Canis lupus pallipes

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Lupo grigio indiano
Wolf in Jaipur zoo (1).jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. lupus
Sottospecie C. l. pallipes
Nomenclatura trinomiale
Canis lupus pallipes
Sykes, 1831

Il lupo grigio indiano (Canis lupus pallipes) è una sottospecie di lupo grigio che vive tra Israele e il subcontinente indiano. È intermedio in grandezza tra il lupo grigio tibetano e il lupo grigio arabo, però gli manca la borra invernale soffice del primo.[1] Le analisi genomiche indicano che la popolazione in India possiede due aplotipi filogeneticamente basali in confronto a tutti i lupi grigi attuali, tranne quelli dell'Himalaya, ed è stato proposto di classificarlo come una specie a parte.[2][3]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Fu prima descritto scientificamente nel 1831 dall'ornitologo bretannico William Henry Sykes, che lo battezzò Canis pallipes (ovvero, cane dai piedi bianchi).[4] Nel 1941, Reginald Pocock lo sobbordinò alla specie Canis lupus, dandolo il trinomiale Canis lupus pallipes.[1]

Nel subcontinente indiano, l'animale consiste in due aplogruppi strettamente imparentate indigene delle zone aride e semiaride delle pianura peninsolari dell'India.[3] Nel 2009, fu proposto di rinnominare queste popolazioni Canis indica, effettivamente dandogli lo stato di specie a parte del lupo grigio.[5] Il comitato della nomenclatura di CITES sconsigliò l'azione, ma propose di aggiungere il nome nel database della sottospecie come sinonimo tassonomico.[6] La proposta fu basata su un singolo studio[3] basatosi su un numero limitato di esemplari nei musei che potrebbero non rappresentare la popolazione attuale.[7]

Prima di questo, due studi avevano scoperto attraverso lo sequenziamento del DNA mitocondriale che il lupo indiano è più basale delle altre sottospecie di lupo grigio, tranne quelle dell'Himalaya, che sono ancora più antiche.[2][3] Ulteriori studi comparativi delle sequenze geniche dei lupi confermarono questa posizione basale.[8][9][10] Uno di questi studi, basato su una stima sulla divergenza delle stirpi di lupi e coyote a base dei reperti fossili, giunse alla conclusione che il lupo indiano si diversificò dalla stirpe degli altri lupi e i cani domestici 400,000 anni fa.[2] Un ulteriore studio che espresse scetticismo sull'analisi precedente fornì una cronologia meno elevata di 270,000 anni fa.[3] L'albero filogenetico illustrato sotto dimostra la posizione filogenetica dell'animale, incluso la sua data di divergenza:

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Cane Yakutian laika.jpg


 

Lupo grigio europeo Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate I).jpg



 

Lupo grigio indiano 270,000 BP[3] Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate IV).jpg



 

Lupo grigio dell'Himalaya 630,000 BP[3] Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate III).jpg



 

Coyote 1.1 milioni BP[11] Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate IX).jpg



 

Sciacallo dorato 1.9 milioni BP[11] Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate X).jpg







Attualmente, la MSW[12] non riconosce C. indica, ma lo riconoscono NCBI e GenBank.[13]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È simile al lupo grigio europeo, ma più piccolo, meno robusto, e possiede il pelo più corto, con una borra quasi assente.[14] I maschi e le femmine adulte pesano 19-25 chili e 17-22 chili rispettivamente, e misurano 103-145 cm di lunghezza e 57-72 cm al garrese.[15] Simile al lupo grigio arabo, ha un manto estivo corto e grossolano, sebbene il pelo della schiena rimanga lungo anche durante l'estate, un adattamento che potrebbe essere in risposta alle radiazioni solari intense del suo areale.[16] Il manto è generalmente d'un colore grigio-rossastro o rosso-biancastro con sfrumature grige. I peli sono hanno sfumature nere sul dorso, che dimostra una macchia a forma di V intorno alle spalle. Gli arti sono più chiari del corpo, e il torace e l'addome sono quasi bianchi.[17] I cuccioli nascono con una pelliccia marrone-cenerino, con una macchia bianca sul torace che sparisce con l'età.[14] Gli esemplari melanici sono rari, ma sono stati segnalati in Ladakh,[15] nel distretto di Solapur e due regioni d'Iran. In quest'ultimo, la mutazione fu trovata d'essere un fenomeno naturale, contrariamente a ciò che è accaduto nei lupi nordamericani, che derivono l'allele Kb (responsabile del manto nero) da antichi incrociamenti con i cani.[18][19]

In comportamento, non diferisce tanto dalle altre sottospecie di lupo grigio, sebbene vive di norma in branchi relativamente piccoli che raramente superano i 6-8 individui. È noto anche di essere meno vocale,[14] ululando solo raramente.[17] Almeno un esemplare solitario è stato segnalato associandosi con una coppia di cuon alpini nel Debrigarh Wildlife Sanctuary.[20] Tende a riprodursi dall'ottobre fino al tardo dicembre, partorendo nelle fosse o nelle gravine.[17] Si nutre principalmente di antilopi, roditori e lepri.[21] Quando caccia le antilopi agisce tipicamente in coppia, con un lupo a fungere da distrazione mentre l'altro attacca la preda alle spalle.[14]

Areale e status attuale[modifica | modifica wikitesto]

I lupi erano comuni nella terra santa all'est e ovest del Giordano. Diminuirono notevolmente tra il 1964 e il 1980 grazie alla persecuzione da parte dei pastori.[22] Attualmente, le leggi ambientali in Israele aiutono a mantenere una popolazione di lupi abbastanza elevata, che si diffonde in paesi confinanti. La Turchia potrebbe giocare un ruolo importante nella regione, dato la sua contiguità con l'Asia centrale. Le montagne di Turchia sono un rifugio importante per i pochi lupi rimasti in Siria. Una piccola popolazione di lupi è presente nelle alture del Golan, dove viene protetto indirettamente dalle attività militari nella zona.[23] Sebbene i lupi in Turchia non sono protetti al livello legale, potrebbero consistere in circa 7,000 esemplari.[24]

Non ci sono molti dati sui lupi in Iran, sebbene la specie esisteva in tutto lo stato in bassi numeri durante gli anni settanta.[23] Censimenti sui numeri di lupi in Iran non sono disponibili, ma si sa che sono assenti solo nel deserto centrale e Dasht-e Lut. I lupi in Iran continuano a soffrire dalla distruzione ambientale, il bracconaggio e la perdità di prede.[25][26]

Le regioni settentrionali dell'Afganistan e Pakistan sono rifugi importanti per il lupo. Si stima che ci siano circa 300 lupi in una zona grande 60,000 chilometri quadrati di Jammu e Kashmir nell'India settentrionale e ancora cinquanta altri nell'Himachal Pradesh.[23] Gli indù tradizionalmente non cacciano i lupi, persino quelli pericolosi, siccome credono che abbatterne uno può causare uno scarso raccolto. I Santals però non li considerano speciali, e li cacciano come qualsiasi altra selvaggina.[27] Durante l'amministrazione bretannica, i lupi non erano considerati animali da sport, e venivano abbattuti principalmente per rispondere agli attacchi sulla selvaggina, il bestiame e gli umani. Nel 1876, negli stati della frontiera nordoccidentale e Bihar, furono abbattuti 2,825 lupi dopo che questi uccisero 721 persone.[28] Due anni dopo, ne furono abbattuti 2,600 dopo una serie di aggressioni che risultarono nella morte di 624 persone.[29] Negli anni venti, lo sterminio dei lupi rimase una priorità nelle province nordoccidentali e Awadh. In tutto, furono uccisi 100,000 lupi nell'India bretannica tra il 1871 e il 1916.[28] Attualmente in India, i lupi sono distribuiti attraverso gli stati di Gujarat, Rajasthan, Haryana, Uttar Pradesh, Madhya Pradesh, Maharashtra, Karnataka e Andhra Pradesh. Nel 2004, fu stimato che ci fossero circa 2000-3000 in India.[30] Si trovano soprattutto al di fuori delle riserve protette, e si cibano principalmente di bestiame come pecore e capre. Caccia ancora predominantemente le prede selvatiche in alcune zone protette, come nel parco nazionale di Velavadar e Panna.[31] Sebbene è stato protetto sin dal 1972, i lupi in India sono classificati come specie in pericolo, con tante popolazioni rimanendo piccole o vivendo in zone sfruttate dagli umani. Benché sia presente in Nepal e Bhutan, non ci sono dati sui lupi in questi stati.[23]

Relazioni con gli umani[modifica | modifica wikitesto]

Aggressioni[modifica | modifica wikitesto]

Il lupo indiano ha una lunga storia di predazione sui bambini, un fenomeno nominato child-lifting. Nel 1878, 624 persone furono uccise da lupi nell'Uttar Pradesh, e 14 altri furono uccisi in Bengala durante lo stesso periodo.[32] Nel 1990, 285 persone furono uccise nelle province centrali e Berar.[33] Tra il 1910 e 1915, i lupi uccisero 115 bambini in Hazaribag, mentre 122 ne furono uccisi nella stessa zona nel 1980-1986. In Janpur, il distretto di Pratapgarh e Sultanpur nell'Uttar Pradesh, i lupi uccisero 21 bambini e ferirono 16 altri da marzo-luglio del 1996. Nel 1993-1995, cinque branchi di lupi attaccarono 80 bambini, 20 di ciò furono salvati, nei distretti di Koderma e Latehar. Le vittime furono attaccate principlamente durante l'estate di sera, spesso nei villaggi.[32]

Le aggressioni da parte dei lupi sono segnalati in Iran da millenni. Come nel caso d'India, sono stati segnalati molti casi in cui i lupi hanno aggredito i bambini. Ogni tanto è stato attaccato persino un adulto, come nel caso in cui un poliziotto fu abbattuto e divorato da tre lupi quando si è smontato dal cavallo.[34] Nel 2005, un lupo aggredì fatalmente un senzatetto di fronte a vari testimoni nel villaggio di Vali Asr, Mazandaran.[35] Nel tardo 2008, un lupo fu soffocato a morte quando tentò di attaccare una anziana nel cimitero di Kashan.[36]

Nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

I lupi appaiono ogni tanto nella mitologia indiana. Nell'Harivaṃśa, Kṛṣṇa crea dei lupi dai suoi peli per costringere il popolo di Vraja di migrare a Vrindavan.[37] Nel Rigveda, Rijrsava viene accecato da suo padre per aver dato 101 dei montoni di sua famiglia a una lupa, che prega agli ashvin di restituirgli la vista.[38] Bhima, il vorace figlio di Vāyu, viene spesso chiamato "colui dallo stomaco di lupo".[39]

Il lupo ha una reputazione ambivalente nella cultura dell'Iran, essendo demonizzato negli Avesta come una creazione di Arimane,[38] e ancora utilizzato oggi come personaggio nefasto nei racconti per bambini.[40]

I lupi d'india svolgono un ruolo importante ne Il libro della giungla di Rudyard Kipling, in cui un branco chiamato "popolo libero" nel Seoni adotta il cucciolo di uomo Mowgli, insegnandolo la legge della giungla e proteggendolo dalla tigre Shere Khan e i dhole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pocock, R. I. (1941), Fauna of British India: Mammals volume 2, Taylor & Francis, pp. 82-94
  2. ^ a b c Sharma, D. K.; Maldonado, J. E.; Jhala, Y. V.; Fleischer, R. C. (2004). "Ancient wolf lineages in India". Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences. 271 (Suppl 3): S1–S4. doi:10.1098/rsbl.2003.0071. PMC 1809981Freely accessible. PMID 15101402
  3. ^ a b c d e f g Aggarwal, R. K.; Kivisild, T.; Ramadevi, J.; Singh, L. (2007). "Mitochondrial DNA coding region sequences support the phylogenetic distinction of two Indian wolf species". Journal of Zoological Systematics and Evolutionary Research. 45 (2): 163–172. doi:10.1111/j.1439-0469.2006.00400.x.
  4. ^ William H. Sykes, Catalogue of the Mammalia of Dukun (Deccan); with observations on the habits, etc., and characters of new species., in Proceedings of the Committee of Science and Correspondence of the Zoological Society of London 1830–1831, I, London, Zoological Society of London, 1831, p. 101. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  5. ^ "Nomenclatural Matters. Twenty-fourth meeting of the Animals Committee Geneva, (Switzerland), 20–24 April 2009, AC24 Doc. 13 Rev. 1 Annex 1" (PDF). CITES. 2009. p. 3.
  6. ^ "Summary Record. Twenty-fourth meeting of the Animals Committee Geneva, (Switzerland), 20–24 April 2009, AC24 Summary Record". CITES. 2009. p. 28.
  7. ^ Shrotriya, Lyngdoh, Habib (October 25, 2012). "Wolves in Trans-Himalayas: 165 years of taxonomic confusion". Current Science. 103 (8).
  8. ^ J. A. Leonard, C Vilà, K Fox-Dobbs, P. L. Koch, R. K. Wayne e B Van Valkenburgh, Megafaunal extinctions and the disappearance of a specialized wolf ecomorph (PDF), in Current Biology, vol. 17, nº 13, 2007, pp. 1146–50, DOI:10.1016/j.cub.2007.05.072, PMID 17583509.
  9. ^ M. G. Pilot, W. Branicki, W. O. Jędrzejewski, J. Goszczyński, B. A. Jędrzejewska, I. Dykyy, M. Shkvyrya e E. Tsingarska, Phylogeographic history of grey wolves in Europe, in BMC Evolutionary Biology, vol. 10, 2010, pp. 104, DOI:10.1186/1471-2148-10-104, PMC 2873414, PMID 20409299.
  10. ^ Erik Ersmark, Cornelya F. C. Klütsch, Yvonne L. Chan, Mikkel-Holger S. Sinding, Steven R. Fain, Natalia A. Illarionova, Mattias Oskarsson, Mathias Uhlén, Ya-Ping Zhang, Love Dalén e Peter Savolainen, From the Past to the Present: Wolf Phylogeography and Demographic History Based on the Mitochondrial Control Region, in Frontiers in Ecology and Evolution, vol. 4, 2016, DOI:10.3389/fevo.2016.00134.
  11. ^ a b K.-P. Koepfli, J. Pollinger, R. Godinho, J. Robinson, A. Lea, S. Hendricks, R. M. Schweizer, O. Thalmann, P. Silva, Z. Fan, A. A. Yurchenko, P. Dobrynin, A. Makunin, J. A. Cahill, B. Shapiro, F. Álvares, J. C. Brito, E. Geffen, J. A. Leonard, K. M. Helgen, W. E. Johnson, S. J. O’Brien, B. Van Valkenburgh e R. K. Wayne, Genome-wide Evidence Reveals that African and Eurasian Golden Jackals Are Distinct Species, in Current Biology, vol. 25, 17 agosto 2015, DOI:10.1016/j.cub.2015.06.060.
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  22. ^ Qumsiyeh, Mazin B. (1996). Mammals of the Holy Land. Texas Tech University Press, pp. 146–148, ISBN 089672364X
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  24. ^ Pierre Zuppiroli e Lise Donnez, An Interview with Ozgun Emre Can on the Wolves in Turkey (PDF), in UKWCT, vol. 26, 2006, pp. 8–9. (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2011).
  25. ^ Khosravi, R. et al. (2012). "Morphometric variations of the skull in the Gray Wolf (Canis lupus) in Iran", Acta Theriol DOI10.1007/s13364-012-0089-6
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  29. ^ Michael Bright, Man-Eaters, New York, St. Martin's Paperbacks, 2002, p. 304, ISBN 0-312-98156-2.
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  40. ^ Humphreys, P. & Kahrom, E. (1999). Lion and Gazelle: The Mammals and Birds of Iran. I.B.Tauris. pp. 88-9. ISBN 1860642292

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