Cattedrale di Avellino

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Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Modestino
Avellino3.JPG
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Campania
Località Avellino
Religione Cattolica
Titolare Madonna Assunta in Cielo
Diocesi Avellino
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione 1132
Completamento 1166

Coordinate: 40°54′55.44″N 14°47′48.84″E / 40.9154°N 14.7969°E40.9154; 14.7969

Il Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestino è la cattedrale della diocesi di Avellino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno della cripta della cattedrale

La cattedrale fu costruita a metà del XII secolo, tra il 1132 ed il 1166 dal vescovo Roberto, che la dedicò a San Modestino, in stile romanico. Mantenne il suo aspetto originario fin verso la fine del Seicento, quando s'iniziarono alcune trasformazioni e restauri che, proseguendo nel Settecento, trasformarono l'antico impianto romanico in forme barocche. Il vescovo Francesco Gallo (1855-1896), mise in opera un totale rifacimento della cattedrale trasformandola in stile neoclassico: il rifacimento della facciata fu affidato all'architetto Pasquale Cardola e fu compiuto tra il 1857 e il 1868; la trasformazione dell'interno invece fu opera dell'architetto Vincenzo Varriale, che vi lavorò dal 1880 al 1889. Il nuovo edificio dovette subire i bombardamenti della seconda guerra mondiale e il terremoto del novembre 1980: in entrambi i casi furono necessari importanti interventi di consolidamento e di adeguamento alle norme sismiche.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata neoclassica in marmo bianco e grigio è divisa in due ordini da un cornicione. Nell'ordine inferiore, suddiviso in cinque fasce da quattro colonne, sono inseriti i tre portali d'entrata: due lapidi, rifacimenti di quelle antiche, ricordano le vicissitudini del portale centrale, costruito dal vescovo Roberto nel 1133 ed ampliato dal vescovo Guglielmo nel 1167. Oggi nelle porte bronzee sono scolpiti momenti della storia religiosa e civile di Avellino. Nella lunetta sovrastante la porta centrale è un bassorilievo raffigurante l’Ultima cena. A fianco del portale principale, in due nicchie sono collocate le statue di san Modestino, patrono della città, e di san Guglielmo, fondatore del monastero di Montevergine e patrono dell'Irpinia. Una terza lapide ricorda l'edificazione della nuova facciata nell'Ottocento.

La scala di accesso alla cattedrale (in stile barocco) e la sistemazione della piazza antistante sono opera del vescovo Martinez della fine del Settecento.

Sul lato destro della Cattedrale vi è il campanile, eseguito in epoche diverse. La parte inferiore, la più antica, è costituita da pietre e marmi di edifici romani del I secolo.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Cattedrale di Avellino, addobbata in occasione dei festeggiamenti in onore dell'Assunta del 2012

L'interno della cattedrale è a pianta a croce latina a tre navate suddivise da pilastri; il transetto immette nella profonda zona presbiteriale.

Sono nove le cappelle o altari laterali presenti nelle due navate laterali: nella navata di destra ci sono gli altari dedicati a san Gerardo Maiella, all'Adorazione dei Magi, a sant'Antonio di Padova e alla Crocifissione. Nella navata di sinistra vi sono due cappelle iniziali, di cui la prima dedicata alla Vergine dei Sette Dolori, e la seconda ha servito per lungo tempo come battistero e che presenta un'antica tela raffigurante l'Annunciazione; seguono gli altari dedicati all'Assunta, alla Madonna del Rosario, ed infine vi è un altare un tempo dedicato a sant'Alfonso Maria de' Liguori (ora dedicato al Sacro Cuore di Gesù), dove si ritiene che il santo abbia celebrato la Messa.

Interno della cattedrale di Avellino, visto dall'abside

Il soffitto a cassettoni della navata centrale, che copre l'antico soffitto a capriate, è stato realizzato nel Settecento; al centro è la grande tela di Michele Ricciardi che raffigura Maria assunta in cielo (1702-1705). Ai lati in quattro medaglioni sono stati dipinti alcuni elementi che richiamano le litanie mariane: una casa, una stella, una torre ed una rosa.

Nelle dieci piccole cupole che danno luce alle navate laterali sono stati dipinti episodi evangelici della vita di Maria, opera di Achille Iovine ma rifatti, a causa dell'umidità, da Ovidio De Martino. Dello stesso Iovine sono le 20 figure di profeti o di personaggi biblici dipinti negli archi che separano le navate, e le figure degli apostoli Pietro e Paolo nell'arco che immette nel transetto.

Nella fascia che corre lungo il cornicione è stata inserita, in latino, una lunga frase di papa Paolo VI tratta del discorso di chiusura della terza sessione del concilio Vaticano II.

Transetto, abside e cripta[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni gradini danno accesso dalle navate al transetto al cui centro è oggi collocato il nuovo altare, l'ambone e il fonte battesimale.

Nelle pareti al di sotto del cornicione sono collocate due tele di Achille Iovine raffiguranti la Sacra Famiglia a sinistra e san Lorenzo martire a destra; inoltre in quattro nicchie vi sono le statue in gesso dei quattro evangelisti. Al di sopra del cornicione invece hanno posto cinque tele di Angelo Michele Ricciardi raffiguranti cinque santi: Francesco Saverio, Carlo Borromeo, Andrea Avellino, Modestino di Antiochia e Gaetano Thiene.

Dal transetto si accede poi a due cappelle poste lateralmente al presbiterio. A sinistra è la “cappella di san Modestino”, o anche “cappella del tesoro di San Modestino”, perché conserva, in preziose teche, le reliquie dei santi patroni a cui la diocesi avellinese è devota, ed il busto argenteo di San Modestino.Questa è la cappella più importante del Duomo.

Cappella di San Modestino, patrono di Avellino

A destra è la cappella della Santissima Trinità, così chiamata per la presenza di un bassorilievo raffigurante la Trinità e risalente alla metà del XVI secolo.

Dal transetto si accede alla zona absidale. Qui è il coro ligneo cinquecentesco; negli stalli sono raffigurati episodi evangelici della passione e della morte di Gesù. Al centro è posto un sontuoso altare del sec. XVII, opera di Cosimo Fanzago, con tabernacolo sormontato da una pregevolissima custodia-ciborio del 1616 opera di Francesco Balsimelli, proveniente dall'Eremo camaldolese dell'Incoronata nei pressi di Summonte (presente in cattedrale dal 1813). Nella parte alta dell'abside abbiamo: in nove medaglioni, le effigi dei primi vescovi avellinesi, per lo più leggendari; nelle vele, la raffigurazione delle beatitudini evangeliche e la figura di Cristo; nella volta ci sono tre affreschi di Achille Iovine relativi a tre episodi della vita di san Modestino.

Infine, sempre dal transetto si accede alla cripta, che ha mantenuto nel tempo il suo impianto romanico: essa è a tre navate divise da colonne di pietra. Nel soffitto vi sono affreschi settecenteschi di Angelo Michele Ricciardi.

Abside, ed Altare Maggiore del Duomo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A.V.V., La Cattedrale di Avellino nella storia, nel culto e nell'arte, Cava dei Tirreni
  • Gambino N., Guida del Duomo di Avellino, Avellino 1989
  • Sica R., Le pitture del Duomo di Avellino, Napoli 1981

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