Collezione di sabbia

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Collezione di sabbia
Titolo originale Collezione di sabbia
Autore Italo Calvino
1ª ed. originale 1984
Genere saggio
Lingua originale italiano
« Antichi mappamondi, manichini di cera, tavolette d'argilla con scritture cuneiformi, e così via ... Onnivora curiosità enciclopedica e discreta presa di distanza da ogni specialismo. »
(Dalla "Presentazione" a Collezione di sabbia)

Collezione di sabbia è una raccolta di saggi pubblicata da Italo Calvino nel 1984.

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una scelta di articoli e scritti d'occasione che Calvino inviò da Parigi ai giornali italiani ai quali collaborava; uscì in prima edizione nel 1984, nella collana "Saggi Blu" di Garzanti, casa editrice con la quale lo scrittore aveva iniziato a collaborare dopo la crisi della Einaudi.

L'autore vi raccolse impressioni ricevute durante le sue visite ai musei parigini, riflessioni sorte da "cose viste" o da letture fatte, resoconti di viaggi in paesi dell'Asia e dell'America, a contatto con inedite visioni del mondo e della vita.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il volume si divide in quattro parti:

  1. Esposizioni - Esplorazioni
    • Contiene: Collezione di sabbia; Come'era nuovo il Nuovo Mondo; Il viandante nella mappa; Il museo dei mostri di cera; il patrimonio dei draghi; Prima dell'alfabeto; Le meraviglie della cronaca nera; Un romanzo dentro un quadro; Ditelo coi nodi; Scrittori che disegnano;
  2. Il raggio dello sguardo
    • Contiene: In memoria di Roland Barthes; Le effimere nella fortezza; Il maiale e l'archeologo; La Colonna Traiana raccontata; La città scritta: epigrafi e graffiti; La città pensata: la misura degli spazi; La redenzione degli oggetti; la luce negli occhi;
  3. Resoconti del fantastico
    • Contiene: Le avventure di tre orologiai e di tre automi; La geografia delle fate; L'arcipelago dei luoghi immaginari; I francobolli degli stati d'animo; L'enciclopedia di un visionario ( il Codex Seraphinianus di Luigi Serafini);
  4. La forma del tempo

Incipit[modifica | modifica wikitesto]

La prima parte, Esposizioni - Esplorazioni, si apre con il saggio che dà il titolo all'intera raccolta, Collezione di sabbia. Questo è il suo inizio:

« C'è una persona che fa collezione di sabbia. Viaggia per il mondo, e quando arriva a una spiaggia marina, alle rive d'un fiume o d'un lago, a un deserto, a una landa, raccoglie una manciata d'arena e se la porta con sé. Al ritorno, l'attendono allineati in lunghi scaffali centinaia di flaconi di vetro entro i quali la fine sabbia grigia del Balaton, quella bianchissima del Golfo del Siam, quella rossa che il corso del Gambia deposita giù per il Senegal, dispiegano la loro non vasta gamma di colori sfumati, rivelano un'uniformità da superficie lunare, pur attraverso le differenze di granulosità e consistenza, dal ghiaino bianco e nero del Caspio che sembra ancora inzuppato d'acqua salata, ai minutissimi sassolini di Maratea, bianchi e neri anch'essi, alla sottile farina bianca punteggiata di chiocciole viola di Turtle Bay, vicino a Malindi nel Kenia.

In un'esposizione di collezioni strane che c'è stata di recente a Parigi - collezioni di campani da mucche, di giochi di tombola, di capsule di bottiglie, di fischietti di terracotta, di biglietti ferroviari, di trottole, d'involucri di rotoli di carta igienica, di distintivi collaborazionisti dell'occupazione, di rane imbalsamate -, la vetrina della collezione di sabbia era la meno appariscente ma pure la più misteriosa, quella che sembrava aver più cose da dire, pur attraverso l'opaco silenzio imprigionato nel vetro delle ampolle. »

(Incipit di Collezione di sabbia)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Milano, Garzanti, 1984, (Collezione Saggi blu. Scacco giallo);
  • Milano, A. Mondadori, 1990, (Collezione: I libri di Italo Calvino);
  • Milano, A. Mondadori, 1994 e ristampe 1995, 2002, (Collezione Opere di Italo Calvino, 16);

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edizione francese: Collection de sable, trad. de l'italien par Jean-Paul Manganaro, Paris, Éd. du Seuil, 1986, 1990 e 1998;
  • Edizione spagnola: Coleccion de arena, Madrid, Alianza, 1987, (Collezione: Alianza tres ; 194);
  • Edizione giapponese: pubblicata nel 1988;

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Kalle Blomqvist, Italo Calvino e la costa della California;
  • Luigi Malerba, Queste perfide cosmitragiche, "La Repubblica", 25 novembre 1984;
  • Cesare De Michelis, Le "collezioni" di Calvino, "Il Gazzettino", 8 dicembre 1984;
  • Claudio Marabini, Scruta il mondo e lo scopre diverso, "Il Resto del Carlino", 12 dicembre 1984;
  • Angelo Guglielmi, Leggendo Calvino ritorniamo in comunicazione col mondo, "Paese sera", 13 dicembre 1984;
  • Ottavio Cecchi, In prigione con Calvino, "l'Unità", 18 dicembre 1984;
  • Carlo Carena, Sabbia di parole scritte, "Corriere del Ticino", 11 maggio 1985;
  • Pier Vincenzo Mengaldo, Il sistema Calvino. Fantasie nel vuoto in "Collezione di sabbia", in La Tradizione del Novecento. Terza serie, Torino, Einaudi, 1991, pp.293-297;
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