Cattedrale di Avellino

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Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Modestino
Avellino3.JPG
Facciata della Cattedrale
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàAvellino
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMadonna Assunta in Cielo e Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano
Diocesi Avellino
Stile architettoniconeoclassico (facciata)

barocco (interno)

romanico (cripta)
Inizio costruzione1132
Completamento1166
Sito webwww.diocesiavellino.it

Coordinate: 40°54′55.44″N 14°47′48.84″E / 40.9154°N 14.7969°E40.9154; 14.7969

La cattedrale dedicata alla Madonna Assunta in Cielo ed ai Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano è un'opera architettonica di grande rilievo, situata nel cuore del centro storico del capoluogo irpino, nella zona più antica della città, chiamata collina della Terra, ed è il principale luogo di culto cattolico della città di Avellino, nonché chiesa madre della diocesi di Avellino.

La facciata del duomo, fatta di marmi molto decorati, è di stile neoclassico, mentre l'interno, di stile barocco, si presenta a croce latina, con tre navate. Di notevole fattura sono il soffitto, le antichissime cappelle e le bellissime opere custodite in ognuna di esse.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno della cripta della cattedrale

La cattedrale, dedicata all’Assunta e a san Modestino, è il tempio più importante della città e della diocesi di Avellino.

Il duomo fu costruito, per volere del vescovo Roberto, a metà del XII secolo, i lavori cominciarono nel 1132 e terminarono nel 1166. Per il volere di vari vescovi, a volte anche per vari danneggiamenti dovuti dai terremoti e dalle guerre, la struttura ha subito numerosi restauri e ampliamenti. L'aspetto della cattedrale era in stile romanico, mantenne il suo aspetto originario fin verso la fine del Seicento, quando s'iniziarono le prime trasformazioni ed i primi restauri che, proseguendo nel Settecento, trasformarono l'antica struttura romanica in stile barocco: in quel periodo del 700', internamente furono realizzati i soffitti a cassettone e vennero aggiunti i quadri dipinti dall'artista Michele Ricciardi.

Nella seconda metà del 1800, il vescovo Francesco Gallo (1855-1896) mise in opera un totale rifacimento ed ampliamento della cattedrale, che venne trasformata in stile neoclassico: il rifacimento della facciata fu affidato all'architetto Pasquale Cardola e fu compiuto tra il 1857 e il 1868; la trasformazione dell'interno, invece, fu opera dell'architetto Vincenzo Varriale, che vi lavorò intensamente dal 1880 al 1889.

Il nuovo edificio dovette subire i bombardamenti della seconda guerra mondiale e il terremoto del novembre 1980: in entrambi i casi furono necessari importanti interventi di consolidamento e di adeguamento alle norme sismiche. L’ultimo restauro, terminato nel 1985, fu per volere del vescovo Pasquale Venezia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Molto elegante ed armoniosa, la facciata neoclassica si presenta in marmo bianco e grigio, alabastro e basalto.

Divisa in due ordini da un cornicione, nell'ordine inferiore, suddiviso in cinque fasce da quattro colonne, sono inseriti i tre portali d'entrata: due lapidi, rifacimenti di quelle antiche, ricordano le vicissitudini del portale centrale, costruito dal vescovo Roberto nel 1133 ed ampliato dal vescovo Guglielmo nel 1167.

Oggi le tre porte, si presentano in bronzo cesellato a mano, ad opera dello scultore avellinese Giovanni Sica; è di notevole interesse e fattura il portale centrale che raffigura alcune scene della storia religiosa e civile della città e della diocesi di Avellino.

Nella lunetta sovrastante la porta centrale vi è un bassorilievo raffigurante l’Ultima Cena. Ai lati del gran portale principale vi sono due nicchie che contengono due statue di marmo bianco abbastanza imponenti: a sinistra vi è san Modestino da Antiochia, vescovo e martire, patrono della città di Avellino, mentre a destra vi è san Guglielmo da Vercelli, Abate, patrono primario d’Irpinia e fondatore del monastero di Montevergine; vi è una terza lapide, che ricorda l'edificazione della nuova facciata creata nell'Ottocento.

Per volere del vescovo Martinez, verso il 1788, fu risistemata la piazza antistante la cattedrale, detta piazza Duomo, e furono modificate le scale che indirizzano verso la cattedrale. Fino al 1980, la piazza si presentava diversamente: sul lato destro del duomo, vi era l'antico seminario, poi crollato a seguito del terremoto del 23 novembre, ove oggi sono visibili gli scavi archeologici degli antichi edifici. La scala di accesso al duomo, è fatta con balaustra in marmo bianco, scolpita con dei simboli, e alabastro, il tutto fu fatto in stile tardo barocco.

Sul lato destro della cattedrale, oggi sono visibili gli scavi archeologici degli antichi edifici crollati dopo il terremoto e vi è il campanile, eseguito in epoche diverse. La parte inferiore, la più antica, fu costituita da antiche pietre e marmi di edifici romani risalenti al I secolo.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno della cattedrale di Avellino, addobbata in occasione dei festeggiamenti in onore dell'Assunta del 2012

L'interno della cattedrale presenta la pianta a croce latina, diviso da sontuosi pilastri a tre navate: il transetto immette nella bellissima e profonda zona presbiteriale, mentre le navate laterali hanno complessivamente 10 cappelle contenenti statue e dipinti di ottima fattura.

A partire dalla navata di destra, il primo altare è dedicato a san Gerardo Maiella, appresso vi è l'altare dedicato all'Adorazione dei Magi, dove si può ammirare un dipinto risalente alla fine del 1500, fatto da Marco Pino da Siena, a seguire vi è l'altare dedicato a sant'Antonio di Padova, in cui è presente la nicchia contenente un'antichissima statua del santo, nell'ultima parte della navata di destra vi è la cappella della Crocifissione, in cui si può ammirare un antico dipinto raffigurante la Crocifissione di Gesù ed il prezioso reliquiario contenente la Sacra Spina della Corona di Gesù, donato alla cattedrale di Avellino da Carlo I d'Angiò.

Nella navata di sinistra vi sono due cappelle iniziali, di cui la prima contenente due statue, una della Vergine dei Sette Dolori, ai piedi della Madonna vi è la statua di Gesù morto, la seconda cappella ha servito per lungo tempo come battistero e che presenta un'antica tela raffigurante l'Annunciazione;

Segue la terza cappella, con l'altare dedicato all'Assunta: questo altare, molto antico e di gran valore, con marmi colorati, custodisce il famoso ed artistico simulacro della Madonna Immacolata, per gli avellinesi Assunta, Compatrona di Avellino. La statua, di legno di pino scolpito e poi cotto nell'olio, è definita una vera e propria opera d'arte, bellissima nella sua espressione. L'autore dell'artistica opera fu Nicolò Fumo, scultore e architetto italiano tutt'ora considerato uno dei maggiori esponenti del barocco napoletano. La bellissima statua della Madonna Assunta, a cui gli avellinesi ed irpini sono molto legati, viene portata in processione ogni anno il 15 agosto, in cui accorrono migliaia di persone da qualunque parte della Provincia per rendere onore alla Madonna; inoltre, nel periodo di Ferragosto, vengono organizzati grandi eventi in città per festeggiare l'Assunta.

Nella quarta cappella vi è il dipinto della Madonna del Rosario, mentre l'ultimo altare della navata sinistra, un tempo dedicato a sant'Alfonso Maria de' Liguori, ove si ritiene che il santo abbia celebrato la messa, ora presenta la statua del Sacro Cuore di Gesù.

Interno della cattedrale di Avellino, visto dall'abside

Il soffitto a cassettoni della navata centrale, che copre l'antico soffitto a capriate, è stato realizzato nel Settecento; al centro è la grande tela di Michele Ricciardi che raffigura Maria Assunta in cielo (1702-1705). Ai lati in quattro medaglioni sono stati dipinti alcuni elementi che richiamano le litanie mariane: una casa, una stella, una torre ed una rosa.

Nelle dieci piccole cupole che danno luce alle navate laterali sono stati dipinti episodi evangelici della vita di Maria, opera di Achille Iovine ma rifatti, a causa dell'umidità, da Ovidio De Martino. Dello stesso Iovine sono le 20 figure di profeti o di personaggi biblici dipinti negli archi che separano le navate, e le figure degli apostoli Pietro e Paolo nell'arco che immette nel transetto.

Nella fascia che corre lungo il cornicione è stata inserita, in latino, una lunga frase di papa Paolo VI tratta del discorso di chiusura della terza sessione del concilio Vaticano II.

Transetto, abside e cripta[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni gradini danno accesso dalle navate al transetto al cui centro è oggi collocato il nuovo altare, l'ambone e il fonte battesimale.

Nelle pareti al di sotto del cornicione sono collocate due tele di Achille Iovine raffiguranti la Sacra Famiglia a sinistra e san Lorenzo martire a destra; inoltre in quattro nicchie vi sono le statue in gesso dei quattro evangelisti. Al di sopra del cornicione invece hanno posto cinque tele di Angelo Michele Ricciardi raffiguranti cinque santi: Francesco Saverio, Carlo Borromeo, Andrea Avellino, Modestino di Antiochia e Gaetano Thiene.

Dal transetto si accede poi a due cappelle poste lateralmente al presbiterio. A sinistra è la “cappella di san Modestino”, o anche “cappella del tesoro di San Modestino”, perché conserva, in preziose teche, le reliquie dei santi patroni a cui la diocesi avellinese è devota, ed il busto argenteo di san Modestino.Questa è la cappella più importante del duomo.

Cappella di San Modestino, patrono di Avellino

A destra è la cappella della Santissima Trinità, così chiamata per la presenza di un bassorilievo raffigurante la Trinità e risalente alla metà del XVI secolo.

Dal transetto si accede alla zona absidale. Qui è il coro ligneo cinquecentesco; negli stalli sono raffigurati episodi evangelici della passione e della morte di Gesù. Al centro è posto un sontuoso altare del sec. XVIII in sostituzione di uno precedente del sec. XVII, forse opera di Cosimo Fanzago, che secondo le fonti fu successivamente spostato nella chiesa di Sorbo Serpico per far posto a quello che si ammira odiernamente in Cattedrale. L'attuale altare maggiore con tabernacolo sormontato da una pregevolissima custodia-ciborio del 1616 opera del carrarese Francesco Balsimelli, proviene dall'Eremo camaldolese dell'Incoronata di Sant'Angelo a Scala (presente in cattedrale dal 1813). Nella parte alta dell'abside abbiamo: in nove medaglioni, le effigi dei primi vescovi avellinesi, per lo più leggendari; nelle vele, la raffigurazione delle beatitudini evangeliche e la figura di Cristo; nella volta ci sono tre affreschi di Achille Iovine relativi a tre episodi della vita di san Modestino.

Infine, sempre dal transetto si accede alla cripta, che ha mantenuto nel tempo il suo impianto romanico: essa è a tre navate divise da colonne di pietra. Nel soffitto vi sono affreschi settecenteschi di Angelo Michele Ricciardi.

Abside, ed altare maggiore del duomo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.A.V.V., La Cattedrale di Avellino nella storia, nel culto e nell'arte, Cava dei Tirreni
  • Gambino N., Guida del Duomo di Avellino, Avellino 1989
  • Sica R., Le pitture del Duomo di Avellino, Napoli 1981

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