Ivo Oliveti

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Ivo Oliveti
27 ottobre marzo 1895 – 3 marzo 1936
Nato aBorghi
Morto aAxum
Cause della morteprecipitato con il Caproni Ca.111 in guerra
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
Regia Aeronautica
Corpofanteria
Servizio Aeronautico
Specialitàbombardamento
Reparto11ª Squadriglia
13ª Squadriglia
19ª Squadriglia
GradoTenente Colonnello
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra d'Etiopia
Decorazioni2 Medaglie d'argento al valor militare
1 Medaglia di Bronzo al Valor Militare
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Ivo Oliveti (Borghi, 27 ottobre 1895Axum, 3 marzo 1936) è stato un politico e militare italiano, pilota della Regia Aeronautica durante la Guerra d'Etiopia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di professione avvocato, Ivo Oliveti abitò per qualche tempo nel Palazzo Morattini di Forlì. Arruolato il 1 giugno 1915 il 13 giugno è assegnato al 57º reggimento di fanteria (o 57º Battaglione "Abruzzi"). Il 2 marzo 1916 entrava nel Battaglione Scuola Aviatori e il 1º settembre prendeva il brevetto di pilota su Bleriot. Il 30 novembre era Sottotenente pilota della 11ª Squadriglia nella Campagna di Albania ed il 1º settembre 1917 trasferito alla 13ª Squadriglia Caproni, dal 20 settembre il Tenente Oliveti va a Taliedo in forza al Distaccamento A.R. per il bombardamento di Cattaro con Gabriele D'Annunzio. Dal 25 agosto 1918 viene promosso Capitano.

Dopo il congedo del 22 novembre 1919 fu avvocato a Forlì ed a Milano e poi segretario della Federazione Nazionale industriali meccanici e metallurgici. Dal 1922 al 1925 fu segretario dell'Associazione interregionale lombardo-veneto-emiliana dei calzaturifici. Dal 1925 membro di primo piano del fascismo romagnolo, ricoprendo cariche dirigenziali nel Partito Nazionale Fascista emiliano-romagnolo sin dalla sua fondazione, cessando nel 1928 di essere segretario della Federazione di Forlì in seguito al conferimento dell'incarico di giudice del Tribunale speciale per la difesa dello Stato[1].

Oltre all'attività politica, Oliveti si distinse fra gli industriali italiani, tanto da ricoprire fra il 1922 e il 1925 la carica di segretario della Federazione nazionale industrie meccaniche e metallurgiche e di segretario dell'Associazione nazionale calzaturifici.

Tomba al cimitero italiano di Asmara

Richiamato a domanda nel maggio del 1935, promosso per merito straordinario Tenente Colonnello di complemento prende parte alla guerra d'Etiopia, riacquisito il brevetto di pilota ed assegnato alla 19ª Squadriglia Caproni, Oliveti morì nel 1936 ad Axum (Africa Orientale) immolando la propria vita per salvare l'equipaggio del suo aereo Caproni Ca.111 in fiamme: per tale gesto fu insignito di medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Intrepido valorosissimo pilota, tre volte decorato durante la guerra mondiale, riprendeva volontariamente il proprio posto di combattimento per l'impresa africana. Durante un inseguimento del nemico verso il Tacazzé, sviluppatosi a bordo dell'apparecchio da bombardamento, al suo comando, un improvviso incendio, con serena cosciente valutazione del dovere di comandante disponeva pel salvataggio col paracadute dei compagni di volo. Rimasto ultimo a bordo, e non più in tempo per salvarsi, precipitava con l'apparecchio in fiamme. Purissimo esempio di sublime sacrificio.[2]»
— Cielo dello Sciré, 3 marzo 1936

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999
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