Mr. Mister

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Mr. Mister
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Pop rock
New wave
Periodo di attività musicale 1982 – 1990
2010
Etichetta RCA Records
Album pubblicati 4
Studio 4
Gruppi e artisti correlati Pages
Sito ufficiale

Mr. Mister è stato un famoso gruppo musicale pop rock statunitense nato nel 1982 a Los Angeles, California.[1] Il nome del gruppo (Signor Signore) trae origine da un gioco che i membri inventarono ispirandosi a un album dei Weather Report chiamato Mr. Gone: nei primi tempi, infatti, essi si prendevano in giro a vicenda chiamandosi con appellativi quali "Mister This" (Signor Questo) e "Mister That" (Signor Quello).[2] I Mr. Mister potrebbero considerarsi come il suono sofisticato e melodico degli anni ottanta.[1] Il gruppo era formato da Richard Page voce e basso, Steve George alle tastiere, Pat Mastelotto alla batteria acustica ed elettronica e Steve Farris alla chitarra.

1982 - 1984: Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scioglimento dei Pages, i due componenti principali Richard Page e Steve George, decisero di fondare una nuova band, stavolta con membri fissi e un sound più orientato verso il pop. La line up fu così completata dal batterista Pat Mastelotto e dal chitarrista Steve Farris. Il piano iniziale era quello di avere come quinto membro un bassista, ma alla fine fu Richard Page a fare le veci di cantante e bassista e il gruppo rimase un quartetto. Nel 1984 fu pubblicato l'album d'esordio, I Wear the Face, contenente i singoli Talk the Talk e Hunters of the Night che si piazzò cinquantasettesimo in Billboard, l'album invece si piazzò centosettantesimo nella Top 200. In questo periodo a Page fu offerta la possibilità di rimpiazzare Bobby Kimball, cantante leader dei Toto, e più tardi di prendere il posto di Peter Cetera nei Chicago, ma lui rifiutò ambedue le offerte.[3]

1985 - 1986: Welcome to the Real World e il successo mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Fu però il secondo album, Welcome to the Real World pubblicato nel 1985, a segnare il successo della band. Considerato il capolavoro della band statunitense, contiene tre brani piazzati nella top 10 statunitense. Broken Wings e Kyrie, pubblicati a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, si piazzarono alla prima posizione in Billboard e ottennero il medesimo risultato in Canada. Is It Love, pubblicato a metà 1986, ottenne l'ottava posizione in Billboard. Brano di punta dell'album è Broken Wings, canzone molto romantica e melodica, accompagnata da un notevole videoclip. L'album venne certificato disco di platino per tre volte in Canada, per una negli Stati Uniti, e disco d'oro nel Regno Unito. Durante questo periodo la band scrisse anche il brano Something Real, pubblicato per la colonna sonora del film Spalle larghe, e Run to Her, tratta dall'album, fu scelta per la colonna sonora del film Sogno americano. Il tour per promuovere il lavoro discografico iniziò nell'agosto 1985 e si protrasse fino ad ottobre 1986. Per buona parte del 1985, la band fu gruppo spalla di Tina Turner, mentre nell'anno successivo divisero il tour con Jim Foster e le Bangles.

1987 - 1988: Go On..., e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Il successivo album Go On... uscì nel 1987, proseguendo sulla scia musicale del predecessore. Nonostante a oggi sia considerato un disco più artisticamente maturo di Welcome to the Real World, ai tempi si rivelò un flop di vendite, e su quattro singoli estratti, solo una nuova versione di Something Real incisa per l'album arrivò in Billboard. Ciò fu dovuto al troppo tempo passato tra l'uscita di questo disco e del suo predecessore, e a seguito di una mancanza di comuni intenti con la loro casa discografica che non supportava più la band come prima. Nonostante ciò Healing Waters, secondo singolo dell'album, ebbe una nomination ai Grammy Awards 1988, nella categoria Best Gospel Performance, e Stand and Deliver, quarto singolo, divenne colonna sonora principale del film La forza della volontà con Edward James Olmos. La band organizzò comunque un tour, diviso con le Heart, a supporto dell'album. All'interno del gruppo però cominciarono a crescere tensioni tra Richard Page e Steve Farris sulla direzione artistica della band, che portarono quest'ultimo ad abbandonarla. Farris suonò coi Mister per l'ultima volta il 29 aprile 1988 al Late Show con Ross Shafer, fu anche l'ultima esibizione dal vivo dei Mr. Mister.

1989 - 1990: Pull e lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Senza Farris, Page, George e Mastelotto portano comunque avanti il loro quarto progetto, Pull, con l'ausilio di diversi chitarristi di fama in sostituzione di Farris, come Trevor Rabin degli Yes, e Buzz Feiten. Tuttavia, una volta concluso il lavoro, nel 1990 i contrasti con la RCA erano così forti che la casa discografica decise di non pubblicare l'album, definendolo troppo sperimentale e introspettivo. La band, rimasta ormai senza contratto decise per lo scioglimento, e Pull si prese la fama di gioiello perso del Pop Rock ottantiano.

2000 - 2010: La pubblicazione di Pull[modifica | modifica wikitesto]

Per buona parte degli anni 90 e 00, in internet circolarono alcuni bootlegs con i brani incisi per Pull. Nel 2001 venne pubblicato the Best of Mr. Mister, un greatest hist contenente anche Waiting in My Dreams, brano inciso per Pull, e inizialmente pensato come colonna sonora per il film di Cameron Crowe Non per soldi... ma per amore. Nel novembre 2010, Pull viene finalmente alla luce grazie alla Little Dume Recordings di proprietà di Richard Page, che rimasterizza e pubblica questo lavoro. Per l'occasione i tre si ritrovano e non sono esclusi progetti futuri.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Mr. Mister.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Steve Huey, Biografia, AllMusic. URL consultato il 10 gennaio 2014.
  2. ^ (EN) Peter Dehenau, History - Mr. Mister, users.skynet.be. URL consultato il 10 gennaio 2014.
  3. ^ (EN) Dennis Hunt, Mr. Mister's Mr. Party turns Mr. Clean, Los Angeles Times, 1 dicembre 1985. URL consultato l'11 marzo 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN150238493 · ISNI: (EN0000 0001 2348 6662 · BNF: (FRcb13905122x (data)