Funny Games (film 2007)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Funny Games - Possiamo iniziare?)
Jump to navigation Jump to search
Funny Games
Funny Games US.jpg
Da sinistra: Michael Pitt, Brady Corbet e Naomi Watts
Titolo originaleFunny Games
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Francia, Regno Unito, Germania, Italia
Anno2007
Durata108 min
Generethriller, drammatico
RegiaMichael Haneke
SoggettoMichael Haneke
SceneggiaturaMichael Haneke
ProduttoreHamish McAlpine, Chris Coen, Christian Baute, Pascal Metge, Valerie Romer, Andro Steinborn, Hengameh Panahi, Adam Brightman (co-produttore), Jonathan Schwarz (co-produttore), René Bastian (co-produttore), Linda Moran (co-produttrice), Andrea Occhipinti (co-produttore), Charlotte Mickie (produttrice associata), Skady Lis (produttrice associata), Stefano Massenzi (produttore associato)
Produttore esecutivoNaomi Watts, Douglas Steiner, Carole Siller, Philippe Aigle
Distribuzione in italianoLucky Red
FotografiaDarius Khondji
MontaggioMonika Willi
ScenografiaKevin Thompson
CostumiDavid C. Robinson
TruccoMichal Bigger, Thom Gonzales, Rita Ogden, Francesca Paris, Gail McGuire, Waldemar Pokromski, Louie Zakarian
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

«Possiamo iniziare?»

(Tagline del film)

Funny Games è un film del 2007 diretto da Michael Haneke, remake shot-for-shot dell'omonimo film austriaco dello stesso Haneke. Rispetto all'originale è stato girato in lingua inglese e con un cast differente, che comprende Naomi Watts, Tim Roth e Michael Pitt.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di un remake shot-for-shot, la trama è identica a quella del film originario.

Significato dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Quanto affermato per la trama si può affermare anche per il significato dell'opera. Ciononostante, secondo quanto affermato dal docente universitario e critico cinematografico Fabrizio Fogliato, l'ambientazione americana permette di mettere in scena una metafora in più rispetto all'originale.[1] Secondo il critico, infatti, il contrasto fra esterni tipicamente "americani" e gli arredamenti interni tipicamente "europei" sta a rappresentare le ingerenze degli USA in altre nazioni, il concetto di "esportazione della democrazia" che l'amministrazione Bush ha reso uno dei suoi cavalli di battaglia ma che di fatto non sempre coincide con lo stesso concetto di democrazia delle persone cui tale trattamento è stato subito.[1]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo alla produzione Haneke dichiara:

«All'inizio è stata soprattutto l'idea di un produttore. Ci ho pensato e mi sono detto che una versione in inglese era forse il modo migliore di raggiungere l'obiettivo che mi ero dato dieci anni prima. Il primo film non aveva raggiunto il pubblico cui era destinato, ovvero il pubblico anglofono, che è quello che consuma di più la violenza al cinema. Purtroppo, la lingua tedesca è stata un ostacolo per il successo del film in America, dove era stato distribuito solo nel circuito di sale d'essai

(Michael Haneke)

E sul cast:

«Per quanto mi riguarda ho posto una sola condizione: che la protagonista fosse Naomi Watts, per me la pura incarnazione del personaggio. Dovevo essere, in ogni caso, molto meticoloso nella scelta degli attori. Nessuno dei cinque personaggi principali doveva deludere rispetto al primo film...»

(Michael Haneke)

Tim Roth all'inizio non voleva accettare la parte essendo rimasto scosso dalla visione dell'originale e non avendolo particolarmente amato. Le riprese sono state particolarmente dure e in un'intervista ha dichiarato:

«È stato il film più disturbante tra tutti quelli che ho fatto. Sono state cinque settimane di lacrime. È stato brutale: si è trattata di una delle volte peggiori sul set per me. Non avrei mai voluto guardarlo!»

(Tim Roth)

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito il 20 ottobre 2007 in Gran Bretagna, negli Stati Uniti il 14 marzo 2008 per la Warner Independent Pictures, in Italia è stato distribuito dalla Lucky Red l'11 luglio 2008, con il divieto ai minori di 14 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Funny Games, la sempre attuale visione negata di Michael Haneke, su CameraLook, 2 novembre 2017. URL consultato il 4 ottobre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema