Dactylorhiza romana

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Orchide romana
Dactylorhiza romana Mg-k t0301025.jpg
Dactylorhiza romana
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Dactylorhiza
Specie D. romana
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Dactylorhiza romana
(Sebast.) Soó, 1962
Sinonimi

Orchis romana (bas)
Dactylorhiza sambucina subsp. romana
Dactylorchis romana
Orchis sulphurea

L'Orchide romana (nome scientifico Dactylorhiza romana (Sebast.) Soó, 1962) è una pianta erbacea spontanea in Italia, appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (dactylorhiza) è formato da due parole greche: “dito” e “radice” e si riferisce ai tuberi suddivisi in diversi tubercoli (tuberi a forma digito-palmata). Il nome specifico (romana) si riferisce alle zone dove più facilmente è possibile trovare questa orchidea.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

È una pianta erbacea alta 15 – 30 cm. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia sono piante perenni che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, organi di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo, e si trovano nella parte superiore dei bulbi.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da due tuberi divisi soltanto all'apice in più lobi o tubercoli (caratteristica peculiare del genere Dactylorhiza); il primo svolge delle importanti funzioni di alimentazione del fusto, mentre il secondo raccoglie materiali nutritizi di riserva per lo sviluppo della pianta che si formerà nell'anno venturo.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è gracile, tubulosa e scanalata nella parte superiore. Alla base sono presenti alcune guaine (resti di foglie atrofizzate).

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie hanno una forma strettamente lineare e sono concentrate soprattutto nella zona basale del fusto. Sulla superficie sono presenti inoltre delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie). Sono inoltre amplessicauli e abbraccianti (guainanti) il fusto.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

L'infiorescenza, mediamente densa, è a forma ovoidale. I fiori sono posti alle ascelle di brattee erbacee a forma lanceolata e di colore verde scuro; le inferiori sono lunghe quanto i fiori stessi. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra tramite torsione dell'ovario[1]; in questo caso il labello è volto in basso.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. Il colore dei fiori è rosa-purpureo, oppure giallo tenue fino al bianco.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
P 3+3, [A 1, G (3)][3]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). I tepali esterni sono lanceolati ed eretti verso l'alto, con i lati riflessi; quello centrale è più ovato e concavo (è inoltre arcuato in avanti) e insieme ai due tepali interni centrali (che sono conniventi) formano una specie di cappuccio a protezione degli organi riproduttori (il ginostemio). Dei tre tepali interni quello mediano (chiamato labello) è diverso dagli altri.
  • Labello: il labello (semplice – non formato da due parti distinte), è più o meno della stessa lunghezza dei tepali, un po' più lungo che largo (a forma romboidale lievemente schiacciata orizzontalmente); la parte terminale è trilobata con il lobo centrale un po' più lungo dei due laterali. Sul retro, alla base, il labello è prolungato in uno sperone lineare-allungato, arcuato-ascendente più lungo dell'ovario. Se i fiori sono purpurei, allora la base del labello è gialla; in tutti i casi il labello non è punteggiato.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio"[4]. Quest'organo è posizionato all'interno-centro del fiore e in questa specie è molto breve ma con un'ampia area stigmatifera. Il polline ha una consistenza gelatinosa; e si trova nelle due logge dell'antera, queste sono fornite di una ghiandola vischiosa (chiamata retinacolo). I pollinii sono inseriti sui due retinacoli tramite delle caudicole, mentre i retinacoli sono protetti da un'unica borsicola rostellare (a forma di coppa). L'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme[2].
  • Fioritura: da marzo a giugno.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[5]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: impollinazione tramite insetti, specialmente bombi. Questi posandosi sul labello per raggiungere con la proboscide il nettare contenuto nel fondo dello sperone, si agitano e si sfregano contro il ginostemio (posto in questo momento sopra il loro corpo) che vibrando rilascia del polline che va a posarsi sulle pari pelose dell'insetto. Quando lo stesso insetto si posa su un'altra orchidea parte di questo polline rimane attaccato al retinacolo (posto nella zona centrale del ginostemio) per merito della sostanza vischiosa presente sulla sua superficie. È avvenuto così il trasferimento del polline da un fiore all'altro. A questo punto lo stigma (parte inferiore del ginostemio) rimane impollinato, si sviluppa quindi un budello pollinico che entrando nell'ovario feconderà l'ovulo[1].

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[6]. Il genere Dactylorhiza comprende un centinaio di specie diffuse soprattutto nell'Emisfero settentrionale, una dozzina delle quali sono spontanee del territorio italiano.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella a destra).
All'interno del genere Dactylorhiza l'orchidea di questa voce fa parte della sezione Sambucinae caratterizzata dall'avere dei tuberi a forma più o meno cilindrica, divisi solamente all'apice e lo sperone più lungo o uguale all'ovario (nell'altra sezione Maculatae i tuberi invece sono profondamente divisi in diversi tubercoli e lo sperone del labello è più breve dell'ovario)[7].
La Dactylorhiza romana è inoltre riunita nel gruppo Group of Dactylorhiza sambucina (L.) Soó caratterizzato dall'avere i tuberi appiattiti e poco palmati, foglie a superficie non maculata e labello appena lobato. Le orchidee di questo gruppo inoltre preferiscono un substrato piuttosto secco. Gli altri componenti di questo gruppo sono:

Variabilità (Sottospecie)[modifica | modifica wikitesto]

Tra le varie sottospecie, varietà e forme (sono oltre una decina quelle individuabili nelle varie checklist botaniche) una sola è probabilmente presente sul territorio italiano[8]:

Un'altra entità è stata descritta come sottospecie di D. romana[11]:

  • Dactylorhiza romana subsp. fasciculata Soó (sinonimo di Dactylorhiza fasciculata (Tineo) H.Baumann & Künkele, 1981): si differenzia per una statura maggiore (20 – 40 cm), le brattee dell'infiorescenza sono più sviluppate e i fiori normalmente di colore giallo. Ma le checklist più recenti[12] la definiscono come un sinonimo della Dactylorhiza sambucina (L.) Soó, 1962.

Fuori dall'Italia due sottospecie sono presenti rispettivamente in Georgia e nella penisola Iberica (sottospecie riconosciute come valide dalla World Checklist dei Kew Gardens):

  • Dactylorhiza romana subsp. georgica (Klinge) Soó ex Renz & Taubenheim, 1983.
  • Dactylorhiza romana subsp. guimaraesii (E.G.Camus) H.A.Pedersen, 2006.

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni ibridi sono stati segnalati sul territorio italiano con la sottospecie Dactylorhiza romana subsp. markusii (Tineo) Holub.
Altri ibridi noti sono:

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Dactylorhiza sambucina subsp. romana (Sebast.) Bornm., 1927.
  • Dactylorchis romana (Sebast.) Verm., 1947.
  • Orchis romana Sebast., 1813 (basionimo)
  • Orchis sulphurea Sprengel

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Le varie specie del gruppo di appartenenza della D. romana possono essere confuse una con l'altra; si distinguono comunque per le seguenti caratteristiche:

  • Dactylorhiza sambucina (L.) Soó: le foglie hanno una forma più lanceolata e sono distribuite equamente lungo il fusto; lo sperone è sub-conico a portamento discendente ed è lungo al più come l'ovario.
  • Dactylorhiza insularis (Sommier) Landwehr: le foglie hanno una forma più lanceolata e sono distribuite equamente lungo il fusto; lo sperone è sub-cilindrico a portamento più orizzontale (leggermente ricurvo verso il basso) ed è lungo al più come l'ovario.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Motta, Vol. 3 pag. 158.
  2. ^ a b Pignatti, Vol. 3 pag. 700.
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 12 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2010).
  4. ^ Musmarra, pag. 628.
  5. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 808.
  6. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807.
  7. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 714.
  8. ^ G.I.R.O.S. - Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee, su giros.it. URL consultato il 12 dicembre 2009.
  9. ^ GIROS 2009, p.88.
  10. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su apps.kew.org. URL consultato il 12 dicembre 2009.
  11. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 722.
  12. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su apps.kew.org. URL consultato il 12 dicembre 2009.
  13. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 12 dicembre 2009.
  14. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su apps.kew.org. URL consultato il 12 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]