Naturismo

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« Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente »
(Definizione dell'International Naturist Federation, presentata al 14º Congresso naturista mondiale nel 1974)
Spiaggia naturista sul lago di Senftenberg (Repubblica Democratica Tedesca) nei primi anni ottanta

Il naturismo è un movimento che promuove un contatto più diretto e meno artificioso dell'essere umano con la natura, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell'ambiente attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un naturista ha una vita sana, si alimenta con cibi il meno possibile trasformati, pratica attività sportiva all'aria aperta e il suo stare nudo ha una componente sociale, che infatti realizza sia in spazi privati sia in spazi pubblici.

Il nudismo invece è inteso più propriamente come la semplice pratica della nudità, anche se spesso viene confuso con il naturismo. Viene praticato prevalentemente in zone balneari, senza particolari convinzioni legate al rispetto della natura o a una vita sana. Il nudista solitamente non crea associazioni come invece avviene per il naturista. In questo senso quindi si può dire che essere un naturista implica essere anche un nudista mentre il contrario non è necessariamente vero.

Presupposti comuni ad entrambi, nudismo e naturismo, sono: considerare la nudità una condizione non degradante né offensiva, per sé stessi e per gli altri; essere consapevoli del benessere che proviene dalla nudità; considerare atti trasgressivi o esibizionistici del tutto estranei alla pratica.

Numerosi termini, come ad esempio nudità sociale, sono stati proposti come sostitutivo dei due termini suddetti senza però assumere la diffusione dei precedenti.

Specchio d'acqua marina abitualmente frequentato da naturisti presso Charco del Palo, Lanzarote

Filosofia naturista[modifica | modifica wikitesto]

Il naturismo è un movimento che promuove e difende la consapevolezza del benessere psicofisico che l'essere umano può provare con il contatto libero del proprio corpo con l'ambiente naturale (o antropizzato in maniera sostenibile), e favorendo un uso di prodotti e alimenti poco trasformati. Storicamente l'esigenza di esprimere la consapevolezza di tale benessere costituendo un movimento si rende necessaria nell'Europa occidentale sul finire del XIX secolo, per riequilibrare la vita umana in conseguenza degli eccessi e dei danni provocati dalla civiltà industriale e dall'urbanesimo[1]. I naturisti desiderano vivere nel pieno rispetto di sé stessi e del proprio corpo, avendo cura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementi dell'ambiente naturale; nel pieno rispetto degli altri, recuperando una socialità di buon livello qualitativo, e nel pieno rispetto dell'ambiente. Tra i naturisti è inoltre comune la consapevolezza che la nudità permetta una migliore accettazione di sé stessi e degli altri.

Bagnante si dedica alla lettura presso uno specchio d'acqua a Knysna, in Sud Africa

I naturisti pensano che la nudità in sé non sia né degradante, né immorale, né indecente, argomentando che queste qualificazioni negative sono frutto di particolari convenzioni sociali. D'altra parte per il naturista la nudità non costituisce in alcun modo veicolo né pretesto per alterare la morale del vivere in società. Trasgressione ed esibizionismo sono del tutto estranei alla pratica naturista.

Pertanto la nudità, che nel naturista abbiamo definito come non accidentale, ma voluta, costituisce un'espressione culturale, un'espressione integrale di corporeità e di vita. Ma quest'ultimo è solo un aspetto (il più clamoroso secondo la visione comune) del naturismo, uno stile di vita e un modo di pensare che implica una visione più ampia dell'esistenza e dell'uomo.

Spiaggia naturista di Odessa

Gli elementi centrali della filosofia naturista sono così riassumibili:

  • la riscoperta del valore del corpo in relazione anche al benessere psichico;
  • una visione equilibrata della relazione tra corpo e sessualità;
  • l'utilità psicofisica di una pratica sportiva o comunque di un regolare esercizio fisico;
  • la riscoperta della “medicina naturale” e delle “medicine complementari” (così dette alternative) che, affiancandosi alla medicina ufficiale, si propongono soprattutto la conservazione dello stato di buona salute e allargano la visione terapeutica dalla patologia del singolo organo al recupero del benessere di tutto il corpo e della sfera psichica connessa, anche con la riscoperta e valorizzazione della fitoterapia, dell'omeopatia, della medicina etnica, dell'osteopatia, ecc.;
  • un miglioramento qualitativo dell'alimentazione, privilegiando alimenti poco trasformati industrialmente come alimenti biologici, integrali, prodotti dell'agricoltura biodinamica, o seguendo una dieta vegetariana o vegana;
  • un miglioramento delle tecniche didattiche tradizionali per un migliore sviluppo della personalità (Adolphe Ferrière);
  • la tutela e il rispetto dell'ambiente sia naturale sia antropizzato;
  • il recupero di forme di socialità e momenti di vita collettiva di alto livello qualitativo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni venti dopo le prime esperienze della fine dell'Ottocento si consolida in Germania la Nacktkultur ossia la cultura della nudità. Essa poi si ribattezza col nome di "Frei Körper Kultur" (F.K.K.) ovvero "cultura del corpo libero" che nel 1933 il Nazismo proibisce.

Negli Stati Uniti, l'immigrato tedesco Kurt Barthel organizza il primo evento nudista nei dintorni di New York, e fonda l'American League for Physical Culture. Dopo la seconda guerra mondiale i movimenti risorgono rapidamente, e diventano popolari in Francia e Inghilterra.

1983: spiaggia naturista sulle rive dell'Oder a Francoforte

In seguito il naturismo si diffonde nella maggior parte dei paesi democratici nel mondo e sono 37 i paesi ad avere una federazione nazionale affiliata alla International Naturist Federation.

Durante gli anni sessanta e settanta in Europa e negli Stati Uniti ha particolare diffusione tra le giovani generazioni, legandosi spesso alle istanze di libertà di espressione e di vitalità corporea del movimento hippy.

Negli anni sessanta il naturismo, portato dai tedeschi, si diffonde in Jugoslavia. In Istria nascono due grandi villaggi, il Koversada nel 1961 e il Valalta nel 1968. Lungo le coste dell'Istria e della Dalmazia, oggi sul territorio della Repubblica di Croazia, sorgono poi numerosi campeggi e spiagge naturiste.

In Italia attività naturiste sono attestate, secondo le testimonianze di Bruno Zuculin (console italiano in Brasile nella prima metà del Novecento), dagli anni cinquanta sull'Isola di Ponza e sulle spiagge di Focene, in provincia di Roma. Si tratta di un fenomeno nascosto e condannato, di pochi iniziati, per lo più iscritti alle associazioni estere o alla International Naturist Federation.

Solo nel 1964 nasce l'Unione naturisti italiani (U.N.I.) e nel 1966 l'Associazione naturista italiana (A.N.ITA.), a cui seguono nel 1972 la Federazione naturista italiana.

Nei primi anni del nuovo secolo, alcune associazioni in disaccordo con l'operato della Federazione naturista italiana decidono di dare vita a una confederazione che propugna un naturismo rinnovato nelle idee e nei fatti; nasce così la Confederazione naturista italiana, che non è stata tuttavia accettata come componente della International Naturist Federation che difende, in particolare, gli interessi economici delle strutture naturiste. Una storica spiaggia del naturismo italiano è il lido di Dante sul litorale di Ravenna, così come quella di Guvano a Corniglia alle Cinque terre in provincia di La Spezia. Da tempo è legale nella spiaggia di Capocotta a Ostia (Roma) e recentemente è stato legalizzato nella spiaggia della Laguna del Mort (Jesolo), che ha contribuito a salvaguardare l'area da un'imminente speculazione edilizia riconosciuta in seguito come potenzialmente disastrosa dal tribunale[2].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Bagnante presso Migjorn, isole Baleari.

Il numero di naturisti in Europa nel 2009 era attestato intorno ai 20 milioni (contro i 40 milioni degli Stati Uniti d'America). Sempre dai dati diffusi nel 2009 dalle associazioni di competenza, in Europa si contavano circa 600 strutture naturiste (campeggi e villaggi turistici) e numerosissime spiagge (oltre 230 solo in Spagna). Nel mondo sono 32 gli Stati che hanno una federazione naturista nazionale aderente alla International Naturist Federation (dati 2009). In Italia, paese nel quale non esiste una legge che regolamenti il nudismo, i naturisti sono circa 500.000 (dati 2009); tuttavia le mete e le strutture naturiste riguardano più zone montuose, a maggior contatto con la natura rispetto a quanto avviene in spiaggia.[3]

Luoghi e attività[modifica | modifica wikitesto]

Per motivi culturali e climatici, il naturismo viene praticato maggiormente durante l'estate in strutture attrezzate come campeggi, centri e villaggi di vacanza, centri termali, oppure in spiagge libere o attrezzate. Le attività tipiche di questi centri sono le normali attività di relax e svago presenti in qualunque altra struttura o luogo di vacanza.

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche la pratica dell'escursione naturista.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Naturisti dell'associazione Florida Young Naturists, Florida, Stati Uniti d'America.

Le associazioni naturiste sono strutturate gerarchicamente su tre livelli. Al vertice vi è la International Naturist Federation, a cui fanno capo le federazioni nazionali.

In Italia, come federazioni nazionali, sono presenti sia la Federazione naturista italiana sia la Confederazione naturista italiana, alle quali fanno poi capo le varie associazioni presenti in Italia. Ma solamente la Federazione naturista italiana è membro della International Naturist Federation (lo statuto prevede un solo rappresentante per nazione[4]), per cui solamente le associazioni aderenti a tale federazione sono autorizzate a rilasciare ai propri membri la tessera e i relativi bollini annuali per accedere alle strutture naturiste.

  • Giornata mondiale del naturismo

L'International Naturist Federation riconosce la prima domenica di giugno come Giornata mondiale del naturismo.[3] In tale occasione le associazioni naturiste di tutto il mondo organizzano degli eventi per divulgare la filosofia naturista.

Correnti minori[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del mondo naturista si possono individuare correnti con alcune peculiarità.

  • Naturismo smooth

Lo smooth naturism (dall'inglese "smooth" ovvero "liscio, levigato") è la tendenza a liberarsi anche dei peli corporei. Coloro che la praticano nei paesi anglofoni si definiscono smoothie e utilizzano la depilazione principalmente su tutto il corpo dal collo in giù.[5][6]

  • Naturismo cristiano

Il movimento dei cristiani naturisti è composto da persone che si riconoscono nel cristianesimo e che praticano il naturismo nell'idea che il corpo umano sia la migliore creazione di Dio, e che non vi sia motivo di nasconderlo. Reputano che non vi sia alcun conflitto con gli insegnamenti della Bibbia, in quanto nel libro della Genesi viene narrato che inizialmente Adamo e Eva vivevano nudi nel Giardino dell'Eden. Ma poi, persuasi dal Diavolo presentatosi sotto forma di serpente, mangiarono il frutto proibito che li rese consci della propria nudità[7]. Ciò li spinse a nascondersi e a coprirsi con delle foglie di fico per celare i propri genitali, ma il fatto di ricoprirsi sarebbe, in realtà, una loro scelta, e non un'imposizione divina.[senza fonte]

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Normativa italiana[modifica | modifica wikitesto]

Proposte di legge[modifica | modifica wikitesto]

La prima proposta di legge sul naturismo, in Italia, venne presentata il 19 ottobre del 1993 dall'onorevole Sauro Turroni, della Federazione dei Verdi, su richiesta del presidente Fidenzio Laghi a nome dell'Associazione naturista emiliano romagnola. Fu poi ripresentata nella successiva legislatura cominciata nel 1994 e nella legislatura cominciata nel 1996 con il n. 529 che fu sottoscritta da 106 deputati di quasi tutti i gruppi parlamentari. Anche Piergiorgio Massidda di Forza Italia. a titolo personale presentò nel 1999 una sua proposta di legge, concorrente, la n. 6.490.

Il 21 marzo 2000, la XII Commissione della Camera dei deputati (Affari Sociali) discusse per la prima volta della questione, esprimendo l'esigenza di formulare un testo unico, comprensivo di entrambe le proposte. Venne così nominato un "comitato ristretto" incaricato di svolgere audizioni sulla questione.

Il 24 gennaio 2001 la XII Commissione adottò come testo base la pdl C.529, integrata da quanto elaborato dal comitato ristretto. Nacque così la pdl "Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica naturista", ma volgendo la legislatura ormai al termine essa non venne mai votata né in Commissione né in Aula.

Nel corso della XIV Legislatura vennero presentate ben quattro proposte di legge inerenti al naturismo: la C.286 (Massidda, Forza Italia, il 30 maggio 2001); la S.153 (Turroni, Verdi, il 7 giugno 2001); la C.961 (Alfonso Pecoraro Scanio, Federazione dei Verdi) il 21 giugno 2001; infine, il 28 luglio 2004, Franco Grillini (Democratici di Sinistra) presentò alla Camera la C.5194 che, al contrario delle precedenti, si limitava alla "Depenalizzazione della pratica del naturismo" e alla "Disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ai naturisti".

Sottoscritta da 40 parlamentari su 945, tutti dell'opposizione, questa proposta di legge, assegnata alla XII Commissione il 27 settembre 2004, non venne iscritta nel calendario dei lavori della stessa fino alla fine della legislatura. Franco Grillini ha ripresentato il 28 aprile 2006 la proposta di due anni prima, questa volta indicata come C.276. Nel frattempo, il 26 luglio 2006, la Regione Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale dal titolo "Valorizzazione del turismo naturista" avente lo scopo di favorire questa nicchia turistica con il riconoscimento di aree demaniali a essi riservate.

Il 5 dicembre 2008 la senatrice Donatella Poretti del gruppo radicale del Partito Democratico[8] ha presentato al Senato il Disegno di legge n. 1.265 Depenalizzazione e legalizzazione della pratica del naturismo. Il provvedimento è stato controfirmato da Marco Perduca, Anna Maria Carloni, Roberto Della Seta, Roberto Di Giovan Paolo, Vidmer Mercatali e Umberto Veronesi.[9]

Il disegno di legge se approvato, con l'introduzione dell'art. 1, comma II, avrebbe fornito la definizione di naturismo come l'insieme delle pratiche di vita all'aria aperta che, nel rispetto degli altri, della natura e dell'ambiente circostante, utilizzano il nudismo come forma di ricreazione e di sviluppo della salute fisica e mentale attraverso il contatto diretto con la natura.

Il significato dell'iniziativa legislativa è quello di autorizzare e regolamentare il naturismo rendendo lecito in Italia un uso radicato da decenni non solo nei Paesi dell'Europa settentrionale, ma in buona parte dei Paesi della costa settentrionale del Mediterraneo, concorrenti dell'Italia nel settore del turismo.[10]

Inoltre si proponeva l'abrogazione dell'art. 726 del codice penale. Ritenuto inopportuno perché non in linea con i principi di un moderno diritto penale del fatto. Infatti la norma, stando ai sostenitori, oltreché essere ambigua, mancherebbe dell'offensività del bene giuridico tutelato, caposaldo di un sistema penale garantista e liberale.[10]

Leggi regionali[modifica | modifica wikitesto]

La Regione Veneto con la Legge Regionale n.7 del 7 febbraio 2014[11] ha inteso riconoscere e valorizzare il turismo naturista sul suo territorio. Sulla base di questa legge (Art. 2, comma 1) "Il turismo naturista è consentito liberamente, purché in aree, spazi e infrastrutture, appositamente destinati, delimitati e segnalati." Inoltre è permesso il naturismo in zone di proprietà pubblica in aree apposite (Art. 3 comma 1): "I comuni e gli altri enti pubblici locali secondo e nei limiti delle rispettive competenze, possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi, parchi ed altri ambienti naturali di proprietà demaniale o di enti pubblici locali, alla pratica del turismo naturista."

Sentenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 le sentenze n. 1765[12] e n. 3557[13] della Corte di cassazione hanno di fatto reso legittimo il naturismo nei luoghi in cui è consuetudine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ naturismo, su www.treccani.it. URL consultato il 19 marzo 2016.
  2. ^ Carlo Mion, Valle Ossi, speculazione a marchio Lega, in la Nuova Venezia, 26 novembre 2011. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  3. ^ a b Giornata mondiale del naturismo festa per mezzo milione di italiani, in la Repubblica, 6 giugno 2009. URL consultato l'8 aprile 2012.
  4. ^ Statuto dell'International Naturist Federation, articolo 3, comma 1
  5. ^ Smooth Naturists
  6. ^ SCL
  7. ^ E Dio disse «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?» (Genesi 3,11)
  8. ^ Atto Senato n. 1265
  9. ^ Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1265
  10. ^ a b Si veda la presentazione al disegno di legge
  11. ^ Dettaglio Legge Regionale - Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto
  12. ^ Sentenza della Corte di Cassazione n. 1765 del 2000
  13. ^ Sentenza della Corte di Cassazione n. 3557 del 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nico Valerio, Guida al nudo, Sugarco, 1980, ISBN non esistente
  • Ada Coppi Ranieri, Naturismo, CIDS, 1988, ISBN non esistente
  • Daniele Agnoli, Storia del naturismo in Italia, UNI, 2000, ISBN non esistente
  • Giovanni Chimirri, Guida illustrata al nudismo, Positive Press, 2000, ISBN 978-88-8429-002-1
  • Paolo Di Orazio e Riccardo Zanello, Guida al naturismo, Mare Nero, 2001, ISBN 978-88-87495-42-3
  • Daniele Agnoli, L'idea naturista in Francia, UNI, 2002, ISBN non esistente
  • Nicolò Spinicchia, Il naturismo, Xenia, 2003, ISBN 978-88-7273-478-0
  • Jean Pascal Marcacci, La spiaggia delle libertà, ANER, 2003, ISBN non esistente
  • Jean Pascal Marcacci, Love & Peace & Naturism, ANER, 2006, ISBN non esistente
  • Monia D'Ambrosio, Il corpo nudo, Sylvia, 2008, ISBN 978-88-88629-02-5
  • Barthe-Deloizy Francine, Géographie de la nudité, Bréal, Rosny-sous-Bois, 2003
  • Pedro López Anadón, El desnudo al desnudo, Libreria Argentina (Uni Yoga), 2006
  • Jean Pascal Marcacci, Storia del Nudismo, Edizioni del Girasole, 2013, ISBN 978-88-7567-563-9

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comme au premier jour, a cura di FFN (1967), Francia
  • Educating Julie, regia di Gail Hardman (1984), Regno Unito
  • Vivre nu, regia di Robert Salis (1993), Francia
  • Act Naturally, regia di J. P. Riley (2011), USA
  • Nudisti per caso
  • Senza buccia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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