Eva Klotz

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Eva Klotz
Eva klotz.jpg
Eva Klotz nel 2008

membro del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige
Durata mandato 1983 –
17 novembre 2014

consigliere comunale di Bolzano
Durata mandato 1980-1983

Dati generali
Partito politico Südtiroler Heimatbund (1976-1980)

Südtiroler Volkspartei (1980-1983)
Union für Südtirol (1989-2007)
Süd-Tiroler Freiheit (dal 2007)

Titolo di studio dottorato di ricerca
Università Università di Innsbruck

Eva Klotz (San Leonardo in Passiria, 4 giugno 1951) è una politica italiana, appartenente alla comunità germanofona dell'Alto Adige. Porta avanti una causa irredentista chiedendo la secessione dell'Alto Adige dall'Italia e la sua annessione all'Austria[1][2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eva Klotz durante la manifestazione degli Schützen a Bolzano l'8 novembre 2008.

È nata nella frazione di Valtina (Walten) in Val Passiria.[3] È la prima dei sei figli avuti dal padre Georg Klotz (aderente all'organizzazione terroristica Befreiungsausschuss Südtirol), detto "Il Martellatore della Val Passiria" per la sua attività dinamitarda,[4] su cui ha scritto un libro nel 2002 intitolato Freiheitskämpfer für die Einheit Tirols ("Combattente per la libertà e l'unità del Tirolo"). Ha studiato Scienze dell'Educazione all'Università di Innsbruck.

A 25 anni è entrata in politica, iniziando la propria carriera nell'Heimatbund nel 1976, dichiarando: «La mia infanzia è stata segnata dalle vicende di mio padre».[5] Tra il 1980 e il 1983 è stata consigliera comunale a Bolzano come indipendente e unica donna in un gruppo di 11 uomini;[5] in seguito divenne consigliere provinciale, eletta con 3.500 preferenze. Nella prima seduta del consiglio, Eva Klotz si presenta vestita con un Dirndl, da cui deriva il suo soprannome "La Pasionaria".[3][5] Nel 1983, in disaccordo con la posizione della Südtiroler Volkspartei (favorevole a un'autonomia sudtirolese all'interno dello Stato italiano), decise di uscire dal partito, lasciandosi alle spalle diversi amici come Magnago, Benedikter, Riz e Volgger.[5]

Il confine del passo del Brennero, con il cartello "L'Alto Adige non è Italia", voluto dal movimento Süd-Tiroler Freiheit

Nel 1989 è fondatrice e leader dell'Union für Südtirol, per la quale è stata consigliere provinciale, carica che, a norma dello statuto speciale della Regione, comporta anche il diritto a fare parte del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, costituito dai membri dei Consigli provinciali di Trento e di Bolzano. Attraverso questo nuovo partito, Eva Klotz inizia a raccogliere molte simpatie tra le associazioni Schützen.[5] Dopo il congresso del 5 maggio 2007 è uscita dal partito con parte del gruppo dirigente, per dissapori con Andreas Pöder.

L'11 maggio 2007 Eva Klotz ha fondato la Süd-Tiroler Freiheit dichiarando «Siamo un movimento di raccolta e non un nuovo partito».[6] In questo nuovo movimento Klotz ha ideato di mettere a ogni valico (su strada o sentiero di montagna) un cartello che recita: «Süd-Tirol ist nicht Italien!» ovvero tradotto in italiano, «L'Alto Adige non è Italia».[7] Tali pannelli, corredati da una breve spiegazione (in tedesco, ladino, inglese, francese, spagnolo e italiano) riguardo alle rivendicazioni di autonomia avanzate dal suo movimento, hanno suscitato molte polemiche e sono stati più volte bersaglio di atti vandalici e tentativi di rimozione (tuttavia, essendo licenziati come pannelli pubblicitari e posti in territorio austriaco, non violano formalmente alcuna legge italiana).

Eva Klotz è anche nota per la sua abitudine nel praticare il naturismo. Ha avuto alcuni scontri con il partito della Lega Nord in merito a una apertura di una spiaggia apposita in località Laguna del Mort, nei pressi di Jesolo.[8]

Inizialmente fu sposata con un dentista della Transilvania, ma il matrimonio fallí.[5] Si è poi risposata con Hans Bachmann, con il quale vive a Bolzano. Si presenta spesso vestita in tipico abbigliamento tirolese (Dirndl) e tiene sempre i capelli raccolti in una lunga treccia, riguardo alla quale è solita raccontare: «Non mi taglio i capelli dal 1952 da quando mio padre mi rapò a zero».[9]

Assieme al presidente della provincia, Luis Durnwalder, al famoso scalatore Reinhold Messner alla giornalista Lilli Gruber e ad altri noti personaggi locali, Eva Klotz è stata raffigurata in una carta da gioco da Watten dall'artista Egon Rusina.[10]

È stata più volte accusata di vilipendio alla bandiera italiana a causa di alcuni suoi manifesti provocatori; in particolare in uno dei questi si vedeva una scopa di saggina spazzare via la bandiera italiana lasciando dietro di sé una scia bianco-rossa, ovvero i colori del Tirolo, con la scritta "Il Sudtirolo può rinunciare all'Italia".[11] Eva Klotz si è difesa al riguardo, negando che il messaggio del manifesto fosse "Italia=spazzatura", e adducendo un riferimento alla cultura tirolese, nella quale la scopa di saggina indica la fine del carnevale.[12] Per tale manifesto è stata condannata a pagare una multa di 2000 euro.[13] Il 22 dicembre 2011 la Corte europea ha invece accolto il ricorso sulla multa.[14] Altro più recente manifesto offensivo elaborato da Eva Klotz assieme a Sven Knoll accusa i Carabinieri (come secondo Minniti, presidente consiglio provinciale, sarebbe confermato dalla lettura degli atti giudiziari[15]) di essere stati dei "torturatori" di sudtirolesi negli anni sessanta.[16]

Il 17 novembre 2014 ha rassegnato le dimissioni dal consiglio provinciale altoatesino, ove sedeva ininterrottamente da 31 anni, dichiarando di volere stare più vicina al marito, gravemente malato.[17]

Il 9 aprile 2018 viene condannata dal tribunale di Bolzano a 3.000 euro di ammenda per vilipendio alla bandiera italiana.[18]

È inoltre coinvolta nello scandalo vitalizi che ha interessato il consiglio provinciale di Bolzano; da una stima del 2016 ha incassato circa 946 mila euro dallo Stato Italiano.[19]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Carte da gioco raffiguranti caricature di personaggi altoatesini famosi, tra cui Reinhold Messner, Eva Klotz e Luis Durnwalder, ad opera di Egon Rusina

Eva Klotz si attesta da sempre su posizioni molto decise e radicali per l'autodeterminazione del popolo tirolese e il distacco dell'Alto Adige dall'Italia[20] [21][22][23]. Essa tende tuttavia a distinguersi da altri esponenti politici dell'indipendentismo sudtirolese, anche del suo partito, che si sono resi partecipi di azioni o dichiarazioni considerate scioviniste o xenofobe dai commentatori, come anche il suo ex compagno di partito Andreas Pöder. Il suo movimento, Süd-Tiroler Freiheit, è membro della coalizione europea Alleanza Libera Europea: appoggia, quindi, una coalizione formata da partiti europei autonomisti, indipendentisti, ambientalisti e anti centralisti.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Georg Klotz. Freiheitskämpfer für die Einheit Tirols, 1.edizione: ISBN 3-85485-083-2, Molden 2002; 4.edizione: ISBN 8890405481, Effekt !Buch, 2010
  • (IT) Georg Klotz. Una vita per l'unità del Tirolo, Effekt ed., 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consigliera della Provincia di Bolzano:«Non mi sento italiana, lasciateci liberi», www.gazzettino.it. URL consultato il 15 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2011).
  2. ^ Eva Klotz: "Bolzano via dall'Italia"[collegamento interrotto], www.famigliacristiana.it. URL consultato il 13 gennaio 2012.
  3. ^ a b la scheda sul sito del consiglio provinciale di Bolzano, su consiglio-bz.org. URL consultato il 10 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2007).
  4. ^ Corriere della Sera, 20 febbraio 1997, Georg Klotz, detto il "martellatore della Val Passiria" per la sua attività terroristico-dinamitarda
  5. ^ a b c d e f Articolo su Alto Adige[collegamento interrotto]
  6. ^ (DE) intervista a stol.it Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive.
  7. ^ Articolo su IlGiornale.it
  8. ^ Articolo su Ansa.it
  9. ^ Articolo sul Gazzettino.it, su ilgazzettino.it. URL consultato il 1º luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2011).
  10. ^ Vedi l'immagine qui[collegamento interrotto]
  11. ^ Articolo su KleineZeitung
  12. ^ Articolo su Quotidiano Net
  13. ^ Articolo Ansa.it
  14. ^ Articolo Altoadige[collegamento interrotto]
  15. ^ Il presidente consiglio provinciale Minniti: "Sappiamo tutti che le violenze ci sono state e che gli atti giudiziari lo confermano"
  16. ^ Articolo Altoadige[collegamento interrotto]
  17. ^ Eva Klotz si è dimessa dal consiglio provinciale: "Mio marito è malato, voglio stargli vicino" Archiviato il 20 novembre 2014 in Internet Archive. - Alto Adige, 17 nov 2014
  18. ^ Bolzano, l'indipendentista Eva Klotz condannata per vilipendio alla bandiera - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2018. URL consultato il 9 aprile 2018.
  19. ^ Bolzano, l'indipendentista Eva Klotz condannata per vilipendio alla bandiera, su Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2018. URL consultato il 18 novembre 2019.
  20. ^ L'Alto Adige è indipendente. Nuova provocazione video della Klotz Archiviato il 22 settembre 2013 in Internet Archive. su Altoadige
  21. ^ Gli irriducibili del Sud... - pubblicato su Quotidiano Nazionale il 17 marzo 2011
  22. ^ Unità d'Italia. Intervista a Eva Klotz, leader del Süd-Tiroler Freiheit - Agenzia Stampa Italia, 17 marzo 2011
  23. ^ Eva Klotz: «Atleti sudtirolesi, non italiani» di Elmar Burchia - pubblicato sul Corriere della Sera del 9 febbraio 2007

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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