Chiesa di San Pier Buonconsiglio

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Chiesa di San Pier Buonconsiglio
Fabio borbottoni, 1820-1902, chiesa di san pier buonconsiglio.JPG
San Pier Buonconsiglio, olio di Fabio Borbottoni (1820-1902)
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Firenze
DemolizioneXIX secolo
Coordinate: 43°46′17.55″N 11°15′12.43″E / 43.771543°N 11.253454°E43.771543; 11.253454

La chiesa di San Pier Buonconsiglio era una chiesa di Firenze, distrutta durante il Risanamento della zona del Mercato Vecchio. Sorgeva all'angolo fra la piazza del Mercato, via Pellicceria e via de' Ferrivecchi (oggi via Strozzi), più o meno dove oggi si trovano i portici a sud dell'arco; a ovest aveva il retro affacciato sull'angusto chiasso del Leoncino.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Anteriore all'anno Mille, l'origine del nome è incerta: forse deriva da un cittadino chiamato Buonconsiglio che ne aveva il patronato, oppure una leggenda narra di come una cavolaia che viveva nella zona avesse suggerito ai fiorentini, al pari della famosa Cassandra, di aver paura di Totila (autore del sacco di Firenze nel 550), e quindi avesse dato un "buon consiglio". L'ipotesi più probabile è comunque che nella chiesa si siano tenute per un certo periodo le riunioni del Consiglio del Popolo., come era normale accadere dentro le principali chiese cittadine, e che da una di queste ne uscisse un consiglio tanto utile per la città da meritare di tenerne ricordo nel nome del luogo. La prima menzione certa risale comunque al 1198.

La facciata era decorata da una piccola scalinata a doppia rampa, elemento tipico delle chiese di questa zona che sopravvive oggi solo alla sconsacrata chiesa di San Biagio, e da una lunetta in terracotta policroma invetraiata di Luca della Robbia oggi nel Salone Brunelleschi del Palagio dei Capitani di Parte Guelfa.

Era stata patronata dai popolani e, dal 1565, da Lelio Torelli da fermo, consigliere di Cosimo I che abitava nell'antistante palazzo della Luna. I suoi discendenti, nel 1608, ne cedettero i diritti al senatore Girolamo de' Sommaia.

Nel 1736 fu rinnovata secondo il gusto dell'epoca.

Già sconsacrata nel 1785, secondo le disposizioni di Pietro Leopoldo che ridusse le chiese con la giurisdizione più limitata e le rendite meno cospicue, i suoi fedeli passarono a San Gaetano, prima di venire abbattuta a fine dell'Ottocento.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arnaldo Cocchi, Le chiese di Firenze dal secolo IV al secolo XX, Pellas, Firenze 1903.
  • Franco Cesati, Le chiese di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2002.

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