Sede storica del Banco di Sicilia

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'edificio di Caltanissetta, vedi Palazzo del Banco di Sicilia.

Coordinate: 43°46′15.62″N 11°15′16.81″E / 43.771006°N 11.254669°E43.771006; 11.254669

La sede storica del Banco di Sicilia a Firenze

La sede storica del Banco di Sicilia a Firenze si trova in via Calimala, angolo via Orsanmichele a Firenze. Si tratta di un particolare esempio di architettura degli anni cinquanta nel centro storico. Oggi ospita una boutique di Zara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sede storica fiorentina del Banco di Sicilia venne costruita sul luogo di uno dei palazzi tardo-ottocenteschi realizzati all'epoca della creazione dell'attuale piazza della Repubblica.

Dell'edificio preesistente è conservato nel Fondo Disegni presso l'Archivio Storico Comunale di Firenze il rilievo del prospetto su via Calimala, eseguito prima della demolizione, intorno al 1955.

Il progetto del palazzo storico del Banco di Sicilia si deve all'ing. Cesare Pascoletti di Roma e risale al 31 dicembre 1956. Realizzato dall'impresa Galliano e Boldrini, l'edificio è stato aperto al pubblico nel 1959.

Dal 2005 vi è la sede cittadina del grande magazzino di abbigliamento (Zara).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ubicato nel cuore del centro cittadino, in angolo tra la via Calimala e la via Orsanmichele, in stretta prossimità con la ottocentesca piazza della Repubblica, il palazzo adotta un linguaggio lineare e rigoroso ma coniuga prudentemente materiali quali il cemento armato e l'alluminio anodizzato con i più tradizionali pietra forte e marmo.

Di impianto planimetrico rettangolare, si eleva su cinque piani fuori terra, coronati da una gronda in leggera sporgenza. Sulle due facciate principali il reticolo strutturale in cemento armato, chiuso da infissi in alluminio anodizzato di color bronzo, è stretto tra due setti di muratura intonacata e leggermente avanzato rispetto a questi.

La volontà di integrare la costruzione al tessuto circostante si rileva nell'uso del rivestimento in pietra forte per l'intero reticolo strutturale e nelle lastre di marmo di rivestimento dei tamponamenti sotto i davanzali delle finestrature al pian terreno. La facciata su via Calimala si distende per quattro campate di affaccio, di cui al pian terreno due interamente vetrate di ingresso e due tamponate per metà e chiuse da inferriate; la facciata su via Orsanmichele è ritagliata da tre finestrature a pian terreno mentre la facciata posteriore su vicolo del Ferro presenta un carattere più tradizionale, in muratura piena con partitura regolare di finestre.

All'interno, l'atrio di ingresso, pavimentato e rivestito in marmo e impreziosito dalla presenza di una sinopia di Mariotto di Nardo del 1370, ceduta in deposito dalla Accademia di Belle Arti, disimpegnava sulla destra il grande salone del pubblico e sul retro il vano scala di collegamento con il sotterraneo e con i piani superiori.

A forma di "L", il salone per il pubblico è pavimentato a strisce di marmo rosso intercalate da più sottili strisce di marmo bianco ed è caratterizzato principalmente dalla presenza della pannellatura continua in rame sul davanti del bancone per le operazioni e del grande pannello ancora in rame sbalzato sulla parete, opera di Francesco Coccia risalente al 1959.

Ai pilastri della parete esterna sono addossate piccole scrivanie in marmo rosso, sostenute da setti murari rivestiti in lamierino di rame sbalzato. Nel grande salone del primo piano è da segnalare la presenza, poco valorizzata sulla parete laterale, del mosaico in tessere di vetro ad opera di F. Pagliazzi, del 1959.

Ai piani superiori, la distribuzione degli ambienti è affidata ad un corridoio centrale su cui si affacciano le porte in legno scuro dei diversi uffici. Pannellature in legno rivestono anche le pareti del vano della scala in marmo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fanelli G., Firenze, architettura e città, Roma - Bari 1973

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