Felis manul

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Gatto di Pallas
Manul2.jpg
Un gatto di Pallas allo zoo di Zurigo
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Genere Felis
Specie F. manul
Nomenclatura binomiale
Felis manul
Pallas, 1776
Sinonimi

Otocolobus manul
(Pallas, 1776)

Il gatto di Pallas (Felis manul Pallas, 1776), detto anche manul (манул in russo) o gatto delle steppe, è un piccolo rappresentante della famiglia dei Felidi diffuso in Asia centrale.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Gatto di Pallas allo zoo di Mosca

Il manul è lungo circa 60 centimetri, a cui se ne aggiungono altri 25 per la coda.[senza fonte] Il pelo è di color ocra con delle strisce verticali, a volte non visibili essendo la pelliccia molto spessa. Il colore, comunque, cambia al variare delle stagioni: d'inverno, infatti, è più tendente al grigio e più uniforme.

Il gatto di Pallas possiede molte caratteristiche che lo distinguono dagli altri felini. Le zampe sono corte, la parte posteriore è piuttosto pronunciata e il pelo è molto lungo e spesso.

Le orecchie, tonde e basse, fanno sì che il gatto di Pallas abbia un aspetto che, in qualche modo, ricorda quello di un gufo. Del resto, per via del suo muso piatto, il manul un tempo era creduto essere l'antenato del gatto persiano. A differenza di altri felidi la pupilla al momento di massima luminosità si riduce ad una piccola sfera anzicchè ad una sottile linea verticale.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il gatto di Pallas è diffuso soprattutto nelle steppe dell'Asia centrale (Cina e Mongolia) ma il suo areale si estende ad ovest sino all'Iran, l'Armenia e l'Azerbaigian. Si osserva sino a 5.050 m di altitudine.[1]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un predatore notturno, che si ciba di roditori, pika e uccelli.[senza fonte]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sono note le seguenti sottospecie:[2]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

A lungo cacciato per la sua pelliccia, è protetto in gran parte delle zone dove è diffuso. Dal momento che si ciba di animali spesso dannosi per l'agricoltura, è ritenuto un animale benefico. Tuttavia, i pesticidi utilizzati per i pika e i ratti possono risultare pericolosi anche per il manul.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Ross S., Barashkova A., Farhadinia M.S., Appel A., Riordan P., Sanderson J. & Munkhtsog B. 2016, Otocolobus manul, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.1, IUCN, 2017. URL consultato il 29 gennaio 2018.
  2. ^ a b (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Felis manul, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi