Armida Barelli

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Beata Armida Barelli
Armida Barelli.jpg
 

Cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, cofondatrice delle Missionarie della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo e cofondatrice dell'Opera della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo

 
NascitaMilano, 1º dicembre 1882
MorteMarzio, 15 agosto 1952 (69 anni)
Venerata daChiesa cattolica
BeatificazioneDuomo di Milano, 30 aprile 2022 da papa Francesco
Ricorrenza19 novembre

Armida Barelli (Milano, 1º dicembre 1882Marzio, 15 agosto 1952) è stata un'educatrice italiana, cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dirigente dell'Azione Cattolica Italiana, cofondatrice delle Missionarie della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo e cofondatrice dell'Opera della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo. È stata proclamata beata dalla Chiesa cattolica il 30 aprile 2022.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce in una famiglia economicamente benestante, da Napoleone e Savina Candiani. Armida aveva due fratelli (il medico Luigi e l'ingegnere civile Pier Fausto) e tre sorelle (Gemma, Mary e Vittoria). Si avvicina alla religione in età scolare, nel collegio svizzero a Menzingen (considerato il migliore del tempo), diretto dalle Suore della Santa Croce, dove studia per cinque anni tra il 1895 e il 1900. In quel periodo ha modo di approfondire una vita spirituale e sceglie di dedicarsi ad opere sociali, rinunciando a creare una propria famiglia. Tra le persone importanti del suo cammino spirituale, ci sono padre Agostino Gemelli, padre Arcangelo Mazzotti (1880-1961)[1], e don Enrico Mauri. Nel 1910 Armida divenne terziaria francescana. Nel 1913, alla vigilia della festa del Sacro Cuore, nel Duomo di Milano, si offrì definitivamente al Signore per l’apostolato, rimanendo inserita nelle realtà temporali. Al fianco di padre Gemelli la giovane donna affrontò un impegno religioso e sociale non debole.

La fondazione dell'Università cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921, mentre ricopre (dal 1917) la carica di amministratore unico dell'editrice Vita e Pensiero, raccoglie da Giuseppe Toniolo,[2] (figura storica del movimento cattolico italiano) l'impegno di fondare, insieme a padre Gemelli, Francesco Olgiati e Ludovico Necchi, "una Università dei cattolici italiani". Dopo soli tre anni vengono aperte a Milano le prime due facoltà (Scienze sociali e Filosofia) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Armida Barelli è la tesoriera dell'Università; ed è lei a fondare, nel 1924, la prima «Giornata universitaria», volta alla raccolta fondi per l'ateneo.

Impegno ecclesiale[modifica | modifica wikitesto]

Armida Barelli si è sempre profondamente impegnata per l'affermazione dei diritti delle donne e per lo sviluppo di politiche per il lavoro e la formazione. Nel 1910 conosce padre Agostino Gemelli, che la convince ad entrare, nello stesso anno, nel Terz'ordine Francescano. Il 17 febbraio del 1917 fonda la Gioventù Femminile Cattolica Milanese, analoga a quella maschile già esistente, con il sostegno del cardinale Ferrari. Su scelta di Papa Benedetto XV, nel 1918 la Barelli diviene Presidente Nazionale della Gioventù Femminile, con il compito di diffondere il movimento in tutte le diocesi italiane.[3]

Nel 1919, ad Assisi, fonda, insieme a padre Gemelli, un Pio sodalizio, le Terziarie Francescane del Regno Sociale del Sacro Cuore, che diventerà l'Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, di ispirazione francescana, che oggi conta circa 2400 consacrate. L'Istituto rappresentava una decisa novità. Infatti, nel 1889, con l'Ecclesia Cattolica di papa Leone XIII, erano state ufficialmente riconosciute "pie unioni" di laici consacrati non legate ad ordini religiosi, ma solo nel 1947, con la Provida Mater Ecclesia di papa Pio XII, verranno creati gli Istituti secolari.

Nel 1922 sostenne, con l'apporto della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, in Cina Settentrionale, l'Istituto Benedetto XV, con il compito di assicurare una dote alle fanciulle cinesi povere che avevano la vocazione religiosa, per aprire un orfanotrofio ed un dispensario per i poveri.[4] Dall'Istituto nasceranno le Terziarie Francescane del Sacro Cuore - Benedetto XV.[5] Nel 1929 fonda, sempre con Gemelli, l'Opera della Regalità, con il compito di avvicinare il laicato cattolico alla liturgia. L'importanza di quest'iniziativa va colta nel fatto che si era ben lontani dal clima del Concilio Vaticano II e, quindi, ai laici era riconosciuto pochissimo spazio nell'azione liturgica della Chiesa.

Nel 1946 è nominata Vice Presidentessa generale dell'Azione Cattolica per un triennio, da Papa Pio XII. Dal 1920 al 1950, gira, nonostante l'ostilità del regime fascista, l'Italia per promuovere la Gioventù Femminile, che arriverà a contare 1.500.000 iscritte, organizzando Convegni, Pellegrinaggi e Settimane Sociali. Nel 1946 è in prima linea nella battaglia per il voto alle donne. Nel frattempo, le sue fondazioni, tese a valorizzare e promuovere la personalità della donna, si estendono anche in Venezuela, Australia, Bulgaria, Stati Uniti d'America, Cina. Nel 1948 si impegna nella campagna elettorale a favore della DC, per impedire la vittoria dei social-comunisti del Fronte Democratico Popolare.[6]

La malattia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1949, nella lunga infermità - soffre di paralisi bulbare - vive in spirito di penitenza, nella preghiera e nell'offerta, in particolare, per la costruzione della Facoltà di Medicina e del Policlinico Gemelli di Roma.

«Accetto la morte, quella qualsiasi che il Signore vorrà, in piena adesione al volere divino, come ultima suprema prova d'amore al Sacro Cuore, di cui mi sono fidata in vita e voglio fidarmi in morte; e come ultima suprema preghiera per ciò che nella mia vita fu il sogno costante: l'avvento del Regno di Cristo quaggiù[7]»

Morì a Marzio, in diocesi di Como, nella casa (villa San Francesco) dove ogni anno si ritirava dal 29 giugno al 4 ottobre a partire dal 1919. Fu assistita spiritualmente dal parroco e suo confessore, don Luigi Curti (1914-2016), per 80 anni pastore intrepido di Marzio. Egli ne custodì la memoria, zelando la causa di beatificazione per tutta la vita. Il giorno della nascita al Cielo della Beata era il giorno dell'Assunta. Anni più tardi, faceva notare monsignor Curti, i funerali di Armida Barelli ebbero luogo la domenica successiva, e lo stesso accadde per la Messa di trigesima, che cadde appunto in domenica. Le Messe dunque si celebrarono con i paramenti bianchi in entrambe le occasioni (e non neri come il rito di allora prescriveva). Fu tumulata nel locale cimitero fino all' 8 marzo 1953, quando la sua salma fu trasportata in un solenne corteo, composto da migliaia di persone, dal piccolo cimitero di Marzio per essere tumulata nella cripta della Cappella del Sacro Cuore presso l' Università Cattolica.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Armida Barelli nella cripta della Cappella dell'Università del Sacro Cuore di Milano

Il 17 luglio 1970 l'arcidiocesi di Milano ha aperto il processo diocesano per la sua beatificazione, che dopo la conclusione, prosegue a Roma presso la Congregazione competente.

Il 1º giugno 2007 è stata dichiarata venerabile da papa Benedetto XVI che ha autorizzato il decreto di promulgazione delle sue virtù eroiche.[8]

Il 20 febbraio 2021, papa Francesco ha riconosciuto un miracolo avvenuto per sua intercessione, aprendo la strada alla sua beatificazione.[9] Il miracolo riguarda la guarigione di una donna di 65 anni, Alice Maggini, che a Prato il 5 maggio 1989 era stata investita da un camion mentre viaggiava in bicicletta. La forte commozione cerebrale riportata a seguito dell'incidente portò i medici a diagnosticare gravi conseguenze di tipo neurologico. In modo scientificamente inspiegabile, Alice Maggini è guarita completamente, riprendendo la sua vita in totale autonomia fino alla morte avvenuta nel 2012.[10]

La cerimonia di beatificazione è avvenuta nel duomo di Milano il 30 aprile 2022[11], presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi; assieme ad Armida Barelli[12] è stato beatificato anche il sacerdote diocesano Mario Ciceri.[13] La data della memoria liturgica è stata fissata al 19 novembre, giorno in cui nel 1919 avviò ad Assisi le Terziarie Francescane del Regno Sociale del Sacro Cuore.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rombi, Guido, 1965-, Chiesa e società a Sassari dal 1931 al 1961 : l'episcopato di Arcangelo Mazzotti, Vita e pensiero, 2000, ISBN 88-343-0097-1, OCLC 43816823. URL consultato l'11 maggio 2022.
  2. ^ I fondatori, su Istituto Toniolo. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2012).
  3. ^ Dario Morfini, Parrocchia e laicato cattolico nel Novecento meridionale, pp. 428-429.
  4. ^ XI'AN DA DOVE PARTIVA LA VIA DELLA SETA. ACI e Congregazione Suore francescane missionarie del Sacro Cuore, su ACInternazionale. URL consultato il 4 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2004).
  5. ^ (EN) R.G. Tiedemann, Tertiary Franciscan Sisters of the Sacred Heart, su Ricci Roundtable on the History of Christianity in China (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2011).
  6. ^ Armida Barelli, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
  7. ^ Da uno scritto di Armida Barelli.
  8. ^ Promulgazione di Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi, 01.06.2007, in Bollettino. Sala stampa della Santa Sede, 1º giugno 2007. URL consultato il 12 aprile 2022.
  9. ^ Promulgazione di Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi, 20.02.2021, in Bollettino. Sala stampa della Santa Sede, 20 febbraio 2021. URL consultato il 12 aprile 2022.
  10. ^ Angela Ambrogetti, Papa Francesco approva il miracolo di Armida Barelli fondatrice della Gioventù cattolica, su ACI Stampa, 20 febbraio 2021. URL consultato il 12 aprile 2022.
  11. ^ Duomo di Milano - sabato 30 aprile 2022: Beatificazione di Armida Barelli e don Mario Ciceri. URL consultato il 30 aprile 2022.
  12. ^ Armida Barelli, la santità delle imprese impossibili. URL consultato il 30 aprile 2022.
  13. ^ Don Mario Ciceri, la santità della normalità. URL consultato il 30 aprile 2022.
  14. ^ Nel ricordo di Armida Barelli. Mostra commemorativa a cinquant'anni dalla morte avvenuta a Marzio. Marzio, Sala Multiuso Comunale, 3 - 31 agosto 2002, su Pro Loco Marzio.
  15. ^ Opera Armida Barelli, su Opera Armida Barelli (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2020).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armida Barelli, La sua voce. Dalle lettere di Armida Barelli, ISM, 1978
  • Armida Barelli, La nostra storia, OR, Milano, 1972
  • Armida Barelli, La sorella maggiore racconta, OR, Milano, 1981
  • L'opera di Armida Barrelli nella Chiesa e nella società del suo tempo. Atti dell'incontro di studio dell'Istituto Paolo VI, Ave, Roma, 1983
  • Antonio Acerbi, Fra utopia e progetto, Ave, Roma 1988
  • Irma Corsaro, Armida Barelli - Vita e Pensiero, Milano, 1954
  • Maria Del Genio, Armida Barelli. Un'esperienza di mistica apostolica laicale, Libreria Editrice Vaticana, Roma, 2002
  • Ezio Franceschini, "L'angelo custode di Padre Gemelli", in: Uomini e fatti dell'Università Cattolica, Padova 1984
  • Pier Luigi Guiducci, Armida Barelli. La donna che discuteva con il “Magnifico Terrore”, EDUCatt, Milano 2021
  • Lazzati, Monticone, Poma, Zerbi, Armida Barelli nella società italiana, OR, Milano, 1983
  • Angelo Majo, Armida Barelli, Nuove Edizioni Duomo, Milano, 1989
  • Dori Marchetti, L'immensa opera di Armida Barelli, OR, Milano 1989
  • Maria Sticco, Una donna tra due secoli, OR, Milano, 1983. Nuova edizione per Vita e Pensiero: 2021
  • Andrea Ciampani, Carlo M. Fiorentino, Vincenzo G.Pacifici, La Moralità dello storico: indagine storica e libertà di ricerca: saggi in onore di Fausto Fonzi, Rubettino editore, 2004, ISBN 8849807732, 375 pp.
  • Gaudenzio Zambon, Laicato e tipologie ecclesiali: Ricerca Storica sulla Teologia del Laicato in Italia alla luce del Concilio Vaticano II (1950-1980), Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma, 1996, ISBN 8876527230, 535 pp.
  • Dario Morfini, Parrocchia e laicato cattolico nel Novecento meridionale: l'episcopato barese di Giulio Vaccaro (1898-1924), Edipuglia srl, ISBN 8872284732, 2006, 599 pp.
  • Maria Alloisio, Ida. Armida Elisabetta Barelli, Padova, Messaggero, 1977

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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