialzati quasi congiunti (si presenta quindi con delle fauci tubuliformi). Sul retro è presente un piccolo sperone rigonfio.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto (o adnato) con lo stilo e lo stigma e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio"[3]. In questa specie quest'organo è molto corto. Il polline è conglutinato in pollinii (o masse polliniche). Le masse polliniche sono collegate al retinacolo tramite una caudicola. Il retinacolo consiste in una ghiandola vischiosa sporgente e nuda (privo di borsicola). L'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme[1], e non è contorto.
  • Fioritura: da giugno ad agosto. Fiorisce un po' prima della Nigritella nigra.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio[4].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La riproduzione di questa pianta può avvenire in tre modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; il labello di questa orchidea non è molto vistoso (come in altre orchidee) in quanto non ha una funzione attrattiva primaria per gli insetti impollinatori. Questi sono tipicamente delle farfalle che sono attratte di più dall'insieme dell'infiorescenza e dai suoi profumi. Inoltre il labello essendo specializzato per le farfalle non è resupinato (ruotato di 180°) per facilitare l'accesso al nettario contenuto nello sperone ad altri insetti con proboscide più grande[5].; la germinazione dei semi è comunque condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra). La disseminazione è di tipo anemocora. In questa specie sono frequenti anche fenomeni di apogamia.
  • per via vegetativa in quanto uno dei bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui.
  • per apomissia cioè con produzione di semi fertili senza necessità di fecondazione [6].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico, ma anche Est-Alpico / Carpatico.
  • Distribuzione: in Italia questa specie è presente solamente nelle Alpi orientali (centro della diffusione sono le Dolomiti). È considerata specie rara. Fuori dall'Italia si trova nella Svizzera orientale, in Austria e sui monti Carpazi.
  • Habitat: l'habitat tipico sono i pascoli alpini e le praterie rase alpine e subalpine. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve rimanere mediamente umido.
  • Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 1500 fino a 2600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano (in parte), subalpino e alpino.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[7]:

Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
Classe: Elyno-Seslerietea variae
Ordine: Seslerietalia variae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[8]. Il genere Nigritella non è molto numeroso e comprende solamente alcune piccole orchidee terricole, a distribuzione prevalentemente Eurasiatica.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
La posizione tassonomica di questa pianta è in via di definizione in quanto alcuni botanici la considerano appartenente al genere Nigritella, mentre altri la fanno appartenere al genere Gymnadenia con la denominazione Gymnadenia rubra Wettst. (1889)[9]. Le incertezze sono dovute oltre che alle differenze morfologiche tra i due generi considerate fondamentali da alcuni botanici o di poca importanza da altri, ma anche dovute ad alcune analisi filogenetiche a favore della fusione dei due generi che però non sono state convalidate da ulteriori ricerche[10].
Il numero cromosomico di N. rubra è: 2n = 80[11][12].

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

La tassonomia di questa specie in questi ultimi anni si è arricchita di due nuove sottospecie; infatti mentre Sandro Pignatti nella sua ormai datata ma pur sempre autorevole ”Flora d'Italia” descrive per il territorio italiano una sola specie: Nigritella miniata (Crantz.) Janchen (sinonimo di Nigritella rubra)[13], recenti studi propongono due sottospecie presenti in Italia[10]:

  • Nigritella rubra subsp. widderi (Teppner & E. Klein) H. Baumann & R. Lorenz, 2005 – Nigritella di Widder: si distingue soprattutto per il colore più chiaro dei fiori e il labello ulteriormente allargato nella parte basale.
  • Nigritella rubra subsp. buschmanniae (Teppner & Ster) H. Baumann & R. Lorenz, 2005 – Nigritella di Adolfine Buschmann: ha una struttura più robusta, mentre le brattee dell'infiorescenza presentano dei margini biancastri e denticolati.

Le due precedenti sottospecie si distinguono quindi da quella di questa voce che viene indicata più precisamente come Nigritella rubra subsp. rubra.

Varietà e forme[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è stata individuata anche una varietà: Nigritella rubra var. dolomitensis (Teppner & E.Klein) R.Lorenz & Perazza, 2004 (basionimo Gymnadenia dolomitensis Teppner & E.Klein, 1998) – Nigritella delle Dolomiti: si presenta con un'altezza minore (5 – 12 cm); il colore dei fiori può raggiungere sfumature quasi violacee; i tepali esterni sono più lunghi di quelli interni e le brattee fiorali sono denticolate in modo acuto. È diffusa solamente nella provincia di Bolzano ad altezze superiori rispetto alla specie nominale; il substrato è sempre calcareo ma predilige terreni più asciutti e dal punto di vista fitosociologico si distingue in quanto appartiene all'”Alleanza” Seslerienion variae[14].
I vari fenomeni di ibridazione, molto frequenti, associati alla tetraploidia (causa di forti variabilità) determinano la presenza di molte entità più o meno simili alla Nigritella rubra che alcuni autori considerano varietà della stessa, mentre altri le elevano al rango di specie. L'elenco che segue indica alcuni di queste entità[15]:

  • Nigritella lithopolitanica Ravnik (1978) – Nigritella delle Alpi di Kamnik: è stata individuata in Slovenia e nei Länder austriaci della Stiria e della Carinzia; ha una colorazione più chiara e l'infiorescenza è più globosa. È stata trovata su substrati calcareo-silicei.
  • Nigritella archiducis-joannis Teppner & E.Klein (1985) – Nigritella dell'Arciduca Giovanni: si trova solo nella Stiria; l'infiorescenza è più rosata e i fiori sono meno aperti.
  • Nigritella stiriaca (Rech.) Teppner & E.Klein (1985) - Nigritella della Stiria: si trova nei Länder austriaci della Stiria, Salisburgo e Vienna; l'infiorescenza e ha una forma più conica; i fiori sono più piccoli (5 – 7 mm) e i tepali più stretti.

Queste specie sono anche riconosciute come valide dalla World Checklist dei Kew Gardens[16] nell'ambito però del genere Gymnadenia.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Gymnadenia rubra Wettst. 1889 (basionimo)
  • Gymnadenia miniata (Crantz.) Hayek
  • Nigritella miniata (Crantz.) Janchen
  • Nigritella nigra subsp. rubra (Wettst.) Beauverd, 1926

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le specie del genere Nigritella sono molto simili tra di loro e facilmente si ibridano creando individui intermedi di difficile separazione. Sul territorio italiano si sono individuate due specie principali (più varie sottospecie e varietà) oltre a quella di questa voce. Qui descriviamo brevemente i caratteri distintivi di queste due specie:

  • Nigritella nigra subsp. rhellicani (Teppner & E. Klein) H. Baumann, Künkele & R. Lorenz – Nigritella comune: è la sottospecie più comune abbastanza diffusa nelle Alpi. Si distingue soprattutto per la dentellatura presente sui bordi delle brattee fiorali; la colorazione più scura (quasi nera) e un labello più stretto e strozzato alla base; lo sperone non è rigonfio. Differisce anche nella diploidia: nigra è diploide e non tetraploide come la rubra.
  • Nigritella corneliana (Beauverd) Gölz & H.R.Reinhard, 1986 – Nigritella di Cornelia Rudio: l'infiorescenza è più simile alla Nigritella rubra ma con una colorazione più chiara (quasi rosato-biancastra); la base del fusto è inoltre ricca di foglie (fino a 18 contro le 6 – 10 della Nigritella nigra e rubra).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'unico interesse per questa orchidea è nel giardinaggio rustico o alpino. Ha bisogno di una terra tipo castagno mista a sabbia, in una posizione soleggiata ma fresca al riparo della pioggia battente[17].

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pignatti, Vol. 3 pag. 700
  2. ^ Tavole di Botanica sistematica, dipbot.unict.it. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  3. ^ Musmarra, pag. 628
  4. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 808
  5. ^ Botanica sistematica, pag. 133
  6. ^ GIROS 2009, p.76
  7. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1116
  8. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807
  9. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, apps.kew.org. URL consultato il 19 gennaio 2010.
  10. ^ a b G.I.R.O.S. - Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee, giros.it. URL consultato il 19 gennaio 2010.
  11. ^ G.I.R.O.S. - Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee, giros.it. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  12. ^ Tropicos Database, tropicos.org. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  13. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 725
  14. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1118
  15. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1116-1118
  16. ^ The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew, World Checklist of Selected Plant Families, apps.kew.org. URL consultato il 20 gennaio 2010.
  17. ^ Motta, vol. 3 - pag. 92

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]