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Coez

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Coez
Coez.jpeg
Coez in concerto nel 2015
NazionalitàItalia Italia
GenerePop rap
Periodo di attività musicale2002 – in attività
EtichettaLa Suite Records, Carosello
Album pubblicati4
Studio4

Coez, pseudonimo di Silvano Albanese (Nocera Inferiore, 11 luglio 1983), è un cantautore e rapper italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni e Brokenspeakers[modifica | modifica wikitesto]

Nato in provincia di Salerno ma cresciuto sin dai primi anni a Roma, a 19 anni dopo diversi anni passati da writer a dipingere per Roma dà vita, insieme a Franz e Nicco, compagni alla Scuola Cinematografica, al suo primo progetto musicale: il Circolo Vizioso.[1] Dopo un primo demo mixtape omonimo è uscito due anni dopo il primo disco ufficiale, chiamato Terapia, prodotto da Ford 78 e Sine.

Nel 2007, la conoscenza tra Lucci e Bruno Cannavicci (meglio conosciuto come "Snais"), membro del gruppo Unabombers, e i due restanti componenti del Circolo Vizioso, porta alla formazione del collettivo Brokenspeakers.[1] Grazie al sopracitato "Snais", il collettivo romano si fa conoscere in tutta Italia, arrivando ad aprire anche concerti di artisti del calibro di Busta Rhymes, Mazzy, Friskis e Dilated Peoples, Club Dogo, Richard Benson e Colle der Fomento.

Carriera solista[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente al lavoro con i Brokenspeakers, Coez intraprende una carriera solista. A fine 2009 nasce il suo primo album Figlio di nessuno.[2] Il 25 novembre 2011 è uscito il mixtape Fenomeno in collaborazione con il DJ italiano Sine. Il 24 settembre 2012 è stato pubblicato per il download gratuito l'EP Senza mani.

La svolta arriva con l'uscita del singolo e del relativo video Nella casa, critica al mondo della discografia, che portano Coez ad affermarsi sulla scena nazionale. L'11 giugno 2013 è stato pubblicato il suo album Non erano fiori per la Carosello Records con la collaborazione di Riccardo Sinigallia.[3] L'album è entrato nella top 10 della Classifica FIMI Album,[4] riscuotendo un buon successo. Nello stesso anno ha partecipato nella categoria giovani alla prima edizione del Music Summer Festival.

Nel corso del 2014 ha collaborato con i rapper Gemitaiz e MadMan alla realizzazione del singolo Instagrammo, inserito nell'album Kepler.[5] Nel febbraio 2015 Coez ha rivelato di aver completato il suo terzo album in studio, dopo un anno passato a comporre:[6]

«È circa un anno che sto scrivendo per il nuovo album. Più volte ho pensato di avere il disco praticamente in mano, ma dopo un po' capivo che alcuni pezzi nonostante fossero belli mi suonavano come robe già dette, o comunque dette meglio in altre canzoni. Ora dovrei esserci, dovrei essere arrivato ad una conclusione, almeno per la scrittura, anche se spero sempre nell'ultima bomba, quella inaspettata che effettivamente mi capita quasi sempre.»

Il 9 luglio dello stesso anno è stato rivelato il titolo dell'album, Niente che non va, e la data di pubblicazione, fissata al 4 settembre.[7] Ad anticiparne l'uscita è stato il singolo La rabbia dei secondi, pubblicato per il 21 agosto.[8]

Il 5 maggio 2017 esce il suo quarto disco da solista, Faccio un casino, il quale viene anticipato dalla pubblicazione di ben quattro singoli: l'omonimo Faccio un casino (10 marzo),[9] Taciturnal, Occhiali scuri (pubblicati insieme il 18 aprile)[10] e E yo mamma (28 aprile).[11]

Il 21 luglio è stato pubblicato il singolo Barceloneta, collaborazione del rapper con il duo Carl Brave x Franco 126.[12] Il singolo è stato successivamente certificato disco d'oro dalla FIMI per aver venduto oltre 25.000 copie in Italia.[13]

Il 22 settembre è stata la volta del quinto singolo tratto da Faccio un casino, La musica non c'è,[14] con il quale Coez ha raggiunto per la prima volta in carriera la vetta della Top Singoli, oltre ad ottenere sei dischi di platino dalla Federazione Industria Musicale Italiana.[15][16]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Da solista[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Coez.

Con i Brokenspeakers[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Intervista a Coez, Hip Hop Rec, 4 gennaio 2010. URL consultato il 6 agosto 2015.
  2. ^ Coez, un rap nuovo in "Non erano fiori". Video, Lo spettacolo. URL consultato il 14 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2013).
  3. ^ Annunciata la data di pubblicazione di "Non Erano Fiori" il nuovo album di Coez., RapBurger, 11 aprile 2013. URL consultato il 14 settembre 2015.
  4. ^ Classifiche FIMI dal 17/06 al 23/06: Moreno e Max Pezzali sempre in testa
  5. ^ Jacopo Pesce, Gemitaiz & Madman - Instagrammo (feat. Coez) (Radio Date: 30-05-2014), EarOne, 28 maggio 2014. URL consultato il 12 settembre 2014.
  6. ^ Cristian Scarpone, COEZ: Il Nuovo Album Del Rapper Romano È In Dirittura D'arrivo, aLLMusicItalia, 23 febbraio 2015. URL consultato il 6 agosto 2015.
  7. ^ "NIENTE CHE NON VA" DI COEZ ESCE IL 4 SETTEMBRE, Carosello Records, 9 luglio 2015. URL consultato il 6 agosto 2015.
  8. ^ Lorenzo Sito, Coez - La rabbia dei secondi (Radio Date: 21-08-2015), EarOne, 30 luglio 2015. URL consultato il 6 agosto 2015.
  9. ^ Coez: il nuovo nuovo singolo è prodotto da I Cani - ASCOLTA, Rockol, 10 marzo 2017. URL consultato il 21 maggio 2018.
  10. ^ Sandro Giorello, "Taciturnal" e "Occhiali Scuri": due nuovi singoli di Coez in un unico video, su rockit.it, 18 aprile 2017. URL consultato il 21 maggio 2018.
  11. ^ "E Yo Mamma", la prima vera canzone d'amore di Coez, RapBurger, 28 aprile 2017. URL consultato il 13 ottobre 2017.
  12. ^ Livio Ghilardi, Ascolta Barceloneta, la collaborazione tra Coez e Carl Brave x Franco126, su dlso.it. URL consultato il 15 novembre 2017.
  13. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 15 novembre 2017.
  14. ^ Stefano Predolin, Coez - La musica non c'è (Radio Date: 22-09-2017), EarOne, 19 settembre 2017. URL consultato il 13 ottobre 2017.
  15. ^ Stefano Landi, Coez, primo in classifica ma le radio lo snobbano: «Veto incomprensibile», Corriere della Sera, 20 ottobre 2017. URL consultato il 21 maggio 2018.
  16. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 21 maggio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]