Alejandro de Tomaso

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Alejandro de Tomaso
DeTomasoBenelliSei1972.JPG
de Tomaso presenta la Benelli 750 Sei alla stampa nel 1972
Nazionalità Argentina Argentina
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1957, 1959
Scuderie Ferrari, Cooper
GP disputati 2
 

Alejandro de Tomaso (talora Alessandro; Buenos Aires, 10 luglio 1928Modena, 21 maggio 2003) è stato un pilota automobilistico e imprenditore argentino, fondatore dell'omonima casa automobilistica.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre Antonio de Tomaso, nativo di Napoli, era un eminente uomo politico italo-argentino e Ministro dell'Agricoltura nel governo Justo. Sua madre apparteneva ad una delle famiglie più facoltose dell'agricoltura in Argentina.

La famiglia possedeva la Estancia De Tomaso, una grande fattoria dell'estensione di 120.000 ettari, e la giovinezza di Alejandro trascorse tra impegno politico e corse automobilistiche. Iniziò a correre con una Bugatti Tipo 35, ma i suoi primi risultati li raccolse a bordo di vetture Maserati.

Le burrascose vicende argentine del secondo dopoguerra, videro un contrasto serrato tra la vecchia classe politica e la nascente dirigenza peronista che si tramutò in una disfatta economica della famiglia De Tomaso. Dopo aver fondato, con altri, il giornale antiperonista Clarín, Alejandro venne arrestato e, successivamente, la sua partecipazione ad un fallito golpe per rovesciare il presidente Peron, lo costrinse a riparare all'estero, lasciando in Argentina la prima moglie Lola Guiraldes, dalla quale aveva avuto tre figli.

Giunto in Italia, nel 1954, cercò di mettere a frutto la sua esperienza nell'automobilismo, anche sull'onda dei successi ottenuti da vari piloti argentini, quali Fangio e González, all'epoca nel pieno della popolarità. Nel 1955 e nel 1956 venne ingaggiato dalla Maserati e nelle tre stagioni successive corse per la OSCA dei fratelli Maserati, con l'aiuto dei quali impiantò una piccola officina per elaborazione dei motori. Fu in quel periodo da pilota che, tra i molti avversari in pista, De Tomaso conobbe la persona destinata a dare una svolta alla sua vita: una ragazza statunitense appassionata di automobilismo che gareggiava sui circuiti europei sotto lo pseudonimo di Isabelle, dopo essere calata dal New Jersey a Modena che, in quegli anni, rappresentava il tempio mondiale delle auto da corsa.

Lo pseudonimo celava il vero nome di Elizabeth Haskell, sorella del presidente della Rowan Controller Industries di Oceanport, grande azienda statunitense produttrice di sistemi e apparecchiature elettriche per automobili, partner commerciale di Ford e GM. Elizabeth, oltre ad essere comproprietaria dell'azienda, aveva ereditato dal nonno una rilevante quota azionaria della GM. Divenuta la seconda moglie di Alejandro De Tomaso, aprì ogni strada al marito.

Già nel 1959, ottenuto prontamente l'appoggio finanziario della Rowan Industries, la piccola officina divenne la Automobili De Tomaso, assumendo nel proprio logo la medesima "T" utilizzata come marchio per il bestiame nella fattoria del padre. In breve tempo la Automobili De Tomaso iniziò la costruzione di vetture da competizione destinate ai piloti privati e, nel 1964, anche di automobili in piccola serie.

Da questa base di partenza e, soprattutto con l'aiuto della Ford, De Tomaso iniziò ad intraprendere una vorticosa serie di contatti che, nel volgere di alcuni anni, lo portarono ad acquisire un numero impressionante di celebri aziende in crisi e gestite dalla GEPI. La stessa Maserati, finanziariamente mal gestità, passerà sotto l'amministrazione controllata della GEPI. De Tomaso, con una leva finanziaria fondata sul "debito" (leverage buy out), riuscì ad acquisire buona parte del pacchetto azionario della Maserati fin a diventarne il "Padrone".

L'imprenditore argentino, largamente finanziato dallo Stato Italiano, riuscì a controllare marchi storici come Ghia e Vignale nel settore delle carrozzerie, Innocenti e Maserati in quello automobilistico, oltre a Benelli, MotoBi e Moto Guzzi in quello motociclistico.

La filosofia industriale di De Tomaso contemplava un approccio particolarmente aggressivo al mercato che si materializzava nel proporre numerosi prodotti ad alto valore d'immagine, come la Benelli Sei e la Maserati Biturbo, che per le loro qualità fortemente innovative riuscivano sempre a scatenare un sostenuto dibattito della stampa. Impreziositi dalle indubbie doti tecniche e molto curati sotto l'aspetto estetico, i modelli erano però generalmente afflitti da vari difetti di gioventù, determinati dalle brevi fasi di sperimentazione e collaudo cui erano sottoposti. Ciò comportava il rapido declino dei modelli, dopo l'iniziale e lusinghiero interesse degli acquirenti.

Nel 1993, Alejandro De Tomaso venne colpito da una grave malattia che lo obbligò a ritirarsi dall'attività aziendale, portandolo alla morte nel 2003 all'età di 75 anni[1].

Oggi è sepolto nel cimitero di San Cataldo a Modena, dove vi sono anche sepolti Dino ed Enzo Ferrari.

Risultati in F1[modifica | modifica wikitesto]

1957 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Pescara-Stemma.png Flag of Italy.svg Punti Pos.
Scuderia Centro Sud 500 9 0
1959 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Portugal.svg Flag of Italy.svg US flag 49 stars.svg Punti Pos.
O.S.C.A. Cooper T43[2] Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia dell'auto - È MORTO DE TOMASO, www.quattroruote.it, 21 maggio 2003. URL consultato il 15 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  2. ^ Con motore OSCA 4 cilindri in linea.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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