Cuon alpinus

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« Nel cacciare rassomiglia al tutto al lupo, ma se ne distingue per un gran coraggio e per una sociabilità amichevole. »
(Alfred Edmund Brehm[1])
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Cuon alpino
Not a fox.png
Cuon nello zoo di Trégomeur
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Caniformia
Famiglia Canidae
Genere Cuon
Hodgson, 1838
Specie C. alpinus
Nomenclatura binomiale
Cuon alpinus
(Pallas[3], 1811)
Areale

Cuon-alpinus-map.png

Il cuon alpino (Cuon alpinus Pallas, 1811), detto anche cane rosso, cane selvatico asiatico o semplicemente cuon, è un canide indigeno dell Asia Centrale, meridionale e sudorientale. È geneticamente vicino ai canidi del genere Canis,[4] sebbene il suo cranio sia di profilo concavo, gli manca un terzo molare inferiore,[5] e i suoi molari superiori sono forniti d'una sola cuspide invece che 2-4.[6] L'areale del cuon era molto più vasto durante il Pleistocene, inglobando quasi tutta l'Eurasia e il Nordamerica, ma venne ristretto al suo areale attuale 12,000-18,000 anni fa.[7]

Il cuon è un animale altamente sociale, vivendo in grandi clan senza gerarchie rigide[8] e contenendo molteplici femmine riproduttive.[9] Tali clan consistono normalmente di 12 individui, ma gruppi di quaranta sono stati segnalati.[10] È un cacciatore sociale diurno che dimostra una preferenza per gli ungulati di taglia media e grande.[11] Nelle foreste tropicali, il cuon condivide il suo habitat con le tigri e i leopardi, evitando gli scontri con essi attaccando prede diverse.[12]

La IUCN classifica il cuon come specie in pericolo, siccome la sua popolazione è in declino, con meno di 2,500 esemplari adulti. I fattori contribuenti a questo declino includono la distruzione ambientale, la scarsità di prede, la concorrenza con altri predatori, e le malattie contratte dai cani domestici.[2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a "cuon", l'animale ha un numero di sinonimi, inclusi "dhole", "colsun", "buansu", e "adjag".[13] Il nome "cuon" deriva dal greco κύων, cioè "cane",[14] mentre l'etimologia di "dhole" è più incerta. Il suo primo utilizzo stampato fu nel 1808 in un resoconto scritto dal soldato britannico Thomas Williamson, che incontrò l'animale nel distretto di Ramgarh, dichiarando che "dhole" fosse un nome locale comune.[15] Nel 1827, Charles Hamilton Smith scrisse che la parola derivava da una lingua parlata in "varie zone dell'oriente".[16] Due anni dopo, Smith collegò la parola col turco deli (folle, pazzo), e lo paragonò erroneamente coll'anglosassone dol e l'olandese dul,[17] sebbene questi ultimi due derivano invece dal protogermanico *dwalaz (stupido, cretino).[18] Richard Lydekker, scrivendo quasi 80 anni dopo, dichiarò che la parola non era usata dagli indigeni nell'areale della specie.[19] Secondo il dizionario Merriam-Webster, la parola potrebbe derivare da tōḷa, la parola kannada per lupo.[20]

Scoperta, storia e tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Tigre braccata da cani selvatici (1807) di Samuel Howitt. Questo rapresenta uno delle prime illustrazioni della specie, sebbene prende troppo alla lettera le descrizioni di Thomas Williamson, che lo paragonò a un cane pariah.

La prima attestazione scritta sulla specie fu nel 1794 da un esploratore di nome Pesteref, che incontrò i cuon durante i suoi viaggi nell'estremo oriente russo. Lo descrisse come un predatore sociale, simile allo sciacallo dorato, che si nutre di stambecchi alpini. Peter Pallas gli diede il nome binomiale Canis alpinus nel 1811, scrivendo che il suo areale inglobava l'Udskoi Ostrog settentrionale nell'attuale Oblast' dell'Amur, verso il lato orientale del Lena, sebbene scrisse che appariva anche intorno l'Enisej, e che ogni tanto oltrepassava il confine cinese.[21] Questo areale russo settentrionale è molto più a nord che attestato attualmente per la specie.[6] Il naturalista britannico Brian Hodgson diede al cuon il nome binomiale Canis primaevus, e propose che si trattasse del progenitore del cane.[22] Hodgson riconobbe dopo le differenze fisiche separando il cuon dal genere Canis, e lo assegnò il nome generico Cuon.[23]

Illustrazione (1859) di Leopold von Schrenck, uno delle prime rapresentazioni affidabili della specie, basato su una pelliccia comprata nel villaggio di Dšare presso l'Amur.[24]

Il primo studio sull'origine della specie fu opera del paleontologo Erich Thenius, che concluse che il cuon fosse un discendente d'un antenato simile allo sciacallo dorato apparso dopo il Pleistocene.[25] Il membro del genere Cuon più antico attualmente conosciuto è il C. majori della Cina Villafranchiana. C. majori riteneva più tratti con i canidi del genere Canis che alla specie attuale, che possiede molari ridotti con cuspidi forniti di punte taglienti. C. majori perse l'ultimo molare inferiore nell'Ioniano inferiore, con la specie moderna originando durante l'Ioniano superiore, quando il molare inferiore rimasto divenne un dente dal singolo cuspide tagliente. I cuon dell'Ioniano superiore erano praticamente indistinguibili dai loro discendenti, tranne che per la loro superiore grandezza, che si avvicinava a quella del lupo grigio. Il cuon si estinse in gran parte del suo areale europeo durante l'ultimo periodo glaciale,[26] sebbene continuò a resistere fino all'Olocene inferiore nella penisola iberica[27] e presso il Riparo Fredian nell'Italia settentrionale.[28] Il vasto areale pleistocenico di questa specie includeva anche numerose isole asiatiche in cui oggi è estinta, incluso lo Sri Lanka, Borneo, e possibilmente Palawan.[29][30][31][32] I reperti fossili indicano che viveva anche nel Nordamerica, con i suoi resti rinvenuti in Beringia e nel Messico.[33]

Ossa d'un cuon europeo trovate nella Cova Negra de Játiva nella Valencia, risalenti all'ultimo periodo glaciale.

La morfologia particolare del cuon è stata fonte di confusione nel determinare la posizione sistematica della specie tra i canidi. George Simpson lo mise nella sottofamiglia Simocyoninae, accanto al licaone e lo speoto, dato la loro dentatura simile.[34] Ulteriori studi dimostrarono che il cuon ha più in comune con i canidi del genere Canis che al licaone e lo speoto, con qualsiasi somiglianza con gli ultimi dovuto alla evoluzione convergente.[5] Uno studio sul genoma dei canidi rivelò che entrambi il cuon e il licaone sono strettamente imparentati con i lupi grigi, i coyote, i lupi africani, gli sciacalli dorati e i lupi etiopi che lo sono i più filogeneticamente basali sciacalli dalla gualdrappa e striati.[4] La parentela con Canis potrebbe essere stato confermato in una menagerie del Madras, dove lo zoologo Reginald Pocock descrisse un evento in cui un cuon si era incrociato con uno sciacallo dorato.[35]

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Cane Yakutian laika.jpg


 

Lupo grigio Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate I).jpg



 

Coyote Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate IX).jpg



 

Lupo africano Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate XI).jpg



 

Sciacallo dorato Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate X).jpg



 

Lupo etiope Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate VI).jpg



 

Cuon Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate XLI).jpg



 

Licaone Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate XLIV).jpg



 
 
 

Sciacallo striato Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate XIII).jpg


 

Sciacallo dalla gualdrappa Dogs, jackals, wolves, and foxes (Plate XII).jpg






Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, furono riconosciute 10 sottospecie.[36] Attualmente, la MSW3[37] ne riconosce solo tre.[3]

Sottospecie Immagine Autorità Nome comune Descrizione Areale Sinonimi
C. a. alpinus Keulmans Cuon alpinus dukhunensis.png Pallas, 1811 Cuon rutilano Sottospecie grande con manto rosso intenso e un cranio snello.[6] Estremo oriente russo, Mongolia, Cina, Nepal, subcontinente indiano, Bhutan, Birmania, Indocina e Giava. adustus (Pocock, 1941), antiquus (Matthew & Granger, 1923), clamitans (Heude, 1892), dukhunensis (Sykes, 1831), fumosus (Pocock, 1936), grayiformis (Hodgson, 1863), infuscus (Pocock, 1936), javanicus (Desmarest, 1820), laniger (Pocock, 1936), lepturus (Heude, 1892), primaevus (Hodgson, 1833), rutilans (Müller, 1839)
C. a. hesperius Keulmans Cuon alpinus alpinus.png Afanasjev e Zolotarev, 1935 Cuon del Tien Shan Più piccolo di C. a. alpinus, con un manto più chiaro e un cranio più largo.[6] Monti Altaj, Tien Shan e possibilmente Pamir e Kashmir jason (Pocock, 1936)
C. a. sumatrensis Keulemans Cuon alpinus javanicus.png Hardwicke, 1821 Cuon di Sumatra Sottospecie con pelo corto e ispido senza borra, e piedi quasi neri.[38] Sumatra

Gli studi sul DNA mitocondriale e i microsatelliti del cuon dimostrano però che non ci sono distinzioni razziali notevoli. Tuttavia, sono stati scoperti due gruppi filogeografici di cuon sull'entroterra asiatico che probabilmente si divisero durante un periodo glaciale. Una di queste popolazioni si estende dall'India meridionale, centrale e settentrionale (al sud del Gange) fino a Birmania, mentre l'altro si estende dall'India a nord del Gange all'India nordorientale, Birmania, Tailandia, e la penisola malese. L'origine dei cuon presenti in Sumatra e Java è ancora incerto, siccome dimostrano più parentela con i cuon dell'India, la Birmania e la Cina invece che alle popolazioni della Malesia. Nell'assenza di ulteriori dati, i ricercatori hanno teorizzato che i cuon di Sumatra e Java potrebbero essere stati introdotti nelle isola dagli umani.[39]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Teschio e molari, illustrazione di St. George Mivart (1890).

Il cuon è stato descritto sia come una combinazione del lupo grigio e la volpe rossa,[6] sia come un canide dai tratti felini, siccome ha la schiena lunga e gli arti snelli.[25] Ha un cranio largo e robusto con una cresta sagittale elevata,[6] e i suoi masseteri sono altamente sviluppati in confronto a quelli degli altri canidi, dando alla faccia dell'animale un aspetto da iena.[40] Il suo rostro è più corto di quello del cane e la maggior parte degli altri canidi.[10] La specie è fornita di sei invece che sette molari inferiori.[41] I molari superiori sono meno robusti rispetto a quelli del lupo, avendo solo una cuspide invece che 2-4 come gli altri canidi,[6] un adattamento che si ritiene migliori la capacità tagliente, così permettendo al cuon di competere con successo contro i concorrenti sulle carcasse.[11] Gli adulti possono pesare 18 chili, con le femmine pesando circa 4.5 chili di meno dei maschi. È alto 43-56 cm alla spalla, e misura 0.91 metri di lunghezza. Come il licaone, le sue orecchie sono arrotondate invece che appuntite.[41] È fornito di 6-7 pai di mammelle, a volte anche otto.[6]

Il tono generale della pelliccia è rossiccia, con le sfumature più intense ottenute durante l'inverno. Nel manto invernale, la schiena è coperta d'un colore rosso rugine saturato con sfumature brunastre lungo la testa, il collo e le spalle. La gola, il torace, i fianchi, l'addome e le parti superiori degli arti sono più giallastre. Le parti inferiori degli arti sono biancastri, con segni bruni scuri sui lati srontali delle zampe anteriori. Il muso e la fronte sono grigi-rossicci. La coda è molto folta e pelosa, di un colore generalmente rosso ocra con una punta marrone scura. Il manto estatale è più corto, grossolano e scuro.[6] I peli di guardia laterali e dorsali negli adulti misurano 2-3 cm. I cuon dello zoo di Mosca fanno la muta una volta all'anno, da marzo a maggio.[10]

Il cuon emette fischi simili ai richiami della volpe rossa, a volte trascritte come coo-coo. Come questo suono sia prodotto è sconosciuto,[42] siccome le sue corde vocali non diferiscono tanto da quelle della volpe rossa che non emette tali suoni,[43] ma si ritiene aiuti a coordinare i membri del clan quando viaggiano nelle foreste fitte. Quando attacca una preda, emette un suono descritto come un KaKaKaKAA stridolante.[42] Altri suoni includono gemiti (quando pregano per il cibo), ringhi (per minacciare), urla, schiamazzi (entrambi chiami d'allarme) e guaiti.[44] Contrariamente ai lupi, i cuon non ululano o abbaiano.[6] Il cuon ha un linguaggio del corpo complesso. I saluti amichevoli o sottomissivi sono accompagnati dalla leccature, la ritrazione delle labbra e l'abbassamento della coda. I cuon giocherelloni fanno un incono accompagnato dall'apertura della bocca con le labbra ritratte e la coda tenuta verticalmente. I cuon aggressivi o minacciosi grinzano le labbra avanti in un ringhio e alzano i peli del dorso, tenendo la coda orizzontale o verticale. Quando hanno paura, i cuon ritraggono le labbra indietro, con la coda tra le gambe e le orecchie abbassate.[45]

Ecologia e comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento e territorialità[modifica | modifica wikitesto]

Cuon nell'atto di giocare, Pench Tiger Reserve.

Il cuon è più sociale del lupo grigio,[6] non avendo lo stesso livello di gerarchia sociale, siccome la scarsità stagionale di cibo non è un problema così serio per esso in confronto al lupo. In questa maniera, ha più in comune con il licaone in termini di sociabilità.[8] Il nome collettivo del cuon è "clan" invece che "branco", siccome quest'ultimo termine fa riferimento a un gruppo di animali che cacciano sempre insieme. In contrasto, i clan di cuon spesso si dividono in gruppi di 3-5 esemplari, specialmente durante la primavera, siccome questo è il numero ideale per catturare i giovani ungulati.[46] I capobranchi sono difficili d'identificare, siccome non utilizzano posture di dominanza come fanno i lupi, sebbene i subordinati dimostrano comportamenti sottomissivi al loro riguardo.[9] Le lotte entro il clan sono rare.[47] Il cuon è molto meno territoriale del lupo, con i cuccioli d'un clan potendo unirsi a un altro senza problemi una volta raggiunti la maturità sessuale.[48] In India, i clan tipicamente consistono in 5-12 individui, sebbene sono stati segnati clan contenenti 40 esemplari. In Tailandia, i clan raramente superano i tre individui.[10] Contrariamente agli altri canidi, non ci sono prove che i cuon usino l'orina per marcare il loro territorio. Quando orinano, i cuon, soprattutto i maschi, alzano entrambe le zampe posteriori, assumendo una postura quasi verticale a testa in giù. Questo comportamento si è visto anche negli speoti.[49] La defecazione non sembra svolgere un ruolo territoriale, siccome le feci sono per la maggior parte depositate in latrine nell'interno del territorio invece che alle periferie. Non grattano il terreno come fanno gli altri canidi per depositare il loro odore.[45]

Tane[modifica | modifica wikitesto]

Sono state descritte quattro tipi di tane utilizzate dal cuon: una semplice tana di terriccio con una sola entrata (solitamente trattandosi della tana abbandonata e ristrutturata di iena striata o istrice); una tana cavernosa e complessa con più di una entrata; una tana semplice cavernosa scavata sotto o tra le rocce; e una tana cavernosa complessa con altre tane interconnesse. Le tane solitamente si trovano sotto boscaglia fitta o sulle rive dei fiumi prosciugati. L'entrata d'una tana può essere verticale, con una caduta improvvisa lunga un metro e mezzo. Il tunnel si apre in un antecamere, da cui si estendono più d'un passaggio. Certe tane possono contenere sei entrate conducendo a 30 metri di corridoi interconnessi. Queste "città" sotterranee sono a volte scavate da molteplici generazioni di cuon, e sono occupate dalle femmine del clan, che condividono la cura della prole.[50] Come i licaoni e i dingo, i cuon evitano di abbattere prede presso le loro tane.[51]

Riproduzione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

In India, la stagione degli amori accade tra ottobre e gennaio, mentre i cuon nello zoo di Mosca si riproducono solitamente in febbraio.[10] Al contrario dei branchi di lupi, un clan di cuon può contenere più di una femmina riproduttiva.[9] Non è insolito per le femmine condividere una tana insieme con le loro cucciolate rispettive.[47] Durante l'accoppiamento, la femmina assume una postura accovacciata felina. Al contrario degli altri canidi, il maschio non rimane attaccato alla femmina dopo la monta. La coppia invece si sdraiano sui fianchi, affacciandosi in una formazione semicircolare.[52] La gravidanza dura 60-63 giorni, con le cucciolate solitamente consistendo in 4-6 cuccioli.[10] La loro crescita è più veloce di quella del lupo, paragonabile con quella del coyote. I cuccioli sono allattati per almeno 58 giorni. Durante questo periodo, il clan nutre la madre nella tana. Una volta comminciato lo svezzamento, gli adulti rigurgitano cibo per i cuccioli fino a che sono abbastanza cresciuti per partecipare nella caccia. Rimangono presso la tana per 70-80 giorni. All'età di sei mesi, i cuccioli accompagnano gli adulti nelle cacce, potendo assistere all'abbattimento delle prede grandi come i sambar all'età di otto mesi.[51] In cattività, la longevità massima è 15-16 anni.[47]

Comportamenti venatori[modifica | modifica wikitesto]

Cuon attaccando un sambar, parco nazionale di Bandipore.

Prima d'una battuta di caccia, i membri del clan si annusano a vicenda, strofinandosi i corpi e montandosi etero e omosessualmente.[53] Il cuon è principalmente un cacciatore diurno, cacciando durante le prime ore del mattino. Cacciano solo raramente di notte, e solo quando c'è luna piena, così indicando che la vista è un senso importante nel rintracciare le prede.[54] Sebbene non sia veloce come lo sciacallo o la volpe, può inseguire una preda per molte ore.[6] Durante un inseguimento, uno o due cuon possono prendere l'iniziativa nella caccia, mentre gli altri mantengono un passo meno elevato, assumendo la guida quando l'altro gruppo si stanca. La maggior parte degli inseguimenti non durano molto, raramente superando i cinquecento metri.[55] Quando inseguono prede veloci, i cuon corrono a una velocità di trenta metri all'ora.[6] I cuon spesso spingono le prede verso l'acqua, in cui i suoi movimenti sono rallentati.[56]

Una volta immobilizzata una preda grande, un cuon lo afferra per il naso, mentre il resto del clan lo abbatte tirandolo per i fianchi e il posteriore, disdegnando di afferrarla per la gola.[57] Sono stati noti ad occasionalmente cecare le prede attaccandogli gli occhi.[58] I capricorni sono fra le uniche prede capaci di difendersi efficacemente contro i cuon, grazie alla loro pelle spessa, il loro pelo folto e corna affilate capaci d'impalare un cuon.[19] Lacerano i fianchi della preda, sventrandola, e consumano il cuore, il fegato, i polmoni e porzioni dell'intestino. Lo stomaco e il rumine vengono solitamente lasciati.[59] Prede pesanti meno di 50 chili normalmente cedono dopo due minuti, mentre i grandi cervi possono resistere fino a quindici minuti prima di morire. Una volta uccisa la preda, i cuon strappano pezzi di carne per mangiarle in solitudine.[60] Al contrario dei branchi di lupi, in cui la coppia riproduttiva monopolizza il le parti migliori della carcassa, i cuon danno priorità al benessere dei cuccioli durante il pasto, permettendogli di mangiare per primi.[9] Sono generalmente tolleranti verso gli animali spazzini che li accompagnano su una carcassa.[61]

Dieta[modifica | modifica wikitesto]

Branco di cuon cibandosi d'un cervo pomellato, Bandipur National Park.

Prede in India includono i cervi pomellati, i sambar, i muntjak, i tragulidi, i barasinga, i cinghiali, i gaur, i bufali d'acqua, i banteng, i bovini, i nilgai, le capre, le lepri indiane, i ratti dell'himalaya, e i colobi.[10][35][62] In Kashmir, cacciano i markhor,[35] mentre in Birmania la preda principale è il tameng.[10] I cuon di Sumatra cacciano i tapiri dalla gualdrappa, mentre quelli di Giava attaccano il sambar dalla criniera.[11] Nel Tien Shan e i monti Tarbagatai, i cuon si cibano di stambecchi siberiani, arkhar, caprioli, maral, e cinghiali. Nei monti Altaj e Sajany, cacciano i moschi e le renne. Nella siberia orientale, le sue prede preferite sono i caprioli, i wapiti della manciuria, cinghiali, moschi, e renne, mentre nel Territorio del Litorale attacca i sika e i goral. In Mongolia, si ciba prevelentamente di argali e raramente gli stambecchi siberiani. Come il licaone, ma contrariamente al lupo grigio, il cuon non caccia gli umani.[6][35] Contrariamente a molti canidi, il cuon non disdegna consumare frutta e verdura. In cattività, è stato segnalato mangiando vari tipi di erbe e foglie, apparentemente per puro piacere.[38] I cuon del Tien Shan infatti consumano una quantità notevole di rabarbero di montagna durante l'estate.[6] Sebbene sia opportunista, il cuon sembra avere una certa riluttanza nell'assalire i bovini domestici.[63] Tuttavia, la predazione sul bestiame da parte dei cuon è stato un problema in Bhutan sin dagli ultimi anni novanta, siccome il bestiame viene spesso lasciato libero a pascolare nei boschi, a volte per settimane intere. In contrasto, i bovini tenuti in stalla di notte o pascolati presso le case non vengono attaccati. I buoi sono più vulnerabili che le vacche, probabilmente perché vengono dati meno protezione.[64]

Nemici e concorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Cuon ucciso e depositato in un albero da un leopardo.

In certe regioni, i cuon condividono il loro areal con le tigri e i leopardi. La concorrenza fra queste specie viene solitamente evitata attraverso la scelta di categorie di prede diverse, sebbene rimane una sovrapposizione alimentare notevole. Insieme ai leopardi, i cuon tipicamente preferiscono prede pesanti tra i 30 e 175 chili, mentre le tigri selezionano solitamente animali superiori ai 176 chili. Altre caratteristiche, come il sesso, l'arborealità e l'aggressività delle prede possono giocare un ruolo nel modo in cui i tre predatori li scelgono. I cuon tipicamente attaccano i cervi pomellati maschi, mentre i leopardi sono meno schizzinosi, e le tigri preferiscono prede più grandi. I cuon e le tigri raramente riescono a catturare i colobi, mentre i leopardi riescono grazie alla loro agilità negli alberi. In contrasto, i leopardi sono cacciatori di cinghiali inefficaci in confronto ai cuon e alle tigri, grazie alla forza e feroce dei suini.[12] In certe occasioni, i cuon sono stati segnalati ad assalire le tigri. Quando sono braccati dai cuon, le tigri cercheranno rifugio negli alberi o si posizioneranno con le spalle a un tronco o un cespuglio, dove possono essere molestati per lunghi periodi prima di tentare a fuggire. Le tigri che fuggono vengono solitamente uccise, mentre quelle che affrontano i cuon hanno più possibilità di salvezza.[35] Le tigri sono avversarie pericolose per i cuon, essendo fornite di abbastanza forza fisica da poter uccidere un cuon con una sola zampata.[65] Lo scrittore Kenneth Anderson descrisse un tale evento che lui assistì:[66]

(EN)

« The dogs had spread themselves around the tigress, who was growling ferociously. Every now and again one would dash in from behind to bite her. She would then turn to attempt to rend asunder this puny aggressor, when a couple of others would rush in from another direction. In this way she was kept going continually, and I could see she was fast becoming spent.
All this time the dogs were making a tremendous noise, the reason for which I soon came to know, when, in a lull in the fray, I heard the whistling cry of the main pack, galloping to the assistance of the advance party. The tigress must have also heard the sound, for in sudden, renewed fury, she charged two of the dogs, one of which she caught a tremendous blow on its back with her paw, cracking its spine with the sharp retort of a broken twig. The other just managed to leap out of danger. The tigress then followed up her momentary advantage by bounding away, to be immediately followed by the five remaining dogs. They were just out of sight when the main pack streamed by, in which I counted twenty-three dogs, as they galloped past me without the slightest interest in my presence. Soon the sounds of pursuit died away, and all that remained was the one dead dog. »

(IT)

« I cani avevano circondato la tigre, che ringhiava ferocemente. Ogni tanto, un cane gli attaccava da dietro per morderla. Si girerebbe per dilaniare quest'aggressore diminuitivo, quando degli altri gli colpirebbero d'un altra direzione. Fu costretta a continuare così, e vedevo che si stava rapidamente stancando.
Nel frattempo, i cani facevano una cacofonia tremenda, la cui ragione scoprò quando, durante un rilassamento nello scontro, sentì il richiamo stridolante del branco principale, in corsa per assistere il reparto d'avanguardia. Deve averlo sentito anche la tigre, poiché con furia rinnovata, si caricò contro due dei cani, uno di essi colpiti da una tremenda zampata sulla schiena, spaccandosi la spina dorsale col suono acuto d'un ramoscello spezzato. L'altro riuscì appena ad evitare il pericolo. La tigre sfruttò il suo vantaggio momentaneo andando di corsa, seguita poi dai cinque cani rimasti. Erano ormai fuori campo quando il branco principale, in cui ho contato ventitre esemplari, arrivò di corsa, galoppandomi davanti senza alcun interesse nella mia presenza. Presto, i suoni dell'inseguimento si allontanarono, e tutto ciò che rimase fu il singolo cane morto. »

(Kenneth Anderson)

Ciò che rimaneva della tigre in questione fu scoperta il giorno dopo cinque miglia dal luogo di battaglia iniziale, circondata da cinque cuon morti.[66] I cuon possono derubare i leopardi delle loro prede, mentre i leopardi possono tentare a uccidere i cuon se li incontrano da soli o in coppia.[35] Siccome i leopardi sono più piccoli delle tigri e più probabili a cacciare i cuon, i clan di cuon tendono a reagire più aggressivamente verso di loro che alle tigri.[67] Sono stati segnalati numerosi casi in cui i cuon hanno costretto i leopardi a rifugiarsi negli alberi.[35] Fu una volta ritenuto che i cuon fossero un fattore nel sopprimere le popolazioni di ghepardo asiatico, ma ciò è dubbioso, siccome i ghepardi evitano le zone di bosco fitto preferito dai cuon.[68]

I clan di cuon ogni tanto molestano gli orsi dal collare e labiati, impedendogli di rifugiarsi nelle caverne e mordendogli i posteriori.[35] Sebbene siano solitamente antagonistici verso i lupi grigi,[6] ogni tanto i due canidi cacceranno insieme.[69] C'è almeno un caso in cui un lupo solitario fu adottato da una coppia di cuon nel Debrigarh Wildlife Sanctuary.[70] Ogni tanto, formano gruppi misti con gli sciacalli dorati. I cani randagi possono uccidere i cuon, sebbene sono stati segnalati casi in cui le due specie mangino insieme.[71]

Malatie e parassiti[modifica | modifica wikitesto]

Il cuon è vulnerabile a un numero di diverse malattie, soprattutto nelle zone dove condivide il suo areale con altri canidi. Patogeni contagiosi come Toxocara canis sono presenti nelle sue feci, e può contrattare la rabbia, il cimurro, la rogna, la tripanosomosi, il parvovirus canino, ed endoparassiti come i cestodi e i nematodi.[11]

Areale[modifica | modifica wikitesto]

Cuon cibandosi d'una carcassa di sambar, Parco nazionale di Khao Yai.

Il cuon potrebbe essere ancora presente nel parco nazionale di Tunka, presso il Lago Bajkal.[72] Potrebbe ancora esistere nel Territorio del Litorale, con segnalazioni non confermate nella foresta protetta di Pikthsa-Tigrovy Dom. In altre zone del Territorio, non ci sono state segnalazioni sin dagli anni settanta.[73] Attualmente, non ci sono segnalazioni recenti affidabili di cuon in Russia. Lo stesso vale per Mongolia, Kazakistan, Kirghizistan, e Tagikistan, sebbene un esemplare fu catturato nel distretto di Jiangxi in Cina meridionale. Nel 2011-2013, furono segnati la presenza di numerosi cuon ad altitudini di 2,000-3,500 metri presso la riserva di Taxkorgan nella regione del Karakorum/Pamir nel Xinjiang, presso i confini con Pakistan, Tagichistan ed Afghanistan.[74] Sono stati avvistati anche nell'Altyn-Tagh, presso il Tibet.[75] Non si sa con certezza se la specie continua ad abitare nel Tien Shan, sebbene appare in pochi numeri nel Gansu, con almeno un clan segnalato nel Qilian Shan nel 2006.[76] Resiste ancora in Tibet, e potrebbe anche abitare in Corea del Nord.

Sebbene non ci sono state segnalazioni in Pakistan, la specie una volta viveva nelle steppe alpine che si estendevano fino a Kashmir. Il cuon resiste ancora in India al sud del Gange, soprattutto nelle pianure centrali e i ghati occidentali ed orientali degli stati meridionali. Nell'India nordorientale, abita nell'Arunachal Pradesh, Assam, Meghalaya, e il Bengala occidentale. Lo stato della specie nelle Himalaya e l'India nordoccidentale è precaria, con le popolazioni frammentate. Potrebbero esistere ancora nella zona Ladakh del Kashmir. Abitava una volta nella regione Terai della pianura indo-gangetica.[2] Nel 2011 in Nepal, dei clan furono avvistati attraverso il cameratrappolaggio nei parchi nazionali di Chitwan[77] e Kanchenjunga.[78] In Bhutan, i cuon si sono recuperati dopo una campagna d'avvelenamento svolto negli anni settanta, ristabilendosi negli anni novanta.[79] Attualmente, occupano il Parco nazionale di Jigme Dorji.[80] I cuon sono ancora presenti nelle riserve forestali della zona Sylhet del Bangladesh nordorientale e i colli di Chittagong nel sudoriente. È improbabile però che i cuon in quei luoghi rapresentino popolazioni stabili, siccome la maggior parte delle segnalazioni sono solo di individui solitari o piccoli gruppi che probabilmente sono in declino a causa della mancanza di prede.[2]

La presenza del cuon in Birmania fu confermata in undici zone, dove sembra che, insieme al leopardo, ha rimpiazzato la tigre come predatore alfa. Il suo areale è molto frammentorio nella penisola malese, Sumatra, Giava, Vietnam e Tailandia.[2] Nel 2014, fu confermato la continuata presenza della specie nel Parco nazionale di Kerinci Seblat in Sumatra.[81] Un sondaggio di fototrappolaggio nel santuario forestale di Khao Ang Rue Nai in Tailandia nel 2008-2010 confermò la presenza di almeno un clan in buona salute.[82] Nel Laos settentrionale, i cuon sono stati soggetti a vari studi nelle zone protette nel 2012.[83]

Una popolazione disgiunta è stata segnalata negli anni novanta nelle zone di Trebisonda e Rize nella Turchia nordorientale, presso il confine con Georgia.[84] Certe autorità hanno accettato la segnalazione come valida,[47] mentre altre ne erano scettico.[2] Nel 2013, fu abbattuto un esemplare presso Cabardino-Balcaria.[85] Nel 2015, una spedizione guidata dal museo di storia naturale di Sofia tentò di confermare la presenza di cuon in Turchia.[86] La ricerca non ebbe frutto.[87]

Nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Una cimasa presente sullo stupa di Bharhut, risalente al 100 a.C., rappresenta tre cuon costringendo una persona o spirito a rifugiarsi in un albero, come fanno i cuon odierni con le tigri.[88] La reputazione feroce dell'animale è espressa in India attraverso i suoi numerosi nomi peggiorativi, che dalla lingua Hindi si traducono in "diavolo rosso", "cane diavolo", "diavolo della giungla" o "mastino di Kālī".[65] Secondo lo zoologo Leopold von Schrenck, ebbe difficoltà nell'ottenere esemplari di cuon durante la sua esplorazione dell'Amur, siccome i giliachi locali temevano tanto l'animale. Questo timore e superstizione però non era condivisa con i Tungusi. Von Schrenk teorizzò che questo atteggiamento diverso verso i cuon fosse allegato al fatto che i Tungusi fossero un popolo di caccia e raccolta.[24] Creature simili ai cuon sono descritti in numerosi vecchi testi europei, inclusi le saghe degli Ostrogoti, dove vengono raffigurati come cani infernali. I cani demoniaci che accompagnano Arlecchino nelle sacre rappresentazioni francesi del medioevo e i cani leggendari della foresta di Brocéliande sono stati attribuiti ai cuon. Secondo Charles Hamilton Smith, i canidi feroci di Montefalcone descritti da Scaligeri potrebbero essere basati sui cuon, siccome vengono descritti come diversi dai lupi in comportamento, vocalizzi e apparenza. Lo stemma dei Montefalconi infatti rapresenta due cani rossi come sostegni.[17]

I cuon, riferiti come "dhole", appaiono nella storia I cani rossi ne Il secondo libro della giungla di Rudyard Kipling, dove vengono rapresentati come animali aggressivi e sanguinari che spuntano dal Deccan per invadere il Seoni, dimora di Mowgli e la sua famiglia adottiva di lupi. Sono descritti vivendo in enormi branchi contenenti centinaia di esemplari, e sono temuti sia da Shere Khan che Hathi. I dhole sono odiati dal popolo libero a causa della distruttività, il loro disdegno per le tane e il fatto che sono forniti di pelo tra le dita. Con l'aiuto di Mowgli e Kaa, il popolo libero riesce a sterminare i dhole adescandoli attraverso degli alveari e un fiume torrenziale, per poi uccidere i superstiti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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