Eunectes murinus

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Anaconda verde
Anaconda Loreto Peru.jpg
Eunectes murinus
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Lepidosauromorpha
Superordine Lepidosauria
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Infraordine Henophidia
Superfamiglia Booidea
Famiglia Boidae
Sottofamiglia Boinae
Genere Eunectes
Specie E. murinus
Nomenclatura binomiale
Eunectes murinus
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Boa aquatica
Wiedneuwied, 1824
Boa gigas
Latreille, 1802
Boa murina
Linnaeus, 1758
Boa scytale
Linnaeus, 1758
Eunectes barbouri
Dunn & Conant, 1936
Eunectes murinus
(Latreille In Buffon, 1801)
Eunectes murinus
Duellman, 1978

Areale

Anaconda dist.png

L'anaconda verde (Eunectes murinus (Linnaeus, 1758) è un grande serpente, appartenente alla famiglia dei boidi ed è il più lungo delle quattro specie esistenti di anaconda.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il colore prevalente sul dorso e sui fianchi è un insieme di tonalità di verde scuro o bruno-giallastro con l'alternanza di macchie scure ovali, la parte bassa dei fianchi è invece maculata di giallo bordato nero che via via sfuma verso il ventre completamente giallo-ocra. La testa è grande ma stretta e non si distingue nettamente dalla zona spessa del collo. Gli occhi e le narici sono disposti sulla parte superiore della testa, questa caratteristica consente al serpente di vedere e di respirare mentre il corpo è immerso nell'acqua. Il corpo è relativamente tarchiato ed estremamente muscoloso. Il serpente è interamente ricoperto di squame, tranne nella zona della cloaca. Caratteristica peculiare delle anaconde e di tutti gli altri grandi serpenti costrittori è la presenza, nello scheletro del bacino, cui sono anatomicamente collegati, di speroni, ossia minuscoli arti posteriori vestigiali visibili anche esternamente.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione di un anaconda intento a mangiare un capibara

L'enorme forza muscolare gli permette di cacciare animali di grandi dimensioni: maiali, cervi, capibara sono le sue prede abituali, che vengono catturate quando si avvicinano all'acqua per abbeverarsi. Spesso l'anaconda attacca anche animali di taglia media come agouti, paca e scimmie oppure più pericolosi come caimani adulti, gatti selvatici come gli ocelot o gli yaguarondi. Sono state osservate persino anaconde attaccare i grandi giaguari. L'anaconda, nascosto sott'acqua e tra la vegetazione galleggiante, esce con lo scatto di una molla quando la preda abbassa il muso e in pochi secondi stringe il corpo della vittima, che a quel punto non ha più possibilità di fuggire e muore per soffocamento. Alcune leggende popolari e presunte esperienze locali narrano di vittime umane cadute in trappola di questo mastodontico rettile; sebbene non ci sia alcuna prova al riguardo, la veridicità di questi attacchi non è da ritenersi improbabile.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva dell'anaconda si estende fra aprile e maggio. In questo periodo le femmine liberano feromoni che attraggono i maschi stanziati nei dintorni, alcuni dei quali percorrono anche grandi distanze per accoppiarsi. Di solito una sola femmina in calore attrae un grande numero di maschi, che sfregano la loro regione cloacale sul corpo della femmina e contemporaneamente se ne contendono il possesso. Quando infine è pronta per accoppiarsi, la femmina solleva la coda e permette al maschio dominante di unirsi a lei. Questa particolare riunione, così come l'accoppiamento vero e proprio, avvengono in acqua. La femmina inizia poi un periodo di gestazione che dura circa sei mesi, alla fine dei quali partorisce un numero di piccoli che varia da 20 a 40, anche se in alcuni casi si possono verificare parti che arrivano al centinaio di piccoli. Questi ultimi alla nascita misurano dagli 80 ai 100 cm di lunghezza e abbandonano velocemente il territorio della madre per vivere in autonomia.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Vive in un'area che comprende buona parte delle regioni tropicali ed equatoriali del Sud America a est della cordigliera delle Ande, in particolar modo nei bacini del Rio delle Amazzoni e del fiume Orinoco.

Animale tipico delle aree umide, come paludi, stagni e fiumi, presenta caratteristiche morfologiche che lo rendono adatto alla vita acquatica, tanto che è addirittura in grado di alimentarsi nell'acqua.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eunectes murinus, su The Reptile Database. URL consultato il 3 maggio 2014.

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