Curva del ritorno venoso

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La curva del ritorno venoso è la velocità del flusso sanguigno che ritorna al cuore. Normalmente può limitare la gittata cardiaca. La sovrapposizione della curva della funzione cardiaca e della curva del ritorno venoso è utilizzata in un modello emodinamico.[1]

Fisiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno venoso è il flusso retrogrado che riporta il sangue al cuore. In condizioni di riposo, il ritorno venoso deve essere uguale alla gittata cardiaca, perché il sistema cardiocircolatorio è essenzialmente un circuito chiuso. In caso contrario, il sangue si accumulerebbe sia nella circolazione sistemica o nella circolazione polmonare; anche se la gittata cardiaca e il ritorno venoso sono interdipendenti, ognuno di loro può essere regolato in modo indipendente. Il sistema circolatorio è infatti costituito dalle due circolazioni (polmonari e sistemica) poste in serie fra il ventricolo destro (VD) e il ventricolo sinistro (VS). L'equilibrio è raggiunto, in gran parte, per la legge di Frank-Starling.

In emodinamica, il ritorno venoso al cuore dal letto vascolare venoso è determinato da un gradiente di pressione (pressione venosa - pressione atriale destra) e dalle resistenze venose: infatti, una diminuzione della pressione atriale destra o delle resistenze venose porterà ad un aumento del ritorno venoso, tranne quando i cambiamenti sono determinati dalla postura. Si potrebbe dire altrettanto bene che il ritorno venoso è determinato dalla pressione aortica media - la pressione media atriale destra, diviso per le resistenze vascolari sistemiche.[2]

Alcuni fisiologi per chiarire il quadro un po' confuso dei termini usati per definire il ritorno venoso, lo correlano alle influenze più misurabili della gittata cardiaca, come la pressione e il volume telediastolico che sono a loro volta influenzati dallo stato del volume, dalla capacità venosa, dalla compliance ventricolare e da terapie venodilatanti.[3]

Fattori che influenzano il ritorno venoso[modifica | modifica wikitesto]

  1. La pompa muscolare: contrazione ritmica dei muscoli degli arti, come avviene durante la normale attività motoria (come camminare, correre, nuotare) favorisce il ritorno venoso per il meccanismo della pompa muscolare;
  2. La diminuzione della capacitanza venosa: l'attivazione simpatica delle vene diminuisce la compliance venosa, aumenta il tono venoso e la pressione venosa centrale e favorisce il ritorno venoso indirettamente aumentando la gittata cardiaca attraverso il meccanismo di Frank-Starling;
  3. La pompa respiratoria: durante l'inspirazione, la pressione intratoracica è negativa (inspirazione di aria nei polmoni), e la pressione addominale è positiva (compressione degli organi addominali attraverso il diaframma). Questo crea un gradiente pressorio tra le parti sovra- e sotto-diaframmatiche della vena cava inferiore, aspirando il sangue verso l'atrio destro e aumentando il ritorno venoso.
  4. Compressione della vena cava: un aumento nella resistenza della vena cava, come avviene quando la vena cava toracica si comprime durante la manovra di Valsalva o al termine della gravidanza, diminuisce ritorno.
  5. La gravità: gli effetti della gravità sul ritorno venoso possono sembrare paradossali, perché quando una persona si alza, le forze idrostatiche diminuiscono la pressione atriale destra e aumentano la pressione venosa degli arti inferiori. Questo aumenta il gradiente di pressione per il ritorno venoso dagli arti verso l'atrio destro; tuttavia, il ritorno venoso in realtà diminuisce. La ragione di questo sta nel fatto che quando una persona è seduta, la gittata cardiaca e la pressione arteriosa diminuiscono (poiché la pressione atriale destra diminuisce): il flusso attraverso la circolazione sistemica è basso perché la pressione arteriosa si abbassa oltre la pressione atriale destra e quindi il gradiente di flusso nell'intero sistema circolatorio viene diminuito in toto;
  6. Azione di pompaggio del cuore: durante il ciclo cardiaco le variazioni della pressione atriale destra possono modificare la pressione venosa centrale (PVC), perché non ci sono valvole tra gli atri del cuore e le grandi vene. La PVC riflette quindi la pressione atriale destra, pertanto pressione atriale destra influenza anche il ritorno venoso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.L. Brengelmann, A critical analysis of the view that right atrial pressure determines venous return, in J. Appl. Physiol., vol. 94, nº 3, marzo 2003, pp. 849–59, DOI:10.1152/japplphysiol.00868.2002, PMID 12391065.
  2. ^ Richard E. Klabunde, Venous Return - Hemodynamics, su cvphysiology.com. URL consultato il 10 dicembre 2014.
  3. ^ Reddi e Carpenter, Venous excess: a new approach to cardiovascular control and its teaching, in J Appl Physiol, vol. 98, 2005. URL consultato il 10 dicembre 2014.
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