Aeronautica Militare

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Aeronautica Militare
Stemma dell'Aeronautica Militare
Descrizione generale
Attiva dal 28 marzo 1923
Nazione Italia Italia
Alleanza NATO
Servizio aeronautica militare
Dimensione 44 000 effettivi, 13 100 riservisti, 716 aeromobili
Stato maggiore Stato maggiore dell'Aeronautica Militare - Roma
Patrono Madonna di Loreto
Motto "virtute siderum tenus" (latino: con valore verso le stelle)
Colori azzurro
Decorazioni vedi
Sito internet http://www.aeronautica.difesa.it/
Comandanti
capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare gen. di s. a. Pasquale Preziosa
Simboli
Coccarda Roundel of the Italian Air Force.svg
Coccarda a bassa visibilità LV Italian Air Force roundel.svg
Forze speciali (TIER 1)
17º Stormo Incursori.png 17º Stormo incursori

[senza fonte]

Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

L'Aeronautica Militare è, assieme a Esercito Italiano, Marina Militare ed Arma dei Carabinieri, una delle quattro forze armate italiane ed è, in particolare, quella destinata alle operazioni aeree.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Regia Aeronautica.

Le origini dell'aeronautica italiana risalgono alla campagna d'Africa Orientale del 1887-1888, quando il genio militare utilizzò degli aerostati a scopo di osservazione dall'alto. La sezione aeronautica del genio si sarebbe poi espansa negli anni successivi, fino ad assumere la dimensione di un battaglione e successivamente di una brigata. In seguito alla venuta su invito di Wilbur Wright a Roma nel 1909 e delle dimostrazioni che diede delle caratteristiche dell'aeroplano, questi fu adottato e la prima scuola di volo militare fu fondata a Centocelle (Roma) che divenne il primo aeroporto italiano.

Il primo brevetto di pilota venne rilasciato nel settembre 1909 al tenente di vascello Mario Calderara.
Lo stesso Calderara, insieme al Ten. Umberto Savoia, firmò nel febbraio 1910 il primo contratto con i fratelli Wright per la produzione su licenza, in Italia, di 5 aeromobili che utilizzavano i brevetti detenuti dagli stessi Wright.
Il primo utilizzo operativo delle forze aeree avvenne con la campagna di Libia del 1911-1912, attraverso l'utilizzo di 4 aerostati, 2 dirigibili e 28 aerei.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le prime risultanze positive nell'impiego bellico, in Italia si sviluppò l'armata dell'aria, sotto il controllo dell'esercito, ma non le furono destinate sufficienti risorse economiche e all'entrata in guerra nella prima guerra mondiale nel 1915, le forze aeree italiane disponevano solo di 86 aerei. Le esigenze belliche e la sempre maggiore importanza delle operazioni dal cielo fecero diventare prioritaria la costruzione di nuovi aerei e in pochi anni se ne costruirono circa 12.000, in gran parte dalle officine Caproni. Le forze aeree si specializzarono in bombardamenti e i raid più importanti avvennero sulle coste del mar Adriatico, nel 1917 a Pola (in quel momento facente parte dell'Impero austro-ungarico) e addirittura sulla capitale dell'Impero, Vienna, dove nel 1918 avvenne un'incursione di 7 aerei guidati da Gabriele d'Annunzio.

Anche la specializzazione aerea dei caccia ebbe una notevole espansione e si cominciarono a conoscere i primi nomi degli assi, come Francesco Baracca e Pier Ruggero Piccio.

Nel primo conflitto mondiale l'armata dell'aria dovette pagare un costo notevole in termini di vite umane, poiché perirono quasi 2.000 aviatori.

Il primo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza dell'aeronautica crebbe sempre più anche dopo la fine del conflitto, fino alla decisione di scorporare l'arma dall'esercito, elevandola a forza armata indipendente il 28 marzo 1923. Il suo primo nome fu Arma Azzurra, divenuta poi ufficialmente Regia Aeronautica su decisione del re Vittorio Emanuele III. Il 1º gennaio 1926 viene istituito lo Stato Maggiore dell'Aeronautica con a capo il Generale di divisione Pier Ruggero Piccio che divenne, di fatto, il primo capo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica.

Il Fascismo la tenne sempre nella massima importanza e con la nomina di Italo Balbo a ministro dell'Aviazione raggiunse la sua massima espansione, presentata dai gerarchi del tempo come un fiore all'occhiello, grazie ai numerosi record conquistati in fatto di lunghi raid (Italia-Brasile e ritorno, Italia-USA e ritorno, ed altri), di velocità media, di velocità massima e di altitudini raggiunte. Il record mondiale di velocità raggiunta con idrovolante con motore a pistoni risale infatti agli anni trenta ad opera appunto del pilota italiano Francesco Agello. Questi il 23 ottobre 1934, su di un idrocorsa Macchi-Castoldi M.C.72 raggiunse la sensazionale velocità di 709,202 km/h. L'Italia e gli italiani ne andavano e ne vanno fieri, visto che il record è tuttora imbattuto.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Regia Aeronautica.
Ritratto del militare Francesco Maglio realizzato nel 1942 dal Cav. C. Tibaldi, unico fotografo per militari medaglia d'oro.

Al momento dell'entrata in guerra la Regia Aeronautica era inferiore alle forze aeree alleate e nemiche sia qualitativamente che quantitativamente, ma nessuno degli esperti osò ammetterlo di fronte al regime[1]. La guerra civile spagnola, a cui aveva partecipato in forze, aveva illuso i vertici dell'Arma, che con molta superficialità (o per compiacere il Duce) attestarono che la maneggevolezza della formula biplana potesse ancora contrastare validamente i moderni monoplani che stavano entrando in servizio nelle altre nazioni. Il concorso della seconda metà degli anni trenta per dotare comunque la Regia Aeronautica di un moderno monoplano vide paradossalmente quale vincitore di fatto il Fiat C.R.42, biplano a carrello fisso con sole due mitragliatrici, che fu comunque prodotto in quantità sino al 1943 quando Germania, Inghilterra e Stati Uniti avevano in fase avanzata di realizzazione i primi aerei a reazione. I primi caccia monoplano italiani, Fiat G.50 e Macchi M.C.200, furono comunque inferiori ai coevi caccia inglesi. Iniziata con aerei inadeguati la partecipazione degli aerei italiani alla Battaglia d'Inghilterra, spinti al massacro personalmente da Mussolini, che fortemente volle la compartecipazione italiana anche in tale operazione, fu interrotta velocemente dopo i primi disastrosi risultati. Aerei nuovi ma già superati, con abitacolo aperto privo di radio e di battellino di salvataggio nel freddo della Manica e del Mare del Nord, con insufficiente armamento e poca velocità, misero i piloti italiani in condizioni di netta inferiorità. Con l'avvio della produzione su licenza dei più potenti motori di progettazione tedesca Daimler-Benz DB 601 e DB 605, si mise finalmente in linea materiale che poteva combattere ad armi pari col nemico, ma l'apparato industriale dell'epoca non riuscì mai a produrne in quantità sufficiente. Pur in condizioni di inferiorità qualitativa e quantitativa di mezzi, l'Arma fu comunque utilizzata in tutto lo scacchiere mediterraneo e sul fronte russo, dove le rigide condizioni operative evidenziarono nuovamente i pesanti limiti del materiale di volo.

La scarsissima coordinazione dovuta all'ottusa rivalità tra Regia Aeronautica e Regia Marina, provocò i grandi insuccessi di cui furono protagonisti avieri e marinai italiani. Il conflitto di potere tra aeronautica e marina, con la prima che aveva il monopolio di tutto ciò che volava grazie alla legge Balbo, portò alla decisione di non costruire portaerei (per mettere un punto definitivo Mussolini, ancor più ottusamente, affermò che erano inutili perché "l'Italia è tutta una portaerei"). Invece erano sicuramente utili per combattere la Royal Navy, dotata di portaerei e radar, o almeno sarebbero state necessarie squadriglie di aerei basati a terra appositamente addestrate a operazioni navali e sotto il comando funzionale della Marina. Invece l'ammiraglio comandante in mare non poteva chiedere direttamente l'appoggio aereo, ma tramite Supermarina doveva inoltrare la richiesta ai vertici dell'Aeronautica, con i ritardi immaginabili. Il governo fascista, che aveva sempre osteggiato la richiesta della marina di costruire portaerei e di avere aerei propri, solo a conflitto inoltrato e dopo il disastro della battaglia navale di Gaudo e Capo Matapan, rivedette le proprie convinzioni e decise di dotare urgentemente di una portaerei la Regia Marina, trasformando il transatlantico Roma. L'unità avrebbe avuto comunque aerei imbarcati e piloti dell'Aeronautica, ma il sopraggiunto armistizio dell'8 settembre 1943 trovò la nave, battezzata Aquila, completata solo al 90%.

Dopo l'8 settembre assieme al paese si divise anche la forza aerea. Nel sud Italia al fianco degli alleati l'Aeronautica Cobelligerante italiana (ICBAF) del Regno Del Sud operò nei Balcani contro le postazioni tedesche a difesa delle forze di resistenza del posto, mentre nel nord italia l'Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR) della RSI continuò la guerra al fianco dei tedeschi a difesa delle città del nord Italia dai bombardamenti alleati.

L'Aeronautica Cobelligerante italiana (ICBAF)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aeronautica Cobelligerante Italiana.

L'attività nella resistenza italiana inizia la mattina del 9 settembre quando due pattuglie di Macchi M.C.205 scortano alcune unità della nostra flotta da guerra in navigazione da La Spezia ai porti controllati dagli Alleati. Il giorno 11, durante il volo di trasferimento di un reparto da bombardamento dall'aeroporto di Perugia alla Sardegna, la caccia tedesca attacca la nostra formazione dando luogo al primo combattimento aereo tra i due ex alleati. Il giorno 12, mentre aerei da caccia mitragliano colonne tedesche in ritirata nella penisola salentina, per la prima volta le coccarde tricolori appaiono nei cieli di alcune città italiane ancora occupate, sulle quali i nostri velivoli lasciano cadere manifestini, stabilendo in tal modo un concreto legame spirituale tra italiani uniti dalle stesse aspirazioni di libertà.

Tra il settembre e l'ottobre del 1943 l'attività dei velivoli prosegue intensa, soprattutto lungo le coste dell'Albania, della Grecia e della Jugoslavia. Il 13 ottobre la dichiarazione di guerra del governo italiano alla Germania sancisce lo stato di fatto determinatosi con l'armistizio e riconosce quindi ufficialmente quell'attività di guerra che era iniziata immediatamente dopo l'8 settembre. Per non correre il rischio di trovarsi di fronte ad altri Reparti italiani dell'Aeronautica nazionale Repubblicana dell'RSI, le unità al sud vengono prevalentemente impiegate insieme alla Balcan Air Force oltre i confini, in attività offensive contro i tedeschi e difensive, di rifornimento, aviosbarco e trasporto a favore dei contingenti italiani e alleati impegnati, in situazioni spesso tragiche, nei Balcani e nelle isole ioniche.

In questi mesi eccezionale si rivela il lavoro che riescono a compiere i tecnici e gli specialisti dell'Aeronautica. In una situazione in cui gli Alleati avevano di fatto requisito tutto ciò che poteva esser loro utile e i tedeschi si ritiravano verso nord lasciandosi alle spalle solo distruzione, il problema dell'efficienza della linea di volo era non solo gravissimo, ma condizione essenziale per poter continuare a combattere. In questo lavoro vengono fatti miracoli: si organizzano speciali squadre per ricercare e recuperare tutto il materiale possibile che, debitamente accentrato e immagazzinato, consente non solo di sottoporre a revisione la quasi totalità dei velivoli in carico che, per il 90%, avevano superato il prescritto limite di ore di volo, ma anche di rimetterne in efficienza un numero tale da ripianare le perdite subite dai Reparti operanti. Grazie a questi uomini l'Aeronautica italiana combatté a fianco degli anglo-statunitensi utilizzando esclusivamente i propri mezzi fino alla metà di settembre del 1944, quando gli Alleati, nel dare atto agli aviatori italiani della lealtà, dell'entusiasmo e del valore dimostrati, potenziano il Raggruppamento caccia con l'assegnazione di alcuni P-39 e Spitfire e i reparti da bombardamento con alcuni Baltimore, un nome che avrebbe presto identificato uno stormo, lo Stormo Baltimore.

L'8 maggio 1945, con la resa incondizionata della Germania, hanno termine anche le operazioni belliche che l'Aeronautica italiana aveva condotto per venti mesi in disagiate condizioni materiali e supplendo alla scarsezza di mezzi e di macchine solo con le risorse umane e l'entusiasmo. In questo periodo l'aviazione da caccia aveva effettuato azioni di ricognizione offensiva in territorio balcanico, controllando e mitragliando gli impianti e le linee del traffico terrestre, marittimo e aereo del nemico. Sugli stessi obiettivi erano stati effettuati anche spezzonamenti e bombardamenti a tuffo. La caccia era stata inoltre impiegata in missioni di scorta diretta alle formazioni da bombardamento e da trasporto in zona di guerra, in crociere d'interdizione per facilitarne il compito e in ricognizioni meteorologiche lungo le rotte e sugli obiettivi bellici. La continuità e l'efficacia di queste missioni avevano facilitato la conquista da parte degli Alleati di alcune isole dalmate. Di particolare intensità e rendimento erano state le azioni compiute in appoggio alle unità dell'Esercito popolare di liberazione jugoslavo, durante lo sgombero da parte dei tedeschi dell'Albania, del Montenegro, della Dalmazia e di altre regioni della Jugoslavia.

Alle 138 Medaglie d'Oro concesse ad appartenenti alla Forza armata fino al settembre 1943 se ne aggiungono 26 per fatti d'arme compiuti nei venti mesi dopo l'8 settembre da militari dell'Aeronautica inquadrati in Reparti regolari o in Formazioni partigiane; 9 ricompense interalleate sono assegnate ai nostri aviatori nello stesso periodo. In cinque anni di guerra solo l'Aeronautica lascia sul campo oltre 9.000 morti e più di 3.500 dispersi. Terminata con questo pesante tributo di vite una guerra durata 59 mesi, l'Aeronautica italiana si presenta di fronte agli immensi problemi della ricostruzione con le "esigue unità", come le definì in un famoso ordine del giorno del 22 febbraio 1945 il generale Mario Ajmone Cat, nuovo capo di stato maggiore della Forza armata.* [1]

L'Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aeronautica Nazionale Repubblicana.

L'armistizio trova gran parte di quanto restava dell'Aeronautica schierato nel centro-nord della penisola, dov'era gradualmente arretrato per sfuggire alla pressione anglo-americana. Questo, lungi dal proteggerla, ne facilita piuttosto l'accerchiamento e la cattura da parte tedesca, complicando di converso il trasferimento al sud. Di fronte all'angoscioso dilemma sul da farsi, molti sbandano. In diversi luoghi, gruppi più o meno ampi di personale si raccolgono poi attorno a figure prestigiose o comunque disposte a impegnarsi. A Firenze, un punto di riferimento diventa l'aerosiluratore cap. Carlo Faggioni. Il ten. col. Tito Falconi, comandante del 3º Stormo, si presenta ai tedeschi e ne ottiene la nomina a "comandante della caccia italiana", poi disconosciuta dalla RSI. A Roma alcuni ufficiali, tra i quali il solo generale è Arrigo Tessari, si ritrovano a Piazza Colonna. Dal punto di vista ufficiale, tuttavia, Mussolini nomina sottosegretario all'Aeronautica il ten. col. Ernesto Botto, detto "Gamba Di Ferro" per un incidente avuto durante un combattimento aereo nei cieli di Spagna durante la guerra civile, incidente che gli fece perdere una gamba e gli valse una Medaglia d'Oro Al Valor Militare, popolarissimo tra gli aviatori anche perchè comandante della Scuola Caccia di Gorizia. A conferma della fluidità della situazione, Botto apprende la nomina come il resto dell'Italia: dalla radio. Scelto quale capo di stato maggiore il pari grado Giuseppe Baylon, Botto si dedica a costruire la nuova forza armata, battezzata dapprima Aeronautica Repubblicana, con l'aggiunta della qualifica "Nazionale" dal giugno 1944. Tra le mille difficoltà da superare vi sono i rapporti con i tedeschi, che vedono nell'Italia esclusivamente una fonte di manodopera e di risorse: mentre l'Aeronautica Repubblicana stenta a mettere assieme un gruppo per specialità, i tedeschi requisiscono oltre 4.000 velivoli italiani d'ogni genere.

La situazione si sblocca solo alla fine del 1943, quando la restituzione di numerosi Macchi M.C.205 da parte dello JG77 tedesco permette di riequipaggiare il 1º Gruppo Caccia e di farlo debuttare su Torino il 4 gennaio 1944. Proprio la difesa del territorio diventa la missione prioritaria dell'AR. Dopo il 1º Gruppo esordisce la Squadriglia Complementare "Montefusco", su Fiat G.55, seguita in aprile dal 2º Gruppo Caccia, mentre il 3º non diventa mai operativo. Il gruppo aerosiluranti, dotato dei soliti Savoia-Marchetti S.M.79, servì in Egeo e nel giugno 1944 riesce persino ad attaccare Gibilterra. Un gruppo da trasporto, battezzato "Terracciano", viene inviato in Finlandia a supporto delle truppe tedesche e un altro, il "Trabucchi", non entra mai in linea. Seguendo il modello tedesco, l’ANR incorpora anche controaerea e paracadutisti, che in Italia fino a quel momento erano inquadrati nell’esercito. Con l’esaurirsi della produzione nazionale, da metà 1944 i reparti caccia iniziano a transitare sui Messerschmitt Bf 109 tedeschi. A minare il morale contribuisce - oltre alle perdite elevatissime ed allo strapotere avversario - la consapevolezza della riluttanza tedesca, legata al costante obbiettivo di incorporare l'intera organizzazione italiana nella Luftwaffe, ad alimentare i reparti con i velivoli necessari. Nell'agosto 1944 il tentativo di imporre tale scelta costituendo forzosamente una "Legione Aerea Italiana" blocca ogni attività per circa tre mesi. A novembre torna in linea il 2º Gruppo, mentre in dicembre il 1º va in Germania per un ciclo addestrativo, rientrando in tempo per l'ultimo scorcio di guerra e pagando un prezzo durissimo, non solo in termini di aerei e uomini perduti in combattimento.

Dopo aver difeso i cieli italiani per quanto possibile, il suo comandante, il magg. Adriano Visconti, nell'aprile 1945 tratta con i partigiani una resa onorevole. Poche ore dopo, cade a Milano nel cortile della caserma "Monti", colpito alla schiena da una raffica sparata a tradimento da mani tuttora ignote. Con lui muore il suo aiutante di volo Stefanini. Il loro sangue, sparso inutilmente, fa conoscere agli aviatori repubblicani quella guerra civile alla quale loro si erano sempre rifiutati di prendere parte.[2]

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime modifiche sostanziali dell'arma aeronautica fu il cambio di denominazione, dopo il referendum del 2 giugno 1946 prese il nome, ancora attuale, di Aeronautica Militare[2].

Una formazione di F-104ASA dell'Aeronautica militare.

Un motivo di vanto dell'Arma Aeronautica è la sua pattuglia acrobatica, famosa in tutto il mondo, le Frecce Tricolori.

L'Aeronautica Militare si è anche occupata, fino al 1982, del controllo del traffico aereo nello spazio aereo nazionale. Dopo la smilitarizzazione del settore continua a svolgere la funzione di fornitore dei servizi del traffico aereo (Air Navigation Service Provider) per gli aeroporti militari aperti al traffico civile e nelle relative zone di controllo. I controllori del traffico aereo dell'Arma Azzurra sono presenti anche nei centri di controllo d'area di ENAV per la gestione del traffico militare in volo negli spazi aerei civili. Gli Aerosoccorritori, inoltre, continuano a prestare servizio attivo portando in salvo le persone in pericolo.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Con l'ingresso dell'Albania nella NATO, le forze aeree italiane e greche contribuiscono alla difesa dello spazio aereo albanese con gli Eurofighter Typhoon italiani del 4º Stormo di Grosseto e del 36º Stormo di Gioia del Colle e gli F-16 greci.[3]

Il corpo è stato soggetto a numerosi tagli, ma nonostante questo, sono stati fatti alcuni acquisti come l'M-346, l'HH-139, e l'F-35. Quest'ultimo aereo ha però suscitato molte polemiche, per via del costo. L'aeronautica militare sta attualmente schierando alcuni AMX, C-130 e Predator in Afghanistan, per supportare le truppe dell'esercito a terra. Dal 2013 gli AMX hanno distrutto 2 antenne talebane e hanno sventato un attacco terroristico alle elezioni del 5 aprile 2014, contro candidati ed esponenti governativi di spicco della provincia di Herat.[4]

Organigramma e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Emblema dello Stato maggiore Aeronautica
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Organica dell'Aeronautica Militare.

La struttura organizzativa dell'Aeronautica Militare[5] ha subìto, negli ultimi anni, profonde modifiche in chiave riorganizzativa per adattare lo strumento aereo alle nuove esigenze dello scenario internazionale, ed anche per "adattarsi" al "nuovo modello professionale" delle forze armate.

Organizzata in tre livelli organizzativi (Centrale, Intermedio e Periferico), è costituita principalmente da tre Comandi di vertice (cosiddetti Alti comandi), ovvero:

Questi enti sono direttamente dipendenti, insieme dal altri organismi con compiti territoriali (es.:Regioni aeree) e di staff (es.:stato maggiore Aeronautica) dal Capo di stato maggiore dell'Aeronautica.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gradi e qualifiche dell'Aeronautica Militare.
Spille dei distintivi di grado (nell'ordine aviere capo, aviere scelto e sottotenente)

L'Aeronautica Militare suddivide, per esigenze formative, il proprio personale in categorie (ufficiali, sottufficiali, graduati e truppa), intese ad identificare un settore delimitato di attività che presuppone una specifica preparazione di base comune per tutti gli appartenenti alla stessa Categoria.[6] La sospensione del servizio militare di leva in Italia, disposta ai sensi della legge 23 agosto 2004, n. 226[7] l'arruolamento nel corpo è stato riservato ai volontari in ferma prefissata.

Oltre a questa tipologia di suddivisione in base alle categorie, il personale dell'Aeronautica Militare viene suddiviso in ruoli, stabiliti per legge.[8][9]

Ruoli[modifica | modifica wikitesto]

Tenuta di volo per Eurofighter Typhoon

Secondo le normative vigenti il personale dell'Aeronautica Militare è suddiviso nei seguenti ruoli:

Categoria degli ufficiali
  • Ruolo naviganti normale dell'Arma Aeronautica (A.A.r.n.n.)
  • Ruolo naviganti speciale dell'Arma Aeronautica (A.A.r.n.s.)
  • Ruolo normale delle armi dell'Arma Aeronautica (A.A.r.a.n.)
  • Ruolo speciale delle armi dell'Arma Aeronautica (A.A.r.a.s.)
  • Ruolo normale del Corpo del Genio Aeronautico (G.A.r.n.)
  • Ruolo speciale del Corpo del Genio Aeronautico (G.A.r.s.)
  • Ruolo normale del Corpo di Commissariato Aeronautico (C.C.r.n.)
  • Ruolo speciale del Corpo di Commissariato Aeronautico (C.C.r.s.)
  • Ruolo normale del Corpo Sanitario Aeronautico (C.S.A.r.n.)
  • Ruolo speciale del Corpo Sanitario Aeronautico (C.S.A.r.s.)

Per questi ruoli sono previsti inoltre dei ruoli ad esaurimento (R.E.s.p.) e un ruolo unico degli specialisti (A.A.r.u.s.), destinati ad un progressivo esaurimento con il passaggio in quiescenza del personale inquadrato nei predetti ruoli.

Categoria dei sottufficiali[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruolo marescialli (A.A.r.ma.)
  • Ruolo musicisti (Mus.)
  • Ruolo sergenti (A.A.r.se.)

Il ruolo dei musicisti riveste i gradi dei marescialli e il personale è inquadrato in tale ruolo a seguito di arruolamento straordinario e per strumenti musicali.

Categoria dei graduati[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruolo graduati (A.A.R.G.)

Categoria dei militari di truppa[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruolo volontario in ferma (A.A.R.V.F.)

Dati sugli organici[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 marzo 2010 l'organico era stato definito in 44 000 effettivi, di cui 5 700 ufficiali, 26 280 sottufficiali (suddivisi in 3 000 primi marescialli, 6 480 marescialli, 16 800 sergenti), 12 020 volontari (di cui 7 049 in servizio permanente e 4 971 in ferma prefissata)[10]. La situazione reale al 2013 è invece di 42 000 effettivi, ma molto diversa nelle categorie dei marescialli (24 000), sergenti (5 000), volontari di truppa (7 000)[11]. È prevista una ulteriore diminuzione sulla base della riforma promossa nel 2012 dal Ministro Di Paola, che prevede una dimensione di 34 000 effettivi nel lungo periodo (almeno 10 anni).[12][13] È tra le forze aeree militari più antiche del mondo.

Aeromobili in uso[modifica | modifica wikitesto]

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio
(2014)[14]
Note Immagine
Aerei da combattimento
Eurofighter Typhoon Italia Italia
Germania Germania
Regno Unito Regno Unito
Spagna Spagna
caccia multiruolo EF2000
EF2000T
64
12
In produzione fino a 96 esemplari
Eurofighter Typhoon EF2000, Italy - Air Force JP7236326.jpg
F-35 Lightning II Stati Uniti Stati Uniti Italia Italia Regno Unito Regno Unito Israele Israele caccia multiruolo F-35A
F-35B
1
1
Previsti 75 aerei, 15 della versione B e 60 versione A
Panavia Tornado Italia Italia
Germania Germania
Regno Unito Regno Unito
cacciabombardiere Tornado IDS
Tornado ECR
43
15
In aggiornamento entro il 2015 nello standard MLU

La flotta di Tornado sarà radiata e sostituita dai Lockheed Martin Lightning II

Panavia Tornado ECR, Italy - Air Force JP7180558.jpg
AMX Ghibli Italia Italia
Brasile Brasile
cacciabombardiere AMX
AMX-T
43
12
Ammodernati allo standard ACOL
Italian Air Force AMX fighter.jpg
UAV
MQ-1 Predator Stati Uniti Stati Uniti aeromobile a pilotaggio remoto MQ-1 A+ 6 Non armati
UAV Predator Italian Air Force.JPG
MQ-9 Reaper Stati Uniti Stati Uniti aeromobile a pilotaggio remoto MQ-9 B 6 Non armati
Piaggio P.1HH HammerHead Italia Italia aeromobile a pilotaggio remoto P.1HH ISR 0 6 in ordine, sostituiranno Predator e Reaper.

Potranno essere armati di missili e bombe.

Aerei da trasporto
C-130J Super Hercules Stati Uniti Stati Uniti trasporto C-130J
C-130J-30
20
Lockheed C-130J-30 Hercules, Italy - Air Force JP7582260.jpg
C-27J Spartan Italia Italia trasporto C-27J 12 3 C-27J potranno essere trasformati in altrettante cannoniere MC-27J

1 EC-27 J JEDI per guerra elettronica

Alenia C-27J (Pratica di Mare).jpg
A319CJ Germania Germania
Regno Unito Regno Unito
Francia Francia
Spagna Spagna
trasporto A319CJ 3 Inizialmente 4, il primo venduto alla Turchia
Airbus A319-115X(CJ), Italy - Air Force JP6283085.jpg
Falcon 50 Francia Francia trasporto Falcon 50 2 In via di radiazione
Dassault Falcon 50, Italy - Air Force AN0566136.jpg
Falcon 900 Francia Francia trasporto Falcon 900 5
Dassault Falcon 900EX, Italy - Air Force JP6838937.jpg
P180 Avanti Italia Italia trasporto VC-180A
VC-180B
15
2[15]
Utilizzato in via sperimentale per il conseguimento del brevetto di pilota militare su convenzionale (plurimotori)[16]
Piaggio P-180 Avanti.JPG
Aerei da pattugliamento marittimo
ATR 72 Surveyor Francia Francia
Italia Italia
pattugliamento marittimo ATR 72 MP[17] 5 In produzione fino a 5
Br-1150 Atlantic Francia Francia pattugliamento marittimo Br-1150 2 In sostituzione con ATR 72MP
Breguet.atlantic.fairford.arp.jpg
Elicotteri
AB.212 Italia Italia
Stati Uniti Stati Uniti
ricerca e soccorso AB.212 33 In sostituzione con AW-139
AB.212 of Italian Air Force.JPG
AW-101 Italia Italia
Regno Unito Regno Unito
ricerca e soccorso AW-101A 0 In produzione fino a 15
AW-139 Italia Italia
Regno Unito Regno Unito
ricerca e soccorso AW-139A 15
Agusta-Westland HH-139A, Italy - Air Force JP7681850.jpg
NH 500 Italia Italia
Stati Uniti Stati Uniti
utility NH 500E 44
Aeronautica Militare Breda Nardi NH-500E2.jpg
Aerei da addestramento
MB-339 Italia Italia addestramento MB-339PAN
MB-339A
MB-339CD
14
34
29
MB-339CD.jpg
M-346 Master Italia Italia addestramento M-346 6 In produzione fino a 15
Aermacchi M-346 prototype 001.JPG
SF-260 Italia Italia addestramento SF.260EA 30
SIAI-Marchetti SF260EA, Italy - Air Force JP7395571.jpg
Altri aeromobili
EL/W-2085 Israele Israele guerra elettronica EL/W-2085 0 In produzione fino a 2 ---- 1 Gulfstream G-3 AML SIGINT ISR
G 103 Twin Astir Germania Germania aliante da addestramento G 103 9
KC-767 Stati Uniti Stati Uniti rifornimento in volo KC-767 4
Boeing KC-767.JPG
LAK-17 Lituania Lituania aliante da addestramento LAK-17 2
Nimbus-4 Germania Germania aliante da addestramento Nimbus-4DM 2
S-208 Italia Italia collegamento U-208M 20 Utilizzato anche per lo screening attitudinale degli allievi piloti.[16]
SIAI S.208.JPG

Basi dell'Aeronautica Militare[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti sedi di reparti operativi su aeromobili
Aeroporti sedi di altri reparti

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Bandiere di guerra delle forze armate italiane e della Guardia di Finanza in sfilata per la festa della Repubblica. La bandiera di guerra dell'Aeronautica Militare è al centro.

L'Aeronautica Militare è rappresentata da:

  • una bandiera di guerra
  • uno stemma
  • una marcia d'ordinanza
  • una santa patrona (la Madonna di Loreto)

Bandiera di guerra[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera di guerra[18] venne concessa all'allora Regia Aeronautica, con regio decreto nº 1485 del 17 ottobre 1920 e consegnata al Generale Pier Ruggero Piccio, Comandante Generale per la R.A., il 4 novembre 1923 a Centocelle (Roma).[19]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il diritto a fregiarsi dello Stemma Araldico derivò dalla concessione dell'uso della bandiera nazionale alla Regia Aeronautica (regio decreto del 17 ottobre 1920).

Con l'avvento della Repubblica, l'Aeronautica Militare rimase "orfana" di un distintivo d'arma sino al 1970, anno in cui lo Stato maggiore dell'aeronautica inoltrò richiesta di concessione di uno Stemma per l'Arma Aeronautica. Con il decreto del presidente della Repubblica 25 gennaio 1971, veniva concesso lo stemma oggi in vigore.[20]
Il decreto dice testualmente:

"È concesso all'Aeronautica Militare uno stemma descritto come appresso: inquartato nel primo d'oro un cavallo alato azzurro, inalberato e rivoltato, tenente con le zampe anteriori una fiaccola naturale (27ª Squadriglia aeroplani); nel secondo d'argento un grifo rampante rosso (91ª Squadriglia "Baracca"); nel terzo d'argento un quadrifoglio verde (10ª Squadriglia da bombardamento Caproni); nel quarto di porpora il Leone di S.Marco in maestà con la spada e con il libro degli Evangelisti chiuso (87ª Squadriglia "Serenissima").
Sopra lo scudo un'aquila turrita d'oro e sotto, su lista svolazzante d'azzurro, il motto pure in caratteri d'oro: Virtute Siderum Tenus"
.[21]

Il motto in latino Virtute Siderum Tenus (con valore verso le stelle), è poi stato scelto anche dal pattugliatore di squadra Aviere della classe Soldati, acquistato dalla Marina Militare nel 1992.

Lo stemma venne ottenuto riunendo gli emblemi di quattro delle squadriglie che avevano dato prova di abilità, coraggio ed eroismo nella prima guerra mondiale. Le squadriglie scelte furono:

La marcia di ordinanza[modifica | modifica wikitesto]

La marcia di ordinanza dell'Aeronautica Militare fu composta nel 1937 dal primo maestro direttore della banda della Regia Aeronautica, Alberto Di Miniello, che ha arrangiato un motivo di Romualdo Marenco, tratto dal balletto "Amor".

La santa patrona[modifica | modifica wikitesto]

La patrona dell'Aeronautica Militare è la Madonna di Loreto, nome con il quale viene venerata la statua nel santuario della Santa Casa della città di Loreto in provincia di Ancona. La devozione deriva dal decreto di papa Benedetto XV del 24 marzo 1920, con il quale la Madonna di Loreto venne proclamata "Patrona degli Aeronauti". La solennità è il 10 dicembre.

La preghiera dell'aviatore[modifica | modifica wikitesto]

La preghiera dell'aviatore viene recitata nelle cerimonie militari solenni che riguardano la Forza armata o i suoi appartenenti. Il testo, la cui versione originale si deve a Vittorio Malpassuti, modificato dopo la proclamazione della Repubblica Italiana, è il seguente:

« Dio di potenza e di gloria, che doni l'arcobaleno ai nostri cieli, noi saliamo nella Tua luce per cantare, con il rombo dei nostri motori, la Tua gloria e la nostra passione. Noi siamo uomini, ma saliamo verso di Te, dimentichi del peso della nostra carne, purificati dei nostri peccati. Tu, Dio, dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l'artiglio delle aquile, per portare, ovunque Tu doni la luce, l'amore, la bandiera, la gloria d'Italia e di Roma. Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito: fa, nella guerra, della nostra forza la Tua forza, o Signore, perché nessuna ombra sfiori la nostra terra. E sii con noi, come noi siamo con Te, per sempre. »

Il suo testo è scritto su una targa in bronzo presso Palazzo Aeronautica, sede dello Stato maggiore dell'Aeronautica in Roma.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Decorazioni alla Bandiera dell'Aeronautica Militare.

A partire dalla prima guerra mondiale, la bandiera ha ricevuto diverse decorazioni. Tra di esse spiccano le 2 medaglie d'oro al valor militare attribuite per la campagna dell'Africa Orientale Italiana e per il contributo dato durante la seconda guerra mondiale e la resistenza. L'elenco delle decorazioni ricevute è:

Cavaliere BAR.svg 1 Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia

Cavaliere BAR.svg 4 Croci di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Valor militare gold medal BAR.svg 2 Medaglie d'oro al valor militare

Valor aeronautico gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro al Valor Aeronautico

Valor militare silver medal BAR.svg 5 Medaglie d'argento al valor militare

Valor civile silver medal BAR.svg 1 Medaglia d'argento al valor civile

Croce di guerra al valor militare BAR.svg 1 Croce di guerra al valor militare

Medaglia d'argento al merito CRI BAR.svg 1 Medaglia d'argento al merito della Croce Rossa Italiana

Benemeriti della salute pubblica gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro per i benemeriti della salute pubblica

SanitaPubblicaNO.png 1 Medaglia d'oro al Merito della Sanità pubblica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Regia Aeronautica nella Seconda Guerra Mondiale.
  2. ^ Nasce l'Aeronautica Militare.
  3. ^ "L'Aeronautica protegge l'Albania", Rivista Italiana Difesa 09/2009
  4. ^ Articolo nel sito dell'Aeronautica Militare.
  5. ^ L'Ordinamento in A.M. - Strutture organizzative e strumenti ordinativi - Col. A.A.r.a.s. Luigi Fontanelli, Edizione 2007
  6. ^ Stato maggiore Aeronautica - 1º Reparto Ordinamento e Personale, direttiva OD-15 edizione 2002.
  7. ^ [http://www.parlamento.it/leggi/04226l.htm Legge 23 agosto 2004, n. 226, «Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonché delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore».
  8. ^ Legge 10 aprile 1954, n. 113 "Stato degli ufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica", decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490 "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della L. 23 dicembre 1996, n. 662"
  9. ^ Legge 31 luglio 1954, n. 599 "Stato dei sottufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica", decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196 "Attuazione dell'art. 3 della legge 6.3.1992, n.216 in materia di riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato e avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate"
  10. ^ Art. 799 del Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66. URL consultato il 9 novembre 2013.
  11. ^ Nota aggiuntiva Bilancio 2013 su Ministero della Difesa. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  12. ^ Approvata Riforma Di Paola su Analisi Difesa. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  13. ^ Di Paola presenta la riforma della Difesa su Sole 24 ore. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  14. ^ Sandra Lewis-Rice, John Maloney & Marc-Antony Payne, World Air Forces directory 2014, Sutton, Surrey, UK, Flightglobal, 2015, p. 19.
  15. ^ Il portale dell'Aeronautica Militare - Accordo A.M. e Dipartimento Protezione Civile
  16. ^ a b Nuovo iter addestrativo per l'Aeronautica - Analisi Difesa
  17. ^ http://www.atraircraft.com/products/derivatives.html
  18. ^ Aggiornamento realizzato a cura della Segreteria particolare del Capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare in data 6 novembre 2009.
  19. ^ La Bandiera Aeronautica su Portale dell'AM, Ministero della Difesa Aeronautica Militare. URL consultato il 21 aprile 2007.
  20. ^ Stato maggiore Aeronautica - Ufficio storico "Stemma dell'Aeronautica Militare", Roma 1973
  21. ^ Stormi d'Italia, Giulio Lazzanti, 1975, Mursia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Atti normativi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito istituzionale dell'Aeronautica Militare.
  • Rivista Aeronautica, periodico dello Stato maggiore dell'Aeronautica Militare.
  • ic5540-3.pdf, ic5540-5.pdf Norme relative all'uso degli indumenti da volo e da lavoro e norme relative all'applicazione dei vari distintivi e accessori.
  • [3] dell'Aeronautica Militare.
  • [4] dell'Aeronautica Militare.