Mordechai Vanunu

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Mordechai Vanunu

Mordechai Vanunu, in ebraico מרדכי ואנונו ascolta[?·info], anche conosciuto con il suo nome di battesimo cristiano di John Crossman (Marrakech, 13 ottobre 1954), è un ex tecnico nucleare israeliano. Nato in Marocco da una famiglia ebraica ortodossa della città di Marrakech, la sua famiglia emigrò in Israele nel 1963. Nel 1986 rivelò al Sunday Times l'esistenza di un piano segreto di armamento nucleare da parte dello stato di Israele, che all'epoca avrebbe posseduto 200 testate nucleari. All'epoca lavorava alla centrale di Dimona.

18 anni di carcere[modifica | modifica sorgente]

La sua rivelazione pubblica di segreti di stato è stata considerata pericolosa dal governo di Israele, poiché esporrebbe il paese alle minacce dei suoi nemici. Venne sequestrato a Roma nel 1986 da alcuni agenti del Mossad, una dei quali, americana, si fece passare per una ragazza inglese di nome Cindy, e trasferito in Israele dove venne imprigionato e accusato di tradimento e spionaggio. Fu giudicato a porte chiuse e condannato a 18 anni di carcere, 11 dei quali passati in completo isolamento e, secondo la sua testimonianza, sottoposto a torture psicologiche e trattamenti inumani. Uscito di prigione il 21 aprile 2004, nonostante abbia scontato l'intera pena, è stato sottoposto dalle autorità israeliane a notevoli restrizioni della libertà; in particolare:

Vanunu in un'intervista soggetta a censura, ha rivelato a Jeff Heinrich del Montreal Gazette, che il proprio sogno era emigrare in Canada. Si è convertito al cristianesimo, divenendo membro della Chiesa anglicana australiana.

Vanunu è considerato da Amnesty International come un prigioniero e un perseguitato politico e gli è stato attribuito lo status di prigioniero di coscienza.[1]

Nell'estate del 2007 Vanunu è stato condannato a sei mesi di reclusione dal tribunale per la pace di Gerusalemme, decisione presa dal giudice Yoel Tzur. Interrotta la libertà vigilata, l'ex tecnico tornò quindi in carcere. La condanna arrivò in seguito a un tentativo di uscire da Israele per andare in Cisgiordania (che è in parte sotto controllo israeliano). Nel 2008 è stato rilasciato in libertà vigilata, per essere poi arrestato brevemente nel 2010, trattenuto per alcuni mesi, per aver violato alcuni termini dell'accordo. La Corte Suprema ha respinto la sua richiesta di poter lasciare Israele nel 2011. Ha tentato di rinunciare alla cittadinanza israeliana nel 2012 e di chiedere asilo politico in Norvegia. Ha dichiarato inoltre: "Non abbiamo bisogno di uno stato ebraico, c'è bisogno di uno stato palestinese."[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mordechai Vanunu prisoner of conscience Israel - Amnesty.org
  2. ^ BBC NEWS | Middle East | Vanunu defiant ahead of release

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Black, Ian. Israel's Secret Wars: A History of Israel's Intelligence Services, Grove Press, 1992, ISBN 0-8021-3286-3
  • Cohen, Avner. Israel and the Bomb, New York: Columbia University Press (1999), ISBN 0-231-10483-9
  • Cohen, Yoel. The Whistleblower of Dimona: Israel, Dimona & the Bomb. ISBN 0-8419-1432-X
  • Fleming, Eileen. Memoirs of a Nice Irish American 'Girl's' Life in Occupied Territory ISBN 1432702548.
  • Gaffney, Mark. Dimona: The Third Temple? The Story Behind the Vanunu Revelation. ISBN 0-915597-77-2
  • Gilling, Tom and John McKnight. Trial and Error — Mordechai Vanunu and Israel's Nuclear Bomb. 1991 Monarch Publications. ISBN 1-85424-129-X
  • Hounam, Peter. The Woman from Mossad: The Torment of Mordechai Vanunu. ISBN 1-58394-005-7 paperback edition title: The Woman from Mossad: The Story of Mordechai Vanunu & the Israeli Nuclear Program
  • Toscano, Louis. Triple Cross. 1990 Birch Lane Press ISBN 1-55972-028-X
  • Spiro, Gideon. Vanunu and the Israeli Bomb.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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