Beiersdorf (azienda)

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Beiersdorf AG
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Stato Germania Germania
Tipo Società per azioni
ISIN DE0005200000
Fondazione 28 marzo 1882
Fondata da Paul Carl Beiersdorf
Sede principale Amburgo
Persone chiave Thomas-Bernd Quaas, presidente del consiglio di amministrazione
Fatturato Green Arrow Up.svg 5.633 milioni di (2011)
Risultato operativo 646 milioni di (2011)
Utile netto Green Arrow Up.svg 259 milioni di € (2011)
Dipendenti 17.666 (2011)
Sito web www.beiersdorf.com

Beiersdorf AG è una multinazionale tedesca che produce prodotti per la cura della persona. È quotata presso la Borsa di Francoforte. Produce beni di consumo ed ha sede a Bezirk Hamburg-Eimsbüttel. La società e controllata da Maxingvest AG, una holding della famiglia di Günter Herz. Alcuni marchi noti sono Nivea, Tesa, Labello, Eucerin e Hansaplast.

Ingresso della Werke di Amburgo-Hausbruch

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Logo dal 1979 al 2014. I quattro punti stanno a indicare le attività principali: Cosmetica, Medicale, Farmaceutico e Tesa

1882–1932[modifica | modifica wikitesto]

Beiersdorf fu fondata a Amburgo come laboratorio chimico, gestito da Paul Carl Beiersdorf (1836-1896). Beiersdorf brevettò il 28 marzo 1882 un nuovo metodo di fabbricazione di cerotti medicali. Da qui nasce la Beiersdorf. Nel 1890 fu comprata dall'imprenditore Oskar Troplowitz che sviluppò notevolmente il giro di affari, con acquisizioni e con nuove linee di prodotti, come nuovi tipi di cerotti e bande adesive che più tardi presero il nome Tesa. Nel 1922 avviene la commercializzazione dei cerotti Hansaplast.[1] Poi Nivea, Leukoplast, Labello dal 1909. Così come Paul Beiersdorf, Troplowitz lavorò in stretta collaborazione con il dermatologo Paul Gerson Unna (1850–1929). Grazie a questi, Troplowitz assunse Isaak Lifschütz, scopritore dell'agente emulsificante Eucerit (=das schöne Wachs, Wasser-in-Öl-emulsione), principale ingrediente della crema Nivea, commercializzata nel dicembre 1911.[2]

L'azienda crebbe velocemente: Se nel 1890 vi furono undici collaboratori, nel 1918 arrivarono a 500. Nel 1892 Troplowitz comprò un lotto di terra per la nuova sede; Beiersdorf si spostò a Amburgo-Eimsbüttel. Presto l'azienda divenne nota in tutto il mondo con un notevole numero di prodotti. Nel 1914 furono raggiunti tutti i continenti.[3]

Oscar Troplowitz e il suo socio Otto Hanns Mankiewicz morirono nel 1918. La Beiersdorf cambiò regione sociale il 1º giugno 1922 come società per azioni P. Beiersdorf & Co. AG. In quegli anni fu introdotto Hansaplast. Nel 1925 la crema Nivea fu messa sul mercato con la classica confezione circolare blu con scritte bianche.[4][5]

Nel 1929 la Beiersdorf viene quotata in Borsa. All'epoca vi erano venti sedi nel mondo. Nel 1936 viene introdotto il marchio tesa, sinonimo di nastro adesivo.

Nel 50º anniversario del 1932 Beiersdorf occupava 1.400 collaboratori.[4]

1933–1951[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933 l'azienda viene messa sotto il nazionalsocialismo, così alcuni dirigenti di origini ebraiche come Willy Jacobsohn presidente dal 1922 furono estromessi.[6] Con l'introduzioni delle leggi razziali iniziò la campagna (Stürmer) contro l'azienda: 'Kauft keine Judencreme' (non comprate crema dei giudei).[3] Jacobsohn guidò la sede olandese di Amsterdam, emigrando nel 1938 negli USA. Fu messo alla presidenza Carl Claussen. La pubblicità Nivea fu bloccata. Beiersdorf ingaggiò Elly Heuss-Knapp, più tardi First Lady della Bundesrepublik, per una pubblicità.[7]

Alla fine della seconda guerra mondiale la sede di Amburgo fu bombardata, i marchi sotto il controllo degli Alleati. Dopo la guerra i diritti dei marchi ritornarono, comprati.[8]

Nel 1949 il fatturato Beiersdorf fu di oltre 30 milioni di DM.[4]

Nel 1951 Beiersdorf fabbrica il primo prodotto che divenne poi 8x4: "desodorierende Toiletten- und Badeseife“. Fu la base per i deodoranti successivi 8x4 come Deopuder, Aerosolspray, Deoroller e Deostift.[9]

1972–1990[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 si raggiungono i 10.000 dipenedneti. Nel 1974 Beiersdorf struttura l'azienda in quattro pilastri cosmed, medical, pharma e tesa. Max Herz con la Tchibo detiene il 25% delle azioni.[4]

Nel 1981 si raggiungono i 2 miliardi di DM di fatturato. Nel 1984 viene partecipata la fabbrica di sapone Seifenfabrik Hirtler di Heitersheim, comprata nel 2006/2007.[10][11][12][13].

Nel 1989, la strategia aziendale si orienta verso cura dei capelli, adesivi e cura delle ferite. Si rafforza anche la cosmetica.

Negli anni 1990 Beiersdorf, rientra in possesso dei diritti dei marchi in GB, Australia e Sudafrica. L'ultima acquisizione fu in Polonia per la Beiersdorf-Lechia S.A. a Poznań (NIVEA Polska sp. z o.o.).[4]

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Beiersdorf Bär, Franklinstraße 1, a Berlino-Charlottenburg

Il 1º aprile 2001 la tesa AG viene fondata. All'epoca vengono prodotti 6.500 articoli diversi.[14]

Il 1º aprile 2001 viene anche fondata la BSN medical ad Amburgo. Come joint-venture Beiersdorf e Smith & Nephew di Londra, la BSN medical produce articoli per cura delle ferite, ortopedia e flebologia. BSN Medical occupava nel 2004 in Germania 350 persone e 3.400 nel mondo. Fatturato di 504 milionidi Euro e risultato operativo di 70 milioni di Euro. Nel 2006 la BSN medical viene acquisita per 1,03 miliardi di Euro da Montagu Private Equity.

Nel 2003 viene fondata la Beiersdorf Shared Services GmbH (BSS) outsourcing di IT e contabilità. La BSS fa anche da partner interno del gruppo Beiersdorf. Nella sede di Amburgo lavorano 300 persone.[15]

In questi anni avviene una lotta di potere. La concorrente Procter & Gamble fa causa. Un consorzio sotto la guida di Tchibo Holding AG (ora maxingvest ag) compra dalla Allianz SE il 19,6% delle azioni e raggiunge il 49,9%, e Allianz 3,6%. La amburghese HGV Hamburger Gesellschaft für Vermögens- und Beteiligungsmanagement mbH detiene il 10% di Allianz e rivende queste azioni nel giro di tre anni. Il 7,4% Beiersdorf ricompra le azioni, 3% della Beiersdorf-Pensionskasse (Troma Alters- e Hinterbliebenenstiftung).[16] La politica di Amburgo era di temere la cessione dei marchi alla Procter & Gamble con il 75% di quote anche ottenute con la vendita della parte Allianz. Nel giugno 2009 Allianz cede le quote dal 7,2% al 2,88%.[17]

Il 22 dicembre 2008 la Beiersdorf AG è quotata al Deutschen Aktienindex (DAX).

Nel 2008 la concorrente Unilever presso il Deutsches Patent- und Markenamt fa causa per il colore di fabbrica blu Nivea. Beiersdorf fa ricorso nel 2013 al Bundespatentgericht.[18] Beiersdorf ricorre alla Bundesgerichtshof (BGH). Nel luglio 2015 la BGH ha riaperto il caso verso il Bundespatentgericht per troppa rigidità nel trattamento del diritto di marchio.[19]

Struttura societaria[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei prodotti più noti Beiersdorf: Nivea Crema

La Beiersdorf AG con i marchi Consumer e tesa (dal 2001 Tesa (azienda)) ha una famiglia di prodotti a marchio Nivea, Labello, Hansaplast, Eucerin, Florena, 8x4, atrix, La Prairie, SLEK (mercato cinese) o tesa.[20]

Nel dicembre 2010 viene seguita una nuova strategia industriale con Juvena e Marlies Möller. Precedentemente tenuta da Troll Cosmetics.[21]

La sede è a Amburgo, oltre a Berlino e Waldheim. La sede si Vienna è la centrale per l'est Europa.

Marchi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Beiersdorf AG: Beiersdorf Chronik Beiersdorf Chronik. Abgerufen am 12. Mai 2014 (DOCX).
  2. ^ (DE) Claudia Hansen: Die Entstehung von Nivea. In: Nivea - Entwicklung einer Weltmarke., Beiersdorf AG, Druck: Offset Korb, Hamburg 1995, S. 8–9.
  3. ^ a b (DE) Nivea: Vom Alltagsprodukt zur Kultmarke, su Webseite NDR, 09 maggio 2011. URL consultato il 09 luglio 2015.
  4. ^ a b c d e (DE) Stern: Die Beiersdorf Geschichte: . Abgerufen am 15. April 2015.
  5. ^ (DE) NDR: Der Mann, der die Nivea-Creme erfand: . Abgerufen am 6. Mai 2015.
  6. ^ (DE) Unsere Geschichte: Persönlichkeiten, su Webseite Beiersdorf AG, min. 2014. URL consultato il 09 luglio 2015.
  7. ^ (DE) Spiegel: Die Filme der First Lady: . Abgerufen am 6. Mai 2015.
  8. ^ (DE) Zeit: Dank Heftpflaster-Patent zum Weltkonzern: . Abgerufen am 6. Mai 2015.
  9. ^ (DE) Beiersdorf AG: Markengeschichte 8x4: . Abgerufen am 10. Juli 2015.
  10. ^ (DE) Pressemitteilung Beiersdorf AG, Beiersdorf plant Verkauf der Seifenfabrik Hirtler, beiersdorf.de, 19. Juli 2006. URL consultato il 5. August 2012.
  11. ^ (DE) Pressemitteilung Beiersdorf AG, Seifenfabrik Hirtler GmbH, Heitersheim, in neuen Händen, beiersdorf.de, 16. Februar 2007. URL consultato il 5. August 2012.
  12. ^ Badische Zeitung, Schlechte Zeiten, gute Zeiten, badische-zeitung.de, 16. Juni 2012. URL consultato il 5. August 2012.
  13. ^ (DE) Badische Zeitung, Chemie verbunden mit Technik, badische-zeitung.de, 27. Juli 2012. URL consultato il 5. August 2012.
  14. ^ (DE) tesa AG: Unternehmensgeschichte: Die Beiersdorf Geschichte: . Abgerufen am 13. Juli 2015.
  15. ^ (DE) Wir gehören zu Beiersdorf, su Webseite Beiersdorf AG. URL consultato il 09 luglio 2015.
  16. ^ (DE) Hamburger Abendblatt, Sieg für Hamburg: Tchibo und Stadt kaufen Beiersdorf, abendblatt.de, 24. Oktober 2003. URL consultato il 8. September 2009.
  17. ^ (DE) Die Welt, Allianz reduziert Anteil an Beiersdorf-Konzern, welt.de, 27. Juni 2009. URL consultato il 8. September 2010.
  18. ^ (DE) Beschluss in der Beschwerdesache betreffend die Marke 305 71 072 (PDF), su Webseite Bundespatentgericht, 19 marzo 2013. URL consultato il 09 luglio 2015.
  19. ^ (DE) Kampf um Nivea-Blau: Etappensieg für Beiersdorf, su Webseite NDR, 09 luglio 2015. URL consultato il 09 luglio 2015.
  20. ^ (DE) Unsere Marken, su Website Beiersdorf. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  21. ^ (DE) Janotta, Anja, Beiersdorf stößt Juvena und Marlies Möller ab, wuv.de, 20. Dezember 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Katrin Cura: Von der Apotheke zur chemischen Fabrik - 125 Jahre Beiersdorf. Naturwissenschaftliche Rundschau 60(11), S. 579–581 (2007), ISSN: 0028-1050
  • Die P. Beiersdorf & Co. AG im Nationalsozialismus: interne Gleichschaltung Neuorientierung der Werbekommunikation / vorgelegt von Thorsten Finke, Univ. Hamburg, Magisterarbeit, 2006
  • Oscar Troplowitz, Forscher, Unternehmer, Bürger. Eine Monografie von Ekkehard Kaum, Verlag Günther Wesche, Hamburg 1982
  • 100 Jahre Beiersdorf 1882 - 1982, BDF AG, Druck: Hans Christians Druckerei, Hamburg, 1982

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