Chiesa di Santa Maria in Campidoglio (Firenze)

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Chiesa di Santa Maria in Campidoglio
Fabio borbottoni, 1820-1902, chiesa della Palla.JPG
Ex-chiesa della Palla, dipinto di Fabio Borbottoni (1820-1902)
Stato Italia Italia
Regione Toscana
Località Firenze
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Arcidiocesi di Firenze
Demolizione dopo il 1888
Coordinate: 43°46′18.48″N 11°15′12.36″E / 43.771801°N 11.253434°E43.771801; 11.253434

La chiesa di Santa Maria in Campidoglio, detta popolarmente la Palla, era una chiesa di Firenze situata nella zona del Mercato Vecchio. Si affacciava sull'omonima piazza (un piazzetta), che si apriva sull'attuale via de' Brunelleschi (allora via de' Rigattieri); Aveva il fianco nord sulla "piazza" dei Pollaioli e quello sud su chiasso che portava a quella della Paglia. Oggi si troverebbe più o meno al posto dell'ex-Gambrinus.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa era una delle più antiche all'interno delle prime mura e il nome si pensa che derivi dal fatto che fosse stata costruita sull'antico campidoglio romano di Florentia. La tradizione la voleva fondata da Carlo Magno, ma la prima menzione sicura risale a una pergamena del 19 gennaio 1179. In due contratti datati 1190 e 1201, riportati da Richa, è ricordata anche come "Santa Maria Hodegitria", termine greco che significa "guida [per i viandanti]". Nel lami è anche ricordata come chiesa di Santa Maria "ad Forum vetus".

All'interno aveva una struttura paleocristiana, con una zona per i catecumeni senza altare, la zona per i fedeli, rialzata di cinque gradini e con altare, e la zona per il clero, con coro rialzato di altri quattro gradini. L'altare maggiore era decorato da un'importante Annunciazione di Giotto, oggi perduta. Tale schema, sebbene ringiovanito da restauri barocchi che ne distrussero gli amboni, restò sostanzialmente invariato fino alla sua demolizione.

Nel 1362 la famiglia Alfieri Strinati, che aveva il patronato sulla chiesa, finanziò una prima ristrutturazione, che fece mettere sulla facciata lo stemma familiare e le chiavi incrociate in onore a papa Urbano V. La famiglia nel XVI secolo venne esiliata dai Medici e i loro beni confiscati; si rifugiarono a Cesena e il patronato venne allora preso dalla Parte Guelfa.

Nel 1577 subì un secondo restauro a carico della famiglia Ubaldini, che era responsabile di tutti e tre i suoi altari. La chiesa era anche luogo di sepoltura della famiglia Tosinghi e vi era seppellito il pittore Antonio del Pollaiolo.

Come altre chiese minori del centro, con giurisdizione e rendite ridotte, venne sconsacrata dal Granduca Pietro Leopoldo nel 1785, spogliata delle opere d'arte e destinata ad altri usi.

In seguito divenne l'albergo della Palla, frequentato da prostitute, che doveva forse il suo nome a una contrazione della vicina piazzetta della Paglia.

Già poco riconoscibile, se non fosse per l'antica scalinata, tipica delle chiese di quest'area, venne demolita dopo il 1888 assieme a tutta la zona del Mercato Vecchio per far spazio agli edifici attorno a piazza Vittorio Emanuele II, l'odierna piazza della Repubblica. Durante la demolizione furono riscoperte le antiche e solidissime volte del transetto, le tracce dell'abside al piano originario, e un cassone funerario paleocristiano.

Tra le opere d'arte presenti, oltre a quelle già citate, erano presenti un Sant'Antonio della fine del Duecento o del primo Trecento, un'Immacolata di Pier Dandini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnaldo Cocchi, Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX, Pellas, Firenze 1903.
  • Franco Cesati, Le chiese di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2002.

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