Inquinamento causato dalla plastica

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Inquinamento da plastica a Coco Beach in Tanzania.

Per inquinamento causato dalla plastica si intende la dispersione e l'accumulo di prodotti plastici nell'ambiente causando problemi all'habitat di fauna e flora selvatica così come all'habitat antropizzato. Tale tipo di inquinamento interessa l'aria, il suolo, i fiumi, i laghi e gli oceani.

L'importanza e la rilevanza di questo tipo di inquinamento derivano dalla economicità della plastica e dalla sua alta durabilità nel tempo e quindi alla produzione di grandissimi quantitativi della stessa per i più svariati usi.

Sono state promosse politiche di riduzione e riciclo dei materiali plastici al fine di ridurre questo tipo di inquinamento.

Tipologie di inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

Inquinamento da plastica.

L'inquinamento causato dalla plastica si può verificare in varie forme, tra cui rifiuti abbandonati in terra e in mare, particelle di plastica in acqua e Friendly Floatees. Una grande percentuale di plastica prodotta ogni anno viene utilizzata una sola volta e poi gettata.

Per l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente degli Stati Uniti nel 2011 le plastiche costituivano oltre il 12% dei rifiuti solidi urbani. Negli anni sessanta, invece, costituivano meno dell'1%[1].

Microparticelle di plastica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Microplastica.

Nel 2017 è stato presentato un rapporto redatto con analisi in tutto il mondo, sulla presenza di microparticelle di plastica nelle acque e nell'aria , che per le loro ridotte dimensioni entrano nelle catene alimentari. Le microparticelle sono prodotte col lavaggio degli indumenti sintetici, con l'usura di pneumatici, col deterioramento delle vernici, con il lavaggio di prodotti estetici[2].

Effetti sull'ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Terra[modifica | modifica wikitesto]

Le plastiche alogene rilasciano sostanze chimiche nocive al terreno circostante, che penetrano in profondità raggiungendo falde acquifere o altre fonti d'acqua[3]. I danni sono molto seri per le specie viventi che assumono questa acqua inquinata. Le aree utilizzate come discarica sono costantemente colmate da rifiuti di tipo plastico. In queste zone ci sono molti microrganismi che accelerano la degradazione biologica delle plastiche. Per quel che riguarda le plastiche biodegradabili, non appena vengono gettate, il metano, pericoloso gas serra che contribuisce significativamente al riscaldamento globale, viene rilasciato[4]. Alcune discariche stanno prendendo l'iniziativa di installare dispositivi per la cattura del metano, che potrebbe essere utilizzato per produrre energia, ma la maggior parte degli stabilimenti non li ha ancora adottati.

Oceani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pacific Trash Vortex.

A partire dagli anni Novanta è stato identificato un ammasso di rifiuti galleggianti costituiti prevalentemente da frammenti plastici di dimensioni inferiori ai 5 millimetri , in una zona estesa di almeno un milione di chilometri quadrati nell'Oceano Pacifico battezzata Pacific Garbage Patch . Si suppone che l'80% dei detriti provenga da terraferma attraverso i fiumi .

Animali[modifica | modifica wikitesto]

L'inquinamento causato dalla plastica è potenzialmente pericoloso per gli animali, il che potrebbe influire negativamente sulle forniture alimentari umane[5][6]. In primo luogo è altamente dannoso nei confronti dei grandi mammiferi marini e nel volume Introduzione alla Marina Biologica è definito la loro "più grande minaccia"[7]. Nello stomaco di alcuni animali marini, come la tartaruga marina, sono stati trovati pezzi di plastica, che ne hanno causato la morte. Quando questo succede, la morte degli animali è generalmente causata dalla fame, poiché questi materiali bloccano il loro tratto digestivo[5]. Talvolta, invece, i mammiferi marini rimangano intrappolati in prodotti di plastica, come se fossero reti, rischiando di rimanere uccisi[5]. Quando un animale si impiglia, infatti, la sua capacità di movimento è gravemente ridotta, rendendo quindi molto difficile trovare cibo. Se la morte non sopravviene, spesso tra le conseguenze ci sono gravi lacerazioni e ulcere[8].

Sono circa 260 le specie, tra cui invertebrati, che sono state danneggiate dall'inquinamento causato dalla plastica. È stato stimato che oltre 400.000 mammiferi marini trovano la morte in questo modo negli oceani[5]. Una ricerca condotta nel 2004 ha concluso che i gabbiani nel Mare del Nord hanno una media di trenta pezzi di plastica nel loro stomaco[9].

Effetti sugli umani[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti plastici contengono diversi tipi di sostanze chimiche, a seconda della tipologia. L'aggiunta di additivi ne migliora le proprietà meccaniche, tuttavia ciò ha i suoi effetti collaterali. In particolare, alcune delle sostanze chimiche possono essere nocive per l'uomo per assorbimento cutaneo[10], causando dermatiti a contatto con la pelle umana[10], anche se presenti in tracce, rendendole pericolose anche per i lavoratori addetti alla loro produzione[10]. Inoltre gli effetti sull'organismo umano di molte di queste sostanze non sono ancora conosciuti.

Politiche di riduzione dell'inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia ha vietato i cotton fioc non biodegradabili dal 2019 e le microplastiche nei cosmetici dal 2020 . Secondo la Plastic strategy della Commissione Europea , entro il 2030 tutti gli imballaggi di plastica dovranno essere riciclabili o riutilizzabili e la messa al bando della microplastica.

Nel dicembre 2017, l’Assemblea ambientale delle Nazioni Unite ha adottato un obiettivo globale per fermare lo scarico di plastica in mare [11]

Oggetti domestici realizzati con vari tipi di plastica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Plastiche, su epa.gov. URL consultato il 3 settembre 2012.
  2. ^ https://orbmedia.org/stories/Invisibles_plastics
  3. ^ Poonam Aggarwal et al., Interactive Environmental Education Book VIII. Pitambar Publishing. p. 86. ISBN 8120913736
  4. ^ (EN) David Biello, Are Biodegradeable Plastics Doing More Harm Than Good? (Le plastiche biodegradabili fanno più male che bene?), su scientificamerican.com. URL consultato il 1º agosto 2013.
  5. ^ a b c d Daniel D. Chiras (2004). Environmental Science: Creating a Sustainable Future. Jones & Bartlett Learning. pp. 517-518. ISBN 0763735698
  6. ^ Knight 2012, p. 5.
  7. ^ Karleskint, George; (et al.) (2009).Introduction to Marine Biology. Cengage Learning. p. 536. ISBN 0495561975
  8. ^ Derraik, 2002
  9. ^ Hill, Marquita K. (1997). Understanding Environmental Pollution. Cambridge University Press. p. 257. ISBN 1139486403
  10. ^ a b c Brydson, J. A. (1999). Plastics Materials. Butterworth-Heinemann. pp. 103-104. ISBN 0750641320
  11. ^ (IT) 8 Cose da Fare per l'Inquinamento della Plastica negli Oceani, in Economia Italia: lavoro, finanza, borsa, fisco, pensioni, risparmio, 4 maggio 2018. URL consultato il 5 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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