Coriolano Ponza di San Martino

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Coriolano Ponza di San Martino
Coriolano Ponza di San Martino.gif

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 8 aprile 1900 –
6 gennaio 1926
Gruppo
parlamentare
Liberale democratico, poi Unione democratica
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Destra storica
Professione Militare di carriera
Coriolano Ponza di San Martino
NascitaTorino, 9 ottobre 1842
MorteCuneo, 6 gennaio 1926
Dati militari
Paese servitoFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Italia Regno d'Italia
Forza armataFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Esercito piemontese
Italia Regio esercito
ArmaEsercito
CorpoArtiglieria
SpecialitàStato Maggiore
Bersaglieri
Cacciatori d'Africa
Anni di servizio1860 - 1909
GradoTenente generale
GuerreTerza guerra d'indipendenza italiana
Guerra d'Eritrea
Studi militariAccademia militare di Torino
PubblicazioniStudi sulla condotta delle truppe e sui servizi di seconda linea (1874)
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Coriolano Ponza di San Martino
Conte di San Martino
In carica 9 giugno 1876 –
6 gennaio 1926
Predecessore Gustavo Ponza di San Martino
Successore Olderico Ponza di San Martino
Trattamento Sua Eccellenza
Nascita Torino, 9 ottobre 1842
Morte Cuneo, 6 gennaio 1926
Dinastia Ponza di San Martino
Padre Gustavo Ponza di San Martino
Madre Luisa Minervina Malingri di Bagnolo
Consorte Maria Gabriella Valburga del Carretto di Millesimo
Figli Minervina Emilia
Olderico
Ersilia Laura
Religione cattolicesimo

Coriolano Ponza di San Martino (Torino, 9 ottobre 1842Cuneo, 6 gennaio 1926) è stato un politico e generale italiano.

Fu senatore del Regno. Era figlio di Gustavo Ponza di San Martino, che fu anch'egli senatore del Regno di Sardegna prima e del Regno d'Italia poi.

Ricoprì la carica di ministro della Guerra del Regno d'Italia nei Governi Pelloux II, Saracco e Zanardelli.

Entrato a quindici anni all'Accademia Militare di Torino, ne uscì con il grado di sergente essendo troppo giovane per essere nominato ufficiale. Sottotenente nel 1860 e luogotenente nel 1862, partecipò alla Terza guerra d'indipendenza come capitano d'artiglieria guadagnandosi una Medaglia d'argento nella battaglia di Villafranca per aver incoraggiato "i cannonieri onde furono respinte le cariche di cavalleria".

Interessato anche agli aspetti tecnici e teorici dell'arte militare, Coriolano Ponza di San Martino nel 1874 pubblicò a Roma, per i tipi dell'editore Carlo Voghera, una monografia dal titolo "Studi sulla condotta delle truppe e sui servizi di seconda linea" divenendo nel 1875 istruttore presso la Scuola d’applicazione d’artiglieria e genio di Torino, salendo due anni dopo al grado di maggiore, con impiego dal 1879 nello Stato Maggiore della divisione ministeriale di Genova.

Nel 1882, promosso maggiore, venne chiamato a far parte del Comitato d'Artiglieria e Genio, poi come ufficiale alla Divisione di Stato Maggiore al Ministero della Guerra per poi ricoprire l'incarico di capo della stessa Divisione. Comandò per breve tempo il 7° Reggimento Bersaglieri per poi partire per l'Africa partecipando alla spedizione del generale Asinari di San Marzano che aveva come scopo quello di evitare un'avanzata delle truppe etiopiche in territorio italiano dopo la sconfitta di Dogali, nonché quello di passare alla controffensiva con obiettivo il centro di Saati. Coriolano Ponza di San Martino partecipò all'intero ciclo di operazioni comandando prima il 1° Reggimento Cacciatori d'Africa ed il 7° Reggimento Bersaglieri poi, rientrando in Italia alla fine del 1888.

Capo di Stato Maggiore del IX corpo d’armata di Roma nel 1889, fu promosso maggiore generale comandante la Brigata Pistoia nel 1894, e nominato quattro anni dopo aiutante di campo effettivo generale del re Umberto I e comandante della Divisione di Livorno. Egli fu sempre un ufficiale considerato espressione del "partito di Corte" e molto vicino al Sovrano. Successivamente fu vicecomandante del Corpo di Stato Maggiore. Allo Stato Maggiore fu convinto assertore della necessità di terminare i lavori di fortificazione alla frontiera orientale mettendo in evidenza che nonostante l'Italia fosse parte della Triplice Alleanza, una guerra con l'Austria-Ungheria non poteva escludersi a prescindere.

Rappresentante delle forze monarchico-conservatrici, Coriolano Ponza di San Martino fu chiamato alla Pilotta come successore del generale Mirri nell'ambito di un accordo tra la Destra sonniniana ed il presidente del Consiglio Luigi Pelloux. Come ministro della Guerra Coriolano Ponza di San Martino fece proprio il programma di quanti nell'ultimo ventennio dell'Ottocento avevano spinto per una trasformazione in chiave offensivista della dottrina militare italiana e per una riforma complessiva dell'impiego e degli avanzamenti di carriera del Corpo Ufficiali. Convinto della necessità di rafforzare la posizione dell'Italia in seno alla Triplice Alleanza, Ponza di San Martino era dell'idea che questo obiettivo potesse essere raggiunto con un programma di ammodernamento e potenziamento del Regio Esercito e con l'apertura d'una fase nuova di collaborazione con la Regia Marina. Al contrario della gran parte degli ufficiali italiani, Coriolano Ponza di San Martino era un fautore del reclutamento su base territoriale (secondo una vecchia idea "regionalista" propria della Destra piemontese un tempo raccolta nella Associazione Liberale Permanente) che aveva tra i punti di forza la possibilità di costituire reggimenti in sede locale onde evitare eccessive separazioni fra popolazione residente e soldati e diminuire le tempistiche per la mobilitazione ed il concentramento di truppe. Esponente di spicco della Destra Storica, aveva come punti di riferimento politici ed ideologici la monarchia sabauda e la tradizione militare piemontese. Ostile all'idea di "Nazione armata" sostenuta dall'Estrema Sinistra Storica si oppose in Parlamento alla concessione di fucili degli arsenali alle società del Tiro a segno, uno dei provvedimenti "di bandiera" dello schieramento democratico. Nel corso del suo mandato ministeriale rafforzò ruolo e funzioni del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito avviando quel processo politico-amministrativo che sarebbe arrivato a maturazione con le successive riforme del 1906 e 1908. Durante il suo ministero fu inviato un corpo di spedizione italiano in Cina nell'ambito della rivolta dei Boxer. Proprio in merito alla spedizione cinese è da notare che - come si apprende dalla sua corrispondenza con il colonnello Garioni, comandante del Corpo di Spedizione - furono di Ponza di San Martino sia le scelte strategiche che quelle di natura prettamente tattica adottate dal contingente italiano nel Celeste Impero.

Al termine della sua breve ma brillante carriera politica, Ponza di San Martino diresse la divisione militare di Firenze (1903-04), cui seguì la designazione al comando del VI Corpo d’armata, fino al 1909, anno in cui lasciò il servizio attivo. Durante la prima guerra mondiale prestò ancora servizio presso la Commissione per le Ricompense al Valor militare non potendo ricevere comandi in zona di guerra per sopraggiunti limiti d'età.

Il generale Coriolano Ponza di San Martino (di spalle a destra) in compagnia di altri ufficiali generali durante le grandi manovre ai primi del Novecento

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore militare
Medaglia mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta)
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia

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