STOL

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Il famoso aereo STOL tedesco Fieseler Fi 156 Storch: con vento contrario era in grado di decollare in meno di 50 metri e atterrare in meno di 15.

STOL è l'acronimo inglese di Short Take-Off and Landing, letteralmente in italiano: decollo ed atterraggio corti, che viene usato nell'industria aeronautica per descrivere gli aeromobili in grado di decollare e atterrare utilizzando piste corte grazie a diversi accorgimenti tecnici e aerodinamici. In francese la denominazione aéronef à décollage et atterrissage courts – ADAC. La definizione NATO di un aeromobile STOL è:

(EN)

« An aircraft capable of clearing a 15 metre (50 foot) obstacle within 450 metres (1,500 feet) of commencing take‑off or, in landing, of stopping within 450 metres (1,500 feet) after passing over a 15 metre (50 foot) obstacle. »

(IT)

« Un aeromobile capace di di superare un ostacolo di 15 metri (50 piedi) di altezza situato a 450 metri (1.500 piedi) dall'inizio della sua corsa di decollo e, in atterraggio, capace di atterrare fermarsi entro 450 metri (1.500 piedi) dopo aver superato un ostacolo di 15 metri (50 piedi) di altezza. »

(NATO, AAP-06 Edition 2016 - NATO GLOSSARY OF TERMS AND DEFINITIONS (ENGLISH AND FRENCH)[1])

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La lunghezza della pista necessaria per le operazioni di decollo e atterraggio è in funzione del quadrato della minima velocità di volo (la velocità di stallo) e nella costruzione di un aeromobile molti sforzi sono concentrati per ridurre questo valore. Nella fase di decollo, un basso rapporto peso/potenza e una bassa resistenza aumentano l'accelerazione, diminuendo così la pista necessaria per staccare le ruote da terra. In atterraggio, l'uso di grandi aerofreni, bassa velocità di atterraggio o l'uso di spoiler minimizzano lo spazio necessario per fermarsi. Le capacità STOL quindi dipendono dalla lunghezza necessaria per l'atterraggio e il decollo.

Per questo tipo di aeromobili è molto importante la capacità di evitare ostacoli nei pressi della pista (come ad esempio alberi, pali, ecc.) sia in decollo sia in atterraggio. Un basso rapporto peso/potenza e una bassa resistenza forniscono una velocità di salita necessaria per evitare ostacoli in decollo. In atterraggio invece si aumenta la resistenza dell'aeroplano per farlo scendere rapidamente e per smaltire la velocità in eccesso, che risulta poi in un maggiore spazio necessario per fermarsi; per aumentare la resistenza si utilizzano i flap.

Di solito gli aeromobili STOL sono dotati di un'ala molto grande per il peso che hanno e spesso vengono utilizzati anche degli accorgimenti aeronautici come flap, slat e generatori di vortici.

Questo tipo di aeromobili viene progettato per ridurre la velocità di stallo, ma non la capacità di carico: è spesso utilizzato per i collegamenti con comunità isolate e difficilmente raggiungibili via terra, come ad esempio alcune comunità nel Canada del nord o in Alaska. Molti STOL vengono appositamente modificati per operare anche su piste semipreparate o con fondo diverso dall'asfalto: ad esempio possono essere montati degli scarponi o degli sci per operare su acqua o superfici ghiacciate (ad esempio in Antartide).

Alcuni aeroporti vengono progettati specificamente per l'operatività degli STOL, e normalmente sono dotati di un'unica pista corta, occupando quindi meno spazio di un aeroporto tradizionale. Non sono molto diffusi: un esempio è il London City Airport in Inghilterra che si trova proprio al centro di Londra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • STOVLShort Take-Off and Vertical Landing – decollo corto ed atterraggio verticale
  • V/STOLVertical or Short Take-Off and Landing – decollo ed atterraggio verticali o corti

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