Gymnadenia

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Manina
Isar fg07.jpg
Gymnadenia conopsea (Manina rosea)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Gymnadenia
R.Br., 1813
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Sinonimi

Nigritella Rich., 1817
Phaniasia Blume ex Miq., 1866

Specie
(Vedi testo)

Gymnadenia R.Br., 1813 è un genere di piante Spermatofite Monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Orchidaceae, dall'aspetto di piccole erbacee perenni dalla tipica infiorescenza a spiga.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Gymnadenia) deriva da due parole greche: gymnos (= nudo) è adèn (= ghiandola) e deriva dal fatto che i retinacoli (le estremità nettarifere con ghiandole vischiose per far aderire il polline agli insetti pronubi) non sono racchiusi nelle borsicole ma sono praticamente “nude”[1].
La nomenclatura scientifica attualmente accettata di questo genere è stato proposta dal botanico britannico Robert Brown (1773 – 1858) in una pubblicazione del 1813.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento (Gymnadenia conopsea)

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
L'altezza di queste piante rimane abbondantemente sotto il metro. La forma biologica prevalente è geofita bulbosa (G bulb), ossia sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi, organi di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. Sono orchidee terrestre in quanto contrariamente ad altre specie più esotiche, non sono “epifite”, ossia non vivono a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici, a seconda della specie, sono fascicolate (formate da fibre carnose e grosse) oppure sono secondarie (fibrose e sottili) emesse dai bulbi. In genere sono presenti due bulbi con funzioni diverse.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto è semplice, cilindrico. Può essere striato. Il colore è verde ed è glabro.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie (Gymnadenia conopsea)

Le foglie sono di tre tipi:

  • foglie inferiori: sono ridotte a delle squame abbraccianti il fusto (sono presenti al massimo 2 o 3 guaine tubolari);
  • foglie centrali: sono quelle principali della pianta; la disposizione lungo il fusto è alterna; i loro numero varia fino ad una decina; la forma generalmente è strettamente lanceolate, oppure lineari, oppure ancora ellittiche, ma sempre con apice acuto; la superficie può essere carenata e canalicolata;
  • foglie superiori fin sotto l'infiorescenza: sono bratteiforme e progressivamente più piccole.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza (Gymnadenia odoratissima)

I fiori sono raccolti in spighe terminali, cilindriche, compatte e multiflora (fino a 150 fiori per spiga). I fiori sono posti alle ascelle di brattee lineari lunghe a volte più dell'ovario. I fiori inoltre sono pedicellati, e sono resupinati, ruotati sottosopra tramite torsione del pedicello (e non dell'ovario come nel genere Cephalanthera); in questo caso il labello è volto in basso. Lunghezza delle spighe: 3 – 20 cm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

Il fiore (Gymnadenia conopsea)

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. In fiori possono essere o no profumati e hanno dei colori che vanno dal bianco al roseo al violetto o porporino.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
P 3+3, [A 1, G (3)][3]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali ciascuno (3 interni e 3 esterni). Il primo verticillo (esterno) ha 3 tepali a forma generalmente lineare, apice molto acuto e portamento patente (sono disposti orizzontalmente). Nel secondo verticillo (interno) il tepalo centrale (chiamato “labello”) è molto diverso rispetto agli altri due laterali che si presentano più piccoli, rotondeggianti e protesi in avanti, e insieme al tepalo centrale del primo verticillo (in effetti questi tre tepali sono conniventi) formano come un cappuccio a protezione degli organi riproduttivi.
  • Labello: il labello (semplice – non formato da due parti distinte) è il tepalo centrale più interno a forma concava terminante sul retro in uno basale e sacciforme; sul davanti è presente una breve “lingua”, con tre lobi, ripiegata verso il basso. Al suo interno si trovano gli organi di riproduzione (il ginostemio). Lo sperone del labello è nettarifero e secondo la specie può essere corto o lungo.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (si tratta di una sola antera biloculare e fertile) è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato ginostemio[4]. Il polline è conglutinato in pollinii (questi ultimi sono forniti di una ghiandola vischiosa - retinacolo) dotati di caudicola. I retinacoli sono privi di borsicole (quindi nudi)[5]. L'ovario, infero e sessile, è formato da tre carpelli fusi insieme.
  • Fioritura: fine primavera – estate.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[6]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

L'impollinazione avviene tramite insetti. Il nettare è contenuto nello sperone, la parte più interna e arretrata del labello: costringendo così i vari insetti pronubi, per raggiungere il nettare, a “strofinarsi” contro gli organi impollinatori posti lungo il percorso sul davanti (ginostemio).

La riproduzione di queste piante avviene in due modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; ma la germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra).
  • per via vegetativa in quanto uno dei due bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui (l'altro bulbo è di riserva).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questo genere sono localizzate prevalentemente in Europa e in Asia boreale e montana (mediamente al nord della catena dell'Himalaya). Alcune specie sono proprie delle zone siberiane.
Entrambe le specie spontanee italiane di questo genere vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione di queste piante relativamente allo specifico areale alpino[7].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
G. conopsea 11 collinare
montano
subalpino
Ca/Si neutro basso medio B6 D1 E1 F2 F3
F5 F7 G4 H2 I1
tutto l'arco alpino
G. odoratissima 10 collinare
montano
subalpino
Ca neutro basso secco C3 D2 E1 F2 F3
F5 G4 H2 I1
tutto l'arco alpino

Legenda e note alla tabella.
Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano.

Comunità vegetali:
10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Ambienti:
B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali
C3 = ghiaioni, morene e pietraie
D1 = sorgenti e cadute d'acqua
D2 = bordi dei ruscelli
E1 = paludi e torbiere basse
F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino
F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili
F5 = praterie rase subalpine e alpine
F7 = margini erbacei dei boschi
G4 = arbusteti e margini dei boschi
H2 = boscaglie di pini montani
I1 = boschi di conifere

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[8]. Il genere Gymnadenia comprende circa una trentina di specie distribuite soprattutto tra l'Europa e l'Asia; due delle quali crescono spontaneamente sul territorio italiano.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).

Specie del genere[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questo Il genere sono abbastanza variabili. Questa variabilità si manifesta soprattutto nelle dimensioni delle foglie, nella diversità dei colori dei fiori, ma anche nel diverso periodo di fioritura.

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l'elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche[9].

  • Lo sperone è di tipo filiforme, lungo 15–20 mm (quindi il doppio dell'ovario); il labello misura 5 mm di larghezza e altrettanto di lunghezza; i fiori non sono profumati;
  • Gymnadenia conopsea (L.) R.Br., 1813 - Manina rosea: l'altezza media varia da 25 a 55 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è geofita bulbosa (G bulb); il tipo corologico è Eurasiatico; l'habitat tipico sono i prati, i pascoli e le boscaglie; la diffusione sul territorio italiano è comune al nord, rara altrove (nelle isole non è presente); l'altitudine a cui arriva questa pianta varia fino a 2400 m s.l.m..
  • Lo sperone è lungo 5 mm (quindi è lungo come l'ovario); il labello misura 3 mm di larghezza e altrettanto di lunghezza; i fiori odorano moltissimo di vaniglia;

Altre specie del genere[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente elenco è stato redatto in base alle specie riconosciute come valide dalla World Checklist dei Kew Gardens [10] :

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica più interessante (anche da un punto di vista scientifico), di questo genere, è la facilità di ibridazione sia interspecifica che intergenerica.

Alcuni ibridi interspecifici[modifica | modifica wikitesto]

  • Gymnadenia × densiflora (Wahlenb.) A.Dietr. (1839) – Ibrido fra G. conopsea e G. odoratissima
  • Gymnadenia × pyrenaeensis W.Foelsche (1999) – Ibrido fra G. conopsea e G. gabasiana

Alcuni ibridi intergenerici[modifica | modifica wikitesto]

In questo elenco sono indicati alcuni ibridi intergenerici con il genere affine Nigritella:

  • Gymnadenia × chanousiana G.Foelsche & W.Foelsche (1999) – Ibrido fra G. conopsea e Nigritella rhellicani
  • Gymnadenia × godferyana (G.Keller) W.Foelsche, (1999) – Ibrido fra G. conopsea e Nigritella rubra
  • Gymnadenia × heufleri (A.Kern.) Wettst. (1889) – Ibrido fra G. odoratissima e Nigritella nigra
  • Gymnadenia × truongiae (Demares) W.Foelsche (1999) – Ibrido fra G. conopsea e Nigritella corneliana
  • Gymnadenia × turnowskyi (W.Foelsche) W.Foelsche (1999) – Ibrido fra G. conopsea e Nigritella lithopolitanica

Alcuni generi ibridi[modifica | modifica wikitesto]

In questo elenco sono indicati alcuni generi le cui specie facilmente si ibridano con le specie del genere Gymnadenia[11][12]:

  • Dactylodenia H. Garay & H.R. Sweet (1966) con il genere Dactylorhiza
  • Gymninigritella E.G. Camus (1892) con il genere Nigritella;
  • Gymnanacamptis Ascherson & Graebner (1907) con il genere Anacamptis
  • Gymnplatanthera L. Lambert (1907) con il genere Platanthera
  • Gymnaglossum Rolfe (1919) con il genere Coeloglossum
  • Gymnotraunsteinera Ciferri & Giacomini (1950) con il genere Traunsteinera

Queste ibridazioni sono possibili in quanto le differenze anatomiche tra i vari generi delle Orchidee sono basse. Ad esempio da un punto di vista filogenetico il genere Gymnadenia è molto vicino ai generi Dactylorhiza e Nigritella (in effetti alcuni istituti di ricerche botaniche - vedere ad esempio la World Checklist dei Kew Gardens [10] - includono il genere Nigritella nel genere Gymnadenia).

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta, vol. 2 - pag. 374
  2. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 700
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica, dipbot.unict.it. URL consultato il 9 novembre 2009.
  4. ^ Musmarra, pag. 628
  5. ^ Pignatti, vol. 3 - pag. 700
  6. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 808
  7. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1112
  8. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807
  9. ^ Pignatti, vol. 3 - pag. 726
  10. ^ a b The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew, World Checklist of Selected Plant Families, apps.kew.org. URL consultato il 10 novembre 2009.
  11. ^ The International Plant Names Index, ipni.org. URL consultato il 6 novembre 2009.
  12. ^ Index synonymique de la flore de France, www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 6 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]