Antifane

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Antifane (388 a.C. circa – 311 a.C. circa) è stato un commediografo greco antico attivo nel IV secolo a.C..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Incerto è il luogo di nascita (forse o Rodi o Smirne o Chio), ma la sua attività si sviluppò comunque ad Atene[1].
Alla fine degli anni Ottanta del IV secolo a.C. avrebbe iniziato la sua carriera di drammaturgo[2], divenendo uno dei maggiori rappresentanti della cosiddetta commedia di mezzo (in generale caratterizzata dall'assenza di polemiche politiche e volta maggiormente a tematiche di divertimento e di evasione): insieme a lui si ricordano anche Eubulo, Anassandride e Alessi.
Sempre secondo le fonti, sarebbe morto a 74 anni a Chio[3], dopo aver ottenuto 13 vittorie agli agoni.
Antifane era il padre di Stefano[4].

Commedie[modifica | modifica wikitesto]

Delle sue opere non restano che frammenti (poco più di trecento) e centoventi titoli[5] (ma la tradizione gli attribuisce fino a 365 opere[6]): Adelphai ("Sorelle"), Adonis, Agroikos ("Il misantropo"), Akestria, Akontizomene ("La donna presa da una freccia"), Aleiptria ("L'olivicultrice"), Alkestis, Antaios, Anteia, Anasozomenoi ("I salvati"), Aphrodites Gonai ("La nascita di Afrodite"), Archestrate, Archon, Argyriou Aphanismos ("La scomparsa del denaro"), Arkas ("L'Arcade"), Arpazomene ("la rapita"), Asklepios, Asotoi ("Depravati"), Auletes ("Il flautista"), Auletris ("La flautista"), o Didymai ("Gemelle"), Autou Eron ("Il narcisista"), Bakchai, Batalos, Boiotis, Bombylios, Bousiris, Boutalion, Byzantios, Cyclops, Chrysis, Gamos ("Matrimonio"), Ganymedes, Glaukos, Gorgythos, Diplasia, Dodonis, Drapetagogos ("Il cacciatore di fuggitivi"), Dyserotes ("Gli amanti infelici"), Dyspratos ("Uno schiavo duro da vendere"), Ephesia, Epidaurios, Epikleros ("Ereditiera"), Euploia ("La navigazione"), Euthydikos, Halieuomene ("La donna pescata"), Heniochos ("Auriga"), Hippeis ("Cavalieri"), Homoioi ("I simili"), Homonymoi ("Omonimi"), Homopatrioi ("I figli dello stesso padre"), Hydria ("L'acquaiola"), Hypnos ("Sonno"), Iatros ("Il medico"), Kaineus, Kares, Karine, Kepouros ("Il giardiniere"), Kitharistes, Kitharodos, Kleophanes, Knapheus ("Il riempitore"), Knoithideus, or Gastron ("Il golosone"), Korinthia, Koroplathos ("L'argillaio"), Korykos, Kouris ("La parrucchiera"), Kybeutai ("I giocatori di dadi"), Lampas ("La torcia"), Lampon, Lemniai, Leonides, Leptiniskos, Leukadios, Lydos, Medeia, Melanion, Meleagros, Melitta, Metoikos ("Meteco"), Metragyrtes ("Il prete mendico"), Metrophon, Midon, Minos, Misoponeros ("Colui che odia la cattiveria"), Mnemata ("Le tombe"), Moichoi ("Adulteri"), Mylon ("Mulino"), Mystis ("La donna iniziata ai Misteri"), Obrimos, Oinomaos, o Pelops, Oionistes ("L'indovino"), Omphale, Orpheus, Paiderastes ("Il Pederasta"), Parasitos ("Il Parassita"), Paroimiai ("Proverbi"), Phaon, Philetairos, Philoktetes, Philometor ("Il mammone"), Philopator ("Amante del padre"), Philotis, Phrearrhios, Plousioi ("I ricchi"), Poiesis ("Poesia"), Pontikos, Probateus ("Il pecoraio"), Problema ("Problema" o "Indovinello"), Progonoi ("Antenati"), Pyraunos, Sappho, Skleriai ("Difficoltà," o "Navi armate"), Skythai ("Sciti"), o Tauroi ("Tori"), Stratiotes ("Il soldato"), o Tychon, Thamyras, Timon, Traumatias ("Il ferito"), Tritagonistes, Tyrrhenus, Zakynthios ("L'uomo di Zacinto"), Zographos ("Il pittore").
Gli argomenti trattati, da quanto risulta da titoli e frammenti[7], erano diversi e traevano spunto anche dalla realtà quotidiana (alcuni titoli riguardano mestieri) o da personaggi noti dalla grande tragedia attica, specie di Euripide. Sulle caratteristiche della sua commedia, già così rilevava Goffredo Coppola:

« Allusioni a fatti politici erano in Antifane frequenti, come nella Pescivendola e nell'Onfale (in questa, Ercole affamato è diretta allusione alla fame durante le guerre di Filippo il macedone). Questo brillante e spiritoso commediografo non risparmiava neppure i poeti e i musicisti nuovi, e Filosseno ed Euripide furono bersaglio dei suoi motteggi. Ma tutto diceva con attica grazia, pieno di brio e di eleganza, sempre terso nella lingua e chiarissimo, sì che Ateneo lo chiama ὁ καρίεις e ὁ ἡδύς. Uno dei più famosi tra i suoi frammenti (...) è quello della Poesia (ποίεσις), nel quale Antifane lamenta la dura sorte dei commediografi costretti a inventare di sana pianta gli argomenti delle commedie, fatto, antefatto, personaggi e conclusione; nonché a correre il rischio di essere fischiati, mentre i tragediografi trovano belli e pronti nella mitologia i soggetti delle loro tragedie »

(G. Coppola, Antifane, in Enciclopedia Italiana)

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Se il giudizio degli antichi sull'eccessiva prolissità di Antifane fosse giustificato o meno, allo stato attuale delle conoscenze dei suoi testi non è possibile giudicare: sta, comunque, di fatto che, nonostante le riserve di molti antichi sul suo stile, molte citazioni dalle sue commedie entrarono negli gnomologi e nei florilegi morali, mentre solo autori come Ateneo e Polluce citano in extenso le commedie antifanee[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Kaibel, in RE, I, 2, col. 2084.
  2. ^ T 2 K.-A.
  3. ^ Suda, α 2735.
  4. ^ Anon., De Com., p. 9 Kaibel.
  5. ^ In Kassel-Austin, PCG, 2, 312 ss.
  6. ^ Suda, α 2735; un titolo nuovo, Antropogonia ("La nascita dell'uomo") è stato recuperato da P.Oxy 420.
  7. ^ In numero di 335 nell'edizione dei PCG di Kassel e Austin.
  8. ^ Il 15,5% del totale dei frammenti e dei titoli antifanei deriva proprio da questi due autori: cfr. The Oxford Handbook of Greek and Roman Comedy, Oxford, OCP, 2014, pp. 669-670.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Coppola, Antifane, in Enciclopedia Italiana
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