Corpo carotideo

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Corpo carotideo
Gray1186.png
Sezione di glomo carotideo. Si noti la grande irrorazione arteriosa.
Gray474.png
Diagramma con le branche delle arterie carotidi comuni.
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1281
Nome latinoglomus caroticum
Localizzazione anatomicaarteria carotide
Identificatori
TAA12.2.04.007
FMA50095

Un corpo carotideo (detto anche glomo carotideo o glomus caroticum) è una piccola massa di chemocettori periferici e cellule di supporto situate bilateralmente vicino alla biforcazione delle arterie carotidi comuni.

I glomi carotidei avvertono i cambiamenti della composizione del sangue che scorre nelle molte arteriole che li irrorano, soprattutto la pressione parziale di ossigeno, ma anche di CO2. Inoltre, sono sensibili al cambiamento di pH e pressione.

Importante è notare come ogni glomo sia irrorato da una sua specifica arteriola e che quindi in ogni momento queste strutture sono sempre esposte a sangue di tipo arterioso e non venoso, e che di conseguenza la loro pressione parziale di ossigeno è quella arteriosa e non venosa.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

I glomi sono composti da due tipi di cellule, chiamate cellule dei glomi: cellule dei glomi di tipo I e cellule dei glomi di tipo II.

  • Cellule dei glomi di tipo II: fondamentalmente cellule di supporto.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

I glomi carotidei fungono da sensori: rispondono a certi stimoli, principalmente alla variazione di concentrazione di ossigeno nel sangue. Le fibre afferenti decorrono nei nervi di Hering, poi passano ai nervi glosso faringei ed infine giungono al GRD del bulbo.

Stimoli[modifica | modifica wikitesto]

Mentre i chemocettori centrali, situati nel SNC, sono molto sensibili alla variazione di anidride carbonica, i chemocettori periferici sono preposti a controllare il livello di ossigeno.

Quando la pressione parziale di ossigeno scende al di sotto del normale, i glomi vengono intensamente stimolati. La frequenza di questi impulsi è particolarmente sensibile alle variazioni di ossigeno tra 30 e 60 mmHg, che è l'ambito nel quale la saturazione di emoglobina si riduce rapidamente.

Risposte dell'organismo[modifica | modifica wikitesto]

La stimolazione respiratoria mediata dei chemocettori periferici è fino a 5 volte più rapida di quella mediata dai chemocettori centrali nei centri respiratori. Questo può giocare un ruolo importante nella risposta ventilatoria all'inizio di un esercizio muscolare.

La ventilazione alveolare aumenta al diminuire della pressione parziale di ossigeno nel sangue, senza che quella dell'anidride carbonica venga modificata. Fino a 100 mmHg la ventilazione rimane costante, ma al diminuire della pressione aumenta notevolmente, arrivando a raddoppiare a 60 mmHg ed a quintuplicarsi in situazioni di estrema carenza di ossigeno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gonzalez C, Almaraz L, Obeso A, Rigual R, Carotid body chemoreceptors: from natural stimuli to sensory discharges, in Physiol. Rev., vol. 74, nº 4, 1994, pp. 829–98, PMID 7938227.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arthur C. Guyton, John E. Hall, Fisiologia Medica, Undicesima edizione

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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