Peter Cetera

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Peter Cetera
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Peter Cetera nel 2017.
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereSoft rock
Adult contemporary music
Rock
Periodo di attività musicale1962 – in attività
EtichettaWarner Bros., River North
GruppiChicago
Sito ufficiale

Peter Paul Cetera (Chicago, 13 settembre 1944) è un cantante e bassista statunitense di origini polacche[1] e ungheresi[2], è noto per essere stato uno dei fondatori della rock band Chicago, band di cui ha fatto parte dal 1967 al 1985, prima di iniziare la carriera da solista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cetera nacque a Morgan Park, Chicago, quartiere di South Side di Chicago, Illinois.[3] Secondo di sei figli di origine polacca e ungheresi[4]. Il padre era un operaio metalmeccanico.[5][6] Cetera lavorò con due fratelli, Tim Cetera (presente nel primo album con Ricky Nelson)[7][8] e Kenny Cetera,[3] membro in alcuni album dei Chicago[9][10] e in alcune registrazioni da solista.[11][12][13][14]

Cetera frequentò il Archbishop Quigley Preparatory Seminary per un anno, in quanto la madre voleva il figlio prete.[15]59 Poi frequentò la Mendel Catholic Prep High School, diplomandosi nel 1962, e inserito nei "Notable Alumni".[16]

Cetera ricorda che la madre "cantava sempre per casa", e i figli cantavano con lei durante i mestieri casalinghi.[17][18] Alla età di 11/12 anni realizzò di avere delle doti canore.[17] Peter ricevette un accordion invece di una chitarra come regalo dai genitori a 11 anni.[3] Cetera nota di essere stato "…kind of a polka prodigy"[19] e a 12 anni vinse una competizione musicale.[20][20]

Durante le scuole superiori pensò seriamente di intraprendere la carriera musicale.[17] A 15 anni vide con dei compagni di scuola la band The Rebel Rockers, e comprò una chitarra acustica a Montgomery Ward.[3] Iniziò così a suonare nelle band giovanili del luogo. Cetera divenne poi session man di diverse band di Chicago.[3][21] Cetera iniziò a guadagnare denaro, "...By the time I was 18 I was making more money than my dad."[3]

Cetera incise alcuni singoli e il 7" EP "Rock 'N' Roll Mass" con gli Exceptions.[22][23][24] La prima canzone fu "Come On Home", autore con Kal David e Marty Grebb.[20] Suonò anche il basso per Dick Campbell nell'album, Dick Campbell Plays Where It's At, del 1966 (Mercury Records).[25][26]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera è ricordato per la sua interpretazione di alcune ballate e per aver contribuito alla vera formazione e fama del gruppo statunitense.

Nel 1985 ha intrapreso una carriera da solista, nonostante continui spesso a ripresentare le canzoni del suo vecchio gruppo. Tra le sue canzoni da solista troviamo vari duetti con altri cantanti come Madonna (la canzone s'intitola Sheherazade ed è inclusa nel suo album del 1988), o nel 1989 con Cher (After All).

Il suo singolo Glory of Love, coscritto con David Foster e Diane Nini, è canzone principale del film Karate Kid II - La storia continua... (1986) ed ha ottenuto la candidatura per l'Oscar alla migliore canzone e quella per il Golden Globe per la migliore canzone originale.

Oltre agli artisti già citati, ha collaborato con Amy Grant, The Beach Boys, Billy Joel, Karen Carpenter, Paul Anka, Agnetha Fältskog, Richard Sterban, Bonnie Raitt, David Gilmour, Az Yet, Chaka Khan, Crystal Bernard, Ronna Reeves e Alison Krauss. Appare nel film Electra Glide.

Come membro dei Chicago, è incluso nella Rock and Roll Hall of Fame dall'aprile 2016.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia solista[modifica | modifica wikitesto]

Discografia con i Chicago[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peter Ernie Manouse, InnerVIEWS with Ernie Manouse, KUHT-TV, 2009.
  2. ^ Christine Hogan, Chicago road, in The Sydney Morning Herald, 20 gennaio 1979, p. 16. URL consultato il 29 giugno 2017 (archiviato il 26 ottobre 2017). Ospitato su Newspapers.com. Template:Free access
  3. ^ a b c d e f Chris Jisi, The Inspiration, su bassplayer.com, Bass Player, dicembre 2007, pp. 36–47. URL consultato il 26 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2007).
  4. ^ Christine Hogan, Chicago road, in The Sydney Morning Herald, 20 gennaio 1979, p. 16. URL consultato il 29 giugno 2017 (archiviato il 26 ottobre 2017). Ospitato su Newspapers.com.
  5. ^ Jim Jerome, Chicago's 'Alive Again', in People Weekly, 16 ottobre 1978, Click on "Download the Entire Issue in PDF" then scroll PDF to magazine page 87 (pdf page 91). URL consultato il 31 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2008).
  6. ^ Kerry Eggers, Peter Cetera of Chicago fame plays in Oregon, in Portland Tribune, 4 febbraio 2016. URL consultato l'11 gennaio 2017 (archiviato il 31 gennaio 2017).
  7. ^ Tobler, John (1998), Rick Nelson & The Stone Canyon Band (CD booklet), p. 4. Suffolk: BGO Records.
  8. ^ Sheree Homer, Rick Nelson, Rock 'n Roll Pioneer, McFarland & Company, 2012, pp. 94–97, ISBN 978-0-7864-6060-1. URL consultato il 12 marzo 2019. Ospitato su Google books.
  9. ^ Tim Cetera | Credits | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 27 gennaio 2017 (archiviato il 2 febbraio 2017).
  10. ^ Kenny Cetera | Credits | AllMusic, su AllMusic. URL consultato il 27 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  11. ^ (EN) {{subst:#if:|[[|Solitude/Solitaire]]|Solitude/Solitaire}}. Note di copertina di {{{titolo}}}, Peter Cetera [audio CD liner notes], Warner Brothers Records, Inc., 9 25474-2, 1986.
  12. ^ (EN) {{subst:#if:One More Story|One More Story|One More Story}}. Note di copertina di {{{titolo}}}, Peter Cetera [audio CD liner notes], Warner Brothers Records, Inc., 9 25704-2, 1988.
  13. ^ (EN) {{subst:#if:World Falling Down|World Falling Down|World Falling Down}}. Note di copertina di {{{titolo}}}, Peter Cetera [audio CD liner notes], Warner Brothers Records, Inc., 9 26894-2, 1992.
  14. ^ (EN) {{subst:#if:You're the Inspiration: A Collection|You're the Inspiration: A Collection|You're the Inspiration: A Collection}}. Note di copertina di {{{titolo}}}, Peter Cetera [audio CD liner notes], River North Records, 51416 1250 2, 1997.
  15. ^ Danny Seraphine, Street Player: My Chicago Story, John Wiley & Sons, Inc., 2011, ISBN 978-0-470-41683-9.
  16. ^ Mendel Catholic Prep Alumni Foundation, Inc.: Notable Alumni, su mendelcatholicprepalumnifoundation.org, Chicago, IL, Mendel Catholic Prep Alumni Foundation, Inc.. URL consultato il 9 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2016).
  17. ^ a b c Ricky Lo, Cetera sings for the glory of love, su PhilStar Global, 4 febbraio 2009. URL consultato il 4 aprile 2019 (archiviato il 4 aprile 2019).
  18. ^ Nathalie Tomada, Bobby Kimball & Kenny Cetera: Rock Showdown, in The Philippine Star, Taguig City, Philippines, PhilStar Global, 9 ottobre 2012. URL consultato il 25 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2017).
  19. ^ David Sands, Peter Cetera Gets Real: Ex-Chicago frontman talks about splitting ways, picking bass up again, in For Bass Players Only, USA, 29 luglio 2015. URL consultato il 4 gennaio 2017 (archiviato il 4 gennaio 2017).
  20. ^ a b c (EN) [[{{{author-link}}}|Larry R. Watts]]; Bill Pitzonka, {{subst:#if:|[[|The Very Best of Peter Cetera]]|The Very Best of Peter Cetera}}. Note di copertina di {{{titolo}}}, Peter Cetera [audio CD liner notes], Warner Bros. Records, 302 067 470 8, 2017.
  21. ^ Peter Cetera, su vh1.com, VH1. URL consultato il 18 marzo 2010 (archiviato il 6 gennaio 2009).
  22. ^ Martin Popoff, Goldmine Standard Catalog of American Records 1948–1991, Krause Publications, 2010, pp. 408, 409, ISBN 1-4402-1621-5. URL consultato il 28 febbraio 2017 (archiviato il 1º marzo 2017).
  23. ^ EXCEPTIONS - Rock 'N' Roll Mass/The Ancient Star Song, su The Ancient Star Song: Music of the Jesus Era, The Ancient Star Song. URL consultato il 30 gennaio 2016 (archiviato il 7 febbraio 2016).
  24. ^ The Exceptions, su AllMusic. URL consultato il 31 gennaio 2016 (archiviato il 6 marzo 2016).
  25. ^ Mercury Records Catalog: 21000/61000 series, su www.jazzdisco.org. URL consultato il 14 marzo 2019 (archiviato il 29 dicembre 2020).
  26. ^ Ken Barnes e Gene Sculatti, The Top 10 Most Blatant Bob Dylan Imitations, su Best Classic Bands, 18 luglio 2017. URL consultato il 14 marzo 2019 (archiviato il 29 dicembre 2020).

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