Carosello Carosone (film 2021)

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Carosello Carosone
Carosello Carosone (film 2021).png
Renato Carosone (Eduardo Scarpetta)
in una scena del film
Titolo originaleCarosello Carosone
PaeseItalia
Anno2021
Formatofilm TV
Generebiografico
Durata102 min
Lingua originaleitaliano
Rapporto16:9
Crediti
RegiaLucio Pellegrini
SoggettoGiordano Meacci, Francesca Serafini
SceneggiaturaGiordano Meacci, Francesca Serafini
Interpreti e personaggi
FotografiaMarco Bassano
MontaggioNatalie Cristiani
MusicheStefano Bollani
ScenografiaVeronica Rosafio
CostumiValentina Taviani
ProduttoreMatteo Rovere, Sydney Sibilia, Marta Aceto
Produttore esecutivoPaolo Lucarini
Casa di produzioneGroenlandia, Rai Fiction
Prima visione
Data18 marzo 2021
Rete televisivaRai 1

Carosello Carosone è un film per la televisione del 2021 diretto da Lucio Pellegrini e basato sulla vita del musicista Renato Carosone, in omaggio al centenario della sua nascita. È liberamente ispirato al libro biografico Carosonissimo di Federico Vacalebre.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, 1958. Renato Carosone sta provando i brani del concerto che terrà alla Carnegie Hall, dove suonano numerosi artisti di eccezionale rilievo: è la sua consacrazione internazionale e quella del Sestetto, del quale fa parte anche l'eclettico batterista Gegè Di Giacomo. Al piano, Renato ricorda i momenti più importanti della sua vita.

Napoli, 1937. Il diciassettenne Renato si diploma da privatista al Conservatorio di San Pietro a Majella in pianoforte con il maestro Alberto Curci. Per questa occasione suo padre Antonio gli regala un prezioso giradischi, ed è grazie alla musica americana che ascolta per mezzo di esso che Renato trae ispirazione per le proprie composizioni. Dopo un'esperienza a teatro, Renato viene scritturato dal capocomico Aldo Russo, appena tornato dagli Stati Uniti d'America, come pianista-arrangiatore della sua compagnia diretta a Massaua, in Eritrea. La compagnia si esibisce nel ristorante-teatro Da Mario, ma il repertorio interamente napoletano non viene gradito dal pubblico di trasportatori del nord Italia, che preferisce un gruppo di ballerine, e ben presto il gruppo di scioglie. Nel 1940, un anno dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, mentre è diretto ad Asmara con un collega, Renato viene minacciato coi fucili da alcuni indigeni che lo credono una spia, ma si salva suonando la fisarmonica, che i rapitori credevano fosse una ricetrasmittente. Giunto in città, Renato inizia a suonare al Teatro Odeon gestito dal cugino Antonio, ed è proprio all'Odeon che conosce e s'innamora della ballerina veneziana Italia Levidi (che aveva già scorto allo sbarco a Massaua), già madre di un bambino, Pino, che vive a Roma con la nonna. Nonostante ciò, Renato decide di sposarla comunque e di adottarne il figlio dandogli il suo cognome.

Napoli, 1946. Renato torna a casa e presenta la sua nuova famiglia al padre Antonio, al fratello Ottavio e alla sorella Olga. Renato trova la sintesi musicale che cercava: tradizione napoletana e ritmi jazz, e dà vita alla band che rivoluzionerà la musica nostrana. Il successo è immediato e proietta la band in un'avventura che li vede protagonisti nei locali più in voga: dallo Shaker di Napoli fino, nel 1953, allo scintillante Caprice, cuore del jet-set milanese. Il Sestetto viene chiamato a inaugurare le trasmissioni della televisione italiana il 3 gennaio 1954; successivamente il chitarrista olandese Peter Van Wood decide di lasciare la band per dedicarsi alla carriera da solista. La band comincia delle proficue collaborazioni con i parolieri Mariano Rapetti e Nicola Salerno.

La fama è ormai inarrestabile e Renato, dopo numerosi successi riscossi in tutta Europa, parte con il Sestetto per la loro prima tournée oltre confine, che culmina nel trionfo alla Carnegie Hall di New York. Il 7 settembre 1959, Renato annuncia in televisione l'intenzione di ritirarsi dalle scene, passando il testimone a Gegè.

«Quella sera, al culmine del successo, Renato Carosone si ritirò dalle scene per dedicarsi alla famiglia. Tornò a suonare nel 1975. Si spense nel 2001. Non smise mai di suonare. Nessun cantante italiano, fino ad oggi, è stato in testa per tre volte alle classifiche americane. Gegè di Giacomo continuò a suonare in tutta Italia le canzoni di Renato. Dopo una fortunata carriera da solista, Peter Van Wood si dedicò all'astrologia e divenne un amato personaggio televisivo.»

(Epilogo nei titoli di coda)

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film su Renato Carosone, targato Rai, si pone l'obiettivo di raccontare l'avventura professionale del musicista italiano più famoso al mondo.[2] La pellicola prende il nome proprio dal primo album di Renato Carosone e il suo Quartetto, Carosello Carosone, pubblicato nel 1954.

Le riprese si sono svolte tra le città di Napoli e Roma nel mese di ottobre 2020.[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato trasmesso in prima visione su Rai 1 il 18 marzo 2021, registrando una media di 5 518 000 telespettatori pari al 22,9% di share.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Su Rai1 il film tv "Carosello Carosone", su Rai Ufficio Stampa, rai, 12 marzo 2021. URL consultato il 14 marzo 2021 (archiviato il 18 marzo 2021).
  2. ^ Il film tv Carosello Carosone su Rai 1, su TVserial.it, 18 marzo 2021. URL consultato il 25 febbraio 2021 (archiviato il 5 marzo 2021).
  3. ^ Katia Russo, Carosello Carosone, in primavera il film tv su Renato Carosone, su Informazione Oggi, 26 gennaio 2021. URL consultato il 25 febbraio 2021 (archiviato il 27 gennaio 2021).
  4. ^ Mattia Buonocore, Ascolti TV - Giovedì 18 marzo 2021. Carosone vince con il 22.9% (5,5 mln), L’Isola cala al 17.9% (3 mln), su Davide Maggio, 19 marzo 2021. URL consultato il 19 marzo 2021 (archiviato il 19 marzo 2021).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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