Campiglia Tramonti

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Campiglia
frazione
Campiglia
Campiglia – Veduta
Panorama sull'abitato di Schiara e lo Scoglio Ferale
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
ComuneLa Spezia-Stemma2.png La Spezia
Territorio
Coordinate44°04′28.7″N 9°47′42.61″E / 44.07464°N 9.79517°E44.07464; 9.79517 (Campiglia)Coordinate: 44°04′28.7″N 9°47′42.61″E / 44.07464°N 9.79517°E44.07464; 9.79517 (Campiglia)
Altitudine403 m m s.l.m.
Abitanti109[1]
Altre informazioni
Cod. postale19132
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Nome abitanticampioti, campigei o campigliesi
PatronoSanta Caterina
Giorno festivoPrima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campiglia
Campiglia

Campiglia è un borgo, frazione del comune della Spezia, situato sul crinale di colline che chiudono a occidente il golfo spezzino. Prossima alle Cinque Terre, offre scorci panoramici che si spingono oltre la zona orientale del golfo, fino alle Alpi Apuane. È inoltre all'interno del sito UNESCO Porto Venere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto).

In direzione di Porto Venere, il territorio di questa frazione è collegato attraverso numerosi sentieri alle vicine frazioni di Persico e Navone. Verso il mare si estende fino alle rocce di Albana (dette le Rosse, scogliere particolarmente ricche di ossido di ferro grazie al quale assumono la loro colorazione rosso intenso molto suggestiva) e a quelle del Muzzerone (dette le Nere per l'affioramento superficiale di ardesia).

Probabile insediamento preromano, conserva resti archeologici nella limitrofa località di Castellana e resti megalitici al Monte della Madonna, nella contigua Tramonti di Biassa.

Campiglia Tramonti è una località nota per la sua produzione del vino Sciachetrà - il Tramonti di Campiglia, simile al Tramonti di Biassa prodotto nella vicina frazione di Biassa - e per la raccolta di pregiato zafferano, pianta che qui un tempo era di crescita spontanea e che oggi è regolarmente coltivato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vista al tramonto

Forse già saltuario approdo di naviganti fenici e greci, la storia documentata di questa località è antica di almeno otto secoli fa. Il toponimo - di origine latina (campilia) - significa terre di proprietà comune destinate a coltivi è nominato in diversi atti storici.

La prima citazione (sia pure dubbia) di Campiglia è rintracciabile secondo fonti autorevoli in un atto dell'imperatore Ottone II che porta la data del 18 luglio dell'anno 981 (etiam Campilia cum piscatione et venatione sua). L'atto è riportato nel Regesto del Codice Pelavicino pubblicato nel 1912 negli Atti della Società Ligure di Storia Patria di Genova.

Due successive citazioni - che paiono contrastare sia pure solo in parte con la precedente - risalgono rispettivamente al 1185 e al 1191 e, nella definizione logistica e consequenziale del territorio, riferiscono della prossimità del Castrum Campiliae e della Curtem Cararie (l'attuale Carrara).

Altri studiosi hanno preferito soffermarsi, nell'approfondimento della storia di questa località, sul castello di Campiglia, riconosciuto dall'imperatore Federico I come appartenente al vescovo di Luni e definito dominante il golfo della Spezia, o anche castello di Campiglia sopra Porto Venere.

La Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

A Santa Caterina di Alessandria, patrona di Campiglia, è dedicata la chiesa nella piazza del paese e che risale al 1326 (tutt’oggi rimane soltanto l’altare risalente al 1540). Intorno al XVI secolo, forse per iniziativa dei marchesi di Carpena, la cappella fu ingrandita alle proporzioni attuali.

La semplice facciata è a capanna, con un piccolo occhio strombato e due finestre ai lati del portale di accesso. Una porta laterale è sormontata da un architrave barocco in marmo.

Il bell'altare maggiore, con le colonne in marmo portoro e i capitelli in marmo lunense, risale al 1640 ed espone un rilievo dedicato alla Santa martire, datato 1540, incluso in un dipinto (l'Annunciazione con i Santi Caterina, Giovanni Battista e Martino) e attribuito al Carpenino.
Su una parete un affresco con la scena del Battesimo di Gesù restaurato nel XX secolo sotto commissione di Anna Sturlese.

L'imponente campanile in pietra è stato iniziato nel 1883 (incisione sulla porta di entrata) è terminato nel 1888 (incisione sul muro a lato della campana frontale).

Nel rione del “castello” troviamo l’antica chiesina in pietra, ora sconsacrata.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 109 abitanti fissi