Torre degli Amieri

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Torre degli Amieri
Torre degli amieri before 1881.jpg
La Torre degli Amieri (a sinistra)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
Coordinate43°46′15.33″N 11°15′13.85″E / 43.770925°N 11.253847°E43.770925; 11.253847Coordinate: 43°46′15.33″N 11°15′13.85″E / 43.770925°N 11.253847°E43.770925; 11.253847
Informazioni generali
CondizioniDemolito
Demolizione1881

La Torre degli Amieri era un'antica torre di Firenze, situata nella scomparsa piazza degli Amieri, tra le attuali via Calimala e via Pellicceria. Venne distrutta all'epoca del "Risanamento" della zona del Mercato Vecchio, entro il 1881.

L'alta torre, come ci tramandano le fotografie d'epoca, era un esempio ben conservato di edilizia del XIII secolo, con il paramento in pietra a vista (bozze regolari al pian terreno e più piccole ai piani superiori, dove diventavano filaretto), le finestre ad arco e le buche pontaie. La torre era legata alla curiosa vicenda di Ginevra degli Amieri che, come documentano gli storici e anche i registri ecclesiastici dell'epoca, avvenne veramente nel 1386.

Creduta morta di peste, essa venne lasciata esposta durante la notte dopo il funerale presso Santa Maria del Fiore. Ma si trattava di un caso di morte apparente, infatti ella si risvegliò e, vestita solo dei veli che le erano stati messi, uscì di notte per tornare alla casa del marito Francesco Agolanti. Egli però la scacciò inorridito, pensando che fosse un fantasma, e la implorò di tornare nell'Oltretomba. Ella allora bussò alla casa dei genitori, alla torre degli Amieri, che fecero altrettanto. Allora essa si decise a bussare alla casa del suo segreto innamorato Antonio Rondinelli, il quale finalmente la accolse, riconoscendola come viva.

La vicenda ebbe un finale curioso: le autorità ecclesiastiche, riconoscendo il "miracolo", stabilirono che la "morte" aveva interrotto il precedente vincolo matrimoniale, suggellato anche dal fatto che il marito l'aveva respinta la notte; per questo ella fu libera di sposarsi e vivere col suo primitivo amore. A ricordo della vicenda via del Campanile, dove si dice che Ginevra passò, venne a lungo chiamata "via della Morte". La storia è stata oggetto nei secoli di varie novelle e di un'opera di Leopoldo Marenco.

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