La Congolaise

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La Congolese è l'inno nazionale della Repubblica del Congo, istituito con la legge costituzionale n° 10 del 4 novembre 1959.

Il testo è stato scritto da Jacques Tondra e Georges Kibanghi, la musica da Jean Royer et Joseph Spadilière[1].

Fu preferito per 44 voti a 9 ad Allons Congo di Jo Noves e Stefano May all'esito di un voto segreto dell'Assemblea nazionale.

La Congolese, come ha potuto dichiarare un deputato dell'Assemblea, "canta al cuore di tutti i congolesi l'amore del prossimo, al cuore dei governanti lo spirito di giustizia e di uguaglianza sociale, al cuore delle nuove generazioni lo spirito di sacrificio affinché il Congo viva, nell'unità, il lavoro e il progresso".

Testo originale[modifica | modifica sorgente]

En ce jour, le soleil se lève
Et notre Congo resplendit
Une longue nuit s'achève
Un grand bonheur a surgi
Chantons tous avec ivresse
Le chant de la liberté.

Refrain :
Congolais debout fièrement partout
Proclamons l'union de notre nation
Oublions ce qui nous divise
Soyons plus unis que jamais.

Vivons pour notre devise:
Unité, Travail, Progrès.(x2) |

Des forêts jusqu'à la savane
Des savanes jusqu'à la mer
Un seul peuple une seule âme
Un seul cœur ardent et fier
Luttons tous tant que nous sommes
Pour notre vieux pays noir.

Refrain

Et s'il nous faut mourir en somme
Qu'importe puisque nos enfants
Partout pourront dire comme
On triomphe en combattant
Et dans le moindre village
Chantons sous nos trois couleurs.

Refrain

Traduzione in italiano[modifica | modifica sorgente]

In questo giorno, il sole sorge
E il nostro Congo risplende
Una lunga notte finisce
Una grande felicità è sorta
Cantiamo tutti con ebbrezza
Il canto della libertà.

Coro:
Congolesi ovunque orgogliosamente in piedi
Proclamiamo l'unità della nostra nazione
Dimentichiamo ciò che ci divide
Cerchiamo di essere più uniti che mai.

Viviamo per il nostro motto:
Unità, Lavoro, Progresso. (X2)

Dalle foreste sino alla savana
Dalle savane al mare
Un solo popolo una sola anima
Un solo cuore ardente e fiero
Lottiamo tutti, tutti quanti,
Per il nostro vecchio paese nero.

E se dobbiamo morire
Non importa, perché i nostri figli
Ovunque potranno dire come
Si trionfi combattendo
E nel più piccolo villaggio
Cantiamo sotto i nostri tre colori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Semaine africaine n°378, 29 novembre 1959, Justice et pouvoir au Congo-Brazzaville, 1958-1992, la confusion des rôles, L'Harmattan, Parigi, 2001, ISBN 2-7475-1319-X, 9782747513197