La mosca 2

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La mosca 2
La mosca 2 Screenshot.jpg
Una scena del film
Titolo originale The Fly II
Paese di produzione USA
Anno 1989
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza
Regia Chris Walas
Soggetto George Langelaan
Sceneggiatura Mick Garris, Jim Wheat, Ken Wheat, Frank Darabont
Fotografia Robin Vidgeon
Montaggio Sean Barton
Musiche Christopher Young
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La mosca 2 (The Fly II) è un film horror fantascientifico del 1989, sequel del film La mosca (1986), diretto da Chris Walas che nel film di David Cronenberg era il truccatore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia col parto di Veronica Quaife, compagna dello scienziato Seth Brundle (che in La mosca era interpretata da Geena Davis). La donna muore dando alla luce una sorta di larva, nella quale è però racchiuso un bambino fisicamente normale. Il neonato, che ha nome Martin, è affetto dalla Sindrome di Brundle; il suo DNA è reso anomalo dalla presenza di geni di mosca ereditati dal padre. Il primo sintomo a manifestarsi è una crescita fisica e intellettiva estremamente accelerata. Il bambino viene cresciuto in un ambiente clinico, sotto stretta osservazione di una equipe di medici della Bartok Industries, che aveva finanziato gli esperimenti del padre. Formalmente, Martin è adottato da Bartok, che è a capo della Bartok Industries. Quotidianamente gli vengono somministrati farmaci per rallentare il decorso della malattia. Ancora bambino, si affeziona ad un cane, usato come cavia dai ricercatori della Bartok. Un giorno, non trovandolo nella sua gabbia, si introduce in un'area riservata e assiste al tentativo da parte dei ricercatori di teletrasportare lo sventurato animale mediante le due telecapsule sopravvissute nel laboratorio di Seth Brundle. A causa degli errori nella programmazione, il cane ne esce orribilmente sfigurato, mentre il giovanissimo Martin si avvicina per la prima volta al lavoro del padre. A soli 5 anni di età Martin ne dimostra già 25. Il padre adottivo gli consente di trasferirsi in un appartamento, lontano da occhi indiscreti e dalla stanza dietro un vetro dove era stato tenuto fino a quel momento. Martin prosegue lo studio del sistema di teletrasporto, riuscendo a riprogrammare il computer e a trasferire con successo un telefono. Nel frattempo ha conosciuto Beth, una ragazza impiegata della Bartok, con la quale intreccia una relazione. I rapporti con il padre adottivo e con l'intero ambiente della Bartok iniziano a peggiorare dopo che il ragazzo scopre come il cane di cui si era tanto affezionato sia ancora imprigionato e sofferente, mantenuto in vita solo per essere sfruttato come cavia da laboratorio. Inorridito da tale crudeltà, decide di sopprimere il povero animale per porre fine alle sue sofferenze. Continuando la programmazione del computer, Martin riesce infine a teletrasportare con successo un gatto, solo dopo aver fallito con una pianta di Beth. Scopre inoltre che una possibile soluzione definitiva al suo male sarebbe teletrasportarsi assieme ad un soggetto donatore di geni sani, al quale però verrebbero trasferiti i geni portatori della Sindrome di Brundle. Ragion per cui rinunzia all'idea. In seguito la situazione va sempre più degenerando: iniziano a comparire i primi sintomi della malattia, Martin scopre di essere sempre stato spiato, anche nella sua residenza privata e di non essere mai stato curato (gli veniva somministrato un placebo). Bartok stesso gli rivela di aver sempre desiderato che la metamorfosi si compisse. Sconvolto, fugge con Beth. Dopo un incontro con Stathis Borans, il quale non fa che riferirgli la convinzione del padre biologico che il rimedio al problema stesse nelle telecapsule, si nascondono in un motel, dove Martin peggiora a vista d'occhio. Disperata, Beth chiede aiuto ai medici della Bartok. Martin viene scortato in una sala d'osservazione, dove si racchiude in un enorme bozzolo. Frattanto, Bartok e i ricercatori tentano inutilmente di sbloccare il computer delle telecapsule, che Martin ha prudentemente protetto con una password. A metamorfosi compiuta, il protagonista fuoriesce dal bozzolo sotto forma di una mostruosa creatura. Accecato dalla rabbia, miete diverse vittime e, tornato al laboratorio, attiva la sequenza di trasferimento genetico da donatore sano, teletrasportandosi poi con il padre adottivo. Martin torna ad essere umano, mentre Bartok è ridotto ad un essere deforme che, alla fine del film, è visto essere utilizzato dai suoi stessi ricercatori come una cavia da laboratorio.

Coincidenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1984 Eric Stoltz fu inizialmente ingaggiato da Robert Zemeckis per il ruolo di "Marty McFly" nel film Ritorno al futuro (1985), ma poi sostituito da Michael J. Fox. Una curiosa coincidenza sta nel fatto che l'appellativo del personaggio di Stoltz dopo la mutazione diventa Martinfly (Martin-mosca), molto simile ed evocativo a Marty McFly.

Trilogia originale de "La Mosca"[modifica | modifica wikitesto]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Altri film ispirati alla storia:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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