Catanzaro Lido

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Catanzaro Marina)
Jump to navigation Jump to search
Catanzaro Lido
Czlungomare 1.jpg
Il lungomare
StatoItalia Italia
RegioneCalabria Calabria
ProvinciaCatanzaro Catanzaro
CittàCatanzaro-Stemma.png Catanzaro
Codice postale88100 (vecchio: 88063)
Abitanti12 385 ab.[1] (febbraio 2016)
Nome abitanticatanzaresi, marinoti[2]
PatronoMaria Santissima di Porto Salvo
Giorno festivoultima domenica di luglio

Coordinate: 38°49′13.78″N 16°36′46.45″E / 38.820495°N 16.612903°E38.820495; 16.612903

Catanzaro Lido è il quartiere costiero di Catanzaro. Con 12 385 abitanti, è il quartiere più popoloso della città.[1] Originariamente era denominato Marina di Catanzaro. Insieme ai quartieri Aranceto, Barone, Corvo e Fortuna formava la quarta circoscrizione comunale.[3]

Nonostante rappresenti l'estrema periferia sud della città, viene considerato dai cittadini come un vero e proprio centro cittadino sul mare, il "centro turistico-balneare" di Catanzaro, col suo lungomare e strutture ricettive. Proprio dal quartiere inizia il tratto di costa di circa 20 km che va fino a Soverato, soggetto ad importanti flussi turistici estivi.

È la zona universitaria della città ed è uno snodo fondamentale per quanto riguarda i trasporti, è infatti sede del porto cittadino ed è attraversato dalla linea ferroviaria e dalla strada statale 106 Jonica, importante arteria di comunicazione che unisce Reggio Calabria a Taranto costeggiando il mar Jonio, passando da Crotone e da Corigliano-Rossano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

L'area sulla quale insiste l'odierno quartiere di Catanzaro Lido è compresa fra due fiumi, l'Alli e il Corace, anticamente chiamato "Crotalo". Proprio da ciò deriverebbe l'antica denominazione della zona, "Crotala", nel periodo pre-greco. L'area fu successivamente inglobata dalla colonia greca di Scolacium, i cui resti furono scoperti nel 1982, sul territorio della frazione Roccelletta, del comune di Borgia. In seguito alle incursioni turche, la popolazione che abitava la costa, nel tentativo di sfuggire, si riversò sul colle Zarapotamo (attuale quartiere di Santa Maria), e successivamente sul Triavonà, uno sperone roccioso posto a circa 300 metri sul livello del mare sul quale, successivamente, fu fondata l'attuale città di Catanzaro. La costa fu lentamente ripopolata a partire dal XII secolo, allorquando dalla città di Catanzaro vi si spostarono famiglie di pescatori che ne iniziarono progressivamente la colonizzazione.[4]

Nel 1623 fu costruito il primo luogo di culto, una chiesetta successivamente dedicata a Santa Maria di Porto Salvo, patrona dei marinai.[4]

Lo sviluppo vero e proprio dell'allora "villaggio Marina" (denominazione acquisita 29 marzo 1852) si ebbe comunque a partire dal XIX secolo. Fino ad allora, la zona veniva assimilata semplicemente a "case sparse", ovvero singole abitazione incapaci di costituire un nucleo abitato. L'incremento popolativo fu favorito anche dalle persone provenienti dai centri costieri limitrofi. In questo periodo il quartiere ottenne anche un deciso impulso commerciale grazie alla costruzione di un ormeggio e di una banchine che permise l'approdo di piroscafi che trasportavano posta e merci. Ben presto, grazie al trasporto e al commercio via mare, si insediarono nella zona diverse fabbriche che comportarono agli abitanti un benessere diffuso.[4]

Nel 1875 fu ultimata la costruzione della stazione ferroviaria. L'approdo della linea ferrata accelerò esponenzialmente lo sviluppo commerciale della zona. Tuttavia, l'orografia del territorio, assolutamente pianeggiante, non garantiva un corretto deflusso delle acqua reflue, il quale comprometteva la situazione igienico-sanitaria del territorio. Le opportune bonifiche furono avviate in occasione della costruzione della stazione ferroviaria e si protrasero fino al 1878. Conseguentemente, iniziò un processo capillare di riassetto urbanistico del quartiere. Alcune importanti arterie furono create in quel periodo e altre furono invece regolamentate, come ad esempio l'antica via Chiubica, principale asse viario del centro, che prese il nome di Corso Progresso.[4]

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

La torre Tannina, simbolo del retaggio industriale del quartiere.

All'inizio del XX secolo, la Marina di Catanzaro era il principale aggregato industriale della Provincia, secondo solo a Crotone (che fino al 1992 fece parte della Provincia di Catanzaro). Gran parte dell'attività industriale era in stretta relazione con l'agricoltura, in particolare legata alla produzione di latticini e olio.[5] Nel 1924 vi si stabilì anche la Ledoga, azienda chimica francese specializzata nella produzione dell'acido tannico.[6] Altre aziende operanti erano il Confetturificio Meridionale Angelo Villani e gli oleifici Gaslini, Olearia e Siac.[4] Il tessuto economico del quartiere fu seriamente compromesso dal secondo conflitto bellico. Terminato il conflitto, vi fu la ripresa del comparto agricolo che rese il quartiere il principale polo industriale della città.[7]

La Marina di Catanzaro, che prese il nome di "Lido di Catanzaro" negli anni sessanta, soffrì l'isolamento nei confronti del nucleo principale della città di Catanzaro, sviluppatasi a partire dal secondo dopoguerra sulle colline in direzione nord rispetto al centro storico anziché verso il mare, causata da una atavica carenza di servizi essenziali che ebbe come conseguenza la parziale perdita della connotazione industriale e commerciale del quartiere. L'espansione urbanistica si manifestò in maniera disordinata verso est, in direzione Crotone, con la creazione dell'abitato di Giovino, e verso nord, col quartiere Fortuna, che ebbe come spinta propulsoria la nascita della parrocchia di Sant'Anna e l'edificazione della relativa chiesa.[4]

Nello stesso periodo iniziò la costruzione del porto. I lavori rimasero fermi per decenni, tuttavia Lido fu colpita da numerose mareggiate causate dalla deviazione delle correnti dovute agli stessi lavori. Il vecchio lungomare fu distrutto dalla forza del mare e, a protezione dell'abitato, fu innalzato un muro di cemento armato sulla spiaggia. L'opera caratterizza da allora il waterfront cittadino.[8]

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del nuovo millennio, fu intrapresa una massiccia opera di riqualificazione del litorale e di alcune sue zone, in particolare Giovino, con la sistemazione della grande pineta parallela alla spiaggia,[9] adibita a parco costiero, e la costruzione di un nuovo tratto di lungomare, il cui ultimo lotto è stato inaugurato nel 2016, che ha favorito l'insediamento di stabilimenti balneari e strutture ricettive.[10] Nei primi mesi del 2017 è stato inaugurato anche il Parco Gaslini il primo parco pubblico del quartiere.[11]

A partire dagli anni duemiladieci, con lo spostamento delle facoltà universitarie nel nuovo campus ubicato nel confinante quartiere di Germaneto, ultimato nel 2006, il quartiere ha richiamato a se la popolazione universitaria catanzarese, a svantaggio dei quartieri centrali della città, che usufruivano dell'importante gettito popolativo in virtù della dislocazione delle facoltà in più strutture nella zona nord della città.[12][13] Conseguenze logiche, una sostanziale crescita del business legato agli affitti[14] e la proliferazione di locali di somministrazione di cibi e bevande e discoteche legati al fenomeno della movida.[15][16]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

A Catanzaro Lido sono presenti tre parrocchie. La più antica è la Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, sita in piazza Anita Garibaldi. Fu edificata nel 1832 per sopperire al problema dell'assenza di veri e propri luoghi di culto nel quartiere. In origine la chiesa era una cappella ricavata da un magazzino. Fu ricostruita nella sua forma attuale nel 1955.[17] La chiesa è legata alla principale festa religiosa del quartiere, quella in onore della Madonna di Porto.[18]

Nel rione Casciolino sorge la Chiesa del Sacro Cuore. La parrocchia fu istituita nel 1959 e i lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1961. L'apertura della struttura avvenne invece ufficialmente nel 1966. Il luogo dove prima di allora si svolgevano le cerimonie religiose era un piccolo oratorio che fu distrutto da un incendio nel 1967.[19]

La chiesa più giovane della zona è quella di Santa Teresa di Gesù Bambino, nel rione Giovino. Sebbene il moderno edificio sia stato inaugurato nel 2017, l'istituzione della parrocchia risale a circa vent'anni prima.[20] Prima della costruzione della chiesa, le funzioni venivano svolte in una struttura privata adattata allo scopo.[21] La chiesa ospita le reliquie dei beati Louis Martin e Marie-Azélie Guérin Martin, genitori di Santa Teresa di Lisieux.[20]

A Catanzaro Lido è ubicato uno dei quattro cimiteri cittadini.[22]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La principale e più estesa area naturale del quartiere è la pineta di Giovino, chiamata parco costiero di Giovino, che costeggia la spiaggia e il lungomare della zona. L'area è stata profondamente riqualificata nei primi anni duemila ed è stata fornita di attrezzature necessarie per lo svolgimento di sport all'aperto.[23] Procedendo in direzione nord, nella zona rurale e non urbanizzata dell'abitato si è sviluppata, nel corso degli anni, un'oasi naturalistica caratterizzata dalla formazione spontanea di dune e dalla presenza di rare varietà floristiche e faunistiche.[24] A partire dal 2018, sono nate numerose associazioni e comitati spontanei di cittadini a sostegno della tutela e della salvaguardia dell'area, con lo scopo principale di ottenere il riconoscimento di riserva naturale regionale.[25]

Nel 2017 sono stati ultimati i lavori per la costruzione del Parco Gaslini, area verde attrezzata di 13 000 metri quadrati con parco giochi, uno degli skatepark più grandi del Sud Italia[26] e campetti da calcio a 5, basket e pallavolo. Il parco è il risultato di un importante progetto di riqualificazione urbana che ha permesso di reintegrare nel tessuto urbano l'area sulla quale sorgeva uno dei principali complessi industriali di Lido, l'oleificio Gaslini.[27] Tramite un sondaggio web, i cittadini hanno propenso per il mantenimento della storica sigla industriale nel nome del parco.[28]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

I principali monumenti di Catanzaro Lido sono:

  • Ancora: monumento dedicato ai caduti del mare, ubicato sul waterfont cittadino. È un'imponente opera d'arte in cemento caratterizzata dalla presenza di una grande ancora in ferro.[29]
  • Torre Tonnina: è una ciminiera, unico elemento rimasto della fabbrica Ledoga, stabilitosi a Lido nel 1924, alta 30 metri. È uno dei principali esempi di architettura industriale della città di Catanzaro e simbolo del retaggio produttivo e commerciale del quartiere.[30]
  • Monumento ai caduti della Grande Guerra: situato in piazza Anita Garibaldi, è un corpo scultoreo in marmo e bronzo.[29]
  • La Gutta: collocata nei giardinetti dedicati al cantautore livornese Piero Ciampi (che nella sua vita ebbe un forte legame con la città di Catanzaro),[31] è una grande boa circolare in ferro la cui originaria funzione era fungere da approdo per i naviganti. Fu ripescata dalle acque antistanti il quartiere nel mese di settembre del 1995 dopo che si inabissò negli anni settanta a causa di una mareggiata.[32]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

  • 1871: circa 2 000 abitanti;[4]
  • 1921: 4 259 abitanti (di cui 2 981 nel nucleo storico);[5]
  • 1938: 5 258 abitanti;[33]
  • 1961: circa 6 000 abitanti;[34]
  • febbraio 2016: 12 385 abitanti.[1]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Catanzaro Lido l'ufficio scolastico provinciale e l'ufficio scolastico regionale;[35] inoltre, ha avuto sede nel quartiere marinaro, fino al 2015, la Stazione unica appaltante della regione Calabria, prima di trasferirsi nei locali della nuova cittadella regionale nel quartiere Germaneto.[36][37]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Catanzaro Lido dispone di due stazioni ferroviarie che, nonostante ne portino il nome, sono ubicate amministrativamente nel quartiere Fortuna.[3] La prima, la stazione R.F.I., è il principale terminal ferroviario della città dopo la dismissione della stazione di Catanzaro Sala nel 2008. È entrata in servizio nel 1875, risultando dunque la prima stazione ad entrare in funzione in città.

La seconda è la stazione delle Ferrovie della Calabria, capolinea della linea Cosenza-Catanzaro Lido e della cosiddetta Metropolitana di Catanzaro.

Altra importante infrastruttura è il porto turistico i cui lavori, iniziati negli anni sessanta, sono rimasti fermi per decenni prima della ripresa negli anni duemiladieci e la presentazione del progetto definitivo nel 2019.[38]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona di Giovino sorge il principale complesso sportivo polifunzionale della città, il PoliGiovino. Fu edificato nei primi anni duemila[39] ed è composto principalmente da un campo di calcio in erba naturale circondato da una pista di atletica, da una piscina coperta capace di ospitare 750 spettatori e da un palazzetto dello sport che ospita le gare della Planet Basket, il principale sodalizio cestistico di Catanzaro.[40] A partire dal 2013, l'impianto è sede fissa degli allenamenti del Catanzaro Calcio, in seguito ad una convezione stipulata con la provincia, proprietaria del centro sportivo.[41]

Altri impianti sportivi sono lo stadio Andrea Curto, con terreno in erba sintetica,[42] e i campi da tennis in terra rossa del Tennis Club Catanzaro Lido.[43] A Lido sono ubicate anche le strutture sportive del Dopolavoro Ferroviario.[44]

La principale società sportiva che rappresenta il quartiere è lo Sporting Catanzaro Lido, militante nel campionato regionale di Promozione, che è anche la seconda società calcistica della città per importanza.[45]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Popolazione, https://www.comune.catanzaro.it/, 29 febbraio 2016. URL consultato il 28 marzo 2020.
  2. ^ Cappello, Tagliavini, p. 306.
  3. ^ a b STRADE_PER_QUARTIERE (PDF), https://www.comune.catanzaro.it/. URL consultato il 15 marzo 2020.
  4. ^ a b c d e f g Un po' di storia de "La Marina" di Catanzaro, http://www.catanzarolido.net/, 29 aprile 2015. URL consultato il 31 marzo 2020.
  5. ^ a b CATANZARO (1931), http://www.treccani.it/, 1931. URL consultato il 31 marzo 2020.
  6. ^ La Tonnina, https://www.catanzarolido.net/, 29 aprile 2015. URL consultato il 31 marzo 2020.
  7. ^ CATANZARO (1948), http://www.treccani.it/, 1948. URL consultato il 31 marzo 2020.
  8. ^ Monaco, Tropiano, Grasso, p. 21.
  9. ^ AMBIENTE – Pineta di Giovino al via riqualificazione, https://www.uscatanzaro.net/, 1º luglio 2004. URL consultato il 31 marzo 2020.
  10. ^ Inaugurazione Lungomare Giovino: prosegue il recupero di una zona turisticamente strategica, https://www.catanzaroinforma.it/, 4 luglio 2016. URL consultato il 31 marzo 2020.
  11. ^ Catanzaro, inaugurato il parco Gaslini del quartiere marittimo (Foto), https://www.infooggi.it/, 12 marzo 2017. URL consultato il 31 marzo 2020.
  12. ^ Alfredo Focà, Sulle origini dell'Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro (PDF), http://www.cassiodoro.unicz.it/. URL consultato il 31 marzo 2020.
  13. ^ Catanzaro: nuovi progetti per l’università in centro, https://www.calabriamagnifica.it/, 8 novembre 2019. URL consultato il 31 marzo 2020.
  14. ^ Caro affitti a Catanzaro Lido, studenti in lotta contro canoni in costante aumento, https://catanzaro.gazzettadelsud.it/, 22 ottobre 2019. URL consultato il 31 marzo 2020.
  15. ^ Controlli alla movida, multe a locali e discoteche, http://www.cn24tv.it/, 19 dicembre 2017. URL consultato il 31 marzo 2020.
  16. ^ Movida di Catanzaro Lido, la proposta del sindaco: "Istituire zona rossa e daspo urbano", https://catanzaro.gazzettadelsud.it/, 1º maggio 2019. URL consultato il 31 marzo 2020.
  17. ^ La Storia, http://www.santamariaportosalvo.it/. URL consultato il 31 marzo 2020.
  18. ^ Cenni storici sulla devozione alla Madonna di Porto Salvo, http://www.santamariaportosalvo.it/. URL consultato il 31 marzo 2020.
  19. ^ La parrocchia, http://www.sacrocuorecatanzaro.it/, 15 ottobre 2010. URL consultato il 31 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2011).
  20. ^ a b Dedicazione chiesa di Giovino a Santa Teresa di Gesù Bambino, https://www.catanzaroinforma.it/, 6 novembre 2017. URL consultato il 31 marzo 2020.
  21. ^ Una Chiesa per Giovino: ormai improcrastinabile la realizzazione., https://www.uscatanzaro.net/, 20 aprile 2009. URL consultato il 31 marzo 2020.
  22. ^ Perdere un proprio caro, https://www.comune.catanzaro.it/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  23. ^ Natura e ambiente, https://www.catanzarolido.net/, 1º maggio 2015. URL consultato il 25 marzo 2020.
  24. ^ Dune di Giovino: alla scoperta dell’ultima oasi naturalistica di Catanzaro, https://www.famedisud.it/, 9 agosto 2018. URL consultato il 1º aprile 2020.
  25. ^ Dune di Giovino, quando la progettazione dal basso è vincente, https://www.catanzaroinforma.it/, 15 agosto 2018. URL consultato il 1º aprile 2020.
  26. ^ FOCUS/ Nel quartiere Lido ha aperto i battenti il Parco Gaslini, https://www.comune.catanzaro.it/, 13 marzo 2017. URL consultato il 1º aprile 2020.
  27. ^ PARCO GASLINI, UN'AREA RESTITUITA ALLA CITTÀ: BEN 44 SPECIE AUTOCTONE DELLA FLORA DELLA CALABRIA, https://www.weboggi.it/, 24 febbraio 2017. URL consultato il 1º aprile 2020.
  28. ^ Area ex Gaslini, parte il concorso di idee per attribuire un nome al parco urbano, https://www.zoom24.it/, 25 ottobre 2016. URL consultato il 1º aprile 2020.
  29. ^ a b MARE, http://www.visitcatanzaro.it/. URL consultato il 1º aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2015).
  30. ^ Quartiere Lido: tonnina, quella torre poco ‘illuminata’, https://www.catanzaroinforma.it/, 23 febbraio 2015. URL consultato il 1º aprile 2020.
  31. ^ A Catanzaro lido giardini "Piero Ciampi", https://www.ansa.it/, 29 luglio 2018. URL consultato il 1º aprile 2020.
  32. ^ Quell’antica boa a Lido: la ‘gutta’, da preservare e mantenere, https://www.catanzaroinforma.it/, 19 giugno 2018. URL consultato il 1º aprile 2020.
  33. ^ CATANZARO (1938), http://www.treccani.it/, 1938. URL consultato il 1º aprile 2020.
  34. ^ CATANZARO (1961), http://www.treccani.it/, 1961. URL consultato il 1º aprile 2020.
  35. ^ Contatti, http://www.istruzione.calabria.it/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  36. ^ PROTOCOLLI E CLAUSOLE CONTRATTUALI DI LEGALITA’ SUA - CALABRIA (PDF), https://www.itaca.org/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  37. ^ AVVISO SEDUTA (PDF), https://www.regione.calabria.it/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  38. ^ Il porto di Catanzaro sarà come quello di Barcellona (SERVIZIO TV), https://calabria7.it/, 20 ottobre 2019. URL consultato il 10 aprile 2020.
  39. ^ Contributi regionali impianti sportivi: Provincia presenta progetti per “Poligiovino” di Catanzaro, “Carlei” di Lamezia Terme e “Cassiodoro” di Squillace, http://ildispaccio.it/, 13 novembre 2019. URL consultato il 4 aprile 2020.
  40. ^ STUDIO FUNZIONALE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI DI PROPRIETÀ DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI CATANZARO: POLIGIOVINO A CATANZARO LIDO, POLIVALENTE DI SQUILLACE, STADIO DEI DUE MARI A LAMEZIA TERME (PDF), http://www.scais.info/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  41. ^ Domani la firma della concessione del Poligiovino all'US Catanzaro, http://www.catanzarosport24.it/, 25 luglio 2013. URL consultato il 4 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2019).
  42. ^ CHI SIAMO, https://www.vigorcatanzaro.it/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  43. ^ Serie D1 MASCHILE 2017 - composizione squadre (PDF), http://www.queenscastrovillari.it/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  44. ^ Le attività del DLF di Catanzaro Lido, https://www.dlfcatanzaro.org/. URL consultato il 4 aprile 2020.
  45. ^ Favola Asd Sporting Cz Lido.Il presidente sogna:Vogliamo la Promozione foto, https://www.catanzaroinforma.it/, 25 gennaio 2019. URL consultato il 4 aprile 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Catanzaro Portale Catanzaro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Catanzaro