Ferrovia dei templi

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Ferrovia dei templi
Stati attraversatiItalia Italia
InizioAgrigento Bassa
FinePorto Empedocle Succursale
Attivazione1874
GestoreRFI
Precedenti gestoriFS (1905-2001)
Lunghezza10 km
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3000 V = (Agrigento Bassa-Porto Empedocle Succursale)
Ferrovie

La ferrovia dei templi è una linea ferroviaria regionale della Sicilia che collega Agrigento e Porto Empedocle al Parco archeologico della Valle dei Templi. Dal 2014, grazie all'intervento di riqualificazione posto in essere da Fondazione FS Italiane risulta essere una delle 10 linee ferroviarie turistiche nazionali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo ramo della Palermo-Girgenti-Porto Empedocle, la linea venne completamente attivata nel 1876. Nel 1885 passò alla gestione della Società per le Strade Ferrate della Sicilia, mentre nel 1906 la linea fu riscattata dalla neonata amministrazione autonoma delle Ferrovie dello Stato. Nel 1951 venne interposta una terza rotaia nel tratto tra Agrigento Bassa e Porto Empedocle Centrale, per consentire ai treni a scartamento ridotto provenienti da Castelvetrano di poter raggiungere direttamente la stazione di Agrigento Centrale senza effettuare il trasbordo, poi soppressa nel 1976 quando si decise di declassare la Agrigento - Porto Empedocle a raccordo. Nel 1985 le Ferrovie dello Stato elettrificarono la linea Palermo-Agrigento fino a Porto Empedocle Centrale, escludendo il tratto terminale di 800 metri fino alla stazione di Porto Empedocle Succursale. Dal 1994 l'area ferroviaria rimase impresenziata, e la linea venne abbandonata.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 fu istituito il regime a spola, ed organizzati sporadici treni straordinari in varie occasioni. Dal 2010, parte dell'area ferroviaria è affidata in concessione all'associazione Ferrovie Kaos che ha proceduto alla riqualificazione della stessa, nonché alla guardania e all'organizzazione di numerosi eventi ferroviari. Dal giugno del 2014, la linea è ufficialmente inserita all'interno del progetto di Fondazione FS denominato "Binari senza tempo" e risulta essere una delle 9 ferrovie turistiche nazionali. Nel marzo del 2016, è stata ufficialmente riattivata, dopo 38 anni, la stazione di Porto Empedocle Succursale, nel cuore della città. All'inizio del 2018, la linea è stata interamente elettrificata fino al capolinea.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

 Stazioni e fermate 
Unknown route-map component "vCONTg"
per Palermo Centrale e per Caltanissetta Xirbi
Unknown route-map component "SPLe"
Station on track
134+384 Agrigento Bassa
Unknown route-map component "KRW+l" Unknown route-map component "KRWgr"
One way leftward Unknown route-map component "KRZu" Unknown route-map component "CONTfq"
per Agrigento Centrale
Enter and exit short tunnel
galleria Mulino a Vento
Small bridge
Akragas
Stop on track
139+950 Tempio di Vulcano
Unknown route-map component "hSTRae"
viadotto Sant'Anna
Enter and exit short tunnel
galleria del kaos
Unknown route-map component "HSTeBHF"
143+733 Porto Empedocle
Unknown route-map component "eABZg+l" Unknown route-map component "exKBHFeq"
Porto Empedocle Marittima
Unknown route-map component "exBHF+KHSTe"
144+475 Porto Empedocle Succursale * 1950[1] ** 2016
Unknown route-map component "exCONTf"
per Castelvetrano † 1977
Legenda · Convenzioni di stile

La linea è una ferrovia a binario semplice, elettrificata per tutta la sua estensione. Lo scartamento adottato è quello ordinario da 1435 mm. Fino al 1976 era in uso il doppio scartamento grazie ad una rotaia interposta per ottenere lo scartamento ridotto di 950 mm. La lunghezza complessiva del tracciato è di 10 km dalla stazione di Agrigento Bassa alla località di regresso, Porto Empedocle Succursale. Dal 2001 la linea è esercita a spola.

Lungo il tracciato sono presenti 4 località: la stazione di Agrigento Bassa, la fermata di Tempio di Vulcano, la stazione di Porto Empedocle e la stazione di Porto Empedocle Succursale. La stazione di Porto Empedocle Centrale, parco ferroviario ottocentesco tutelato dalla Regione Sicilia, conserva ancora il fascio binari originario e all'occorrenza è utilizzata per eventuali manovre.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver abbandonato la stazione di Agrigento Bassa, e superati due passaggi a livello protetti da barriere, la linea discende a valle sottopassando il colle di Agrigento attraverso la galleria Mulino a Vento. Da qui in poi il panorama diventa assai suggestivo: si attraversa dunque il primo ponte di ferro (Akragas) dal quale è possibile ammirare la Valle dei Templi e, dal lato opposto, l'abitato di Agrigento. Attraversata una seconda breve galleria, alla sinistra si guadagna una splendida visione sulla valle ed il Giardino della Kolymbetra, e pochi metri dopo, è ubicata la fermata di Tempio di Vulcano di fronte l'omonimo monumento, punto d'accesso all'itinerario turistico monumentale. Subito dopo si attraversa il maestoso viadotto Sant'Anna, che separa l'area archeologica dalla contrada di Villaseta: qui la ferrovia si sviluppa in un rettilineo fino alla galleria del kaos sottopassando la casa natale di Luigi Pirandello, all'uscita della quale si guadagna una splendida vista sul mar d'Africa. Segue una ripida discesa del 30 per mille fino alla stazione di Porto Empedocle Centrale. La ferrovia prosegue per altri 700 metri, fino alla stazione di Porto Empedocle Succursale, penetrando nel cuore della cittadina marinara.

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio viaggiatori ordinario risulta sospeso dal febbraio del 1976. La tratta è unicamente percorsa dai treni storici al servizio dei turisti, organizzati dalla Fondazione FS. La cadenza dei convogli, nei mesi primaverili ed estivi è anche trisettimanale.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

In passato hanno prestato servizio quasi tutti i rotabili utilizzati in Sicilia, sia a scartamento ridotto che ordinario. Dal 2016 il servizio turistico è espletato da treni storici composti da carrozze Centoporte a trazione diesel, oppure da automotrici termiche ALn 668 in livrea originale. Occasionalmente è stato anche utilizzato materiale ordinario della DTR di Trenitalia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ordine di Servizio n. 60 del 1950

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]