Guided by Voices

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Guided by Voices
Guided by Voices.jpg
Paese d'origineStati Uniti Stati Uniti
GenereIndie rock
Lo-fi
Rock alternativo
Periodo di attività musicale1983 – 2004
2010 – 2014
2016 – in attività
EtichettaScat Records, Matador Records, TVT Records
Album pubblicati27
Studio15
Live1
Colonne sonore7
Raccolte4
Sito ufficiale

I Guided by Voices talvolta abbreviati in GBV sono un gruppo musicale alternative rock statunitense originario di Dayton (Ohio) e in attività dal 1987.

Sono noti per l'attitudine per le registrazioni lo-fi (i primi album sono stati registrati su un 4 piste Portastudio) e per la prolificità delle pubblicazioni. Nella loro musica si sentono influenze garage rock, folk-rock, rock psichedelico, punk rock e post punk[1].

Storia dei Guided By Voices[modifica | modifica wikitesto]

La formazione del gruppo ha avuto numerosi cambi ma è sempre stata capeggiata da Bob Pollard, cantautore nato nel 1957 e che ha scritto più di 1000 canzoni.[2]

Il gruppo, dopo una pausa partita dal 2004, è tornato sulle scene nel 2012 con l'album Let's Go Eat the Factory, il primo con la formazione originale dai tempi di Under the Bushes under the Stars del 1996.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

  • Forever Since Breakfast (1986)
  • The Grand Hour (1993)
  • Static Airplane Jive (1993)
  • Get Out of My Stations (1994)
  • Fast Japanese Spin Cycle (1994)
  • Clown Prince of the Menthol Trailer (1994)
  • I Am a Scientist (1994)
  • Tigerbomb (1995)
  • Sunfish Holy Breakfast (1996)
  • Plantations of Pale Pink (1996)
  • Wish in One Hand... (1997)
  • Plugs for the Program (1999)
  • Hold on Hope (2000)
  • Dayton, Ohio - 19 Something and 5 (2000)
  • Daredevil Stamp Collector (2001)
  • The Pipe Dreams of Instant Prince Whippet (2002)
  • Down by the Racetrack (2013)
  • Wine Cork Stonehenge (2018)
  • 100 Dougs (2018)
  • Umlaut Over the Ozone (2019)
  • 1901 Acid Rock (2019)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Bordone, Merry Melodies: Il pop in 100 album fondamentali, in Mucchio Extra, Stemax Coop, #22 Estate 2006.
  2. ^ Vedi: Repertoire.mi.com Archiviato il 27 marzo 2007 in Internet Archive.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN106630853 · ISNI (EN0000 0000 8172 0587 · LCCN (ENno98028957 · GND (DE10309466-0
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