Codice Rustici

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Santa Maria de' Servi e del Bigallo (basilica della Santissima Annunziata), illustrazione del Codice Rustici

« Ho pensato alcune volte di stare in solitudine e alcune volte di conversare con persone virtuose con le quali io possa ripetere e imparare da loro cose virtuose e utili. »

(Marci Rustici)

Il Codice Rustici prende il suo nome dal suo scrittore Marco di Bartolomeo Rustici. Il titolo esatto del manoscritto è Dimostrazione dell'andata del Santo Sepolcro. Il volume ha una rilegatura in pergamena e il piatto anteriore e posteriore misura cm. 41,8 x 28,6. È conservato nel Seminario Arcivescovile Maggiore di Cestello a Firenze, dove fu portato dal rettore monsignor Antonio dell'Ogna nel 1813.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le ipotesi di datazione del Codice e del viaggio in Terrasanta dell'autore. Gli anni proposti da diversi studiosi sono stati il 1425, il 1433, il 1441-1442, dopo il 1444, 1448-1450.

La Dimostrazione si divide in tre parti. Il primo libro è formato da 169 capitoli e 80 carte (1r-80r). Tratta di Firenze e del suo territorio. La descrizione delle chiese, monasteri, ospedali dentro la cerchia delle mura si trova dalle carte 6v e 79r; quelli fuori di Firenze da 79r a 80r.

Il secondo libro consta di 63 capitoli di 82 carte (80v-161v). Parla del viaggio da Firenze a Porto Pisano e Genova, lungo la penisola italiana, le coste della Grecia, nel mar Egeo e a Cipro. Marco Rustici è in compagnia di Maestro Leale dei Servi di Maria della Santissima Annunziata di Firenze e di Antonio di Bartolomeo dei Ridolfi sempre di Firenze.

Il terzo libro comprende 73 capitoli e 120 carte (161v-281v). Il viaggio in nave del Rustici e dei compagni riprende da Famagosta, costeggia l'Africa fino all'Egitto e al porto di Tenesi sul Delta del Nilo. Dal Cairo il Rustici e i compagni proseguono in carovana coi cammelli fino al Monte Sinai e al monastero di Santa Caterina del Sinai. Dopo una sosta riprendono il viaggio verso Gerusalemme, Beirut e Damasco, passando per la Samaria e la Galilea. Il ritorno in patria non viene descritto. Il codice si conclude con l'elogio di Firenze scudo d'Italia e l'indice.

« Lo scopo del Rustici – scrive L. Gai – è quello di comporre un'opera devozionale, soprattutto, ma anche un testo dove, sopra il supporto della trama reale del viaggio, s'innestino gli elementi fondamentali della scientia occidentale ... in una dimensione tutta umanistica e fiorentina ».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Gai. «La Dimostrazione dell'andata o viaggio del Santo Sepolcro» di Bartolommeo Rustichi fiorentino (1441-42), in Toscana e Terrasanta nel Medioevo, Firenze 1982.
  • «Codice Rustici». Volume 1: Facsimile. Libro intitolato Dimostrazione dell'andata o viaggio al Santo Sepolcro e al monte Sinai di Marco di Bartolomeo Rustici, 568 p. interamente illustrato Volume 2: Saggi, a cura di Elena Gurrieri. Edizione critica, a cura di Kathleen Olive e Nerida Newbigin, 320 p. 200 illustrazioni a colori, in cofanetto. Formato atlantico, Firenze, Casa Editrice Leo S. Olschki, 2015.
  • K. Olive. The Codex Rustici and the fifteenth-century Florentine artisan, in Renaissance Studies 23.5 (2009): 593-608.
  • S. Weddle. Saints in the city and poets at the gates: The Codex Rustici as a devotional and civic chronicle, in Florence and Beyond: culture, society and politics in Renaissance Italy, a cura di David S. Peterson and Daniel Bornstein. Toronto, CRRS, 2008.
  • sito ufficiale: http://www.olschki.it/codice-rustici-facsimile/

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