Gropada

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Gropada
Gropada.jpg
La piazzetta "P'r ulce" con il pozzo del 1859
e l'edicola di Sant'Antonio.
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaTrieste Trieste
CittàTrieste-Stemma.svg Trieste
Circoscrizione2
Codice postale34149
Abitanti297 ab.
Patronosan Rocco

Coordinate: 45°39′55″N 13°50′56″E / 45.665278°N 13.848889°E45.665278; 13.848889

Gropada (Gropàda in dialetto triestino, Gropada in sloveno) è un quartiere[1] del comune di Trieste e uno dei borghi più antichi del Carso triestino. Situato circa 6 km a est della città, si trova a 397–406 m s.l.m. e conta circa 300 abitanti.

Il piccolo abitato rurale è raggruppato intorno alla chiesetta di San Rocco, costruita forse nel Seicento, di certo anteriore al 1780, data di un suo restauro.[2] I dintorni sono noti agli appassionati di speleologia per le varie grotte ("abissi") riconducibili non solo alla natura "carsica" del terreno ma probabilmente anche al corso sotterraneo del Timavo.[3] A nord del paese si segnala pure la presenza di uno dei pochi stagni carsici sopravvissuti e anticamente usati per l'approvvigionamento idrico e come abbeveratoio del bestiame, oggi restaurato e di nuovo pieno di fauna.

Ogni anno, a partire dal 2008, a Gropada si svolge la gara promozionale di orienteering "Senza confine" nei boschi fra Italia e Slovenia che, oltre al significato sportivo, ha anche un alto valore simbolico nel superare la memoria di dolore e sangue che ha contrassegnato quella frontiera.[4] Grazie al crescente numero e qualità dei partecipanti alle varie edizioni della gara, in pochi anni Gropada è diventato un centro particolarmente conosciuto per l'orienteering e il 23 giugno 2011 vi è stato inaugurato un percorso fisso per la pratica e l'avvicinamento a questo sport.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio diplomatico del comune di Trieste conserva un documento in cui la località viene menzionata già nel 1150 come zona dove i Bonomo, antica casata nobile triestina, possedevano delle vigne. Certamente abitata nel 1278, fu prima possedimento del vescovo di Trieste e poi feudo dei conti di Gorizia.

Lo storico Ireneo della Croce, nella sua Historia di Trieste del 1698, segnala Gropada fra i centri del Carso triestino abitati dai Chichi (Cicci, istrorumeni).[5]

La popolazione crebbe lentamente da poco più di una quarantina di persone nel Quattrocento alle 112 unità del 1777, per conoscere poi un rapido incremento accompagnato dalla costruzione di nuove abitazioni nel corso dell'Ottocento fino a toccare il massimo di 445 abitanti nel 1936.

La grande maggioranza della popolazione originaria è slovena. Secondo l'ultimo censimento austriaco del 1911, la quasi totalità (99,1%) della popolazione era di madrelingua slovena.[6] I cognomi più antichi, che si ritrovano nei documenti del XVII secolo, sono Gojča, Kalc, Milkovič, Mužina e Pečar; a questi si sono aggiunti nel XIX secolo i cognomi Brce, Grgič, Križmančič, Sosič e Vrše, spesso italianizzati sotto il regime fascista (Berzi per Brce, Goiza o Goicia per Gojča, Gregori per Grgič, Calzi per Kalc, Crismani per Križmančič, Milcovich ed Emiliani per Milkovič, Musina per Mužina, Pecchiar o Pecchiari per Pečar, Sossi per Sosič). Nell'ultimo decennio del XX secolo e nel primo del XXI vi è stato un notevole afflusso di nuovi residenti di madrelingua italiana, ad oggi gia oltre il centinaio (circa il 35%), ben integrati nella comunità.

Nel 1945, durante la breve occupazione jugoslava della Venezia Giulia, anche Gropada fu teatro dei cosiddetti massacri delle foibe. «Il 12 maggio 1945 furono fatte precipitare nel bosco di Gropada trentaquattro persone, previa svestizione e colpo di rivoltella "alla nuca"», così riporta l'Elenco foibe istriane dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Trieste - Statuto
  2. ^ Varie immagini della chiesa, del paese e dei dintorni si possono vedere sui siti locali Working people, a Trieste e Picasa Web Archiviato il 31 maggio 2016 in Internet Archive. Album Archiviato il 28 maggio 2016 in Internet Archive..
  3. ^ Varie relazioni di indagini speleologiche nella zona sono pubblicate su Progressione, rivista giovanile di settore edita dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan (la sezione triestina del Club Alpino Italiano), e possono essere consultate sul relativo sito. Si vedano, ad esempio, il n. 20 del 1989, il n. 44 del 2001, il n. 51 del 2004 e il n. 52 del 2005.
  4. ^ Sull'argomento si può vedere, fra gli altri, il sito dell'Orienteering Club Gaja, organizzatore della gara.
  5. ^ Ireneo della Croce, Historia antica, e moderna: sacra e profana, della città di Trieste, Venezia, Girolamo Albrizzi, 1698, p. 334. Consultabile anche su Google libri.
  6. ^ Spezialortsrepertorium der österreichischen Länder, Vienna, Verlag der K.K. Hof- und Staatsdruckerei, 1918, vol. VII "Oesterreichisch-Illyrisches Küstenland" (Repertorio speciale delle terre austriache, "Il litorale austro-illirico") .
  7. ^ Il documento è consultabile sul sito dell'Associazione. Per le diverse interpretazioni e valutazioni generali del fenomeno storico delle foibe si rimanda alla voce massacri delle foibe. Per il caso particolare di Gropada va segnalato che il passo citato è desunto sostanzialmente dal volume dei coniugi Marco Pirina e Annamaria D'Antonio, Genocidio... Gorizia, Trieste, Pola, Istria, Fiume, Zara, Dalmazia (Pordenone, Silentes Loquimur, 1995), aspramente criticato da Claudia Cernigoi, Operazione foibe a Trieste. Come si crea una mistificazione storica: dalla propaganda nazifascista attraverso la guerra fredda fino al neoirredentismo (Udine, Kappa Vu, 1997). Al di là degli intenti e delle visioni politiche contrastanti dei due testi, il numero delle vittime di Gropada è per entrambi 34: riunite da Pirina nell'unica dizione "bosco di Gropada", ridistribuite da Cernigoi in tre diverse foibe, 11 in quella di Gropada, 2 in quella di Padriciano e 21 nell'abisso Plutone (fra Basovizza e Gropada). Dal testo della Cernigoi (consultabile on line) si ricavano anche i nomi di tutte le vittime. A sua volta, il testo della Cernigoi è stato ampiamente censurato e rettificato da Giorgio Rustia in Contro "Operazione foibe a Trieste" (Trieste, Associazione Famiglie e Congiunti dei Deportati Italiani in Jugoslavia ed Infoibati, 2000, pure consultabile on line[collegamento interrotto]), che distingue due foibe a Gropada (il Pozzo, con 5 salme recuperate, e la Foiba del cane, con 8 salme), mentre conferma le 2 vittime della foiba di Padriciano e le 21 dell'abisso Plutone.