Lilli Gruber

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Lilli Gruber
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Lilli Gruber
Luogo nascita Bolzano
Data nascita 19 aprile 1957
Titolo di studio Laurea in Lingue e Letteratura straniera
Professione giornalista
Partito Lista Uniti nell'Ulivo
Legislatura 2004-2009
Gruppo PSE
Coalizione Uniti nell'Ulivo
Circoscrizione Nord-est
Incarichi parlamentari
Presidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen.

Membro della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Dietlinde Gruber, detta Lilli (Bolzano, 19 aprile 1957), è una giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva ed ex politica italiana.

Attiva come giornalista televisiva dai primi anni ottanta, ha lavorato per il TGR, il TG2 e il TG1, conducendo le principali edizioni delle testate ma anche ricoprendo il ruolo di inviata, seguendo per la RAI avvenimenti importanti come il crollo del muro di Berlino e la guerra in Iraq. Nel corso della sua carriera ha anche scritto diversi saggi, pubblicati per Rai Eri e per Rizzoli.

Dal 2004 al 2008 è stata anche Europarlamentare, eletta dalle Lista Uniti nell'Ulivo.

È anche conduttrice televisiva di programmi giornalistici; dal 2008 è alla guida della trasmissione Otto e mezzo, in onda su La 7.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lilli Gruber e Francesco Gaetano Caltagirone

Figlia di Alfred Gruber, imprenditore di lingua tedesca proprietario di un'industria di macchine edili (la Tiger), dopo la separazione dei genitori cresce a Egna, coi due fratelli maggiori, frequentando il liceo linguistico all'interno dell'istituto delle suore Marcelline a Bolzano.[1] Laureata a Venezia in lingue e letterature straniere, svolge il praticantato giornalistico a Telebolzano e scrive per i quotidiani L'Adige e Alto Adige, quindi approda in RAI, dapprima a Sender Bozen, il canale in lingua tedesca, poi, nei primi anni ottanta, alla redazione di Bolzano del TGR Trentino/Alto Adige.[2]

Sotto la guida di Antonio Ghirelli, nel 1986 passa al TG2 conducendo l'edizione di mezza sera del telegiornale e facendosi notare per lo stile aggressivo e per la postura di tre quarti, atipica per un mezzobusto, solitamente inquadrato sempre frontalmente.[2] Avendo chiesto di fare l'inviato dall'estero, nel 1989 ha raccontato per la RAI i giorni che hanno portato al crollo del Muro di Berlino, raccontando la sua esperienza sul campo nel suo primo libro Quei giorni a Berlino, pubblicato da Rai Eri e scritto insieme a Paolo Borella.

Dal 1990 è passata al TG1, inizialmente occupandosi di politica estera, per poi condurre l'edizione principale delle 20, senza però trascurare l'attività di inviata, andando spesso in territori coinvolti da conflitti, come le guerre jugoslave, la guerra in Iraq (anche da questa esperienza ha tratto diversi saggi, pubblicati dalla Rizzoli) e gli attentati dell'11 settembre 2001.[2] Nel 1994 ha esordito come conduttrice presentando il programma giornalistico Al voto, al voto!, proposta dalla RAI in occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche di quell'anno.[2] Nel 1997 ha ricevuto il "Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo". Ha collaborato inoltre con i quotidiani La Stampa e Corriere della Sera.

Sempre negli anni novanta è stata attiva anche all'estero, conducendo nel 1996 il settimanale Focus TV, in onda sulla tedesca Pro 7, e nel 1998 un talk show per SWF. Per conto della CBS ha realizzato una intervista-ritratto all'attrice Sophia Loren.[2]

Dopo aver denunciato la carenza di libertà d'informazione in Italia, nel 2004 ha lasciato la RAI per candidarsi con la coalizione Uniti nell'Ulivo alle elezioni per il Parlamento europeo. Capolista nelle circoscrizioni nord-est e centro, risulta prima degli eletti in entrambe[3], raccogliendo complessivamente oltre 1 milione e 100 000 voti. La fase finale della campagna elettorale della Gruber è seguita da Caterina Borelli, che realizzerà il documentario Lilli e il cavaliere - 10 giorni per battere Berlusconi.

Si iscrisse al gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo ed è stata presidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo; membro della Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Delegazione per le relazioni con l'Iran. Nel 2007, dopo un iniziale rifiuto a entrare nel Comitato promotore 14 ottobre del Partito Democratico, divenne membro della Commissione per l'Etica, nominata dall'Assemblea Costituente Nazionale.

Nel settembre 2008, non ripresentandosi alle elezioni europee del 2009, ha annunciato la conclusione dell'esperienza politica dimettendosi da eurodeputata, sei mesi prima della fine della legislatura, rinunciando al diritto alla pensione. È tornata così all'attività giornalistica, conducendo dal 2008 la trasmissione di La 7 Otto e mezzo su La7. Nel frattempo, ha proseguito anche l'attività come scrittrice, pubblicando i romanzi autobiografici Eredità e Tempesta, ambientati a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento e aventi come protagonisti i componenti della sua famiglia, e il saggio Prigionieri dell'Islam (2016).

Nel 2012, 2013, 2015 e 2016 partecipa alla riunione annuale del Gruppo Bilderberg.[4][5]

Parla fluentemente la lingua italiana, il tedesco, l'inglese e il francese.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si è sposata a Montagna col giornalista francese Jacques Charmelot.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Antonio Stella, [1]
  2. ^ a b c d e Grasso, pp. 356-357
  3. ^ È Lilli Gruber la più votata E al Sud trionfa Massimo D'Alema, in La Repubblica, 14 giugno 2004. URL consultato il 30 gennaio 2010.
  4. ^ Bilderberg Meetings - Latests Conferences, in Bilderberg Meetings. URL consultato il 31 gennaio 2016.
  5. ^ Participants, in Bilderberg Meetings. URL consultato il 9 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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