Usa e getta

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L'aggettivo usa e getta (loc. agg. invar.) si riferisce ad un oggetto progettato per un utilizzo molto limitato nel tempo oppure singolo, in tal caso è ancor più opportuno utilizzare il termine monouso.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente il primo prodotto industriale di grande utilizzo, diffusione e destinato ad un utilizzo breve, furono le lamette usa e getta apparse sul mercato agli inizi del 1900. King Camp Gillette inventa un sistema per produrre lamette economiche e, nel 1903, inizia a commercializzare una nuova tipologia di rasoio espressamente concepita per lamette usa e getta[1].

Ciclo di utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Il termine usa e getta implica un significato di economicità e utilità a breve termine, talvolta in senso dispregiativo e/o metaforico, contrapposto al maggior valore economico e durabilità di medio-lungo termine dei prodotti non usa e getta.

Vantaggio d'uso[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti monouso presentano la maggiore vantaggiosità in ambito sanitario, in quanto garantiscono maggiori certezza di sterilità, come nel caso delle siringhe, cerotti, guanti ecc. Altri vantaggi sono la loro relativa economicità e praticità in situazioni di utilizzo saltuario o straordinario, come nel caso delle stoviglie in plastica.

Smaltimento[modifica | modifica wikitesto]

Immediatamente dopo l'uso, tale oggetto viene scartato come RSU (rifiuto solido urbano), per finire il suo ciclo vitale in una discarica, un inceneritore, un impianto di compostaggio o di riciclo, a seconda della tipologia di prodotto. I prodotti usa e getta di utilizzo più frequente sono: fazzoletti e tovaglioli in carta, stoviglie in plastica, ma anche la maggior parte degli imballaggi e contenitori.

Forchetta di plastica

Problematiche[modifica | modifica wikitesto]

Questi prodotti, caso nel caso dei pannolini, incidono pesantemente nei costi di gestione dei rifiuti.

Se non correttamente smaltiti, possono avere un grosso impatto ambientale dato che in genere sono realizzati con plastiche ed altri materiali non biodegradabili.

Inquinamento da prodotti usa e getta

Possono essere causa di morte diretta e indiretta di molte specie animali, emblematico il caso dei delfini o delle tartarughe marine morte dopo aver ingoiato delle buste di plastica scambiate per delle meduse.[2] Il ciclo di smaltimento di un materiale plastico abbandonato in natura può richiedere tempi lunghissimi con il rilascio di sostanze inquinanti, come bisfenolo A, metalli pesanti e ftalati[3], contenuti soprattutto in materiali di vecchia realizzazione. L'utilizzo di sempre nuove sostanze sintetiche, per la colorazione o per dare particolari caratteristiche tecniche ai materiali, pone la criticità dello studio delle conseguenze future delle molecole impiegate: in passato, infatti, alcune ritenute innocue si sono dimostrate poi essere estremamente dannose, a volte cancerogene anche per gli addetti alla loro produzione[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]