Basovizza

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Basovizza
frazione
Basovizza – Veduta
Chiesa di Santa Maria Maddalena e monumento ai caduti
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Trieste-Stemma.png Trieste
Comune Trieste-Stemma.svg Trieste
Territorio
Coordinate 45°38′40″N 13°50′08″E / 45.644444°N 13.835556°E45.644444; 13.835556 (Basovizza)Coordinate: 45°38′40″N 13°50′08″E / 45.644444°N 13.835556°E45.644444; 13.835556 (Basovizza)
Altitudine 377 m s.l.m.
Abitanti 684 (29 febbraio 2012)
Altre informazioni
Cod. postale 34149
Prefisso 040
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Basovizza
Basovizza
Alcuni abitanti di Basovizza durante una celebrazione nei tipici costumi tradizionali dei borghi carsici

Basovìzza (Basoviza in dialetto triestino, Bazovica in sloveno) è una frazione del comune di Trieste, nella zona nord-est, sull'altopiano del Carso, a 377 metri di altitudine. Uno degli edifici più pregevoli della frazione è la chiesa di Santa Maria Maddalena Penitente costruita nel 1857 al posto del precedente edificio di culto, del 1335.

Presso Basovizza sono state costituite due importanti istituzioni scientifiche a livello internazionale: l'osservatorio astronomico di Trieste ed il sincrotrone ELETTRA, uno dei più importanti progetti di studio sull'atomo condotti dalla ricerca italiana.

Secondo il censimento austriaco del 1910 allora il 97,6% della popolazione di Basovizza era di madrelingua slovena[1].

Nei pressi della località si trova un monumento che ricorda quattro membri del TIGR sloveni condannati a morte dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato nel 1930.

In loco si trova anche la foiba di Basovizza in cui furono gettati numerosi italiani trucidati dai partigiani jugoslavi e su cui è stato collocato un monumento a ricordo di tutte le vittime degli eccidi del 1943 e 1945. Nel 1992 il presidente delle Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro ha dichiarato il pozzo monumento nazionale.

La foiba[modifica | modifica wikitesto]

La cosiddetta foiba di Basovizza è un profondo pozzo minerario, scavato all'inizio del XX secolo per l'estrazione del carbone e poi abbandonato per la sua improduttività.

L'infoibamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Foiba di Basovizza.

Nel maggio 1945 venne occultato all'interno del pozzo di Basovizza un numero imprecisato di cadaveri di prigionieri, militari e civili trucidati dall'esercito e dai partigiani jugoslavi. Storici come Raoul Pupo, Roberto Spazzali, e Guido Rumici sostengono che è impossibile calcolare il numero esatto dei corpi infoibati. Testimonianze dell'epoca raccolte da parte britannica parlano di alcune centinaia di vittime, mentre da parte italiana vennero diffuse cifre assai superiori, fondate però unicamente sulla cubatura dei detriti presenti nel pozzo. Le esplorazioni di tale cavità sono state ostacolate dalla ingente massa di materiali, compresi proiettili inesplosi, e non hanno prodotto significativi risultati[2].

Il monumento agli "eroi di Basovizza"[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immediato dopoguerra, nei pressi della frazione fu eretto, con il sostegno di tutto l'antifascismo locale, un monumento a quattro antifascisti membri del TIGR condannati a morte e fucilati nel 1930 dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato per una serie di attentati, compreso lo scoppio di una bomba alla redazione de "Il Popolo di Trieste", l'organo locale del PNF, che causò la morte di un redattore, Guido Neri, e il ferimento di tre persone.[3] Nel decennio che precedette la seconda guerra mondiale, i quattro fucilati (i membri del TIGR Ferdo Bidovec, Fran Marušič, Zvonimir Miloš e Alojzij Valenčič) divennero un simbolo dell'antifascismo sloveno con il nome di "eroi di Basovizza". La stessa voce di Bazovica (il nome sloveno della località) si estese fino a diventare un vero e proprio sinonimo del sentimento antifascista e antinazista delle popolazioni slovene. Il toponimo Bazovica dette perciò nome a molte associazioni, a un giornale (stampato dal 1941 al 1944 al Cairo, Egitto), a una brigata partigiana nel corso della guerra e a una canzone popolare.[4] Ogni anno vi si svolge un atto di commemorazione al quale partecipano rappresentanti della Repubblica slovena. Nel 2010 ha partecipato alla celebrazione per la prima volta anche una delegazione della Provincia di Trieste, con la presidentessa Maria Teresa Bassa Poropat.

Il centro di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema Trieste.

Negli ultimi anni è diventato un importante centro per la fisica sperimentale grazie alla costruzione del Laboratorio di luce Sincrotrone ELETTRA. Nei pressi della frazione si trova anche la stazione di Basovizza dell'osservatorio astronomico di Trieste.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spezialortsrepertorium der Oesterreichischen Laender. VII. Oesterreichisch-Illyrisches Kuestenland. Wien, 1918, Verlag der K.K. Hof- und Staatsdruckerei
  2. ^ Foibe, su www.treccani.it. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  3. ^ Giampaolo Valdevit, Storia di una periferia insicura, Editore Bruno Mondadori, 2004, pag. 27
  4. ^ Le celebrazioni per gli eroi di Bazovica (1945–1948): alcuni risultati di una ricerca in corso, Gaetano Dato, Acta Histriaae 18, no.3, 2010

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