Piero Ciampi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

«Ha tutte le carte in regola per essere un artista: ha un carattere melanconico, beve come un irlandese. Se incontra un disperato non chiede spiegazioni...»

(Piero Ciampi, Ha tutte le carte in regola)
Piero Ciampi
Piero-ciampi-piccola.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica d'autore
Periodo di attività musicale1960 – 1980
EtichettaBluebell, CGD, Ariel, Det, Amico, RCA Italiana, Philips
Album pubblicati5

Piero Ciampi (Livorno, 28 settembre 1934Roma, 19 gennaio 1980) è stato un cantautore e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'adolescenza e le prime esperienze musicali[modifica | modifica wikitesto]

Piero Ciampi nacque a Livorno, in via Roma, proprio di fronte alla casa in cui nacque Amedeo Modigliani, dal secondo matrimonio del padre che era commerciante di pelli. Durante la Seconda guerra mondiale, a seguito dei bombardamenti sulla città, la famiglia Ciampi sfollò nelle campagne pisane per tornare a Livorno solo diversi anni dopo la fine del conflitto. [1]

Nel 1948 si iscrisse al Liceo Scientifico “Vittorio Veneto” di Milano, ospite della zia paterna. Arrivato al quinto anno, dopo vari tentativi tra scuole pubbliche e private, non riuscirà a conseguire la maturità. Tornato a Livorno formò, con i fratelli Roberto e Paolo, un trio in cui lui era il cantante. Per vivere però lavorava in una ditta di oli lubrificanti del porto fino a quando non partì militare.

Il periodo del CAR lo svolse a Pesaro dove passava le serate in libera uscita suonando nei locali della zona insieme a tre commilitoni tra cui Gianfranco Reverberi[2]. Già durante questo periodo il suo carattere rissoso iniziò a manifestarsi. Uomo e poeta affascinante, poteva suscitare sia odio che amore. Di lui si innamorò in quel periodo la figlia del comandante a cui Ciampi scrive lettere ogni giorno: secondo Reverberi, «neanche Cyrano de Bergerac avrebbe saputo fare di meglio».

Il periodo parigino[modifica | modifica wikitesto]

Tornato a Livorno suona il contrabbasso (strumento imparato a suonare da autodidatta) in piccoli complessi della zona.[senza fonte] Ma l'inquietudine e l'insoddisfazione crescevano e così nel 1957, senza una lira in tasca, passò da Genova, dove incontrò Reverberi e dove nacque l'amicizia con il pittore Federico Sirigu, per poi andare a Parigi[senza fonte]. Qui si arrangiava cantando per poche lire le sue poesie, magari scritte poche ore prima in una birreria. Spesso non aveva neppure i soldi per mangiare ma si fece conoscere in alcuni ambienti parigini dove lo chiamavano "l'italianó"; qui conobbe Louis-Ferdinand Céline e divenne estimatore di Georges Brassens.

Gli anni '60: le prime incisioni e i primi insuccessi[modifica | modifica wikitesto]

Nel '58 partì come chitarrista per la Svezia insieme a Luigi Tenco e Giulio Frezza[3] L'anno seguente ritornò a Livorno. Reverberi, che nel frattempo era entrato nell'ambiente musicale, lo raggiunse e lo convinse a trasferirsi a Milano dove lavorava, insieme con Franco Crepax, alla Ricordi. Nel 1961 Ciampi pubblica, per la Bluebell di Antonio Casetta, il suo primo disco (Conphiteor/La grotta dell'amore). Il nome che compare in copertina è quello di Piero Litaliano (riprendendo quindi, senza l'apostrofo e senza l'accento, il suo nomignolo parigino).

Crepax passa alla CGD e Ciampi lo segue. Per questa etichetta inciderà altri singoli e, nel 1963 il suo primo album: Piero Litaliano (ristampato in cd nel 1990 con lo stesso titolo ma con il vero nome del cantante). L'album però non ha successo né di pubblico né di critica (se si eccettua il giudizio di Natalia Aspesi che scrisse «nei suoi versi ci si trova qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all'amatore abituale di canzonette»).

Non fu un periodo felice per il cantautore. Tornò dapprima a Livorno e poi fu a Roma con Gaetano Pulvirenti (uno dei fondatori della Karim) che gli affidò la direzione artistica di una piccola etichetta discografica, la Ariel (nata alla fine degli anni '50). In questo periodo Ciampi si dedica a composizioni più orecchiabili e firma canzoni per altri interpreti; tra queste Lungo treno del sud nel 1962 per Tony Del Monaco, Nessuno mai mi ha mandato dei fior nello stesso anno per Katyna Ranieri, Nato in settembre e Ballata per un amore perduto nel 1963 entrambe per Georgia Moll, Autunno a Milano nel 1964 per la celebre Milly e soprattutto Ho bisogno di vederti che, cantata da Gigliola Cinquetti, raggiunse la finale del Festival di Sanremo 1965. Questa canzone fu poi ripresa, nello stesso anno, anche da Connie Francis, Wilma Goich e Memo Remigi; la incise poi anche lui, ma senza successo, così come non ebbe successo la Ariel, che chiuse poco dopo.

Nel 1967 esce per la casa discografica Sibilla Lucia Rango Show, un album della cantante Lucia Rango che contiene alcune canzoni nuove scritte da Ciampi su musiche di Elvio Monti (per la precisione Samba per un amore, Il tuo volto, Stasera resta qui, Primavera a Roma, Ti ho sognato e Sono stanca), più alcuni suoi vecchi brani cantati dalla Rango (Non chiedermi più, Fino all'ultimo minuto, Quando il giorno tornerà, Qualcuno tornerà e Hai lasciato a casa il tuo sorriso). Ne esiste un'incisione inedita del 1967 cantata a due voci da Piero Ciampi e Lucia Rango.

La vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Se la vita professionale si rivela difficile, non diversa è quella personale e affettiva. Tutti gli anni sessanta sono anni di vagabondaggi: Svezia, Spagna, Inghilterra, Irlanda, forse addirittura Giappone. Scappa senza dire niente a nessuno. Così come scappano le sue donne: Moira, irlandese, che dopo meno di un anno di matrimonio si allontana portandosi via Stefano, il loro figlio nato nel 1963; e Gabriella che gli dà anche lei una figlia. Anni dopo, nella canzone Ha tutte le carte in regola, Ciampi canterà: «Ha amato tanto due donne, erano belle, bionde, alte, snelle. Ma per lui non esistono più». Unica compagna fedele e sempre più inseparabile resta la bottiglia.

Gli anni '70 e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Ad apprezzarlo e riconoscerne la grandezza di autore ed interprete sono solo alcuni amici dei primi anni milanesi tra cui Gino Paoli che da tempo interpretava sue canzoni e che riuscì a fargli avere un contratto con la RCA Italiana e un consistente anticipo in denaro che il cantautore livornese dilapidò senza incidere un solo pezzo. Ai concerti per lui organizzati partecipa spesso sbronzo, o insultando la platea. Nonostante la scontrosità dovuta all'abuso di alcool, coltiva comunque alcune amicizie, come quella col calciatore friulano Ezio Vendrame, suo caro amico in quegli anni, che durante un incontro allo stadio Appiani con la maglia del Padova fermò il gioco per salutare pubblicamente Piero, dopo averlo riconosciuto per caso sugli spalti.

Continuò ad incidere con il consueto insuccesso mentre un qualche riscontro arrivò come autore: nel 1973 Bambino mio (scritta da Ciampi con Pino Pavone, un cantautore calabrese conosciuto da Ciampi nel 1960) fu cantata da Carmen Villani a Canzonissima (Villani aveva anche progettato di incidere un intero album con le canzoni di Ciampi, ma la RCA non approvò il progetto).

Da segnalare, tra il 1970 e il 1971, la collaborazione con Dalida, che, in occasione di una celebre puntata di Senza rete, interpretò (per poi inciderla nel 1975), la canzone La colpa è tua (orchestrazione di Gianni Marchetti). Il testo, in realtà, è la rielaborazione, realizzata dallo stesso Ciampi, di un altro suo brano particolarmente significativo, Cara: un brano carico di una sottile inquietudine esistenziale, sottolineata dall'interpretazione di Dalida.

Lo stesso anno Nicola Di Bari rifiutò Io e te, Maria, che comunque incise l'anno dopo. Ed è proprio nel 1974 che la carriera di Ciampi potrebbe avere l'ennesima svolta: Ornella Vanoni contattò Gianni Marchetti perché avrebbe voluto incidere un intero album con le canzoni di Ciampi, ma questi era introvabile e quando ricomparve ormai il progetto era stato realizzato da Nada con l'album Ho scoperto che esisto anch'io. Intanto Ciampi si trascinava da un club all'altro, spesso senza concludere i concerti e litigando con organizzatori, baristi e ascoltatori. In questi anni tornò spesso a Livorno.

Del 1976 è la sua storica apparizione al Club Tenco: la serata viene registrata e anni dopo pubblicata anche su CD. Tra la fine del 1976 e gli inizi del 1977 Ciampi prova ad esibirsi in concerto con alcuni amici conosciuti alla RCA: sono Paolo Conte, Nada e Renzo Zenobi, ma le serate non riscuotono molto successo; viene anche registrata la trasmissione televisiva Piero Ciampi, no!, che la Rai trasmetterà il 3 agosto 1978 sulla Rete 2. In essa, canta cinque brani in una ventina di minuti, introducendoli con riflessioni sulla vita, l'amore, la solitudine e altri temi affrontati dai suoi testi. In quegli stessi anni, anzi sin dalla prima metà del decennio, non c'è trasmissione musicale di Radio Capodistria – emittente jugoslava che trasmette in lingua italiana alla Comunità Nazionale Italiana in Istria (CNI) e nelle regioni italiane limitrofe, all'epoca seguita anche in Italia – che non mandi in onda un suo brano. Morì a Roma il 19 gennaio 1980 all'età di 45 anni per un cancro all'esofago, assistito dal suo medico, anche lui cantautore: Mimmo Locasciulli (che per ricordare l'amico incise, anni dopo, una delle canzoni di Ciampi: Tu no).

Gli omaggi degli altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono gli artisti che hanno reso omaggio a Piero Ciampi. Tra i primi a ricordare l'autore livornese c'è Gino Paoli che ha portato in tournée il repertorio di Ciampi e che, nel 1980, ha inciso un album intero con canzoni di Ciampi, Ha tutte le carte in regola. Anche l'amica Nada ha divulgato le canzoni di Piero Ciampi durante gli anni ottanta. Il 5 marzo 1990 al teatro Argentina di Roma si tenne un concerto, trasmesso da RAI 2 nel quale si esibirono, cantando ognuno una canzone di Ciampi, tra gli altri Renato Zero, Gino Paoli, Toquinho, Lucio Dalla, Michele Placido, Duilio Del Prete e Massimo Bizzarri. Fu prodotto un CD contenente tutti i brani e le poesie eseguite.

Il gruppo new wave dei La Crus lo ha poi omaggiato nel loro primo album con la cover del brano Il vino, eseguita live nel 2008 con il coro de I Situazionisti al Teatro Regio di Parma in occasione di una serata evento dedicata a Ciampi e contenuta nel cd E continuo a cantare. Piero Ciampi live uscito nel 2010. Già da diversi anni il cantautore Bobo Rondelli reinterpreta soprattutto nei live alcuni pezzi di Ciampi così come l'altro livornese Luca Faggella che a Ciampi ha dedicato un intero album di cover (Luca Faggella canta Piero Ciampi). Paolo Rossi rende omaggio a Piero Ciampi nel 1998, inserendo la sua versione del brano "Te lo faccio vedere chi sono io" in cui si incontrano comico e tragico all'interno della compilation "Zelig Vivo".

Il gruppo acoustic-folk Mercanti di liquore ha dedicato a Ciampi, nell'album CHE/COSA/TE/NE/FAI/DI/UN/TITOLO, la canzone La moglie brontolona come segno dell'ammirazione del gruppo per il cantautore livornese. Anche il gruppo rock-folk Marmaja dedica un omaggio a Piero nel proprio album omonimo, MarMaja del 2004: 6 marzo, la cronaca dell'ultimo giorno in cui Ciampi fu visto a Livorno, all'Osteria dei Terrazzini.

Il cantautore lucchese Marco Panattoni (cantante del gruppo Colectivo Panattoni) ha inciso nel suo CD Il meccanismo del 2003 la cover di Ciampi Il vino con la quale ha vinto l'edizione del 2000 del Premio Ciampi. Renato Zero, nell'album La coscienza di Zero, gli dedica la canzone L'aquilone Piero. Il cantautore Claudio Lolli ha dedicato alla controversa figura del livornese la poesia musicata I musicisti di Ciampi. Massimo Bizzarri gli ha dedicato due canzoni: "Canzone per Piero Ciampi" (contenuta nell'album Gocce di vita) e "Se ci fosse ancora Piero" (che si trova nell'album Bizzarro Bizzarri). La cantautrice Nada lo ricorda nei suoi concerti.

Il lungo titolo di una canzone di Zucchero Fornaciari (come da lui narrato durante una lunga intervista, ma riconosciuto solo in seguito ad una causa intentatagli dai parenti del defunto cantautore) è una citazione a Piero Ciampi: Il mare impetuoso al tramonto, salì sulla luna e dietro una tendina di stelle... a cui seguono le parole «se la chiavò» che Zucchero pronuncia sottovoce alla fine del brano, incluso nel suo fortunato album Oro, incenso e birra del 1989. Franco Simone ha omaggiato Piero Ciampi interpretandone la canzone Tu no nell'album Dizionario (rosso) dei sentimenti nel 2003. Il gruppo musicale Baustelle lo ha citato nella canzone Baudelaire (un verso della quale recita «nei fiori dei campi vive Piero Ciampi») dall'album Amen.

Anche Franco Califano lo ricorda con la canzone Io non piango, uno dei brani più belli ed intensi di Franco Califano: incisa nell'album "Tac...!" del 1977, la canzone è dedicata all'amico poeta e cantautore Piero Ciampi che, tra l'altro, ha collaborato nella scrittura della parte musicale del brano insieme a Frank Del Giudice. Ciampi viveva un momento critico della sua carriera e fu, probabilmente, quella situazione tra declino artistico, solitudine, abbandono e malattia ad ispirare Franco per questa struggente canzone. I due artisti ebbero in comune sia alcuni vizi come l'alcolismo (di cui Franco, però, non amando alcun tipo di dipendenza non è mai stato schiavo mentre Ciampi, a causa dell'alcool perse moglie, compagne e figli - cosa successa, per cause diverse, anche a Califano) sia le difficoltà ad imporsi nel mondo musicale. Due vite tormentate nel privato quanto nell'ambito professionale in cui, pur esprimendo talento puro, non hanno mai avuto vita facile.

Tornando al brano, Califano lo dedicò all'amico Piero, benché lo avesse scritto pensando al padre Salvatore, componente dell'Esercito Italiano, morto prematuramente quando Franco era ancora un ragazzo. Il tono della canzone è apparentemente freddo verso la morte, ma rivela in realtà solidarietà per la solitudine e rabbia verso l'abbandono, l'indifferenza del mondo e la cattiveria degli uomini. Di fronte all'ingiusta sorte Califano versa lacrime vere pur accettando la fine annunciata di destini già scritti. Califano piange sulle "...due vite violentate..." (la sua e quella dell'amico), non comprendendo come la cattiveria umana possa arrivare ad annientare chi, debole e indifeso, trova riparo e ispirazione nella propria sensibilità, come appunto Califano e Ciampi. Piero Ciampi morì nel 1980, tre anni dopo la pubblicazione del brano.

Anche Vinicio Capossela decide di omaggiare Piero, reinterpretando il brano Adius. Nel 2006, al Teatro Rossini di Lugo di Romagna (Ra), viene presentato lo spettacolo Donne d'amore, la canzone poesia, scritto e interpretato da Michele Fenati, e con la partecipazione (voce recitante) di Sabrina Ruffini. In questo spettacolo viene riproposta e riarrangiato in chiave classica, il brano Io e te Maria[4][5].

Nel febbraio 2006 si è svolto a Livorno il Francisco Festival, manifestazione celebrativa dell'amicizia tra Piero Ciampi e il pittore sardo Francisco D'Intremontes, al secolo Federico Sirigu. A Francisco era dedicata la canzone Ha tutte le carte in regola, da molti erroneamente scambiata per un testo autobiografico.[6] Nel 2008 la cantattrice veneziana Rossella Seno pubblica il CD E il tempo se ne va (Gruppo Art Tape) dove interpreta quattro canzoni di Piero Ciampi tra cui E il tempo se ne va di Ciampi e Marchetti, un inedito con il testo rielaborato da Ezio Alovisi e l'Orchestra di Roma diretta da Gianni Marchetti.

Nel 2009 il cantautore Morgan pubblica il CD Italian Songbook Volume 1 dove interpreta alcune canzoni italiane degli anni '50 e '60. Tra queste vi è Qualcuno tornerà di Piero e Roberto Ciampi, proposte sia nel testo originale in italiano, sia in un adattamento in inglese composto dallo stesso Morgan (titolo That Someone). Nella sua tournée estiva del 2009, Piero Pelù insieme al gruppo Acquaragia Drom canta Il vino in suo tributo. Nello stesso anno il cantautore parmigiano Dente decide di interpretare Tu no al Circolo degli artisti di Roma, in omaggio a Piero Ciampi.

Nel 2010 il compositore Gianni Marchetti pubblica il CD Il mio Piero Ciampi. Musiche di un incontro (Heristal Entertainment) allegato al libro Il mio Piero Ciampi. Pagine di un incontro, che contiene quattro inediti cantati da Assia più uno strumentale, otto versioni strumentali delle canzoni scritte da Marchetti con Ciampi e due cantate da Piero Ciampi, la prima Barbara non c'è del 1971 e l'ultima Due del 1979, rimasta un provino.

Nel 2010 il cantautore folk statunitense Bonnie "Prince" Billy (vero nome Will Oldham) ha omaggiato Piero Ciampi nel suo album The Wonder Show of the World. Il cantautore non specifica quale canzone/i esattamente ma entrambi i testi "Kids" e "That´s what our love is" sembrano ispirate da Litaliano. Nel 2012, nella puntata del 29 novembre di X-Factor, Chiara Galiazzo si è esibita con L'amore è tutto qui. La band italiana Lady Ubuntu esegue dal vivo un omaggio a Piero Ciampi, suonando il brano Adius. Il cantautore italiano Niccolò Contessa , sotto lo pseudonimo de ICani , cita Piero Ciampi nella canzone Storia di un'artista dedicata alle vite maledette di molti artisti contemporanei

Nel 2014 Alessio Boni e Marcello Prayer mettono in scena il reading Amore scalzo, intreccio poetico tra la musica e le parole di Piero Ciampi, al Premio Ciampi 2014; nella stessa edizione del festival il trio jazz formato da Andrea Pellegrini (piano), Nino Pellegrini (contrabbasso) e Michele Vannucci (batteria) eseguono proprie versioni strumentali delle sue canzoni nel concerto dal titolo "Andrea e Nino Pellegrini incontrano Piero Litaliano" al Nuovo Teatro delle Commedie.

La trasmissione radiofonica che fu di Giovanni Guido Elsner (detto Gianni) in diverse radio locali romane, tra cui Radio Radio e Radio Sei omaggiava il titolo del programma con una sua canzone "Te lo faccio vedere chi sono io" che era anche la sigla iniziale perché i due erano molto legati artisticamente sin dagli inizi della sua carriera. Nel 2016 Stella Burns and The Lonesome Rabbits pubblicano una versione inglese del suo brano La polvere si alza, che nella traduzione di Stella Burns diventa While the dust gets up, nell'album Jukebox Songs.

Il 29 aprile 2018, durante la cerimonia pubblica di inaugurazione della targa apposta sulla casa natale di Piero Ciampi in via Roma n.1 a Livorno alla presenza di Gian Franco Reverberi, del sindaco Filippo Nogarin e altre autorità, il trombonista Tony Cattano e il sassofonista Beppe Scardino hanno eseguito Fino all'ultimo minuto dello stesso Reverberi, nell'arrangiamento di Andrea Pellegrini, il primo dalla finestra della casa natale di Ciampi, l'altro dalla finestra della casa natale di Modigliani posta esattamente di fronte. La targa è stata realizzata dal Comitato UNESCO Jazz Day Livorno promosso da Andrea Pellegrini e dalla Banda Città di Livorno col contributo del Comune di Livorno e recita "Qui nacque Piero Ciampi (1934-1980), poeta e cantautore "fino all'ultimo minuto"[7].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
EP
  • 1961 - Fino all'ultimo minuto/Qualcuno tornerà/Autunno a Milano/Hai lasciato a casa il tuo sorriso (CGD, E 6100)
Live
  • 1995 - Live al Tenco '76, inediti e provini (Papiro, PA 0011295)
  • 2010 - E continuo a cantare. Piero Ciampi live (Promo Music/Edel)
Raccolte
Singoli
  • 1961 - Conphiteor/La grotta dell'amore (Bluebell, BB 03044; inciso come Piero Litaliano)
  • 1961 - L'ultima volta che la vidi/Quando il vento si leva (Bluebell, BB 03056; inciso come Piero Litaliano)
  • 1961 - Fino all'ultimo minuto/Qualcuno tornerà (CGD, N 9310; inciso come Piero Litaliano)
  • 1961 - Autunno a Milano/Hai lasciato a casa il tuo sorriso (CGD, N 9311; inciso come Piero Litaliano)
  • 1962 - Confesso/Non siamo tutti eroi (CGD, N 9325; inciso come Piero Litaliano)
  • 1962 - Lungo treno del Sud/Non siamo tutti eroi (CGD, N 9331; inciso come Piero Litaliano)
  • 1962 - Fra cent'anni/Confesso (CGD, N 9369; inciso come Piero Litaliano)
  • 1962 - Alé Alé/Fra cent'anni (CGD, N 9402; inciso come Piero Litaliano)
  • 1963 - Un giorno o l'altro ti lascerò/E va bene (Ariel, NF 501)
  • 1965 - Ho bisogno di vederti/Chieder perdono non è peccato (Ariel, NF 509)
  • 1970 - Tu no/Barbara non c'è (Det, DTP 59)
  • 1971 - L'amore è tutto qui/Il vino (Amico ZF 50173)
  • 1972 - Il giocatore/40 soldati 40 sorelle (Amico ZSLF 50219)
  • 1973 - Io e te, Maria/Te lo faccio vedere chi sono io (Amico ZSLF 50276)
  • 1975 - Andare camminare lavorare/Cristo tra i chitarristi (RCA Italiana TPBO 1081; promo TPBO 1091)
  • 1975 - Andare camminare lavorare/Quando finisce un amore (RCA Italiana TPJB 1101)
  • 1975 - Uffa che noia/Canto una suora (promo, RCA Italiana TPBO 1178)
Tributi

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 53 poesie, Roma, RCA, 1973
  • Canzoni e poesie, Roma, Lato side, 1980.
  • Ho solo la faccia di un uomo. Poesie e racconti inediti, Marano Lagunare, GET, 1985.
  • Tutta l'opera, Milano, Arcana, 1992. ISBN 88-7966-006-3

Rarità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Livorno rimarrà sempre il porto franco della sua anima da zingaro. Una città di repentini addii e fugaci ricongiungimenti. Una tana che Piero dovrà abbandonare una prima volta già nel 1943 dopo il primo tragico bombardamento di Livorno che devastò completamente la zona del porto, causando quasi seimila vittime e costringendo la sua famiglia a riparare nelle campagne pisane.
  2. ^ Per guadagnarsi da vivere vende olio in un deposito all’interno del porto. Poi viene richiamato per il servizio militare, fa il Car a Pesaro dove conosce, fra gli altri, Gianfranco Reverberi
  3. ^ In memoria di Giulio Frezza, su lettoquotidiano.it, 26 aprile 2019. URL consultato il 26 aprile 2019 (archiviato il 26 aprile 2019).
  4. ^ Io e te Maria, su pierociampi.altervista.org.
  5. ^ LUGO - Michele Fenati si esibisce al Teatro Rossini, su romagnaoggi.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  6. ^ Francisco Festival Archiviato il 10 maggio 2006 in Internet Archive.
  7. ^ Piero Ciampi, scoperta la targa alla sua casa natale di via Roma, su il Tirreno. URL consultato il 4 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN77628002 · ISNI (EN0000 0001 0918 318X · SBN IT\ICCU\RAVV\027442 · LCCN (ENn81014541 · GND (DE130559385 · WorldCat Identities (ENn81-014541