Mossul

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Mossul
città
الموصل
Mossul – Veduta
Dati amministrativi
Stato Iraq Iraq
Governatorato Ninawa
Distretto Mossul
Territorio
Coordinate 36°02′N 43°07′E / 36.033333°N 43.116667°E36.033333; 43.116667 (Mossul)Coordinate: 36°02′N 43°07′E / 36.033333°N 43.116667°E36.033333; 43.116667 (Mossul)
Altitudine 224 m s.l.m.
Abitanti 2 882 442[1] (2010 calcolati)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Iraq
Mossul

Mossul, arabo: موصل, al-Mawṣil, talora trascritta erroneamente Mosul o Mossoul, è una città dell'Iraq, capoluogo del governatorato di Ninawa. Mossul è il nome che diedero gli arabi all'antica Ninive, la capitale assira citata anche nella Bibbia. Il sito di Ninive si trova sulla sponda orientale del fiume Tigri, mentre Mossul è sorta sulla sponda occidentale. La città ha 2.882.442 abitanti (calcolati per il 2010).[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Identificata nei primi periodi islamici come capitale della regione del Diyār Rabīʿa (lett. "gli insediamenti della tribù araba dei Banū Rabīʿa), Mossul è stata da taluni identificata con l'antico centro urbano di Μέψιλα (Mèpsila), citato da Senofonte, ma la cosa è tutt'altro che sicura, vista la diversa collocazione geografica rispetto a quella riportata dallo storico greco, mentre è maggiormente suffragata l'identificazione di Mossul con la persiana Budh-Ardhashīr.

Il Cristianesimo penetrò a Mossul fin dal II secolo; la città divenne sede episcopale di fede nestoriana nel VI secolo.

In periodo islamico la città fu conquistata da ʿUtba ibn Farqad nel 641 e presto trasformata in campo fortificato (miṣr) per volere del califfo ʿUmar ibn al-Khattāb.

Alla fine del IX secolo Mossul cominciò a entrare nell'orbita della dinastia araba dei Hamdanidi che ne fecero per un certo periodo il loro principale baluardo, dapprima come governatori degli Abbasidi, ma senza rifuggire dal contrapporsi duramente ad essi non appena fosse stata messa in discussione l'autonomia di fatto da essi faticosamente conquistata.

Dal XII al XV secolo[modifica | modifica sorgente]

Un secolo dopo il controllo della città passò agli ʿUqaylidi, della tribù dei B. Kaʿb, ma la vera ascesa Mossul la conobbe con l'atabeg turco ʿImād al-Dīn Zankī, figlio di Āq Sunqūr al-Hājib e padre di Norandino (Nūr al-Dīn ibn Zankī) che, nel 1127, strappò la città al controllo dei Selgiuchidi.

Alla morte di Norandino, Mossul passò a suo figlio ʿIzz al-Dīn Masʿūd. Di lì a poco la città dovette tuttavia arrendersi a Saladino (alāḥ al-Dīn ibn Ayyūb) che intendeva infliggere un colpo mortale all'esperienza statale dei Crociati in Terrasanta serrando gli Outremer grazie appunto a Mossul, ad Aleppo, a Damasco e all'Egitto.

Dopo l'esperienza ayyubide la città sfuggì, a metà del XIII secolo, all'aggressione dei Mongoli di Hulagu grazie al fatto che il suo governatore Badr al-Dīn Luʾluʾ accompagnò il condottiero mongolo nella sua campagna di devastazione delle regioni siriane, che s'infranse infine contro la superiore cavalleria mamelucca nella battaglia di ʿAyn Jālūt. Il figlio di Badr al-Dīn, al-Malik al-ālih Ismāʿīl, si aggregò a questo punto al carro dei vincitori, ma ciò non evitò a lui né a Mossul la dura punizione dei Mongoli, tutt'altro che infiacchiti nella regione mesopotamico-iranica, dalla sconfitta subita dai Mamelucchi.

Mossul cadde quindi sotto controllo dei mongoli Ilkhanidi e poi sotto quello dei mongoli Gialayridi, fatto che la salvò dalla devastante furia di Tamerlano.

Dal XVI al XX secolo[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XVI secolo Mossul fu controllata dalla federazione turcomanna degli Aq Qoyūnlū, ma pochissimo dopo 1508 i Safavidi occuparono Baghdad e Mossul, fin quando, nel 1535, l'Ottomano Solimano il Magnifico la strappò alla dinastia iranica.
Da quel momento la città fu governata da un Pascià ottomano e fu solo nel 1925, a quattro anni dalla formale indipendenza irachena, che Mossul entrò a far parte dei domini di Fayṣal I d'Iraq, primo sovrano del Regno hascemita d'Iraq.

Apprezzata in periodo medievale per la bellezza dei suoi tessuti (la "mussolina" prende il nome dalla città) e per la floridezza dei suoi commerci, Mossul aveva una cinta muraria con sette porte e imponenti torrioni, un rinomato ospedale (maristan) e un vasto mercato coperto (qaysariyya).

Per tutto l'Ottocento e per buona parte del Novecento abitarono a Mossul comunità appartenenti alle religioni più diverse. Accanto ad una maggioranza di arabi, curdi e turcomanni, erano censite minoranze di ebrei, yezidi e cristiani, distinti questi ultimi fra cattolici, protestanti, caldei, armeni, greco-ortodossi, nestoriani, maroniti e giacobiti.

Mossul oggi[modifica | modifica sorgente]

In periodo contemporaneo Mossul ha visto crescere impetuosamente la sua popolazione, dai 40 000 abitanti di fine XIX secolo (fra cui 7 000 cristiani e 1.500 ebrei) ai 450 000 attuali che la rendono la terza città per popolazione dell'Iraq, dopo la capitale Baghdad e Bassora.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Al-Mawşil, World Gazetteer. URL consultato il 30 maggio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Encyclopædia Britannica Online, 2011. Web. 20 Apr. 2011. Mosul .
  • (EN) Scheda informativa su Mossul [1]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]